LA RINASCITA DELLA FENICE

Questo è un mio tentativo di traduzione, quindi non garantisco la perfezione. Ma volevo farvi conoscere questa storia scritta sui personaggi di Buffy e visto che molti non possono leggerla in inglese ho deciso di tentare di presentarne una traduzione, con il contributo di altri traduttori diletanti come me.

Questa storia, non è mia, ma scritta da Yahtzee. E’ ambientata dopo la fine della serie televisiva, immaginando però che l’ultima puntata sia stata l’ultima della 5°serie, quando Buffy si butta dalla torre e muore. immaginate che Willow non l’abbia resuscitata…..

LA RINASCITA DELLA FENICE

by Yahtzee

PROLOGO

Buffy diede le spalle a sua sorella e iniziò a correre. Corse più forte che poteva nel vortice di luce ed enegia che l’avrebbe consumata…alla fine. La sua fine.

Non pensò a chi lasciava dietro di sé, pensò a ciò da cui sfuggiva.

L’immagine di Dawn, in lacrime e sanguinante, e le parole di Giles riguardo al suo sacrificio…

Il corpo di sua madre, in posizione innaturale sul divano, e il dolore e la confusione che l’avevano bruciata dentro….

Il coltello che aveva conficcato dentro Faith, Faith che aveva odiato e perso, e il modo in cui Faith l’aveva guardata mentre la pugnalava….

Lo sguardo di Angel mentre chiudeva gli occhi fidandosi completamente di lei, senza sapere ciò che aveva fatto e ciò che lei doveva fare….

Mai più, pensò. Mai più. Devo salvare ancora una volta il mondo e intendo salvarlo, ma non lo farò mai più. Non posso più sopportare tutto questo, non posso perdere ancora qualcuno, non posso.

La morte è il mio dono. Mi salverà dal dover perdere ancora qualcuno che amo. Non dovrò più scegliere, non dovrò più fare nulla.

Buffy saltò e cadde nel portale. Poi tutto fu luce e fuoco.

La sua pelle bruciava di dolore. Avrebbe urlato se avesse potuto respirare. Fai che tutto finisca, pensò.

E tutto cessò per lungo tempo.

CAPITOLO 1

La luce colpì Buffy come un pugno, elettrizzò tutto il suo corpo, facendo scorrere brividi lungo i suoi nervi. “Ma che cosa…”

“Rilassati,” disse una voce. Una voce di donna. “Calmati. Va tutto bene.”

Buffy sbatte gli occhi cercando di schiarirsi la vista e di riuscire a vedere qualcosa nella luce accecante che la circondava. C’erano dei muri bianchi….Oh mio Dio, era sopravvissuta.

Questo pensiero non la rendeva felice, anzi pesava come un macigno sulla sua mente stanca: era viva. Com’era possibile?

Ruotò il collo, le sembrava tutto a posto. Tutto il suo corpo le sembrava a posto, sano. Non provava alcun dolore. Era forse in un ospedale? Dawn era sicuramente preoccupata….

 

“Fatemi alzare,”disse, mentre cercava di sollevarsi dal tavolo su cui era stesa.

Ma una mano sulla sua spalla la tenne giù; e Buffy era ancora troppo debole per toglierla di mezzo.”Solo un momento. Aspetta prima che il tuo corpo si abitui all’ambiente.”Buffy si rese conto che la donna parlava con un’accento inglese.

“Quale ambiente?” chiese guardando la donna. Indossava dei larghi abiti bianchi, casacca e pantaloni, e i suoi capelli ricci erano raccolti in un nodo dietro la nuca. Le stava sorridendo…con un certo nervosismo. Buffy abbassò quindi lo sguardo su se stessa “E perchè sono nuda?”

“Oh a quello possiamo rimediare subito,”disse la donna porgendole un lenzuolo che aveva preso da dietro di sé.

“Che posto è questo?”chiese un’altra voce di donna, con uno strano accento. Buffy si voltò verso quel suono per vedere chi aveva parlato.Era una ragazza, un po’ più giovane di Buffy, anche lei nuda, con lunghi capelli neri e la pelle ambrata.Si guardava intorno spaesata “Il vampiro…”disse.

L’uomo barbuto al suo fianco cercò di calmarla”Non è più un pericolo.Stai tranquilla.”

Buffy potè quindi finalmente osservare bene la stanza in cui si trovava. Non sembrava un ospedale, ma una via di mezzo tra un magazzino e un tempio. Il soffitto e le pareti erano spoglie, l’architettura ordinaria, ma c’erano candele lungo il perimetro della stanza con vari simboli incisi sopra di esse….

E c’erano altri tavoli, con altre ragazze stese sopra di essi, come lei e anche loro si stavano svegliando. “Che posto è questo?” chiese.

“Suppongo che tutto questo ti sembri strano”,le disse la donna riccia, mentre le drappeggiava i lenzuolo a coprirle il corpo. “Ricordi il tuo nome?”

“Certo. Buffy Anne Summers,” disse Buffy. “I miei amici non ve l’hanno….”

“Miss Summers,” disse la donna riccia”Diventata cacciatrice nel 1996. Molto bene, è proprio la persona giusta…”

“Sapete che sono la cacciatrice,” disse Buffy. “Come è possibile?”

“So che può sembrare tutto un pò scioccante” le disse la donna.”Ma in realtà è tutto molto semplice. Ti abbiamo riportato indietro.”

“Indietro? Indietro da dove?”

“Tu…tu non ricordi? Non hai percepito nulla in ….in tutto questo tempo?” la donna sembrò cercare le parole giuste.”Tu hai…riposato per lungo lungo tempo.”

Buffy strinse I pugni sul lenzuolo. “Cosa vuoi dire?Sono stata…Ero in coma?”

“Buffy, tu eri morta.”

“I o…..io pensavo infatti…” Buffy scosse la testa confusa ”Mi avete rianimato con le piastre o….”

“No,” disse la donna e il tono della sua voce ora sembrava triste. “Buffy,tu…sei morta molto tempo fa.”

Buffy la fissò scioccata e la donna proseguì, “tu sei stata morta per 350 anni.”

continua…….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPITOLO 2

 

Tu menti,” sussurrò Buffy.
“No,” le rispose la ricciolona. “So che può sembrarti terribilmente strano…”
“Quello che è strano è perchè mai dovresti inventarti una storia del genere, cosa cerchi di ottenere?” Buffy scivolò giù dal tavolo, tenendosi stretto addosso il lenzuolo, e si allontanò velocemente da lei, per poi fissarla con sguardo torvo, la voce resa bassa dall’ira “Dove mi trovo?”
Si guardò attorno spaesata. Altre persone erano in piedi nella stanza, tutte vestite come la ricciuta in abiti semplici, bianchi o grigi. La stanza era ampia, bianca e anonima: antisettica. Quattro ragazze erano stese su dei tavoli (come lo era stata lei prima) e la fissavano, con il suo stesso panico negli occhi, ma nessuna si alzò per mettersi al suo fianco.
“Miss Summers…cerchi di stare calma.” Buffy si giro verso la voce che aveva parlato e vide un uomo di mezza età, in tunica bianca, seduto su una sedia a schienale alto, come imperatore esausto crollato sul suo trono. Aveva capelli neri striati di grigio sulle tempie e una voce ricca e profonda. “Capirà tutto presto….”
“Io non voglio stare a sentire mentre mi propinate un’altra delle vostre storie ,” gli disse Buffy . “Non ho più intenzione di starvi a sentire.”
Corse verso le porte. Sembravano porte di un’ascensore ma non vedeva il pulsante per farle aprire. “Buffy! Cioè…Miss Summers! ” la ricciolona tentò di richiamarla, ma Buffy la ignorò. Se credono che queste porte mi possano fermare si sbagliano di grosso e non sanno cosa sia veramente una cacciatrice. Lasciò cadere il lenzuolo (Al diavolo con la modestia, tanto ormai avevano già visto tutto quello che c’era da vedere), mise le mani fra i due battenti e spingendo con tutta la sua forza, li aprì.
Dei passi risuonarono alle sua spalle e poi la voce dell’uomo seduto, “No lasciatela andare. Lasciate che veda…”
Per qualche ragione quelle parole la spaventarono più di tutto il resto.
Buffy stringendosi di nuovo addosso il lenzuolo Buffy uscì dalla stanza e corse lungo un corridoio, bianco e vuoto anch’esso. Tutto odorava…di vecchio. Come se si trovasse in un’edificio abbandonato, come quelli che a volte esplorava in cerca di vampiri. Si guardò attorno in cerca di una finestra, un telefono, un computer, un altro essere umano,qualsiasi cosa…..niente.
Gli unici suoni erano quelli prodotti dai suoi piedi nudi sul pavimento e il suo fiato corto. “Hei? C’è qualcuno qui?”urlò, ma nessuno le rispose.
Finalmente intravide una porta alla fine del corridoio e corse più forte.Sicuramente oltre quella porta avrebbe trovato l’uscita da quello strano posto. Aprì la porta e si ritrovò davanti una grande finestra che dava su un cielo stellato e sotto quel cielo, nel buio intravedeva una città. Grazie al cielo, ora potrò aprire la finestra e chiamare aiuto o saltare direttamente giù se proprio devo, tanto guarisco in fretta, e una volta in strada, nuda, attirerò sicuramente l’attenzione di qualcuno…..
Si avvicinò alla finestra per guardare meglio attraverso di essa e si immobilizzò.
La città che vedeva era diversa da ciò che si aspettava. Ovunque si trovasse, Buffy era posta molto in alto, più in alto del più alto grattacelo su cui era mai salita e dalla finestra poteva dominare la città. La città era formata da alti edifici collegati da tunnel e strade, molto al di sopra del livello del suolo. Quasi tutti gli edifici però erano bui, solo un terzo produceva una debole luce. E nonostante si vedessero delle specie di rotaie scintillanti correre lungo gli edifici nessun treno le percorreva. Sembrava una città morta.
Si sporse per guardare I livelli più bassi, e in basso molto in basso vide un edificio vagamente familiare, sembrava una torre con un orologio……
Il Big Ben.
Si allontanò di scatto dalla finestra, senza parole. Rimase immobile per un lungo momento, cercando di trovare una spiegazione logica per quanto aveva visto. Doveva esserci ….perchè non era possibile che quanto aveva visto fosse vero.
Cercò di riprendere fiato e di riordinare le idee. Peccato che il suo cervello non volesse collaborare, era come congelato. Sentì dei passi dietro di lei e si voltò. La donna riccioluta e l’uomo dai capelli brizzolati l’avevano raggiunta.
“Non avvicinatevi,” gli intimò Buffy .
Essi si fermarono immediatamente. Dopo un momento l’uomo però le parlò, “Non ho idea di quello che puoi pensare riguardo a noi in questo momento. Ma credimi, noi non vogliamo imprigionarti. Nessuno tenterebbe di catturare o imprigionare una cacciatrice contro la sua volontà, solo uno stupido tenterebbe e noi non lo siamo.”
Una parte della tensione che attanagliava Buffy si allentò, ma non intendeva certo fidarsi di loro per adesso. “Chi sei?”
La ricciolona si illuminò, felice che Buffy sembrasse leggermente più cooperativa. “Sono Frances Keeling,” disse. “E questo è Aaron Markwith.”
“Piacere di conoscerti, Buffy,” disse Markwith .
“Vorrei poter dire lo stesso,”gli rispose ironica Buffy. “Mi fa piacere sapere i vostri nomi, ma speravo in qualche informazione in più.”
“Sono un membro anziano del Consiglio degli Osservatori,” Markwith said. “E Frances sarà il tuo nuovo osservatore.”
“Io ho già il mio osservatore,” Buffy said, her voice small. “Rupert Giles.”
Il volto di Frances si rabbuiò di nuovo e Markwith sospirò e poi si voltò verso Frances. “E’ meglio che vada a controllare gli altri. Parla con Buffy, e riportala nella stanza con le altre quando si sentirà pronta.”
“Va bene, signore.”
“Ci vorrà molto tempo,” gli urlò dietro Buffy, ma lui continuò a camminare voltandole le spalle, indifferente. Sentiva già di odiarlo. Frances si avvicinò a lei e Buffy subitò si riallontanò.
“Oh –Non voglio spaventarti. Capisco che tu ti senta sopraffatta…”
“Sì, come no. Senti quello che sento, ne sono sicura..,” le fece il verso Buffy guardandola con sdegno. “Dov’è Giles?”
“Buffy, quello che ti ho detto prima è vero,” disse Frances lentamente, come se parlasse con un bambino. “Devi credermi. Siamo nell’anno 2353, il mondo è molto diverso da quello che conoscevi. Comunque, ti farà piacere sapere che ho studiato I tuoi dati biografici in nostro possesso; sono incompleti rispetto a quelli delle altre, ma sento di avere appreso abbastanza del tuo periodo storico per riuscire ad aiutarti nel tuo ambientamento in questa epoca.”
Buffy la fissò con occhi sgranati. Non aveva seguito il discorso di quella donna, le parole erano entrate da un orecchio e uscite dall’altro ma qualcosa le era rimasto impresso: una data. Si trovava nel 2353. Cercò di parlare, di trovare le parole per spiegare il suo stordimento, ma riuscì solo a ripetere con un filo di voce “Dove è Giles?”
Frances sembrò irrigidirsi, come per farsi forza. “Tutti quelli che conoscevi sono morti Buffy. Devi accettarlo.”
Buffy rimase in silenzio. Morti. Una parola implacabile e risolutiva, anche se nel suo caso sembrava essere piuttosto flessibile. Ma sicuramente….
Una speranza si fece strada nella sua mente, una debole fioca luce in un buio terribile. , “Sei certa? Tutti?”
“Tutti,” ripetè Frances.
Buffy avrebbe voluto urlarle contro che non era possible, Angel era un vampiro…poteva ancora essere vivo.
Ma Frances era lì, di fronte a lei, immobile e solenne, munita dei dati fornitele dal Consiglio, sicura delle sue parole. E Buffy non le disse nulla, non avrebbe sopportato che le sue ultime speranze venissero spazzate via da quella donna rigida e fredda. Quella di cui parlava era la sua vita, non erano dati , erano persone, sentimenti. Non poteva sentire parlare di coloro che aveva amato con quella freddezza. Aveva detto che TUTTI erano morti. Se le avesse chiesto di Angel, lei gli avrebbe detto come era morto e poi come erano morti gli altri……no non poteva sopportarlo.
Giles,Willow e Xander e tutti coloro che conosceva, che amava, erano tutti scomparsi, cancellati come segni di gesso da un cancellino, senza lasciare traccia.
Buffy preferì concentrarsi sul presente, per soffocare I pensieri morbosi che le vorticavano in testa. “Perchè sono qui?”
Frances le sorrise. “Questa è proprio la domanda che speravo mi facessi. Vieni con me, torniamo dagli altri. Markwith ti spiegherà tutto.”

Quando Buffy e Frances rientrarono nella stanza bianca, le altre ragazze sedute sui tavoli si girarono a fissare Buffy. La ragazza con la pelle ambrata fu la prima a parlare. “Quello che ci hanno detto è vero?”
“Credo di sì,” disse Buffy con voce debole.
La ragazza disse qualcosa, probabilmente una preghiera o una maledizione, in una lingua che Buffy non riconobbe e poi si avvolse più strettamente in un lenzuolo, coprendo anche I suoi capelli.
“Sì, è tutto vero,”disse Markwith. “Questo è l’anno 2353. E voi vi trovate nella sede del Consiglio degli Osservatori. Siete state portate qui per aiutare l’umanità nella sua ultima e più dura lotta. Il mondo è in pericolo e abbiamo bisogno delle cacciatrici.”
Un’altra ragazza, dall’aspetto asiatico e con corti capelli neri, che non sembrava avere problemi di modestia, visto che aveva scelto di non coprirsi con un lenzuolo, si voles verso di lui. “Non avete già una cacciatrice? Quando una muore, un’altra viene chiamata, sempre.”
“Abbiamo una cacciatrice, una valente guerriera che spero conoscerete presto,” disse Markwith camminando lungo il perimetro della stanza. “Ma, come gli ulrimi anni hanno provato, la situazione è ormai al di là del controllo di una singola cacciatrice, anche se molto dotata.”
Controlllo. E quando mai siamo state in controllo? Pensò stancamente Buffy.
Markwith smise finalmente di camminare e inchinandosi presso il circolo delle candele accese prese in mano una specie di sfera..no, non una sfera ma uno strano cranio, si rese conto Buffy. “Se mai troveremo una colonia di demoni Jenta, forse potremo resuscitare ancora più cacciatrici. Dio solo sa che ci serve tutto l’aiuto possibile. Ma per ora abbiamo tovato un solo demone Jenta, che ci ha fornito materiale sufficiente per resuscitare solo cinque Cacciatrici. E abbiamo scelto voi.”
Si volse a guardare la ragazza asiatica che aveva parlato prima. “Xiaoting, che protesse Beijing per otto anni e sopravvisse a due Ascensioni nel tardo ventitreesimo secolo.” Xiaoting sollevò il capo con orgoglio .
Poi Markwith si rivolse alla ragazza dalla pelle ambrata, “Noor, che lotto per cinque anni e riuscì a contrastare l’invasione di un’antica razza di semidei nell’Arabia Saudita dei primi anni del ventiduesimo secolo.” Noor si accigliò e si avvolse ancora più strettamente nel lenzuolo.
Markwith si voles quindi verso Buffy, guardandola dritto negli occhi. “Buffy, che per cinque anni riuscì a controllare le orde di vampiri e demoni attirate dalla Bocca dell’Inferno in California, negli ultimi anni del ventesimo secolo.”
“E ventunesimo,” precisò Buffy. Tutti la fissarono , e lei si sentì un pò stupida per la precisazione, ma in fondo non importava. “Era il ventunesimo secolo quando io…”
Non ebbe il coraggio di proseguire e Markwith riprese il suo discorso come se non l’avesse mai interrotto. “Agatha, che sconfisse uno dei più terribili master vampires duranti I sette anni in cui protesse Bath, nel diciannovesimo.” Una ragazza molto alta e molto pallida con dei chiarissimi capelli biondi, quasi completamente nascosta dal lenzuolo in cui si avvolgeva, annuì, per confermare le sue parole.
“E infine Sumiko,” disse Markwith rivolgendosi all’altra ragazza asiatica, piccola e delicata, che lo osservava senza alcuna espressione sul viso, “che visse nel Giappone del diciottesimo secolo, sconfiggendo vampiri e demoni, per ben quattordici anni. Diventando così, la cacciatrice più longeva di tutta la storia, ancora oggi nessuna è mai riuscità a sopravvivere così a lungo.” Sumiko non reagì in alcun modo alle sue parole.
“Voi siete, ognuna di voi, cacciatrici esemplari. Lo dico con cognizione di causa, avendo studiato per lunghi anni gli annali degli osservatori. Insieme, io credo, non avete chi possa fermarvi. E spero potrete essere la salvezza dell’umanità.”
Giusto per metterci leggermente sotto pressione, pensò Buffy.
“E da cosa dobbiamo salvare l’umanità?” chiese la ragazza bionda, Agata si chiamava, ricordò Buffy. Agata parlò con determinazione e ansia , come se cercasse di farsi coraggio e di trovare un motivo per credere a quanto le veniva detto. “Un signore oscuro, un dio infernale è risorto o…”
“Se solo fosse così semplice,” disse Markwith . “Anche se I fatti storici che portarono a questo sono piuttosto complessi (e immagino che presto li conoscerete nei dettagli), ciò che essi causarono è semplice da descrivere. Il numero degli esseri umani è diminuito, mentre quello dei vampiri è aumentato. Loro stanno vincendo e noi perdendo.”
“Durante le vostre vite, la percentuale di vampiri era uno ogni 50,000 umani.”aggiunse Frances.
“Non a Sunnydale,” borbottò Buffy.
Frances la guardò severa per zittirla e continuò. “Oggi abbiamo un vampiro ogni 100 umani.”
“Impossibile,” sussurrò Xiaoting. Agatha si fece il segno della croce. Noor si rabbuiò ancora di più. Sumiko non ebbe alcuna reazione.
“Voi, fra tutti, non dovete diperare,” disse Markwith sorridendo. “Voi siete combattenti. Siete la nostra speranza. Vi alleneremo, vi insegneremo l’uso delle armi moderne. Vi insegneremo a vivere in questa epoca e poi riveleremo al mondo la vostra esistenza. E spero che il Consiglio degli Osservatori sarà pronto ad accogliervi.”
“Rivelarci al mondo,” ripetè Buffy. “Così oggi tutti sanno dell’esistenza della cacciatrice? Ha un senso, visto che tutti sanno che i vampiri esistono ….”
“Esatto, Buffy,” disse Frances con una voce che avrebbe potuto essere incoraggiante come anche accondiscendente. “Quando gli scontri tra vampiri e umani arrivarono ad essere impossibili da nascondere, il Consiglio decise di rivelare la realtà dei fatto a tutti, in modo che la gente potesse difendersi e sapere che esisteva chi lottava per proteggere l’umanità.”
“Hai detto che speri che il Consiglio ci accolga,” disse Noor con voce tagliente. “Cosa intendevi?”
Markwith esitò (e Buffy pensava che non fosse tipo da esitare spesso). “Bè, quando fu trovato il demone Jenta io proposi al Consiglio di usarlo per l’incantesimo necessario a resuscitarvi. Ci fu un’accesa discussione, e a tutt’oggi non si sono ancora pronunciati riguardo alla proposta. E così ho deciso di prendermi la responsabilità di decidere da solo.”
“Ha disobbedito al Consiglio?” chiese Agatha scioccata.
“Diciamo solo che non ho aspettato il loro consenso,” rispose Markwith said. Agatha e Xiaoting lo guardarono con disapprovazione. Noor si rabbuiò ancora di più, cosa che sembrava impossibile. Sumiko non reagì. Buffy, invece, per questo suo strappo al protocollo, provò un piccolo sprazzo di involontaria simpatia per Markwith.
“Basta discussioni per oggi,” disse Markwith. “Immagino che siate tutte esauste e scioccate. Abbiamo preparato delle stanze per voi, un alloggio modesto per ora, ma sono sicuro che una volta che il Consiglio verrà a conoscenza della vostra esistenza, avrete qualcosa di appropriato al vostro status. All’interno della sede del Consiglio, naturalmente.”
Una delle persone vestite di bianco, un uomo magro sulla trentina che sedeva a fianco di Sumiki, also esitante la mano. “Credo ci sia un piccolo problema,” he said.
“Di che genere?” chiese Markwith.
L’uomo si voltò verso Sumiko e questa disse “Koko wa doko?”
Markwith e l’uomo si fissarono per un momento e poi tornarono a guardare Sumiko. Questa parlò di nuovo “Atashi wa dare?”
L’uomo scosse la testa. “Ho letto le lettere che il suo Osservatore spedì al Consiglio molte volte, e affermava chiaramente che Sumiko aveva imparato a parlare inglese perfettamente.”
Sumiko chiese, “Dare ka, Nihongo ga dekimasu ka?”
“Gli osservatori che si affezzionano alle loro cacciatrici a volte ne esagerano le doti –” disse Markwith.
Sumiko si guardò attorno e Buffy comprese che la sua indifferenza era in realtà un tipo di panico controllato.
“Procuratevi un traduttore,” disse Buffy. Tutti la guardarono come se avesse chiesto la luna. “Trovate qualcuno che parli giapponese, e in fretta o la poverina andrà in palla.”
Frances ripetè le parole “andrà in palla?” cercando di comprenderne l’oscuro sigtnificatoto.
“Se potessi lo farei, Buffy,” disse Markwith. “Ma in questo secolo il giapponese è ormai una lingua morta. Forse in qualche parte del mondo….bè, cercheremo.”
“E nel frattempo?” chiese l’osservatore di Sumiko.
“Nel frattempo faremo ciò che possiamo per lei e per le altre, daremo loro occasione di riposare” rispose Markwith .

Le alloggiarono tutte nella stessa stanza, dove, lungo le pareti erano state sistemate cinque brande, rendendola simile a un dormitorio militare. Bè, in fondo loro erano soldati, no? pensò Buffy. A ognuna di loro fu dato un cambio di vestiti (casacca e pantaloni bianchi), un cuscino e delle coperte, poi vennero lasciate sole. L’unica a sentirsi ancora più confusa fu Agatha che non capiva come avrebbe potuto vestirsi l’indomani mattina senza una cameriera. Le altre la rassicurarono.
Una volte sole, calò il silenzio mentre si guadavano l’un l’altra. Buffy sapeva di essere sotto shock, e guardando le alter capì di non essere l’unica. “Tutto questo è così strano,” disse Agatha con una voce tremula. Era ancora avvolta nel lenzuolo poichè non aveva il coraggio di lasciarlo cadere per indossare I vestiti.
“Non mi fido di Markwith,” disse Noor . “Non avrebbe dovuto agire dietro le spalle del Consiglio.”
“Giusto,” concordò Xiaoting, lei era già nuda e stava esaminando gli abiti che avrebbe dovuto indossare. “Ma dopotutto mi ha resuscitato dalla morte, non mi importa come, basta che l’abbia fatto.”
“Non può stare veramente accadendo,” disse Buffy, passandosi le mani fra I capelli e poi prendendosi la testa fra le mani “Non pùò. La morte è il mio dono! Dvreo essere morta! La prima cacciatrice me l’aveva detto.”
“Chi?”chiese Agatha.
“La prima cacciatrice! Voi..anche voi l’avete vista, no? La prima ccciatrice, da cui ebbero origine tutte le prescelte ecc..? Una donna con i capelli rasta?”
“Voi capite di cosa sta parlando?” chiese Noor .
“No,” disse Xiaoting. “Stai dicendo di avere avuto una specie di visione?”
“Sì,” disse Buffy cercando di calmarsi. “Mi mio osservatore, I miei amici e io, una volta facemmo un incantesimo in modo da unire I miei poteri ai loro, questo fece infuriare la prima cacciatrice, che cercò di ucciderci tutti nei nostri sogni…”
Buffy vide che le altre la fissavano inorridite. “Non avete mai avuto un’esperienza simile?”
“Io ho rispetto per I miei poteri, non gioco con loro,” disse Noor, e Agatha e Xiaoting annuirono per mostrere che concordavano con Noor. Sumiko non ebbe alcuna reazione.
“Lasciamo perdere,” tagliò corto Buffy.
Il silenzio cadde di nuovo, finchè Xiaoting lo ruppe.”Come pensate sia questa epoca, con tutti questi vampiri in giro?”chiese esitante.
“Niente che avrei mai voluto vedere,”disse Agatha.
“Qualcose che non dovevamo vedere,” disse Noor con voce decisa. “Lo dico e lo ripeto tutto questo è sbagliato.”
“Certo che è sbagliato,” disse Xiaoting con voce rotta. “L’ultima cosa che ricordo è…la mia osservatrice che stava morendo…e io con lei, e ricordo di aver pensato che era giusto che tutto finisse così, che morissimo fianco a fianco, così come eravamo vissute. E ora io sono qui, viva, senza di lei. E’ sbagliato, lo so, ma cosa posso fare a riguardo?”
“Niente,” disse Agatha.
Cadde ancora il silenzio, nessuna sapeva che fare. Poi Sumiko ruppe l’immobilità indossando i suoi abiti e poi mettendosi a letto. Dopo qualche minuto le altre fecero lo stesso. Una volta che tutte furono coricate, Xiaoting disse, “Luci.” E le luci si spensero. “Almeno questo è rimasto uguale,”commentò Xiaoting.
Buffy abbracciò il suo cuscino. Ora che tutto intorno era quiete non le restava che pensare a quello a cui non voleva pensare….Giles è morto. Angel è morto.Come poteva vivere in mondo dove loro non esistevano più. Loro si erano presi cura di lei, le avevano insegnato tante cose, l’avevano aiutata…e ora non c’erano più. Non erano che polvere, cenere.
Willow è morta. Xander è morto. Non l’avrebbero più fatta sorridere, non avrebbe più potuto parlare con loro…Dawn – era morta Dawn? Poteva morire?Tara è morta. Anya è morta. Riley è morto. Oz. Cordelia. Wesley. Graham. Jonathan. Dio, I suoi professori di scuola sono morti. Julia Roberts. Il postino. Tutti morti, cancellati.
Sono io che dovrei essere morta, pensò. L’ho voluto, ero pronta. Avevo deciso di morire e invece sono ancora qui, mentre tutti loro sono scomparsi, tutti….come mia madre…
Mia madre…..questo ultimo pensiero la fece infine scoppiare a piangere e cercò di soffocare i singhiozzi nel cuscino.
Anche le altre cacciatrici stavano piangendo nei loro letti, poteva sentirle oltre il rumore delle proprie lacrime.

 

 

 

CAPITOLO 3

 

Non pensarci, si disse Buffy.

Era impossibile sopportare il peso del suo dolore, perciò per sopravvivere Buffy si ripeteva incessantemente (come un mantra), non pensarci. Non pensare ai pericoli che ti attendono, non pensare alle tue paure, non pensare a ciò che hai perso per sempre.
Nella piccola parte del cervello che non era in completo shock, Buffy si rendeva conto che il suo metodo non era propriamente ‘sano’, ma non era riuscita a trovare niente di meglio per affrontare il presente.

Un presenta che la trovava seduta in una palestra del ventiquattresimo secolo (che in realtà era praticamente uguale a qualsiasi palestra del ventesimo secolo), per ascoltare un osservatore spiegarle delle tecniche di combattimento. Avrebbe voluto urlargli che se ne intendeva già abbastanza di combattimento, avrebbe voluto tagliarsi i polsi dalla noia, invece si limitava a stare seduta, composta ad ascoltare. Non era proprio da lei comportarsi così, doveva essere lo shock.

“Immagino che ci riterrete presuntuosi per pretendere di insegnare a voi, le più grandi guerriere della vostra epoca, come combattere,” disse Markwith.

“Presuntuosi, è l’aggettivo appropriato,” mugugnò Noor sottovoce. Xiaoting e Agatha la guardarono con disapprovazione. Sumiko si limitava a fissare Markwith .

Da parte sua, Buffy sedeva a gambe incrociate sul pavimento cercando di concentrarsi su quanto stava dicendo Markwith. E non ci stava riuscendo molto bene. La litania dei morti continuava a risuonare nei suoi pensieri.

Riley non passerà più il Natale in Iowa.

Anya non farà più sconti in negozio.

Spike ha fumato la sua ultima sigaretta.

Cercò di bloccare questi pensieri morbosi e di ascoltare veramente Markwith.

“Tutte voi combattevate in epoche in cui le cacciatrici affrontavano I loro nemici faccia a faccia, a distanza ravvicinata,” stava dicendo Markwith.

“Perchè ora come li affrontano?” Buffy chiese stancamente. “Li soffiano via?”

Frances si rabbuiò per la battuta, mentre Markwith sorrise lievemente. “Abbiamo altri metodi oggi.”

“Cosa? Usate la magia?” chiese Buffy. “Mi sarebbe sempre piaciuto imparare qualche incantesimo –”

Tutti gli osservatori presenti si immobilizzarono inorriditi, un paio sbiancarono. Markwith irrigidì la schiena e la fissò come stupito da quello che aveva avuto detto. Buffy sentì le guance in fiamme. “Cosa ho detto di strano?” chiese.

Markwith le sorrise, in modo freddo e forzato. “Dobbiamo tenere a mente, tutti noi,” disse guardando con disapprovazione gli altri osservatori, “che queste cacciatrici provengono da tempi lontani, in cui la magia era semplicemente un’arma come un’altra con cui combattere il male.”

“La magia ora è…una brutta cosa?” volle sapere Buffy .

“Tu l’hai usata per resuscitarci,” puntualizzò Noor. “Hai forse commesso un grave peccato?”

Buffy osservò attentamente il volto di Markwith dopo questa giusta domanda di Noor, curiosa di vedere la sua reazione, ma lui si limitò ad annuire. “Alcuni nel Consiglio direbbero sicuramente di sì, ma la verità è più complessa. Durante i secoli, eravamo giunti ad un punto dove troppe persone conoscevano le arti magiche, tra cui molti che le usavano per fini impropri. A causa di ciò avvennero fatti terribili, per questo oggi, l’utilizzo della magia è strettamente controllato. Solo chi ha compiuto seri studi ed è stato poi approvato, può praticarla.”

“Molto ragionevole,” Agatha said.

Ragionevole un corno, pensò Buffy. Willow non era pericolosa….bè, quasi mai. E non vedrò mai più Willow…

“Se non possiamo combattere corpo a corpo, e non possiamo usare la magia, come uccideremo i vampiri?” chiese Xiaoting . “E, lo dico chiaro e tondo, non permettendomi di prenderli a pugni, mi togliete tutto il divertimento.”

Markwith sorrise. “Questo è lo spirito giusto. Non temete, potrete eliminali, anzi speriamo che li uccidiate a dozzine. Il master vampire che comanda i vampiri di questa zona ha causato più problemi del solito negli ultimi anni, il suo nome è Kean.”

Kean, pensò Buffy. Prese nota del nome, senza alcuna emozione. In fondo non le importava molto di lui, ma quando avrebbe dovuto combattere le sarebbe importato, forse.

“Kean. È intelligente, furbo e letale. Ha trovato il modo di convincere gli umani a mantenere i suoi segreti, forse perfino a collaborare con lui, anche se non ne siamo certi. Sappiamo poco di lui. Ma è noto che comanda un enorme numero di vampiri, che gli obbediscono in tutto. Anche con le risorse a nostra disposizione non siamo riusciti a fermarlo e per trenta anni ormai lui ci ha preso in giro, evadendo ogni nostra trappola. Ma ora che voi siete qui, spero che tutto questo cambierà.” Markwith fece segno con il capo a due altri osservatori che portarono al centro della stanza un carrello su cui erano posati archi, frecce, balestre e degli oggetti simili a pistole. Le Cacciatrici si alzarono e andarono ad esaminare l’armamentario.

“Tiro con l’arco,” disse Agatha con sollievo. “Sono abbastanza brava in questa disciplina, era una delle poche cose che potevo praticare in pubblico.” Sumiko prese in mano una balestra, mostrando di saperla maneggiare con grande perizia.

“E questa sarebbe la vostra grande innovazione?” chiese Buffy. “Arco e frecce? E questa…questa cosa” disse prendendo in mano una specie di pistola con un’espressione di disgusto, “questa specie di pistola laser stile guerre stellari? Voglio dire, i Jedi erano grandi guerrieri, ma insomma, siamo o no nel futuri? Dovreste avere delle tecnologie super hi-tech.”

Tutti la fissarono confusi. Uno degli osservatori chiese a Frances, “Tu riesci a capire quello che dice?” Frances scosse la testa sconsolata.

“Lìinnovazione non stà nelle armi Buffy,” Markwith finally said. “È nella strategia e la filosofia alla base della nostra lotta. Nelle precedenti epoche, le cacciatrici erano, francamente, considerate materiale spendibile”.

Perchè lo siamo, pensò Buffy .

“La maggior parte delle cacciatrici non sopravviveva per più di un anno. Alcune per un periodo molto più breve; ci sono state centinaia di cacciatrici che non sono sopravvissute alla loro prima settimana di lotta. Il consiglio accettava tutto questo come un fatto di vita, come se questo fosse il modo in cui le cose dovevano essere,” disse Markwith . “Oggi non la pensiamo più in questo modo.”

Fece un passo indietro e le osservò tutte mentre continuava”Le cacciatrice sono ora trattate col rispetto, e la venerazione, che meritano. Le vostre vite hanno un grande valore e per questo vanno protette.”

“In altre parole, ci tenete in vita abbastanza a lungo per insegnarci meglio a combattere, in modo che possiamo diventare armi più efficaci.” Disse Noor.

“Questo è uno dei benefici,” ammise Markwith. “E per tenervi in vita dobbiamo fare in modo che combattiate senza contatto fisico diretto con i vampiri e i demoni, per ridurre i rischi. Le nostre risorse limitate ci impediscono di sviluppare armi tecnologicamente avanzate, ma se usate correttamente, anche queste armi tradizionali, possono fare molti danni. So che chiedervi questo, è chiedervi di andare contro il vostro istinto e i vostri metodi personali di combattimento. Ma lo facciamo per il vostro bene. I vostri osservatori vi faranno allenare con queste armi e presto vedrete che i nostri metodi sono efficienti sia riguardo la vostra sicurezza che riguardo l’eliminazione dei mostri.”

Frances e gli altri osservatori distribuirono le armi e scortarono le cacciatrici nelle aree di allenamento, per provarle. Buffy lanciò a Xiaoting una breve occhiata. “Credo abbiano tolto il divertimento a entrambe.”

Xiaoting le sorrise ironica. “Vero, ma l’ultima volta che mi sono divertita a combattere, mi hanno ucciso.”

*********

Buffy non avrebbe mai pensato che ci si potesse stancare a scagliare frecce contro un bersaglio, ma dopo poche ore di pratica con l’arco, le braccia le facevano un male cane e le bruciavano gli occhi.

L’esperienza di Agatha era evidente mentre centrava bersaglio dopo bersaglio con arco e frecce. Xiaoting aveva preso confidenza con la balestra dopo il secondo tentativo e ora non sbagliava un colpo. Noor sparava con le pistole laser come un cecchino professionista. Gli osservatori le avevano avvertite che i laser non uccidevano, ma li ferivano solamente, perciò dopo averli colpiti avrebbero dovuto finirli con un paletto nel petto. Infine, Sumiko sapeva padroneggiare ogni arma in modo esemplare.

L’unica nota stridente era Buffy, e Frances sembrava affranta di essere stata assegnata a lei.

“Sicuramente avrai già usato un arco prima d’ora,” disse Frances.

“Certo,” disse Buffy. “Molte volte. Ho anche ucciso diversi cattivoni con arco e frecce, ma non è mai stata la mia specialità.”

Frances e Buffy guardarono sconsolate il bersaglio che avevano di fronte, che era stato colpito solo poche volte e solo vicino al perimetro esterno. “Vedo,” disse Frances.

Buffy alzò le spalle. Avrebbe voluto dirle che in realtà poteva mirare meglio di così, ma questo avrebbe significa doverle dire perché non riusciva a concentrarsi, cioè ammettere che non riusciva a pensare solo a tutto ciò che aveva perso per sempre. Allenarsi le ricordava tutte le persone a lei care, e non lo sopportava. Poteva sentire i consigli di Giles riguardo l’arco lungo, le prese in giro di Xander che si lamentava del fatto che perdeva ore ad appuntire paletti che lei distruggeva in tre secondi…..Come poteva andare avanti senza di loro? Era per loro che aveva sempre combattuto.

Buffy, sospirò e guardò Frances .”Potremmo smettere per oggi? Mi sembra chiaro che non è la mia giornata.”

“Vedrai che andrà meglio dopo che ti sarai riposata un pò. Vieni ti riaccompagno nella tua stanza,” disse Frances.

Mentre entravano nel corridoio incrociarono Markwith. “Non saremo scoraggiati, vero?”disse a Buffy sorridendo.

“Non so voi, ma io non ho certo il morale alle stelle,” gli disse Buffy fissandolo torva.

“Ci vuole tempo per adattarsi, tutto qui” le disse Markwith.

Frances annuì. “C’è un modo in cui possiamo aiutarti, Buffy?”

Buffy si immobilizzò. “Ci sarebbe qualcosa…”

“Sì?” la incoraggiò Markwith.

Buffy avrebbe voluto chiedergli come erano morti I suoi amici e come erano vissuti. Giles si era mai sposato? Willow aveva preso il dottorato? Xander aveva avuto figli? Angel aveva porato avanti la lotta contro il male? Chi si era preso cura di Dawn?
Ma al tempo stesso, non voleva sapere. Perché sapere avrebbe reso le loro morti reali…

“Un diario” disse.

“Cosa?” disse Markwith.

“Avevo l’abitudine di tenere un diario, era un modo per me di chiarirmi le idee, e calmarmi” disse Buffy . “Mi piacerebbe poterlo fare anche ora.”

“Bè, certo, possiamo insegnarti l’interfaccia dei computer così potrai..” disse Frances.

Buffy scosse la testa interrompendola. “No. Devo scrivere a mano, solo così posso rilassarmi.”

Markwith annuì. “Ti daremo carta e penna. Oggigiorno queste due cose sono usate solo per fini magici, per alcuni incantesimi, perciò qualcuno potrebbe obbietare….”

“Basterà non farglielo sapere.” Disse Buffy.

“Se pensi possa aiutarti,”disse Markwith . “Te li faro avere domani.”

“Bene. Ora vai a dormire, hai bisogno di riposo,” disse Frances .

Riposo, pensò Buffy . Avevo ottenuto il mio riposo eterno e me lo avete strappato.

***

Buffy osservò l’interno del Bronze, come sempre strapieno, solo che la folla era formata da strana gente. Invece dei soliti studenti dell’università e della scuola superiore di Sunnydale, sempre intenti a mangiare stuzzichini, a ballare e a bere litri di birra, il locale era pieno di Orsservatori, che stavano immobili rigidi con delle espressioni disgustate mentre si guardavano in giro. Inutile dire che nessuno ballava. Tutti eraqno vestiti nel solito modo, casacca e pantaloni bianchi. Buffy guardò I suoi abiti, un piccolo top e pantaloni di pelle, imbarazzata “Nessuno mi aveva avvertito che era un pigiama party” disse.

“Era scritto fuori dalla porta,” le disse Xiaoting, era seduta ad uno dei tavoli e si guardava attorno con interesse. “Dovresti stare più attenta o rischi di perderti tutto il divertimento”

“Non è questione di divertimento,” disse Agatha,era seduta vicino a Xiaoting e stava pulendo il tavolino con un piumino per spolverare.

Sumiko invece stava studiando il tavolo da biliardo con la stecca in mano. Osservava la posizione delle palle per capire la dinamica del gioco. Dopo alcuni minuti, si chinò e fece la sua mossa, mandando tutte le palline in buca con un solo colpo.

“Stai sporcando tutto il pavimento Buffy,,” le disse Agatha. “Sanguini troppo.”

“Dovresti stare più attenta,” l’avvertì Noor apparendo alle sue spalle.

Buffy guardò in basso. Il top era insanguinato. Il suo stomaco perdeva sangue a fiotti, intorno ai suoi piedi si era già formata una piccola pozza rossa.

Frances, in piedi vicino a Noor, la fissò severa. “Il sangue apre le porte,” disse. “E il sangue chiude le porte.”

Buffy fissava la pozza di sangue che si allargava sempre di più, sempre di più, mentre un dolore acuto le attanagliava lo stomaco……

Buffy si svegliò si soprassalto col cuore in gola e senza fiato. Dio, ti prego, fa che non sia uno dei soliti sogni premonitori…..

Si guardò attorno, Noor, Agatha e Xiaoting dormivano ancora. Xiaoting era ciricata a pancia in su con braccia e gambe aperte, Noor era rannicchiata in posizione fetale e Agatha dormiva composta sotto le coperte….ma mancava Sumiko, il suo letto era vuoto.

Buffy si also e si passò le mani fra I capelli. Ormai ogni sonno erascomparso, tanto valeva andare ad allenarsi. Forse una volta sfinita e stanca sarebbe riuscita a dormire.
Indossò i suoi abiti da allenamento, che erano praticamente uguali a quelli per dormire e si diresse verso la palestra.
Quando vi entrò vide che le luci erano già accese e che Sumiko era già lì, con un bastone in mano che stava facendo esercizio.

Sumiko si voltò verso di lei spaventata, ma poi riconoscendola si rilassò subito.

“Scusa non volevo spaventarti”

Sumiko la guardò senza capire e Buffy si ricordò che non parlava inglese “Parlez vous Francais?”

Niente.A quanto pereva no. “Bè fa lo stesso,” sospirò Buffy. “Tanto in francese saprei dirti solo che sto andando al mercato a comprare delle uova. Niente che possa aiutarci a fare conversazione.”

Sumiko la fissava calma e pacifica. Buffy si chiese se apprezzasse I suoi sforzi di comunicazione.
Sumiko le toccò un braccio e poi assunse una posa da combattimento.
Buffy la fissò confusa “Vuoi allenarti con me…corpo a corpo? Nonostante il divieto degli osservatori?”Assunse anche lei la posizione di combattimento. “Sempre pronta a disobbedire a quei rigidoni inglesi.”

Sumiko annuì e iniziarono a scambiarsi colpi.

Buffy vide che il piede di Sumiko si dirigeva a tutta velocità verso verso il suo volto e lo evitò appena in tempo, poi alzò il suo avambraccio per bloccare un pugno basso che sembrava viaggiare appena al di sotto della velocità della luce. Buffy oscillò sulle proprie gambe; Sumiko si girò senza fatica a alzò un altro calcio verso Buffy. Buffy lo evitò e riuscì a mettere un piede in appoggio quasi per caso, evitando così per un soffio di cadere.

Combatterono, colpo sur colpo, blocco per blocco, con velocità accecante, Buffy non aveva quasi il tempo di pensare, lottava per istinto, contando solo sui suoi riflessi. Nei pochi momenti lucidità che le erano permessi dall’avversario si rese conto di una cosa: Sumiko combatteva meglio di lei
Questo pensiero la distrasse la frazione di secondo necessaria a Sumiko per asferrarle un calico nello stomanco e mandarla al tappeto. Un urlo interruppe la lotta.

“Cosa state facendo?”

Buffy si rialzò da terra e vide che erano arrivati Frances e l’osservatore di Sumiko. La festa era finita.

“Ci stavamo allenando,” disse Buffy.

“Nel corpo a corpo, cosa che vi era stata espressamente vietata” disse l’osservatore di Sumiko.

“Già, spero che abbiate avvisato anche I vampiri riguardo le vostre regole!,” disse Buffy. “Così se ci arrivano addosso potrò dire loro: Cattivo vampiro! Conosci le regole, torna a distanza di tiro!”

“Ti servirà ancora anche la tua destrezza nel corpo a corpo, lo sappiamo, Buffy. Ma preferiremmo vi allenaste nelle tecniche che vi sono meno familiari e che di notte dormiste. Avete bisogno di molto riposo, per fare in modo che i vostri corpi si riprendano.” Disse Frances

“Tu non hai la minima idea di quello di cui ho bisogno,” disseBuffy said. “L’unica cosa che volevo me l’avete strappata.”

“Cosa?” disse Frances .

“Lascia perdere” le rispose Buffy.

“Voi ragazze avete bisogno di riposo, forza andiamo tutti a dormire.”disse Frances.

Sumiko si incamminò verso la loro camera da leto col suo osservatore, mentre Frances si affiancò a Buffy. “Ci vuole solo un pò di tempo, Buffy. Vedrai. Sono sicura che le tue abilità ritorneranno presto, certamente eri esperta in tutte le armi….”

“Non lo sai? Non hai letto fra i miei dati lasciati da Giles al consiglio le armi con cui ero più letale?” chiese Buffy.

“Bè, purtroppo I tuoi dati erano incompleti in alcuni punti, rispetto a quelli delle altre cacciatrici.”

“L’hai già detto,” disse Buffy. “Come mai? I dati sono andati persi per un guasto o roba similehe?”

Frances scosse la testa. “No, sembra piuttosto che il tuo osservatore abbia…selezionato il materiale che mandava al consiglio. Non ha mai mandato molti dettagli delle tue attività.”

“Strano,” commentò Buffy.

“Comunque…Noi ti abbiamo scelto perchè eri una delle migliori, Buffy. Volevamo che i soggetti che sarebbero tornati in vita fossero delle cacciatrici particolarmente dotate. Sappiamo che tu lo eri.”

Buffy annuì. “E per quail alter ragioni mi avete scelta?”

“Bè, volevamo delle cacciatrici che parlassero bene inglese, anche se sembra che con Sumiko ci siamo sbagliati. Inoltre potevamo resuscitare solo quelle cacciatrici di cui avevamo tracce biologiche. Infine volevamo soggetti che potessero integrarsi bene nella nostra società.”

“Cosa intendi?”

“Volevamo cacciatrici con un grande senso del dovere e che sapessero seguire le regole. Cacciatrici per cui la missione venisse prima di ogni altra cosa. Questo è un luogo e un tempo che ha bisogno di gente con un grande senso del dovere, Buffy. E abbiamo pensato che cacciatrici profondamente dedicate alla causa, il cui unico scopo nella vita era stata la lotta contro il male, si sarebbero potute integrare meglio in questa epoca.”

Buffy si femò di colpo e la fissò. “Questo è ciò che cercavate?”

“Certo.” Le rispose Frances .

“Ma io non corrispondo per niente a questo profilo!” disse Buffy , gesticolando con le braccia, cercando di spiegarsi in modo che la donna potesse capirla. “Voglio dire, faccio quello che devo, so che lotto per il bene, ma la lotta non è mai stata tutto per me. Ho sempre avuto i miei amici, la mia famiglia….Sono la cacciatrice, ma non sono certo solo questo, prima di ogni altra cosa sono una persona, e ho sempre voluto una vita il più normale possibile. E infine, non ho mai, e intendo proprio mai, seguito le regole.”

“Stai scherzando,” disse Frances.

“Certo, sono proprio in vena di scherzi!No, che non sto scherzando, sono seria! Giles non ha scritto niente a riguardo nelle sue relazioni al consiglio? Eppure mi faceva sempre la predica sulle regole, e su quello che avrei dovuto fare –” Buffy trattenne le lacrime che avrebbe voluto lasciar cadere e sbattè gli occhi per cacciarle via. “Io non corrispondo a ciò che volevate. Per niente! Perciò perchè sono qui?”

Frances la fissò incerta. “Non lo so.”

 

CAPITOLO 4

Mentre i giorni passavano, Buffy cominciava a capire che la gente potesse diventare pazza. Probabilmente vista dall’esterno sembrava normale. Gli altri non la fissavano in modo strano, a parte Frances che si disperava ogni volta che mancava un bersaglio. Nessuno commentava sul fatto che andava sempre a letto prima delle altre cacciatrici e che si alzava sempre dopo di loro, o che mangiava meno di loro. E in fondo anche se lo avessero fatto non le sarebbe importato, questo era il suo problema, non le importava più di nulla. Non aveva motivi per alzarsi al mattino. Si sentiva imprigionata in un’epoca che non avrebbe mai dovuto vedere. Era stanca e impaurita. A nessuno qui importava di lei. Non era una persona per loro, ma solo una cacciatrice. E nemmeno l’unica, ma solo una di tante. Perché andare avanti?
Ormai non pensava più ai suoi amici come li ricordava, vivi, felici, spensierati…no, li vedeva freddi e immobili nella morte. E una parte di lei li invidiava…. e odiava se stessa per questo.
Le altre cacciatrici non provavano le stesse cose; Buffy non gliene aveva mai parlato ma poteva vederlo. Loro vivevano per essere cacciatrici, e finchè avessero avuto quel ruolo, avrebbero avuto un motivo per vivere. Buffy sapeva che Xiaoting piangeva ancora di notte pensando alla sua osservatrice,e sentiva Agatha pregare per l’anima del suo fidanzato prima di coricarsi.Anche la rabbia di Noor probabilmente scaturiva dal suo dolore, ma tutte riuscivano a mettere da parte i loro problemi e a mettere il ruolo di cacciatrici prima di ogni cosa. Per loro la loro vita privata era sempre venuta al secondo posto dietro al loro dovere, ma non era così per Buffy. A lei non importava di essere la cacciatrice, specialmente ora che non poteva più proteggere coloro che amava.
Buffy aveva espresso tutti questi pensieri un’unica volta, e l’aveva fatto con Sumiko.
“Perchè sono qui? Senza I miei amici e la mia famiglia io non ho alcuno scopo….”
Lei e Sumiko si erano ritrovate di nuovo sole in palestra in piena notte, a quanto pareva anche l’altra cacciatrice aveva difficoltà a dormire e Buffy era scoppiata a piangere mentre le diceva tutto quello che le passava per la testa, pur sapendo che l’altra non la capiva.
“Voglio dire, io sono saltata nel vortice per molte ragioni, ma in parte anche per…sfuggire al mio dovere. Volevo smettere di salvare il mondo e di soffrire. Non mi sarei mai suicidata, nonostante tutti i miei problemi, perché avrei deluso tutti. Ma….mi si è presentata l’occasione di salvare il mondo con la mia morte e l’ho colta. E invece di trovare la pace ora mi ritrovo qui…..senza di loro…e mi sento come se li avessi traditi. E se fossero morti perché non c’ero più io a proteggerli?”
Buffy pianse a dirotto con grandi singhiozzi, incapace di frenare il suo dolore. “E odio questo posto. Lo odio. E’ tutto così freddo e grigio e anonimo e a quanto pare ci sono miliardi di vampiri che ci aspettano. Chi mai vorrebbe vivere qui?”
Sumiko la guardava con compassione. “E sono qui a disturbarti con I miei problemi e non mi puoi nemmeno capire. E Probabilmente tu stai peggio di me. Almeno io capiscono quello dicono, ma tu…..tu vieni da un’epoca ancora più lontana e anche tu avrai perso amici e parenti….e sarai triste e confusa e….Ma almeno tu sai ancora combattere, sei una bravissima cacciatrice…Io non ho più nemmeno quello, non riesco nemmeno a centrare un bersaglio. O Dio vorrei essere morta….. –“Buffy concluse scoppiando a piangere ancora più forte di prima, riuscendo a malapena a prendere fiato fra un singhiozzo e l’altro.
Poi sentì un tocco esitante sul suo capo. Sumiko le accarezzò I capelli e iniziò a cantare con una voce lieve. Le parole erano in giapponese e la melodia non corrispondeva all’idea occidentale di musica; ma era il primo gesto gentile di cui Buffy era testimone in quel nuovo mondo, e ne fu confortata.
Diario di Buffy: Marzo 20, 2353

Markwith ci ha detto che presto incontreremo il Consiglio degli osservatori in occasione di una delle loro sedute. Sembra che al momento ben 200 persone siedano nel Consiglio, riesco a immaginarmi i metri e metri di tweed che occorrono per vestirli tutti. Markwith ha intenzione di scusarsi pubblicamente col consiglio per aver usato la magia nera per resuscitarci…dice che ci vorranno pochi minuti, mentre io credo che non se la caverà così facilmente…comunque, una volta che il consiglio ci avrà accettato (e visto che ormai siamo qui non credo abbia molta scelta) cominceremo a fare la ronda di notte per la città. Che gioia.
Potrò combattere ancora i vampiri, ma ho paura. Infatti immagino sempre più spesso di lasciare che mi uccidano. So che è sbagliato ma è sempre nei miei pensieri, sarebbe così facile.
Spike mi ha detto tempo fa che le cacciatrici agognano la morte e credo avesse ragione. Ho sempre pensato fosse sbagliato desiderare di morire. Mi ricordo quanto ero arrabbiata con Angel quel Natale che lui cercò di suicidarsi. Lo accusai di essere un codardo. Ma se si sentiva come mi sento io adesso, forse ho sbagliato a dirgli che bisogna sempre lottare e andare avanti.

Buffy mise giù la penna. Scrivere non l’aiutava. Niente avrebbe potuto aiutarla.

“Andremo alla seduta del Consiglio degli osservatori in un vagone arrugginito ?” chiese Buffy allarmata.
Lei e le altre cacciatrici osservavano perplesse il mezzo di trasporto che avrebbero dovuto prendere. Era una specie di veicolo corazzato, largo come un bus ma più corto fatto tutto di metallo e metallo vecchiotto perdipiù. Era nero, senza finestrini e….esteticamente brutto. La scintilla di entusiasmo che aveva provato all’idea di uscire finalmente dalle quattro stanze in cui erano rimaste confinate per giorni, si spense.
“Sembra alquanto..pesante,”disse Agatha. “Quanti cavalli servono per tirarlo?” Anche Sumiko osservava il veicolo con espressione confusa.
“E’ il mezzo più adatto per viaggiare di notte,” disse Frances, come se questo spiegasse tutto.
“Viaggiare di notte è pericoloso in questa epoca, avrei preferito trasferirvi di giorno,” disse Markwith. “ma temevo pettegolezzi e voglio che il consiglio sappia di voi direttamente da me, non da altri.”
“Same più che al sicuro con 5 cacciatrici,” disse l’osservatore di Noor, un piccolo ometto che si era già rassegnato al suo caratteraccio con placida accettazione.
“Da quando viaggiare di notte per le strade di Londra è diventato così pericoloso?” commentò Agatha mentre tutte salivano a bordo dello strano veicolo.
“Non mi piace tutto questo,” disse Noor.
“A te non piace mai niente,” disse Xiaoting. Noor si giro verso di lei pronta a ribattere ma vedendo il volto sbiancato di Xiaoting si bloccò e rimase zitta.
Frances andò al posto di guida (anche se non Buffy non vedeva nessun tipo di volante) e iniziò a premere dei tasti su una console, il veicolo partì.
Buffy si spostò per poter guardare meglio fuori dal parabrezza (unica aperturac), e subito preferì non aver guardato. Le strade sembravano una zona di guera. Nessuno era in giro, o almeno nessuno che desiderasse farsi vedere. Molte finestre erano rotte. Alcuni edifici erano dei ruderi fatiscenti. Alcune case e grattacieli apparivano bruciati e mai riparati.
Finalmente si stagliò davanti a loro un edificio molto diverso dagli altri, alto, grandioso e in perfette condizioni. Illuminato in tutti i suoi piani.
“Finalmente a casa,” disse Frances.

La cacciatrici vennero fatte attendere in una piccola stanza che dava sul corridoio che portava all’auditorium dove si tenevamo le sedute del Consiglio. Avevano dato loro abiti nuovi, che a Buffy sembravano uguali a tutti gli altri, casacca e pantaloni informi. Per l’occasione, Xiaoting aveva legato una cintura in vita per mostrare meglio le forme mentre Agatha si era acconciata I capelli in trecce elaborate che poi aveva fissato sulla sommità del capo. Noor, si era limitata a coprire I capelli con una maglia trasformata per l’occasione in una specie di foulard. Sumiko, vedendo i preparativi delle altri aveva creato con un pezzo di stoffa un’ampia cintura che aveva poi legato in vita.
Solo Buffy non aveva fatto niente di speciale per l’occasione, non si era nemmeno lavata I capelli, le era sembrato un inutile sforzo.
Xiaoting sembrava determinata ad essere ottimista riguardo la loro situazione. “E’ eccitante, no? Finalmente il mondo saprà di noi.”
Noor aggrottò la fronte. “Non credo che ci accetteranno così facilmente come afferma Markwith.”
“Forse no,” disse Agatha. “Ma sarà un sollievo sapere che qui tutti sappiano cosa sia una cacciatrice. La mia vite è sempre stata molto frustrante, passavo le notti a combattere demoni e di giorno dovevo fingere di avere paura se un topolino incrociava la mia strada. Sarà piacevole non dovere più mentire.”
“Non solo,”disse Xiaoting. “Finalmente saremo premiate per I nostri sforzi.”
“Salvare il mondo è un premio sufficiente,” insistette Noor.
“Oh per carità, risparmiami la predica,” disse Xiaoting. “Ho fatto il mio dovere in segreto e l’ho fatto bene, ma sarò felice che tutti sappiano quanto facciamo per loro.”
“Non vorrei sembrare immodesta ma Markwith ha detto che riceveremo un caldo benvenuto,” disse Agatha con un timido sorriso. “E devo ammettere che mi piacerebbe se andasse veramente così.”
“Scommetto ci lapideranno,” Buffy said. “Non nel senso, se sei bello ti tirano le pietre, ma nel senso biblico.”
“Non credo di aver capito cosa intendi?” disse Noor.
Buffy sospirò. “Intendo dire che non credo andrà tutto liscio come l’olio. Se le cose fossero state così semplici non ci avrebbero tenute segrete fino ad ora.”
“Hai ragione. Gli osservatori non si fidano gli uni degli altri,” disse Noor. “Ognuno di loro teme gli altri e il mio osservatore mi ha detto che nello stabile del consiglio, dove tutti risiedonoci sono stati dei furti. Se gli osservatori che fanno parte del consiglio non hanno fiducia gli uni negli altri, come potranno fidarsi di noi? Per loro siamo una proprietà preziosa di grande valore.”
“Credo voi siate un tantino melodrammatiche,” disse Xiaoting. “E poi in questa epoca non ci considerano delle proprietà, non più….”
“Questo è ciò che ci ha detto Markwith,” disse Noor. “Ma ci ha tenute chiuse a chiave in quelle stanze per due intere settimane.”
“Per la nostra protezione!” disse Agatha.
“Protezione da cosa o da chi?” commentò Buffy.
Un silenzio carico di tensione cadde fra loro mentre riflettevano. Poi Noor lo interruppe. “Markwith è andato a preparare il consiglio ad accoglierci. Io dico che anche noi dobbiamo preparaci.”
“Cosa intendi?”chiese Agatha.
“Lasciamo questa camera, troviamo l’auditorium e ascoltiamo quanto stanno dicendo.”
“Dovremmo spiare?” chiese Agatha arrossendo.
“Per essere una che uccideva mostri tutte le notti sei un pò troppo schizzinosa a volte,” commentò Buffy. “Io ci sto.”
Noor annuì. Grande, pensò Buffy sono sulla stessa lunghezza d’onda della cacciatrice arrabbiata e paranoica.
Xiaoting non sembrava convintà ma andò lei stessa ad aprire la porta. “Forse si arrabbieranno se ci scoprono, perciò più siamo meglio è.”
Sumiko si affiancò a loro, pronta a seguirle. Agatha sospirò ma poi si mise in fila con lorpo. “Credo sia una cosa inutiele, ma andiamo pure.”
Xiaoting controllò che il corridoio fosse sgombro poi diede il segnale di via libera e tutte si incamminnarono. Si fermarono ad ascoltare dietro ad ogni porta chiusa finchè Buffy non esclamò. “Bingo.” Avevano trovato la porta per l’auditorium, si potevano sentire diverse voci discutere animatamente. Tutte e cinque avvicinarono l’orecchio al legno della porta e ascoltarono.
“Perchè hai pensato fosse necessario?” chiese una voce di donna con un marcato accento Australiano.
“Ogni passo che potrebbe avvicinarci alla vittoria di questa lunga lotta è necessario,” disse Markwith.
“Avremmo potuto fare passi che non richiedevano l’uso della magia nera,” disse un’altra voce.
“Ma niente altro avrebbe potuto ridare la speranza alla gente,” disse Markwith . “Tutti vedono la cacciatrice come il loro salvatore.”
“Non più,” disse la donna con l’accento Australiano.Anzi, pensò Buffy, non una donna ma dalla voce più una giovane ragazza. “So di essere giovane, ma se pensate che servano più cacciatrici per riuscire a…”
“Nessuno sta discutendo delle tue capacità, Sky,” la interruppe Markwith. “Sappiamo tutti quanto sei abile.”
“E allora perchè avete resuscitato alter cacciatrici per combattere le mie battaglie?”
“Non esagerare…” disse Frances, ma una voce l’interruppe.
“Il diritto alla parola della cacciatrice è sacrosanto,” disse la voce di un uomo anziano. “Lasciate che parli.”
Sky, la cacciatrice di vampiri, continuò. “Tutti voi mi avete detto che una volta che la gente avesse superato il dolore per la morte della precedente cacciatrice mi avrebbero accettato…ma ora non mi accetteranno mai.”
“Ti accetteranno,” disse Markwith.
“No, ognuno avrà la sua cacciatrice preferita e non sarò certo io. Tu hai di avere resuscitato cinque cacciatrici leggendarie. Cioè cinque cacciatrici migliori di me”.
“Un pò meno egocentrismo non guasterebbe,” commentò sottovoce Xiaoting.
Sky intanto stava continuando il suo discorso”Se non pensate che io sia in grado di fare il mio sacro dovere…”
“Nessuno pensa questo, Sky,” disse la voce dell’uomo anziano. Aveva un timbro autoritario, Buffy penso che potesse essere il capo del consiglio, il nuovo Quentin Travers , che gioia.”Markwith ha agito senza il permesso del consiglio. Ma ormai ciò che è stato fatto non può essere disfatto.”
Una voce maschile si levò. “Almeno assicuriamoci che Markwith ci abbia detto tutta la verità.”
Le folla mormorò, ma poi si quietò e la voce continuò. “So che non prendo spesso la parola durante le sedute, ma ho il diritto di parlare, e voglio che Markwith confessi tutte le sue colpe.”
Frances lo attaccò. “Quali colpe? Avere resuscitato degli eroi per aiutarci a vincere questa guerra?”
“Le cacciatrici combattono le nostre battaglie al nostro posto e pagano un terribile prezzo. E ora voi avete riportato in vita queste cacciatrici in modo che debbano morire per noi ancora una volta. Quanto ancora dovranno sacrificare per gli altri? Quanto ancora dovranno soffrire? Il prezzo che gli chiedete di pagare è troppo alto.”
Il cuore di Buffy si fermò per un attimo e poi prese a battere all’impazzata. Si sentì mancare e appoggio le mani bagnate di sudore contro i battenti.
“La salvezza dell’umanità ha un prezzo troppo alto?” disse Markwith. “Io non lo credo ma tu evidentemente sì e non mi sorprende.”
“Non abbiamo tempo di assistere ad una delle vostre infinite discussioni, non è il luogo nè il momento,” disse l’uomo anziano in comando.
“Invece questi sono il luogo e il tempo adatti. Markwith è praticamente immune al giudizio del Consiglio, è libero di ignorare ogni regola perchè sa che non verrà punito. Se nessun altro ha il coraggio di ammettere questa realtà lo faro io.”
“Credo che tu stia dimenticando il tuo posto,” gli urlò contro una voce.
“Io so benissimo qual è il mio posto. Noi siamo qui per proteggere l’umanità, non per ingannarla. E dobbiamo lavorare per ottenere risultati, non per la pubblica gloria.”
“Guastafeste,”commentò Xiaoting. Buffy aprì la bocca per parlare ma non ne uscì alcun suono. Era senza fiato.
“Markwith cerca di far dimenticare alla gente la Guerra in corso, distraendoli con I suoi trucchetti. Se la gente avrà degli eroi, come queste leggendarie cacciatrici, da amare e ammirare, dimenticherà tutti i problemi che la circondano. Questo lui spera di ottenere, ma è veramente il meglio che possiamo fare per loro? Non credo proprio.”
“Tu mi insulti,” disse Markwith con voce piatta.
Non può essere vero, pensò Buffy. Non può….ma quella voce..
Buffy si scostò dalla porta di scatto, le altre la fissarono sorprese. Non le importava che pensassero che si comportava da pazza, importava solo entrare in quella stanza.
Buffy spalancò I battenti, facendoli sbattere contro il muro con un forte boato che si propagò per tutto l’auditorium. Guardandosi attorno vide che la stanza era molto più ampia di quello che aveva immaginato. Era un’anfiteatro circolare pieno di gente seduta su alti scranni. Un uomo molto anziano, con la pelle ambrata, probabilmente il capo del consiglio, sedeva su un sedile elevato nel primo anello interno. Tutte le circa duecento persone presenti, che la stavano fissando confusi ma anche eccitati dalla novità, erano seduti. Tutti tranne Markwith, Frances, una giovane ragazza di circa quindici anni con la pelle scura e un’espressione imbronciata, e la persona che cercava.
Buffy corse verso di lui non appena lo individuò. Indossava gli stessi abiti di tutti gli altri, casacca e pantaloni informi, e i suoi capelli erano cortissimi, quasi rasati, ma il viso……il viso era lo stesso di sempre.
Mentre lo raggiungeva urlò, “Angel!”
Angel la guardò e nel momento in cui incontrò i suoi occhi Buffy iniziò a piangere.
Oh, grazie Dio, pensò. Grazie, grazie, grazie.
Lo raggiunse e lo abbracciò disperata stringendolo.Si aspettava che lui ricambiasse il suo abbraccio ma invece lui si irrigidì e Buffy si staccò da lui per vederlo in faccia.
Angel la fissava scioccato come se non l’avesse mai vista o come se non avesse mai voluto vederla.

CAPITOLO 5

“Angel?” ripetè Buffy, la voce rotta. “Angel, non mi riconosci?”

Dopo un lungo momento Angel sussurrò, “Buffy? Non…. non puoi essere veramente tu….”

“Invece sì Angel, sono io,” gli disse. “Oh Dio. E tu cosa ci fai qui, in mezzo agli osservatori?”

Il Consiglio era ormai in completa insurrezione, gli osservatori si erano tutti alzati, parlavano, urlavano e li fissavano. Il capo, l’uomo anziano, stava cercando di zittirli, e di richiamarli all’ordine, ma veniva ignorato.

Buffy sentì dire da una donna vicino a loro, “Non dirmi che hanno riportato in vita quella che…”

“Silenzio!” l’urlo del capo stavolta venne sentito e obbedito. Buffy si guardò attorno e vide che le altre quattro cacciatrici l’avevano seguita nell’auditorium e ora la stavano fissando stupite. Frances poi, la stava guardando a bocca aperta.

Angel invece dopo aver esaminato il suo volto ancora una volta, si girò verso Markwith. “Markwith, cosa hai fatto?”

“Non ti fidi ancora di me,” disse Markwith. “Anche se ti ho fatto il più grande dono che potevi chiedere. Non c’è dunque fine alla tua paranoia?”

“Tu sapevi,” gli disse Buffy. La voce carica di rabbia. “Tu sapevi di me e Angel, e non mi hai detto che lui era vivo ed era qui. Perchè?”

“Vi siete riuniti,”disse Markwith . “Questo è quello che conta –”

“No, non lo è,” disse Buffy. “Questa è la ragione per cui sono qui, non è vero? Non mi hai scelto perché ero brava, o intelligente, o particolarmente capace, mi hai riportato in vita solo a causa di Angel.” guardò Angel e la tensione sul suo volto. “E non certo per fargli un regalo–”

“Buffy, ora basta!” disse Frances . “Tu devi a Aaron Markwith la tua vita.”

“Già. Dovrei proprio essergli grata,” disse Buffy sarcastica.

“Angel, è lei?” chiese l’uomo anziano. “E’ la cacciatrice di cui parlano le tue memorie?”

Angel annuì. “Se questa è veramente Buffy….sì, allora è lei, Ishak.”

Buffy si girò sconvolta verso Angel. “Cosa intendi con ‘se è veramente lei’, certo che sono io! Non lo vedi? Io ti ho riconosciuto nonostante tu sia vestito come Obi-Wan Kenobi ed abbia i capelli di un marine.”

“E’ proprio lei,” disse Angel.

“E queste sono le altre cacciatrici?” chise Ishak.

“Sì,” disse Markwith, felice di poter cambiare discorso.

“E non siamo tutte pazze,” commentò Agatha.

Sky si sedette di colpo tentando di rendersi invisibile.

Ora che tutti gli osservatori stavano prestando attenzione (o almeno fingevano di farlo) a Markwith mentre questi presentava le alter cacciatrici, Buffy si voltò di nuovo verso Angel. Cercò di decifrare la sua espressione, ma non ci riuscì. Lui la guardava in silenzio. “Angel, sono veramente io.”gli disse.

“Lo so,” le rispose.

“E allora come puoi stare lì fermo immobile? Non ti importa che io…”

“Certo che mi importa, Buffy,” disse Angel. “E’ solo che…..per me è passato tanto tempo e…..credo che mi servirà altro tempo per abituarmi all’idea che tu….”

“Ma Angel, ero così spaventata, e continuavo a pensare che non avrei più rivisto tutti quelli che amavo…mai più…ed ero disperata..e ora tu sei qui, vivo di fronte a me e io ne sono così felice mentre tu…..tu non lo sei affatto.”

“Buffy, ascoltami,” disse Angel con voce bassa e urgente. “Ci sono molte cose in gioco qui che tu non sai, anche se hai già capito che Markwith non è propriamente un uomo di cui fidarsi. Dobbiamo stare molto attenti d’ora in avanti.”

Buffy sospirò. “Va bene.”

“Appena finita questa riunione parleremo,” disse Angel. Dopo un momento le mise esitante una mano sulla spalla. “Te lo prometto.”

La pressione della sua mano la confortò meno di quanto si aspettava, ma Buffy annuì senza dire niente. Rimase al fianco di Angel ma tornò a prestare attenzione a quanto stava accadendo intorno a loro.

Markwith stava elencando le gesta di Xiaoting, qualcosa che aveva a che fare con demoni Velga e cerchi di fuoco . Agatha and Noor stavano di fronte a Ishak, Agatha praticamente sull’attenti, Noor con le braccia conserte. Ma Sumiko invece stava fissando Buffy e Angel, e la sua espressione da confusa stava diventando furiosa e pericolosa.

Sumiko saltò sulla balaustra in legno dell’anello centrale, con un solo pugno la spezzò e ottenne un rudimentale paletto. “No, fermati!” urlò Buffy, mettendosi davanti ad Angel per fargli da scudo.

Xiaoting raggiunse Sumiko e la trattenne per un braccio. “Sumiko, no,” le disse. “E’ tutto a posto non siamo in pericolo.”

Buffy cercò di calmarla, saeva che Sumiko non la capiva ma forse sarebbero bastate la sua espressione e il tono della sua voce, “Questo è Angel. Lui non è come gli altri vampiri, lui non farà del male a nessuno. E’ per questo che lui è qui in mezzo agli osservatori.”Si voltò verrso Angel e gli sussurròl. “Qui tutti sanno che sei un vampiro, vero?”

“E’ proprio così Sumiko,” disse Markwith. “Tutti conosciamo le gesta di Angel e siamo perfettamente al sicuro in sua presenza, non è così?”

“Angel non è quello di cui dovresti preoccuparti,” lo minacciò Buffy.

“Buffy, no,” disse Angel. “Questo non è il momento.”

Sumiko ridiscese lentamente e tornò di fianco alle alter cacciatrici, senza mai perdere d’occhio Angel.

Ishak sollevò le braccia per richiamare l’attenzione generale. “Presenteremo pubblicamente alla città le cacciatrici tra due giorni. Non approvo i tuoi metodi Markwith, ma forse ne ricaveremo qualcosa di buono.”

Markwith sorrise pieno di sè, ma poi il suo sorriso scomparve mentre Ishak continuava, “Considerati avvertito Markwith. Il consiglio e tutti i suoi membri sono tenuti a seguire delle regole per un motivo, non osare più infrangerle o pagherai gravi conseguenze!”

Ishak schiacciò una specie di bottone e il suo scranno, scese al livello degli altri, permettendogli di uscire. Angel si mosse verso di lui. “Dove vai?” gli chiese Buffy .

“Io lavoro con Ishak,” disse Angel. “Di solito dopo una seduta vado con lui a discutere quanto è successo.” Buffy si morse il labbro inferiore e Angel aggiunse velocemente, “Ma ora andrò a dirgli che devo parlare con te. Aspettami qui, okay?”

“Okay,” disse Buffy. Si sedette su uno dei sedili e si guardò attorno. La folla di osservatori stava uscendo, parlottando, indicando, e osservando le nuove cacciatrici (lei in modo particolare). Buffy sentì un’anziana donna commentare, “Bè, devo ammettere che è stato meno noioso del solito.”

Buffy avrebbe sorriso se non si fosse sentita mortalmente stanca. L’adrenalina dell’incontro l’aveva lasciata senza forze.

Sky ignorava chiunque cercasse di parlarle e si stava dirigendo in fretta verso l’uscita. Le altre quattro cacciatrici si erano riunite intorno a Markwith, ma lo guardavano con un pò di sospetto; Noor con aperta ostilità. Sumiko era con le altre ma continuava ad osservare Angel pronta a colpire.

Angel si era mosso velocemente verso Ishak e ora gli stava parlando. Buffy notò come tutti gli osservatori cercassero di evitare anche il minimo contatto con Angel, alcuni non osavano neppure guardarlo in faccia. Angel era come isolato da tutti, e da tutto, anche da lei.

Sconsolata mise la testa fra mani. Quando finalmente nella grande sala scese il silenzio, Buffy sentì Angel avvicinarsi di nuovo e alzò gli occhi. Lui era lì di fianco a lei, impassibile. “ Ora siamo soli,” disse Buffy. “Non hai più motivo di trattenerti dall’abbracciarmi.”

“Buffy,” mormorò Angel, la sua voce più morbida, un pò più simile a come ricordava. “So che tutto questo deve essere molto difficile per te. Ma è difficile anche per me credere a tutto questo, anche ora.”

“Lo so,” gli disse lei. “Non so perchè sono qui. E so di non appartenere a questo tempo. E’ tutto sbagliato. Quando ti ho visto, per un momento ho pensato che tu avresti risolto tutto, che tutto sarebbe andato bene……Stupido da parte mia. ” Buffy lo guardò in faccia impaurita. “Angel, ti ricordi di me? Voglio dire, ti ricordi veramente di me?”

“Sono passati 350 anni,” disse Angel. “Non ti ho mai dimenticato, Buffy. Ma qualche volta mi sembravi quasi irreale, una mia fantasia. La ragazza bionda che mi aveva amato a salvato e mi aveva detto di continuare a lottare. Mi sembravi un sogno.”

“Quindi sono solo questa nebulosa apparizione dal tuo passato, non una persona reale.”

“No,” disse Angel sedendosi di fianco a lei. “Ci sono dei giorni che non si dimenticano mai, dei momenti che ricorderai sempre, anche dopo tre secoli.”

Questo sembrava qualcosa che il suo Angel avrebbe detto e Buffy lo guardò speranzosa, ma in realtà era ancora distante, non aveva nemmeno il coraggio di guardarla in faccia. “Perchè non sei felice di vedermi?”

Angel rimase zitto per un momento, considerando la sua risposta. Buffy lo osservò bene, il suo viso era lo stesso che ricordava naturalmente, ma per qualche ragione le appariva diverso. Forse erano i capelli cortissimi a fare la differenza. Gli davano un’aspetto più severo e allo stesso tempo più vulnerabile.

Angel alla fine le rispose, “Buffy, quando ti ho visto entrare e ti ho riconosciuto….” sospirò. “Devo tenere sempre in mente perchè tu sei qui, e lo stesso devi fare tu.”

“Markwith,” disse Buffy.

“Lui mi odia e odia che io faccia parte del Consiglio e abbia voce in capitolo riguardo alle decisioni da prendere. Non capisce perché mai dovrebbe tollerare che un vampiro sieda fra di loro e non è l’unico a pensarlo. Molta gente non ha fiducia nel Consiglio a causa della mia presenza al suo interno. Markwith ti ha portato qui per cogliermi in fallo. Altri hanno già tentato prima di lui e I risultati sono stati…..terribili.”

Buffy si mise a tremare . “Sono già stata riportata in vita prima di adesso?”

“No. Non intendevo questo.” Angel la guardò. “Non dobbiamo fare il gioco di Markwith, Buffy.”

“Tutto quit?” disse Buffy, la voce le tremava. “E’ stato bello rivederti, hai proprio un bell’aspetto, teniamoci in contatto? O ancora meglio, perché non facciamo finta di non esserci mai visti? Tutti quelli che conoscevo sono morti, tranne te, ma non posso stare con te perché, questo tizio Markwith, che mi ha strappato dalla mia tomba, vuole usarmi per farti del male. Perciò tra pochi giorni andrò di nuovo a fare la ronda per la città finchè non mi uccideranno di nuovo, e non credo ci vorrà molto, perché non riesco nemmeno più a combattere. Mi dimenticarai più in fretta stavolta?”

“Buffy, ascoltami. Non ti ho mai dimenticato. Mai. Ma non è così che ti ricordavo.Non ti ho mai visto così prima.”

“Così come?”

“Sconfitta.”

Quella parola la colpì come uno schiaffo. Angel continuò: “Tu non ti arrendevi mai, Buffy. Non importava quanto avresti perso o quanto avresti sofferto o quanto sarebbe stato duro, tu continuavi comunque a combattere.”

“Non alla fine. Tu non mi hai visto alla fine.” Mormorò Buffy.

“Lo so,” Angel. “Ma tu resti sempre quella persona che conoscevo, sei sempre Buffy.”

Buffy inspirò e raddrizzò la schiena. Si lasciò scaldare dalle parole di Angel e dal coraggio che le infondevano. Probabilmente sarebbe durato poco, ma abbastanza per arrivare a domani. “Non potremo vederci allora?” chiese.

“Non lascierò che Markwith controlli la mia vita,”disse Angel. “Noi ci organizzeremo. Parleremo e ci vedremo, troveremo il modo.”

“Sì?”chiese Buffy e quando Angel annuì, riuscì finalmente a sorridere per la prima volta da quando si era risvegliata in questa strana epoca. “Bene.”

“Ora dovrei andare a parlare con Ishak,” disse Angel alzandosi. “E immagino che le altre cacciatrici ti stiano aspettando. Dove vi ha tenute Markwith fino ad ora ?”

Buffy si alzò e lo seguì mentre scendevano i gradini dell’auditorium ormai vuoto. “In un grattacielo abbandonato, a qualche chilometro da qui.”

“Vi trasferiranno qui, nella sede del Consiglio, domani, o addirittura stanotte,” disse Angel. “Domani notte vieni nelle mie stanze. Parleremo. E avremo avuto il tempo di riprenderci dalle emozioni di oggi.”

Angel sembrava perfettamente in controllo di sè e Buffy non immaginava da cosa dovesse riprendersi, ma decise di non commentare. “Anche tu vivi qui?”

“Tutti gli osservatori vivono qui. Probabilmente è l’unico posto veramente sicuro in tutta Londra. Forse in tutto il mondo.”

“Fortunati noi,” disse Buffy, e l’assurdità del commento la colpì, facendola ridere, una risata fiacca e debole, ma pur sempre una risata.

Angel le rivolse l’ombra di un sorriso. “La fortuna aiuta gli audaci.”

Insieme uscirono dall’auditorium e trovarono Markwith e Frances ad aspettarli. Buffy potè quasi sentire il gelo dello sguardo che passò tra Angel e Markwith. “Le altre ci stanno aspettando, Buffy,” disse Frances. “Andiamo.”

“Devo ancora fare una cosa,” Buffy said. “Picchiare Aaron Markwith fino a ridurlo in poltiglia.”

“Così diretta,” disse Markwith sorridendo. “Ne parleremo dopo, Buffy.”

“Dimmi una ragione per cui dovrei seguirti.”

“Buffy,” disse Angel fermandola. Buffy lo guardò e annuì, per poi seguire Markwith e Frances in silenzio.

“Angel sta cercando di dirti di essere cauta nel scegliere le tue battaglie, Buffy,” disse Markwith. “Un valido consiglio, e spero che tu sarai più saggia di lui nello scegliere I tuoi nemici.”

“I nemici di Angel sono I miei nemici,” disse Buffy. “Non devo fare nessuna scelta.”

I tre arrivarono all’ascensore e iniziarono la loro discesa verso I livelli inferiori dove era stato parcheggiato il loro veicolo. “Sei leale,” disse Markwith. “E amorevole…. La tua lealtà verso Angel sembra sincera, se non altro, e dice molto di te.”

“E cosa rivela di te invece il fatto che tu lo odi?” ribattè Buffy.

“Molte cose e tutte positive secondo me.” disse Markwith

Le porte dell’ascensore si aprirono rivelando il loro veicolo, quattro orripilati osservatori e quattro cacciatrici che fissavano Buffy e Markwith con sospetto e curiosità. Buffy uscì in fretta dall’ascensore per mettere più spazio possibile tra lei e Markwith, se continuava a stargli vicino rischiava di perdere il controllo e picchiarlo a sangue. “Angel non è come gli altri vampiri. Ishak si fida di lui, perchè tu non puoi?”

“Ishak è un vecchio sentimentale che…” Markwith si bloccò e cambiò velocemente discorso. “Buffy, sii onesta con me e con te stessa. E’ sempre stato saggio fidarsi di Angel? Non è mai successo che lui sia diventato un pericolo per te e i tuoi amici?”

“Se hai letto tutti I dati che mi riguardano conosci benissimo la risposta. Ma questo non significa…”

“Che avverrà di nuovo? Spero sinceramente che non accada, ma non mi accontento di sperare, io agisco.” Markwith salì sul veicolo, forzando Buffy a fare lo stesso se voleva continuare la conversazione. Dopo un attimo anche gli altri li seguirono ma rimasero in silenzio a seguire lo scontro verbale.

“Angel è convinto che chiunque non lo accetti a braccia aperte si prepari a colpirlo alla schiena, non è mai stato sfiorato dal dubbio che forse le mie intenzioni sono buone.” Disse Markwith

“Buone?Con che coraggio può…” disse Buffy incredula.

“Per quello che so” la interruppe Markwith “tu sei la ragione per cui Angel si unì alla lotta contro I demoni. Sei stata la sua ispirazione. Ma ultimamente è diventato più strano del solito, silenzioso, ostile….Il suo comportamento ha attirato l’attenzione mia e di molti altri, poiché nonostante quello che puoi pensare, non sono l’unico a credere che possa tornare ad essere un pericolo. Questo progetto stava prendendo forma e ho pensato, perché non riportarti in vita e riunirti a lui? Se c’è qualcuno capace di stabilizzarlo, quella sei tu.”

Buffy guardò da sotto in sù Markwith mentre il veicolo si metteva in moto. La sua spiegazione aveva senso, ed era lusinghiera, ma c’era qualcosa che non tornava.

“Perchè allora non dirmi subito di Angel?”

“Non volevo darti delle false speranze,” disse Markwith. “Dopo tutto erano passati trecentocinquanta anni, non ero sicuro che lui ti avrebbe accolto a braccia aperte. A quanto pare sbagliavo a dubitarne.”

Buffy rimase in silenzio.


Una volta tornati nel loro vecchio stabile, gli osservatori accompagnarono le cacciatrici alle loro stanze e poi le lasciarono sole. Appena furono usciti, iniziarono le domande…..

“Un vampiro? Eri innamorata di un vampiro? Com’è possibile?”

“E’ scioccante! Voglio dire, immagino sia stato duro per te…”

“Non posso credere che tu sia la donne di cui parlano le memorie di Angelt!”

L’ultima a parlare era stta Xiaoting e Buffy la guardò sorpresa. “Cosa? Tu sapevi di noi?”

“Non di voi, ma di Angel,” disse Xiaoting. “Un vampiro nel Consiglio? E’ un argomento di conversazione che non invecchia mai. L’ho perfino incontrato una volta, quando la mia osservatrice mi portò in visita a Londra. Fu molto eccitante.”

“Il mio osservatore non me ne ha mai parlato,” disse Noor.

“Nemmeno il mio,” disse Agatha. Sumiko le ignorò e iniziò a cambiarsi per andare a letto.

“Lui non era ancora dalla nostra parte durante la tua epoca, Agatha,” disse Buffy. “E ai miei tempi non era membro del consiglio degli osservatori.”

“Ma lui vi entrò proprio a causa tua,” disse Xiaoting. “E’ una storia fantastica, e non posso credere che tu sia la bellissima donna di cui si racconta!”

“Già, forse qualche particolare è stato un pò esagerato,” disse Buffy. “Cosa si racconta?”

Xiaoting saltò sul letto e abbracciò il cuscino; Noor and Agatha si avvicinarono per ascoltare, mentre Buffy si sedette sul letto vicino. Sembra un pigiama party ai confini della realtà, pensò.

“Dunque si dice che Angel venne maledetto con il ritorno della sua anima, molti secoli fa.”

“Vero,” disse Buffy .

“Ha un anima?” chiese Noor. Quando Buffy annuì, Noor si rilassò visibilmente e il sorriso di Agatha divenne più genuino. Noor disse, “Doveva essere molto strana come situazione.”

“Lo pensavo anch,’io” disse Buffy. “Ma poi ho imparato che l’amore è sempre qualcosa di strano e incontrollabile, e i dettagli non contano.” Noor e Agatha sospirarono rapite. Xiaoting alzò gli occhi al cielo.

“Volete che continui o no? Bene. Ad un certo punto Angel incontrò una cacciatrice.” Xiaoting indicò Buffy. “E nonostante il fatto che lui fosse un vampiro e lei l’ammazzavampiri, I due si innamorarono. Lui decise di combattere al suo fianco e dopo la sua morte, giurò che lui avrebbe portato avanti la lotta contro il male. Quando l’osservatore della cacciatrice divenne capo del consiglio…”

“Giles divenne capo del Consiglio?” Buffy chise stupita.

“Suppongo di sì,” disse Xiaoting. “Comunque, Angel iniziò ad aiutare gli osservatpri, e col tempo essi accettarono di accogliere il vampiro tra di loro.”

“Markwith non lo accetta,” ountualizzò Noor.

“Markwith sta cercando di aiutarlo,” disse Xiaoting. “Che c’è di male? Ha riunito due innamorati, mi sembra una bella cosa.”

“Non lo so,” disse Buffy. Lei non credeva completamente alla spiegazione di Markwith e soprattutto non credeva che il comportamento di Angel fosse sintomo di ‘possibili problemi’.

“Se era il tuo fidanzato io mi fido del tuo giudizio, Buffy,” disse Agatha. “Ma..un vampiro?”

Buffy scoccò ad Agatha un’occhiataccia, ma non riuscì a trovare le parole per ribattere, e si limitò ad arrossire come un peperone.

“Oh, no, no, perfavore, non offenderti.” La pregò Agatha. “Intendevo solo che mi sembra strano e in parte triste….sapere che non potrete mai sposarvi.”

“Matrimonio?” disse Buffy. “Non ci ho mai pensato molto.”

“Ma come?” disse Agatha arrossendo. “Io…Io non vorrei sembrare immodetsa, ma quando incontrai Ronald ….bè iniziai a pensare molto al matrimonio.”

Xiaoting alzò un sopracciglio. “Guarda che non è obbligatorio essere sposati per fare ciò che faresti da sposata.” Agatha divenne ancora più rossa.

“Meglio finire questo discorso,” disse Buffy. La conversazione stava andando verso un punto molto dolente per lei. “Domani ci traferiranno è meglio che ci mettiamo a letto adesso.”

“Sì, con tutti I bagagli che dovremo fare…,” disse Xiaoting con una risata sarcastica. “Ma immagino che tu non veda l’ora di avere una tua camera privata.”

“Io cetamente non vedo l’ora di non dover più dividere la stanza con alter Quattro persone,” disse Noor.

“Non l’avreI mai detto,” commentò Agatha.

Buffy vide che Sumiko era già sotto le coperte, gli occhi chiusi troppo strettamente per stare dormendo.

Sumiko vede in tutto questo una situazione pericolosa. Le altre vedono una grande storia d’amore. Markwith vede un’opportunità, di fare del bene o del male, non so….. Angel vede il ritorno di un fantasma del passato. E io? Io cosa vedo? Pensò Buffy.

 

CAPITOLO 6

Per la prima volta da quando era stata riportata in vita (no, anzi, da molto prima, da quando sua madre si era ammalata) Buffy si svegliò senza un senso di oppressione. Provava paura, rabbia e un senso di anticipazione, sentimenti forse non positivi, ma che le davano comunque energia, fornendole quella forza che prima le mancava.

Quando entrò in bagno per la sua doccia mattutina, si vide riflessa nello specchio e si spaventò. Era orribile, i suoi capelli erano sporchi e il suo volto era così pallido. Il dolore l’aveva marchiata non solo nello spirito. “Ora capisco come mai Angel non era certo che fossi veramente io,” mormorò Buffy.

Sapeva, naturalmente, che la sua reazione non era dipesa dal suo aspetto, ma non poteva fare a meno di desiderare di essere apparsa davanti a centinaia di persona con un aspetto un po’ meno spaventoso.

Xiaoting e Agatha erano entrambe eccitate per il cambiamento di scenario; Agatha aveva già impacchettato tutte le sue cose prima ancora che Buffy si svegliasse e Xiaoting stasva fischiettando neutre si stava organizzando in modo molto meno ordinato. Noor aveva un’espressione rassegnata e Sumiko stava facendo i bagagli solo perchè imitava tutte loro, il che, pensò Buffy, doveva essere stancante dopo un po’.

Buffy cercò di incrociare lo sguardo di Sumiko e di aiutarla a piegare i vestiti, ma Sumiko le tolse di mano le sue cose e si allontanò da lei. Evidentemente non le perdonava di essere in stretti rapporti con un vampiro.

Se solo potessi spiegarle,pensò Buffy. Ma farebbe davvero qualche differenza? Ci saranno molte persone che non capiranno, anche se conoscono la nostra storia. Ci sono sempre state.

Quando gli osservatori vennero a prenderle, Xiaoting ormai scalpitava. “Siamo pronti ad andare?”

“Certo,” le disse la sua osservatrice con una risata materna. “Siamo qui per accompagnarvi al veicolo.”

“Non penso proprio,” disse Buffy.

Tutti si voltarono a guardarla, Frances, in particolare, la guardò con dolorosa rassegnazione e disse, “Non verrai alla sede del Consiglio? Non intendi aiutarci nella lotta?”

“E la medaglia d’oro per la più veloce nel balzare alla conclusione sbagliata va a Frances Keeling,” disse Buffy. “Intendo solo dire che…mi piacerebbe fare due passi.”

Non sapeva cosa stava per dire finchè le parole le erano uscite di bocca da sole, e dopo averle dette si rese conto che ne aveva bisogno. Voleva essere libera di fare due passi , stare da sola, almeno per un po’, e vedere questo nuovo mondo.

Frances le rivolse un sorriso forzato. “Sono tre miglia, Buffy. E non è sicuro là fuori –”

“Pensavo che fosse compito mio renderlo sicuro,” disse Buffy. “E sarà difficile se non posso neanche uscire là fuori. Devo conoscere il posto e non voglio vivere in una torre d’avorio. Anche se sembra che ci vivrò, in effetti, visto che la sede del Consiglio è una specie di torre….”

L’osservatore di Sumiko, apparentemente disperato di paròare ad una cacciatrice che potesse capirlo, intervene. “Non permettiamo più ronde singole da almeno un secolo, dovrai portare sempre qualcuno con te.”

“Questa non è una ronda,” rispose Buffy a denti stretti. “E’ una passeggiata. Mi è permesso fare una passeggiata? Perché la distinzione fra avere delle limitazioni per la mia stessa sicurezza ed essere una prigioniera si sta assottigliando pericolosamente.”

“Certo che ti è permesso fare una passeggiata, Buffy,” disse Frances. “Voi andate intanto, io vorrei parlare con Buffy un momento.”

Gli altri uscirono, Xiaoting facendo smorfie dietro la schiena di Frances. Buffy si morse il labbro per non scoppiare a ridere.

Quando furono sole Frances fece un profondo respiro e iniziò a parlare in un tono misurato e controllato. “Buffy, posso capire come tutta questa esperienza ti abbia scioccato, e la situazione a cui stai cercando di adattarti è complessa, ma vorrei che tu considerassi per un attimo la possibilità che non stiamo tutti cercando di farti del male. Questo progetto è nato seguendo gli ideali più altruistici, e solo dopo molte riflessioni e…”

“Posso farlo,” disse Buffy. “E tu parlarmi di ideali altruistici quanto vuoi, ma rimane il fatto che ci avete trattato come uno sporco segreto fino a ieri. Non ci avete detto la verità Tu non mi hai detto la verità.”

“Buffy, ti ho detto ciò che sapevo.” Disse Frances. “Ora ho avuto accesso alle memorie complete di Rupert Giles’, non ho ancora avuto il tempo di leggere tutto, ma…in effetti alcuni degli aspetti a cui accennavi compaiono.”

“Sapevo che Giles doveva essersi lamentato di me,” disse Buffy. “Comunque, diciamo pure che io ti creda, e che tu, Frances, non mi hai mentito. Ma Markwith?”

“L’hai ascoltato ieri, Buffy –”

“Quello che lui ha detto ieri era la ragione per cui ha mentito a me,”disse Buffy. “Ci ho pensato molto stanotte e sai cosa non sono riuscita a capire? La ragione per cui ha mentito anche a te.”

Frances si irrigidì e strinse le labbra in una linea severa. “Questo è troppo,” disse Frances. “Non spetta a te mettere in questioni le ragioni di Markwith.”

“E non spetta nemmeno a te, immagino,” disse Buffy. “Sembra che l’unico a cui spetti questo compito sia Angel.”

Quando Frances si irrigidì ulteriormente Buffy sospirò. “Sarà meglio che tu mi dia una mappa, così potrò fare la mia passeggiata e poi raggiungervi.”

Buffy aveva già visitato Londra una volta. L’estate in cui si era diplomata (l’estate dopo che lei e Angel si erano separati e lui era andato via da Sunnydale per sempre), sua madre le aveva regalato il viaggio come premio e come tentativo di conforto. Joyce era rimasta con lei per la prima settimana e insieme erano andate a fare shopping da Harrods , avevano mangiato spesso fuori e avevano passato delle ore molto piacevoli, almeno secondo sua mamma. In realtà la faccia di Buffy doleva a forza di atteggiarsi in sorrisi forzati.

Le altre due settimane di vacanza Buffy le aveva trascorse da sola. Joyce aveva affermato di non poter stare lontana da Dawn e dalla sua galleria più a lungo, ma Buffy sapeva che in realtà sua madre aveva sperato che sua figlia senza di lei sarebbe uscita e avrebbe flirtato con qualche ragazzo europeo, e magari avrebbe persino avuto una breve storia estiva che le avrebbe fatto dimenticare Angel.

Invece, Buffy aveva passato la maggior parte del tempo a piangere nella sua camera d’albergo, a mandare delle deprimenti cartoline a Willow e a scrivere delle orribili poesie. Tirando le somme, quel viaggio aveva lasciato molto a desiderare.

Ma almeno Londra aveva avuto un aspetto migliore di adesso, pensò Buffy.

Potendo ora guadarsi intorno, alla luce del giorno, vide molti segni di degrado. Gli edifici, per la maggior parte, avevano l’aspetto di essere stati abbandonati da molto tempo. Eppure, qui e là, tra i ruderi, si poteva scorgere un edificio in buone condizioni, munito di luci e con ombre in movimento dietro le finestre e panni appesi ai davanzali.

Le strade non venivano pulite e aggiustate da talmente tanto tempo che l’asfalto ormai era scomparso, e alcuni alberi avevano invaso il loro spazio.Una macchina giaceva abbandonata, delle vecchie impronte insanguinate decoravano il suo cofano. Nessuno era incaricato di pulire le scene del crimine, il che aveva senso visto che tutta la città era una enorme scena del crimine, pensò Buffy.

Però più si avvicinava alla sede del Consiglio degli osservatori, più la situazione migliorava.

Iniziò a vedere gente.

All’inizio solo una o due persone alla volta, che si affrettavano verso le loro case, ovunque fossero . Vestivano con abiti poveri e privi di forma e colore, e tenevano vicino al corpo le borse che trasportavano come se temessero uno scippo ad ogni momento.

Proseguendo Buffy iniziò a vedere sempre più gente, ed erano più rilassati , parlavano tra loro, e poteva supporre fossero gruppi di amici o vicini. Rimase sorpresa quando vide il primo carretto, spinto in avanti da un uomo che offriva patate. Quando arrivò in vista della sede degli osservatori, c’erano dozzine di carretti e banchi, che mostravano la loro merce, per lo più stoffe e altri semplici beni.

Xander avrebbe detto che era arrivata a casa, pensò Buffy, aveva trovato il centro commerciale.

Un banco in particolare catturò l’attenzione di Buffy, che decise di avvicinarsi ad esso. Era ricoperto da pile di tagli di stoffa , la maggior parte bianchi o grigi, I colori più in voga da quello che aveva visto in giro, ma i suoi occhi furono attirati da alcuni pezzi rossi e blu, quasi nascosti sotto gli altri. “Posso vedere questi?” chiese.

La donna dietro il banco, robusta e con lisci capelli neri che le arrivavano ai fianchi, le sorrise. “Non ti spaventano?”

“No, di solito I colori primari non mi fanno paura,” disse Buffy. Toccò la stoffa e la trovò leggera e sorprendentemente morbida, certo probabilmente era meno resistente degli abiti che le avevano dato gli osservatori, ma era molto più bella. Rimase sorpresa di quanto potesse rallegrarla qualcosa di così semplice. “Molto bella. Cosa vuoi per questa stoffa?”

La donna sorrise di nuovo. “Cosa puoi darmi?”

“Non ho molto,” disse Buffy. Si tolse di spalla la sacca e la aprì. Stava per barattare, incredibile. Evidentemente i soldi erano una cosa ormai passata di moda. “Dunque, ho dei vestiti, ma visto cosa vendi non credo ti serva altra stoffa. Poi ho una mela che ho sgraffignato a colazione e alcuni fogli di carta.”

“Carta?” chiesa la donna illuminandosi. “Hai della carta?”

“Si,” disse Buffy. “Ho solo dieci fogli…”

“Dieci fogli! Sei disposta a separartene?”

Buffy alzò le spalle. “Certo.”

La donna prese la carta con mano tremante, e poi velocemente le diede voluminosi involti di stoffa rossa e blu, tutti quelli che aveva sul banco. “Tu non sai quanto questo significhi per me. Se avessi ancora della carta, torna pure, sarò lietà di fare ancora affari con te. Io mi chiamo Tam, e vengo qui due volte la settimana.”

“Tam,” ripetè Buffy mentre allungava la sua mano per una stretta amichevole. Era assurdamente felice di conoscere una persona che non fosse un’osservatore o una cacciatrice.”Io sono Buffy. Non sapevo che la carta fosse così ricercata di questi tempi.”

“Produciamo la carta che ci serve, ma è difficile farne grandi quantità,” disse Tam. “Il tuo gruppo dove trova carta di così alta qualità? E’ veramente pregiata.”

Buffy aggrottò la fronte. Il suo gruppo? Ma ad alta voce fece un altra domanda. “Come mai non produci più stoffe in queste tinte? Credo che il rosso e il blu piacerebbero molto a tutti.”

“Molte persone non vogliono attirare attenzione,” disse Tam . “Molta gente non può proteggersi da tale attenzione.”

“Stai parlando della legenda secondo cui I vampiri sarebbero attratti dai colori vivaci?” Buffy si accigliò. “Non credo faccia molta differenza, in realtà. Dipende più che altro da quanta fame hanno.”

Tam also le spalle. “Ma ogni piccola cosa aiuta.”

“Immagino di sì,” disse Buffy. In effetti quando una situazione è veramente disperata, la gente si aggrappa a qualunque mezzo pur di accrescere le sue possibilità di sopravvivenza. Se vestire abiti privi di colore aiutava quelle persone a credersi più al sicuro dai vampiri, chi era lei per giudicare?. Infilò la stoffa acquistata nel suo sacco e poi lo rimise in spalla. “Sai sarei curiosa di sapere una cosa…..come fai a sapere che invece io so come proteggermi?”

Tam la guardò confusa. “Possiedi della carta. Non credi sappia cosa vuole dire?”

Buffy cercò di capire il senso delle sue parole e poi ricordò quanto le aveva detto Markwith. “Stregoneria! Sei una strega?”

Il volto rotondo di Tam impallidì e la venditrice si guardò attorno allarmata. “Perfavore! Abbassa la voce…”

“Scusa!” disse Buffy . Tutte le alter cose che Markwith le aveva detto riguardo la magia le tornarono in mente, ma era troppo tardi. La magia era proibita, tranne che per poche eccezioni, e probabilmente Tam, non era fra queste, ma la praticava lo stesso.

“Non preoccuparti, non è successo nulla,” disse Tam, tirando un sospiro di sollievo. “Nessuno sconosciuto era qui nei dintorni. I miei amici, qui in zona, sanno di me, ma è sempre meglio essere cauti, non si sa mai quando uno del Consiglio potrebbe passare di qua.”

Buffy abbassò lo sguardo. “Già. Hai proprio ragione.”

Tam iniziò a riporre la sua merce in sacchi sul suo carro. “Mi sposto nel caso qualcuno decida di parlare troppo. Tu non dirai niente, vero?”

“Scherzi? Certo che terrò la bocca chiusa?” rispose Buffy senza guardarla negli occhi. “Io sono la proprietaria della carta incriminata.”

Tam la guardò fisso per un attimo e poi le sorrise debolmente. “Allora torna quando ne avrai ancora.”

Con queste parole Tam si allontanò. Buffy la guardò spingere il suo carretto finchè non fu sicura che non sarebbe tornata indietro, solo allora si diresse verso la sede del Consiglio.

Frances fece fare a Buffy una visita molto veloce ed incompleta della sua nuova casa; mentre le altre avevano avuto l’onore del tour completo ed avevano fatto anche un sontuoso pranzo. Buffy ebbe solo pochi minuti per cambiarsi, ammirare la sua nuova camera singola (spaziosa ma terribilmente vuota e senza colore per i suoi gusti), e lasciare il suo sacco sul letto, prima di dover andare nelle nuove palestre per gli allenamenti.

Buffy emise un fischio sommesso, mentre entrava in palestra. Era grande quasi come un campo da football, e le pareti erano piene di armi disposte in perfetto ordine, Buffy non ne aveva mai viste tante tutte assieme. Le altre cacciatrici si stavano riscaldando con delle lente mosse di karate. “Sembra la Fort Knox degli armamenti,” disse Buffy. “Forte.”

“Finalmente ti sei decisa ad arrivare,” disse Noor. “Ti è piaciuta la passeggiatina?”

“Quanto a te è piaciuto il pranzo che io invece ho saltato,” contrattaccò Buffy. Ma Noor le rispose solo con un piccolo sorriso, e Buffy si chiese se, dopotutto, il perenne cattivo umore di Noor, non fosse una finta.

Buffy prese posto accanto a Xiaoting e iniziò il riscaldamento. Mentre eseguiva un calico laterale sussurrò, “Ho preso della stoffa fantastica. Colorata! Non dovremo più indossare la collezione primaverile stile Mao povero.”

“Stile Mao….suona familiare questa tua espressione,” commentò Xiaoting mentre alzava e abbassava le braccia.

Finito il riscaldamento tutte si inchinarono verso l’osservatore che aveva guidato il kata. Poi Xiaoting si giro verso Buffy. “Grazie al cielo hai preso qualcosa di colorato. I nostri abiti attuali mi annoiano fino alle lacrime.”

“A me piacciono abbastanza questi vestiti,” disse Agatha, alzando una gamba per osservare meglio I pantaloni. “Non avete idea di come fosse odioso cercare di combattere in corsetto.”

“Ugh, svenivi spesso?” le chiese Buffy.

“Qualche volta,”disse Agatha. “Ma il più delle volte usavo solo arco e frecce in modo da non dover correre. E devo ammettere che le crinoline fornivano molto spazio per nascondere delle armi.”

“Già, ricordo di averlo pensato,” disse Buffy, ricordando un Halloween di centinaia di anni prima.

“Vanità,” commentò sdegnosa Noor. “Siamo qui per fare il nostro dovere, non per sfilare.”

“Gli abiti non sono una distrazione, Noor. ” ribattè Xiaoting.

Mentre loro due discutevano, Buffy guardò dietro di loro verso Sumiko e Sky. Il volto di Sumiko era sereno, senza alcuna espressione.

Mentre Sky sembrava annoiata e arrabbiata come solo un’ adolescente poteva sembrare. Sembrava fare il broncio e Buffy rivide in lei all’improvviso il volto di Dawn, e sentì le lacrime salirle agli occhi.

Buffy si allontanò dalle altre e raggiunse Sky. “Hey,” disse. Sky la guardò accigliata. “Come va? Come ti senti?” le chiese Buffy.

“Inutile, grazie.”

“So che non è facile accettare di non essere l’unica cacciatrice in circolazione, è capitato anche a me,” disse Buffy .

“Voi siete arrivate tutte assieme,”ribattè Sky. “Siete una specie di squadra.”

“Più o meno,” disse Buffy. “Ma non intendevo questo. Mi è successo nella mia vita precedente, nel ventesimo secolo. E’ stato allora che è comparsa una seconda cacciatrice.”

Questo catturò l’interesse di Sky. “Mi stai prendendo in giro. C’è solo una cacciatrice. Non te l’hanno spiegato? Solo quando una cacciatrice muore, un’altra –”

“Viene chiamata. Lo so. ” disse Buffy. “Se avessi un dollaro per tutte le volte che mi è stato detto sarei miliardaria, peccato che adesso I soldi non servano più. Tornando all’argomento principale. Ho avuto il piacere di tornare in vita un’altra volta prima di questa .”

“Sei morta e tornata in vita un’altra volta?” disse Sky. Ormai la sua curiosità aveva avuto la meglio sul broncio.

“Uh, sì,” disse Buffy said. “La prima volta sono stata annegata da un vampiro, Il maestro. Per fortuna due miei amici, uno dei quali era Angel, mi hanno aiutato e Xander, l’altro mio amico, è riuscito a farmi riprendere I sensi.”

“E questo chiamò un’altra cacciatrice?” chiese Sky.

“Il suo nome era Kendra,” disse Buffy. Si stava quasi commovendo nel nominare Xander e Kendra. Aveva creduto che non avrebbe più pronunciato i loro nomi. “Era veramente molto brava. E seguiva molto bene gli ordini, sarebbe riuscita ad integrarsi molto bene in questa epoca, molto meglio di me.”

E dopo Kendra era arrivata Faith, pensò Buffy. Anche lei ormai era morta. Non sapeva cosa provare riguardo la scomparsa di Faith.

“Due cacciatrici nello stesso tempo,” disse Sky. Rimise il broncio. “Ora ce ne sono 6. Devi ammettere che è un po’ troppo affollato qui.”

“Senti, quando Kendra arrivò nella mia città e disse di essere anche una cacciatrice io non ne fui certo felice. Non la volevo nel mio territorio.”

L’espressione perplessa di Sky spines Buffy a cercare di spiegarsi meglio. “All’inizio la odiavo. Pensavo che la sua comparsa rendesse me meno necessaria ed importante. Ma in realtà mi rendeva solo meno sola.”

Sky sospirò. “E’ solo che – la cacciatrice di cui ho preso il posto era molto brava. Inez è stta cacciatrice per tre anni ed era intelligente, dotata e anche molto bella.”

“Lei veniva ammirata,” disse Buffy. “Ammireranno anche te. Trova la cosa che riesci a fare meglio, e dimostra la tua bravura – qualcosa di nuovo, che Inez non sapeva fare. E tutti si renderanno conto che anche tu sei speciale.”

Il giovane volto di Sky rifletteva il suo conflitto interiore tra speranza e dubbio. Dopo un momento disse, “La gente la amava. Sono cacciatrice da due mesi ormai, e mi rispettano, ma – non mi amano.”

“Ti ameranno,” la rassicurò Buffy. “Dagli tempo. E tra l’altro, noi cacciatrici resuscitate….non siamo poi un gruppo molto affiatato.”

Proprio in quel momento si alzò la voce di Noor, “Sono stanca delle tue frivolezze!”

“E io sono stanca venire ripresa da te ogni due minuti –”

Xiaoting venne interrotta dall’Osservatore in carica del riscaldamento. “Ah –forse è meglio smettere col riscaldamento e passare a qualcosa di nuovo.”

Tutti si voltarono verso di lui, che stava tenendo in mano alcuni bastoni. “Pensavo che potremmo provare qualche mossa coi bastpni, nel caso doveste affrontare un vampiro a distanza ravvicinata potrebbe servirvi –”

“Grande,”commentò Xiaoting andando subito a prendere la sua arma. Noor la seguì a ruota e le si mise di fronte pronta ad affrontarla.

L’osservatore, cercando di affermare un briciolo di autorità, disse, “No, no. Sarà meglio accoppiarvi per altezza. Lo scontro in questo modo sarà più equo.”

“Dubito che là fuori I vampiri si comporteranno con equità,” disse Noor.

“Dunque. Sky combatterà contro Agatha –” Le due cacciatrici più alte si misero l’una di fronte all’altra. “Noor contro Buffy, e Xiaoting contro Sumiko.” Sentendo il suo nome Sumiko si avvicinò alle alter e prese il bastone che le porse Xiaoting.

“Tu sei più bassa di Xiaoting,” borbottò Noor mentre si metteva di fronte a Buffy.

“Siamo più o meno alte uguali, credo,” disse Buffy nervosamente. Noor sembrava furiosa, e Buffy non era molto esperta nella lotta coi bastoni —

“Iniziate!” disse l’osservatore dando il via al combattimento. Noor sferrò un colpo col suo bastone verso Buffy, ma questa riuscì a bloccarlo facilmente e girando il suo bastone fece perdere a Noor la presa sulla sua arma, disarmandola. Noor riuscì a riafferrare il bastone prima che cadesse a terra, ma Buffy non le lasciò il tempo di riprendersi. Iniziò a sferrare colpi su colpi, impedendo a Noor di contrattaccare. Dopo pochi minuti riprovò la mosse di prima e riuscì di nuovo a disarmare Noor , il cui bastone stavoltà volò lontano contro la parete.

Noor fissò meravigliata Buffy. “Cosa è successo? Mi hai attaccato come un demonio dopo che per due settimane non hai fatto altro che dormire in piedi.”

Dormire in piedi. Era la giusta espressione per descrivere il modo in cui Buffy aveva trascinato la sua esistenza da quando era stata riportata in vita. Oggi non era meno triste, né meno confusa, ma tutto era cambiato grazie ad Angel. Non solo per la sua presenza, ma perchè finalmente adesso avrebbe saputo cosa era successo ai suoi amici da una voce amica.

Buffy prese un profondo respiro e sorrise. “Credo di essermi finalmente svegliata.”

CAPITOLO 7

Buffy si asciugò il sudore dalla fronte ed ansimò, esausta. Il centro del bersaglio di fronte a lei era stato colpito così tante volte che non sarebbe stata in grado di infilarvi un’altra freccia.

Anche se non le sarebbe dispiaciuto tentare, pensò con un sorriso truce.

“Beh, Buffy, questo è – molto meglio”, disse Frances, piuttosto a malincuore.

La freddezza estrema che prima qual giorno aveva adottato nei confronti di Buffy si stava affievolendo alla luce della prova evidente che la cacciatrice che le era stata affidata sapeva effettivamente cacciare.

“Questo è più nel mio stile” disse Buffy “Veramente.”

“Vedremo ” disse Frances. Alzò il tono di voce e disse “E’ tutto per oggi. Siete libere di fare ciò che volete”.

“Un bagno!” esultò Xiaoting.

“Un pisolino”, gemette Agatha.

“Privacy”, mormorò Noor.

“Posso avere la mia versione personale del tour ?” disse Buffy.

Frances sorrise in modo un po’ rigido, poi si guardò intorno nella stanza, forse cercando un’altra guida – qualsiasi altra guida. Ma i vari Osservatori erano già usciti. “Ah, certamente. Cosa ti piacerebbe vedere?”

“La configurazione generale del complesso sarebbe interessante.”

Buffy aveva cominciato ad allontanarsi dal viso i capelli madidi di sudore intrecciandoli, quando Frances la accompagnò alla porta.

“La sede del consiglio deigli Osservatori è un complesso troppo vasto da poter essere visitato esaustivamente in un giorno. O persino in una settimana, direi: Ma ti posso spiegarne le caratteristiche basilari. Quel poco bestiame che abbiamo è sistemato nelle aree del basamento. E hai già visto l’auditoriom, a piano terra”.

“Capito”, disse Buffy “Che altro c’è laggiù?”

“Depositi, soprattutto. Aree di stoccaggio. Laboratori. La biblioteca ed il reliquiario”.L’espressione dura di Frances si ammorbidì un poco. “Ero solita lavorare nel reliquiario, quando ero più giovane. Un vecchio posto silenzioso ed ammuffito, ma affascinante. Non crederesti ai manufatti che abbiamo laggiù…” La sua voce si affievolì, come se si fosse persa nei pensieri.

“Reperti dal passato,eh? Sembra come che io fossi uno di essi”, disse Buffy.

Frances si riscosse e tornò seria. “Più in alto abbiamo le stanze di allenamento e le aule per i più giovani”.

“Bambini?”chiese Buffy. Sembrava un inatteso aspetto giocoso di questo luogo, ma aveva senso.“Anche i bambini degli Osservatori vivono qui”.

“Naturalmente”, disse Frances “Sebbene cerchiamo di trattenerli dal correrci tra i piedi. Ciò a cui mi riferivo,comunque, erano le giovani donne. Le probabili cacciatrici”.

“Cosa… loro sono qui?Voi avete una… scuola per Cacciatrici?”

“Il mondo è un luogo troppo rischioso per affidare alla sorte le future Cacciatrici. Il Concilio ha sempre fatto uno sforzo per trovare ragazze che un giorno potrebbero essere chiamate, per cominciare presto il loro addestramento. Ora portiamo le ragazze anche a vivere qui”.

“I loro genitori sono d’accordo?” Buffy corrugò la fronte.

“Buffy… nessun genitore vorrebbe altro che la sicurezza della Sede del consiglio per il suo bambino. Non di questi tempi”.

E se lei avesse potuto mandare Dawn in Tailandia, su Giove, a Narnia, per tenerla al sicuro da Glory, non lo avrebbe fatto? “Capisco”.

“Le conduciamo qui appena vengono trovate”, disse Frances “E restano qui fin quando vengono chiamate o compiono 18 anni”.

“18?” disse Buffy, irrigidendosi leggermente alla memoria di quel compleanno, ed alla prova che lo aveva accompagnato. Frances sembrò ignara di qualsiasi ragione di disagio.

“Se una ragazza non viene chiamata per il suo diciottesimo compleanno, non lo sarà mai più. Veramente poche vengono chiamate persino dopo i 17 anni, ma noi aspettiamo quell’anno extra per essere sicuri”.

L’andatura di Buffy si fece più lenta nel considerare ciò che Frances aveva detto. “Alcune di loro…non vengono chiamate”.

“Naturalmente no” disse Frances “Ogni volta ci sono sempre venti trenta ragazze con il potenziale. Ma se l’attuale Cacciatrice vive abbastanza a lungo, allora parecchie di quelle ragazze supereranno l’età per essere Chiamate nel periodo in cui lei è in servizio”.

Doveva essere strano, pensò Buffy. Preparasi per tutta la vita per qualcosa che poi non sarebbe accaduto. Probabilmente era strano quanto vederlo accadere senza essere affatto preparata. “E cosa fate di loro? Le buttate con la spazzatura?”

“Questo è fuori luogo”, disse Frances severamente. “Le ragazze sono libere di fare ciò che desiderano. Alcune di loro diventeranno Osservatori. Shireen, la madre di Ishak, era una di loro”.

E le altre? pensò Buffy. Erano libere di tornare a vivere l’incubo che era la realtà odierna, piena di mostri pronti ad ucciderle…. “Così vivono tutte qui, sia per frequentare la scuola che per allenarsi.”

“Sì,” disse Frances. “Cerchiamo di farle venire tutte qui, ma I trasporti e le comunicazioni fra le nazioni….sono difficili….comunque non abbiamo mancato di trovare una cacciatrice oramai da molti decenni.”

“Bravi,” disse Buffy. Salirono su un ascensore. “E ora dove stiamo andando? Nel livello abitativo? Che , devo dirtelo, è veramente deprimente con tutto questo grigio su grigio.”

“Troppo normale per te? Vorresti invece vivere in uno degli altri edifici della città al di fuori del quartier generale degli Osservatori?La gente là deve dormire ammassata anche in dieci in una sola stanza.”

Buffy alzò le sopracciglia. “Okay, è evidentemente meglio vivere qui, ma appendere qualche quadro non vi ucciderebbe –”

“Già, comunque noi non stiamo andando al livello abitativo,” disse Frances. “Stiamo andando all’ultimo piano.”

“E cosa c’è lassù?” chiese stancamente Buffy.

Le porte dell’ascensore si aprirono e Buffy rimase a bocca aperta, cosa che fece sorridere Frances . “Benvenuta nei nostri giardini.”

L’intero soffitto era di vetro, perciò i raggi del sole entravano e risplendevano sopra i giardini. L’intero spazio dedicati ai giardini era diviso in terrazze poste a diverse altezze, il livello più basso era occupato da alberi da frutto: mele, pere e pesche, come quelle che Buffy aveva mangiato a colazione . Buffy inspirò profondamente, fino ad ora non si era mai accorta di quanto la sede degli osservatori, odorasse di artificiale. Questo posto invece profumava di frutta e erba e terra.”Fantastico,” sussurrò.

“Bello, vero?” disse Frances . “Non siamo completamente autosufficienti, abbiamo granai in città, ma questi giardini forniscono buona parte dei nostri pasti giornalieri.”

“Granai,” disse Buffy. “Intendi silos o simili? Come quelli delle campagne?” Quando Frances annuì, Buffy chiese, “Perché i vampiri non li distruggono? Sarebbe facile per loro toglierci il cibo e….”

“Perchè dovrebbero?”disse Frances. “se noi non mangiamo non mangiano nemmeno loro.”

“Già,” disse Buffy.

“Vedrai le aule e vedrai i negozi,” disse Frances. “e naturalmente visiterai presto la biblioteca…. Ma oggi pensavo avresti gradito vedere questo.”

“Avevi ragione,” disse Buffy. “Grazie, Frances. Davvero.”

Frances sembrò imbarazzata ma compiaciuta.

Quando il giro finì, Buffy tornò nella sua stanza. Mancavano soltanto una o due ore prima del suo…cosa? Appuntamento? Uscita? Incontro, decise. Il suo incontro con Angel. Aveva bisogno di quel tempo per mettere in ordine le idee nella sua testa. Non poteva mettere nulla di speciale, non possedeva niente oltre alla specie di pigiama che qui tutti sembravano indossare….forse avrebbe potuto drappeggiarvi sopra la stoffa che aveva comprato, come uno scialle…..

 

Oh per carità, pensò. Non spaventiamo il ragazzo più del necessario.

 

Come uscì nel corridoio udì la voce di Xiaoting. “Eccoti!”

 

Si voltò a guardare Xiaoting correre verso di lei. “Ci hanno messe tutte sullo stesso piano. Non riesco a immaginare chi hanno sloggiato per darcelo.”

 

“Fico,” disse Buffy con un sorriso genuino che la sorprese. Sebbene non fosse dispiaciuta di avere un po’ di spazio per sè — dormire nella stessa stanza con altre quattro persone le sembrava strano — era felice di avere vicino le sue compagne Cacciatrici. Dopo tutto, pensò, rappresentavano circa il cinquanta percento delle persone che conosceva sull’intero pianeta.

 

“Agatha si è ritrovata la vista migliore,” disse Xiaoting. “Vieni a vedere.”

 

L’appartamento di Agatha aveva una vista fantastica, come si dimostrò; atraverso i vari grattacieli e sentieri, c’era la vista del Big Ben, ora all’altezza degli occhi. “Wow,” disse Buffy. “Credo che questo appaia stupefacente dopo il tramonto. Se qualcuno dei palazzi fosse illuminato, intendo.”

 

“E’ in qualche modo deprimente, però,” disseAgatha. “Mi piaceva così tanto Hyde Park, e ora è tutto andato perduto in cambio di questo posto orribile.”

 

“Ti sembra una desolazione immagino” disse Buffy.

 

“Terribilmente,” Agatha sospirò dal divano. Aveva accomodato alcuni cuscini cosicché l’effetto era più da chaise lounge. “I muri e il soffitto sono orribilmente bianchi, il legno non è intagliato e non ci sono dipinti o sculture o cristalli sugli scaffali. E’ terribilmente spoglio.”

 

“Occidentali,” Xiaoting sbuffò. “Questo posto è grandioso. Tutto color crema e pieno di luce.”

 

“Dove sono Sumiko e Noor?” chiese Buffy.

 

“Noor ha detto che stava via un momento,” rispose Xiaoting. “Personalmente, io credo che ci stia evitando il più a lungo possibile.”

 

“Non essere scortese,” disse Agatha. “Non è abituata a dividere gli spazi. Forse non ha mai avuto sorelle.”

 

“Questo spiegherebbe il suo comportamento,” disse Xiaoting. “E Sumiko — beh, è ancora un po’ preoccupata per Angel, sai? ”

 

“Non capisce,” disse piano Buffy. “E’ qualcosa di difficile da capire, senza poter comprendere ciò che le diciamo.”

 

“Alla fine capirà,” disse Xiaoting allegramente. “Passati due o tre mesi senza che Angel abbia mangiato qualcuno, afferrerà il concetto.”

“Credete che mettano in scena dei musicales qui?” chiese Agatha asked. “Se non lo fanno I nostri pomeriggi potrebbero essere piuttosto noiosi –”

Il campanello suonò e Agatha disse, “Avanti!” ordinando così alla porta di aprirsi automaticamente. Buffy sorrise, realizzando che Agatha sembrava aver già afferrato l’uso della tecnologia.

Noor entrò un pò impacciata. “E’ qui la vista di cui parlavate?”

“Sì, guarda tu stessa,” disse Xiaoting, indicando con entrambe le braccia le finsestre. “Non è meravigliosa?”

“Sono edifici,” disse Noor. “Perchè dovermmo voler guardare degli edifici?”

Xiaoting sospirò. “Sei senza speranza, non ti va mai bene nulla.”

“Siediti Noor,” disse con più garbo Agatha. “Ti offrirei del tè, ma sembra che le camere ne siano sprovviste.”

“L’Inghilterra senza tè,”disse Buffy. “I tempi sono veramente cambiati.”

“Dovrebmmo discutere do tattiche di caccia,” disse Noor . “Comparare I nostri metodi. Potremo imparare molto l’una all’altra.”

“Non pensi mai ad altro oltre al dovere di cacciatrice?” chiese Xiaoting .

“Noor ha ragione,” Agatha aggiunse velocemente. “Potremmo imparare molto le une dale altre, ne sono certa.”

“Xiaoting potrebbe condividere qualche consiglio di moda,” disse Noor acida. Xiaoting iniziò ad arrabbiarsi e Buffy si affrettò ad intervenire “Buona idea! Voglio dire, noi sembriamo essere tra le migliori caciatrici di tutti i tempi, no?”

“E va bene,” sospirò Xiaoting. “Quali consigli di caccia potremmo condividere?”

Noor sembrò felice di aver vinto la discussione. “Ho sempre trovato molto utile trattare I paletti. Lasciarli immersi in acqua consacrata, o nel veleno di un demone Velga può renderli ancora più letali contro I vampiri. E mantengono le proprietà del liquido anche ore dopo che li hai tolti da esso. In questo modo anche se non centri il cuore, danneggi considerevolmente il tuo nemico.”

Buffy ci pensò su per un secondo. “Sembra molto utile.”

“Certo, se intendi mancare il cuore,” disse Xiaoting . “Io di solito non lo manco.”

“Bene, allora tu che sei così brava, che consiglio puoi darci?” disse Noor incrociando le braccia .

“Possedevo una meravigliosa frusta in filo metallico,” disse Xiaoting con rimpianto. “Potevo decapitare un vampiro a dieci piedi di distanza in due secondi. Dovremmo fare costruire delle fruste simili, credetemi, sono il modo più semplice di cacciare.”

“Sembra sanguinario, ma efficace,” disse Agatha. “Per quanto mi riguarda ho sempre trovato l’acqua santa molto utile e ho scoperto che è possibile ottenerne di più –”

“Portandoti dietro un prete?” chiese Xiaoting.

“No. Se versi una fiala di acqua santa in un più largo recipiente d’acqua, consacri tutta l’acqua.”

“Suel serio?,” esclamò Buffy . “Vuoi dire che se verso una fiala di acqua santa nell’oceano lo consacro tutto?”

‘Oh, no,” disse Agatha . “Non così tanta. –Funziona con una quantità d’acqua minore, al massimo una vasca da bagno. Provai con dei bagni termali una volta e scoprii i limiti di questo metodo — ”

Noor chiese, “E tu Buffy, quali consigli puoi darci?”

Buffy thought hard. “Bè, se mai doveste cacciare all’interno di un nightclub, vi consiglio di prendere in considerazione le stecche da biliardo o i piatti di una batteria come armi.”

Le altre cacciatrici la fissarono confuse. Buffy ci riprovò. “Uh – o se doveste cacciare nelle vicinanze di una giostra con degli unicorni, il loro corno potrebbe essere un eccellente paletto.”

“Non è molto probabile,” disse Noor. Anche Xiaoting e Agatha la guardavano per niente colpite.

“La mia specialità è l’improvvisazione, diciamo,” disse Buffy “Giuro.”

“Certo, ti crediamo,” disse gentilmente Agatha.

“E’ quasi il tramonto” disse Xiaoting, guardando fuori dalle finestre. Il Big Ben era illuminato dalla luce calda e dorata del sole.

“Oh, jeez,” disse Buffy. “devo prepararmi.”

“Per il tuo appuntamento con Angel,” disse Xiaoting con un sorrisetto malizioso.

“Non è un appuntamento,” disse Buffy. “E’….un incontro.”

“Certo, come no,” disse Agatha con un altro sorrisetto.

Persino Noor la guardava divertita.

****

23 Marzo 2353

Frances mi ha rivolto un altro dei suoi sguardi brevettati da “Perfida Cacciatrice Cattiva” quando le ho chiesto altra carta, ma me l’ha passata comunque. Probabilmente pensa che sia qui a cercare di fare un qualche genere di voodoo per farle cadere quei capelli ricci. Se sapessi come farlo, credetemi, starebbe già ordinando del Rogaine.
Okay, non è così male. È stata quasi amichevole per un po’ oggi, dopo aver visto che so cacciare davvero. Ma continua a starmi sui nervi. Voglio imparare a gestire la situazione, comunque. Voglio imparare a gestire tutto questo. Non mi piace ancora stare qui, mi mancano ancora tutti così tanto da far male. Far male fisicamente, come se fossi stata svuotata. Ma non voglio più che finisca. Immagino di voler vedere se riesco a farcela.
Ad esempio, sono così arrabbiata con Markwith che urlerei, ma sto cercando di farmene una ragione. Cercando di non lasciare che il mio cuore controlli la mia testa, come direbbe Giles. Già, Markwith odia Angel. Ma lo odiava anche Xander, e non per questo era una persona terribile. Xander era semplicemente un ragazzo che vedeva le cose in bianco e nero. A volte era un bene. Forse anche Markwith è così.
Il che non significa che non abbia voglia di prenderlo a pugni.
Comunque, se mi ha portato qui per confondere Angel, avrà una grossa sorpresa. Voglio dire, siamo adulti. Io ho vent’anni e Angel — wow — quasi 600. È impressionante. Wow. Correggo: Angel è MOLTO adulto.
Il punto è che siamo entrambi cambiati parecchio da quando eravamo così follemente innamorati. Io sono cresciuta molto. Ho perso molto. E Angel è cambiato molto più di me, scommetto. Voglio dire, 350 anni. È parecchio tempo. Molto più di quanto io sia in grado anche solo di immaginare. Perciò non credo che abbia più quei sentimenti nei miei confronti. È strano, ma non so neanche come immaginare un Angel che — diciamolo – non mi ama più. Non so neanche chi sia questo ragazzo. Ma non dovrei sentirmi ferita perché è andato avanti. Dopo tre secoli devi farlo, no?
Continuo a ripetermelo. Ma è dura. Voglio dire, per me è passata solo qualche settimana da quando eravamo una tra le braccia dell’altro al Cimitero di Lawndale. Gli ho detto che volevo che restasse con me per sempre, e lui voleva veramente restare. Potevo vederlo nei suoi occhi. E poi abbiamo iniziato a baciarci. Dio, baciarlo dopo due anni interi era così bello —
Okay. Meglio non pensare a questo. Il punto è che ho ancora tutte queste emozioni in conflitto dentro di me. Angel e io eravamo stati separati per un po’ a quel punto, e ancora non sono sicura di quanto di quello che è successo dopo il funerale di mamma sia accaduto per amore e quanto solo per paura. Suona così male a dirlo, ma è vero. E se fossi stata solo spaventata? E se semplicemente non avessi voluto stare da sola? E, anche se non l’avrei mai creduto possibile sono ancora più spaventata ora di allora.

So di amarlo ancora. Voglio dire, non è qualcosa che cambierà. Ma se l’amore fosse sufficiente, saremmo stati bene tanto per cominciare. E non era così. Eravamo già confusi e complicati, e questa situazione sicuramente non migliorerà le cose. Perciò non mi aggrapperò a lui come se fosse un salvagente o qualcosa del genere. Questo non risolverebbe nulla. Devo trattare. Devo prendere quello che lui può darmi. Comprensione. Amicizia.
Risposte.

 

 

CAPITOLO 8

 

Non sono nervosa, pensò Buffy.

Certo, ho le mani tutte sudate, e non posso mettere due pensieri in fila , e il mio cuore batte un milione di volte al minuto… e penso che possa veramente sentirlo, il che non è propriamente un bene…

Fece un profondo respiro e si costrinse a calmarsi. Soffriva di un pessimo caso di nervosismo da ex-boyfriend al pensiero di vedere Angel, certo… ma si rendeva conto che si stava focalizzando su questo per una ragione.

Più facile essere spaventata da Angel piuttosto che per quello che le avrebbe potuto dire.

Buffy si aggiustò i vestiti e si riavviò i capelli prima di premere il palmo sul pad a fianco della porta di Angel. Si aprì immediatamente.

“Ehi” disse Angel. Era sulla porta, le spalle leggermente curve, l’espressione esitante. “L’hai trovato”.

“Frances mi ha detto dove abitavi, dopo qualche gran roteare d’occhi,” disse Buffy. Il momento era imbarazzante proprio quanto aveva temuto. Avrebbe dovuto abbracciarlo? Tendergli la mano? Imbarazzata, guardò sopra la sua spalla…e si illuminò “Ma guarda che posto!”

Buffy oltrepassò Angel ed entrò in una stanza che era la più accogliente e familiare che avesse visto dalla sua resurrezione. Invece di essere tutta bianca e grigia, la camera di Angel era colorata… coperte in verde ed oro, con disegni ricamati, e sedie in legno che erano state colorate di marrone vivo o rosso scuro. Candele e lampade ad olio fornivano luce, invece delle solite, severe luci abbaglianti sospese. Fotografie e piccoli ologrammi erano alla rinfusa sugli scaffali, e libri coprivano quasi tutte le pareti… compresa una in muratura, che, realizzò Buffy, una volta era stata una finestra. Dove non c’erano libri, c’erano quadri…schizzi ad olio o matita di varie persone. Anche un po’ di vecchie spade e daghe erano posate sugli scaffali. “Angel, è fantastico. La tua stanza… è piena di cose ! Cose di cui non hai bisogno! Non avevo mai compreso quanto le semplici vecchie cose potessero essere belle.”.

“Questi sono tempi piuttosto austeri”, disse Angel. “Ma mi piace tenere intorno a me le mie cose”

“Io faccio lo stesso,” disse Buffy. Sprofondò grata nel vecchio malconcio sofa di Angel. “Veramente per ora tutti le mie cose entrano in uno zaino, ma ho già iniziato a fare shopping e ben presto riempirò tutto quello spazio vuoto che è la mia camera.”

“Hai cenato?” chiese Angel, sedendosi su una delle sedie di fronte a lei “Ho portato del vino e della frutta, ma se vuoi di più…”

“Vino e frutta andranno bene. A cena ho mangiato l’insalata regolamentare”, disse Buffy, poi aggrottò le sopracciglia “Facciamo qualche tipo di dieta forzata? Perché gli ortaggi a foglie sono rappresentati pesantemente nei nostri pasti”.

“I tuoi e quelli di chiunque altro,” disse Angel.”Allevare animali per il cibo necessita di grande spazio e sicurezza, Buffy. Queste sono due cose che la maggior parte delle persone non hanno da molto tempo.”

“Così’ anche McDonald’s è andato,” disse Buffy. “Ora so che è l’apocalisse.”

“Vendevano hamburgers, vero?” chiese Angel-

“Mi stai spaventando,” disse Buffy. Poi restò a bocca aperta. “Oh, aspetta, adesso che ci penso mi stai spaventando veramente. Se non ci sono animali cosa stai mangiando?”

“Abbiamo alcuni animali qui alla Sede del Consiglio”, disse Angel. “Non molti, ma me la cavo”.

Lei guardò il suo volto tirato e si chiese quanto spesso realmente si nutriva. Lui vide la sua occhiata, abbassò gli occhi, poi si girò per versare del vino in due calici di terracotta. Buffy sospirò e diede ancora un’occhiata alla stanza. Sta diventando imbarazzante, si disse.

Il suo sguardo cadde sui due disegni più grandi nella stanza… quelli più vecchi, su carta che era ingiallita con il tempo. Rappresentavano persone di mezza età, un uomo e una donna…

Buffy si alzò quando si rese conto che si trattava di Wesley e Cordelia, Wesley aveva capelli grigi sulle tempie, Cordelia era un po’ più rotonda. Ma i visi erano inconfondibili.

“Buffy?” disse Angel, confuso dalla sua reazione.

“Tutto ok,” disse lei, accettando il calice di vino e sprofondando di nuovo nel sofà. “Sei un ottimo artista, Angel. Lo avevo dimenticato.”

Se Angel ancora ricordava il modo in cui lei fosse venuta a conoscenza della sua abilità nel disegno, non ne diede alcun segno. “Grazie. Li ho fatti posare per questi disegni prima che Wesley ed io partissimo per l’Inghilterra, Io li avrei voluti ritrarre allo stesso modo, come realmente erano allora, ma Cordelia ha voluto che la ritraessi ancora giovane, anche se io pensavo fosse più bella nella sua maturità.” Angel sorrise gentilmente. “Non penso lo abbia mai saputo.”

Ok, pensò Buffy, questo NON è ciò che ero solita ascoltare da Angel su Cordelia. O su Wesley. Tempo di iniziare a parlare di quello per cui era venuta. “Ok…..io…mmm… sono rimasta a corto di convenevoli” disse.

“Io lo sono sempre stato.”

“Angel, ho bisogno che tu mi dica…Dio. Tutto, credo.”

Angel si sporse in avanti, tenendo il calice con entrambe le mani. “Tutto su cosa?”

“Tutto. Come il mondo è diventato così. Come è finita con il Consiglio degli Osservatori. Cosa è successo… cosa è successo ai miei amici.” Buffy pronunciò le ultime parole in un soffio, poi inspirò profondamente dopo aver forzato le parole ad uscire.

“Markwith non te l’ha detto?” Angel stava assumendo il suo caratteristico sguardo torvo. “Ti ha tenuto là per settimane senza alcuna risposta?”

“Ehi, Markwith non è neppure sulla mia lista degli auguri di Natale, ma devo essere onesta a riguardo. Non me l’hanno detto perché non ho chiesto. Io… non potevo.”

“Perché no?”

“Non volevo sapere”, ammise Buffy, odiando il filo di voce con cui parlò. “Era come se… se non ascoltavo qualcuno dirmi che erano tutti morti, allora non erano veramente morti. Mi capisci?”

“Sì,” rispose gentilmente Angel. “Ti capisco”.

“E Frances e Markwith sono così dannatamente freddi e ufficiali e tutto il resto. Non volevo ascoltare tutto questo da loro. Sarebbe stato come se di fatto avessero letto un libro o qualcosa del genere. Non avrebbe significato nulla per loro. Ma penso che potrei ascoltarlo da te.”

Buffy non era sicura che i suoi ragionamenti avessero senso, ma Angel non fece domande. Invece la guardò con calma e disse, “Non ricordo tutto, Buffy. È passato molto tempo. Ma tutto ciò che so, te lo racconterò. Da dove dovrei cominciare?”

Per un momento Buffy non fu in grado di trovare le parole. Da dove avrebbe dovuto cominciare? Come decidere quale morte ascoltare per prima? Dopo un momento, si concentrò su quel poco di informazioni che aveva. “Cominciamo… cominciamo con Giles,” disse. “Come è finito a capo del Consiglio degli Osservatori?”

Angel aggrottò lo sopracciglia.”Giles non è mai stato a capo del Consiglio. Mai avuto realmente a che fare con loro, dopo la tua morte, per niente.”

“Non è esatto,” disse Buffy, attingendo dalle sue informazioni, “Xiaoting mi ha detto che tu ti sei unito al Consiglio quando il mio Osservatore ne diventò il capo”.

“E’ ciò che si racconta? ” chiese Angel. “Capisco perché dicano una cosa del genere. Ma stanno parlando di Wesley, non di Giles.”

“Wesley?”

“E’ stato il tuo Osservatore per un po’, non è così?”

“Si, lo ricordo.” Buffy stava per chiedere ancora di Giles, ma quella parte di lei spaventata e confusa indietreggiò ancora una volta. Disse invece “Come è finito Wesley a capo del Consiglio?”

“Questo è sicuramente un buon punto di partenza,” disse Angel. Si sedette di nuovo sulla sua sedia e bevve un altro sorso di vino; aveva quella quieta, ed introversa espressione che Buffy riconobbe come il preludio ad una lunga storia.

“La tua morte ha creato una grande crisi nel Consiglio, Buffy. Avevano sempre avuto una Cacciatrice da controllare… o, nel tuo caso, con cui negoziare. Dopo la tua morte, comunque,avevano solo Faith, che aveva ancora anni da scontare in prigione . Non credevano nella sua voglia di redimersi…”

Nemmeno io, pensò Buffy.

“…e pensarono che sarebbero trascorsi decenni senza un guerriero per la battaglia contro le forze del male”.

“Così cosa hanno fatto? Hanno assunto un supplente ?”

“L’hanno uccisa.”

Buffy sentì il pavimento mancarle sotto i piedi . “Cosa?”

“Hanno mandato degli assassini nella prigione per ucciderla. In condizioni normali li avrebbe contrastati, ma all’interno dei confini della prigione… Faith non ha mai avuto una possibilità.”

Non così, pensò Buffy. Penso di odiarla ancora, ma non avrei voluto che morisse così.

“Per fortuna è stata l’ultima decisione presa dalla vecchia guardia nel Consiglio. Quel leader… com’era il suo nome?”

“Quentin Travers,” rispose automaticamente Buffy. La sua mente aveva ancora flash di Faith bloccata in una cella, inutilmente furibonda mentre i suoi assassini avanzavano.

“Travers, giusto. Ha abusato del ruolo del Consiglio per molto tempo, ma l’omicidio di Faith è stato troppo. Gli osservatori più giovani hanno estromesso la vecchia guardia, e hanno invitato Wesley a tornare fra loro. Li ha aiutati ad essere più flessibili, più comprensivi, più protettivi per le loro Cacciatrici.”

“Wesley. Flessibile,” disse Buffy. “Queste parole non vanno d’accordo.”

Angel la guardò in modo strano. Ma disse solamente, “Lo ricordi in modo diverso da me”.

“Immagino sia cambiato.” Buffy si sentì improvvisamente imbarazzata per aver scherzato su Wesley.

“Comunque, una volta diventato il loro leader, mi ha invitato ad unirmi a loro. Li ha convinti che avrei potuto aiutarli. Ed io volevo aiutare a ricostruire qualcosa che avrebbe potuto aiutare altre Cacciatrici. Ho pensato fosse il modo migliore per onorare la tua memoria.” Angel disse tutto questo semplicemente, ma Buffy sentì il proprio respiro fermarsi per un momento.

Angel continuò, “E noi tutti abbiamo veramente fatto il nostro dovere verso l’umanità e verso le cacciatrici, Buffy. Per ben 200 anni, il Consiglio è stato ciò che si supponeva dovesse essere. Ci siano liberati di quel test barbaro che segnava il passaggio ai diciotto anni delle Cacciatrici. Abbiamo smesso di trattenere le informazione per guadagno. Abbiamo usato le nostre connessioni per semplificare le loro vite. Abbiamo rivelato la verità alle loro famiglie rendendole partecipi”.

“Sembra bello,” disse Buffy. “La mia vita sarebbe stata enormemente più semplice con quel tipo di Consiglio.”

“Quella era l’idea.”

“Cosa è cambiato poi?”

Angel sospirò e guardò il pavimento. “E’ accaduto tutto molto in fretta. Ci sono state altre guerre biologiche, ma in qualche modo sono sempre state contenute. L’umanità ha avuto fortuna troppe volte. Finchè hanno liberato una malattia che non potevano fermare.”

“I vampiri non hanno fatto questo?”chiese Buffy. “Lo hanno fatto le persone?”

“L’anima non è garanzia di bontà,” disse Angel lentamente. “I Vampiri non hanno decimato l’umanità. Sono solamente sopravvissuti mentre miliardi di persone morivano. I pochi umani immuni si ritrovarono a vivere in un mondo con una moltitudine di vampiri affamati… e molti demoni che stavano proprio aspettando la loro opportunità per reclamare il territorio.”

“Bene, tutti quegli anni che ho passato ad evitare l’apocalisse cominciano a sembrare come tempo non speso bene,”disse Buffy con voce rotta.

“Non ti sentire così; non siamo sconfitti. Solo caduti. Noi… noi dobbiamo crederlo.”

Buffy prese un respiro rumoroso ed espirò lentamente. “Per ora non penserò a tutto questo, ma più tardi sarò molto molto arrabbiata con tutta l’umanità per aver permesso che questo acadesse…. Ma ora continua.”

“Beh, la situazione divenne disperata in un attimo. Le persone erano abbastanza traumatizzate dopo l’epidemia ; poi hanno scoperto il mondo soprannaturale. Scoprirono che, per una grande percentuale della popolazione mondiale restante, essi erano cibo. Ci fu… panico. Disperazione. Il Consiglio uscì allo scoperto con le Cacciatrici non molto tempo dopo. Il significato era fornire speranza. Invece, trasformò il Consiglio in un manipolo di politici.”

“Proprio quando pensavo che non potesse andare peggio,” mormorò Buffy.

“Quindi da allora tutto è stato strano,” disse Angel. “Penso che molti di noi nel consiglio stessero facendo del loro meglio. Ma ci sono sempre persone come Markwith. Persone che si comportano come se questo fosse un gioco che deve essere vinto da un solo partecipante. Non una guerra che dobbiamo vincere assieme.”

Non disse altro, limitandosi a studiare il volto di lei.

Dopo qualche istante, Buffy sospirò. “Non posso più rimandare, vero?”

“Mi chiedevo quando l’avresti capito.”

“L’ho sempre saputo,” disse lei. Rimase in silenzio un po’ più a lungo, in parte sperando che Angel dicesse qualcosa – tanto per fare conversazione, magari. Chiederle se voleva del vino. Dirle qualcosa in più sul consiglio. Bestemmiare contro Markwith.

Ma lui rimase quieto, e lei sapeva che era il momento di sentire tutta la verità infine. “Bene, allora,” disse sottovoce. “Cosa è successo a Giles?”

Angel la guardò intesamente. “Buffy, a Giles non è andata bene dopo la tua morte.”

“Che vuoi dire?” chiese Buffy, sollevandosi a sedere allarmata, come se potesse saltare su e sistemare qualunque cosa.

“Perderti gli ha portato via qualcosa,” disse Angel. “Tutti noi abbiamo perso qualcosa, ma Giles sembrava incapace di andare avanti.”

“Ma l’ha fatto, alla fine. Lui – si è sposato, magari con Olivia, e ha continuato a gestire il negozio, e c’erano i ragazzi ad aiutarlo –”

“Non penso si sia mai sposato,” disse Angel. “Non ricordo con sicurezza. Ma so che è morto soltanto pochi anni dopo.”

Buffy sentì la sua pelle raffreddarsi. “Qualcosa ha — ucciso Giles?”

“No. Cause naturali. Non si prendeva molta cura di se dopo – be’, dopo.”

Buffy chiuse gli occhi per trattenere le lacrime. Non servivano altre spiegazioni; quante volte l’aveva visto dopo un grosso trauma o una crisi, rinchiuso nel suo appartamento, a bere dalle bottiglie che pensava di nascondere così bene. Giles, pensò, quando avrò finito di piangere sarò terribilmente arrabbiata con te. Ma disse solo, “E Dawn?”

“Dawn se l’è cavata meglio. Non so molto dei primi anni dopo la tua morte, ma è andata al college a LA. Alla fine mi ha cercato. Non abbiamo parlato di molto a parte te, comunque, e dopo un po’ era – era troppo doloroso. Ma ci siamo tenuti in contatto.”

“Ha – ha avuto una bella vita?”

Angel la guardò teneramente. “Non ne so abbastanza da poterlo dire per certo. La ricordo molto triste. Ma penso che fosse più che altro perché parlavamo sempre di te – di quanto ci mancavi. So che non si è mai sposata o avuto figli. Speravo lo facesse.”

“Perché?”

“Credo mi chiedessi come sarebbe stato un piccolo Summers,” disse Angel. Poi, affrettatamente, “Comunque, ha avuto una vita lunga. So che ha viaggiato molto. E ha scritto un libro.”

Buffy sorrise tra le lacrime. “Davvero? Dawnie ha scritto un libro? È – è fantastico.”

Tutti quei diari servivano a qualcosa, pensò Buffy. Niente bambini, però. Niente marito. Era questo che voleva? Cercò di visualizzare Dawn come una intrepida scrittrice, indipendente e coraggiosa, magari con un grande appartamento in un attico a New York e una serie di amanti devoti. Eww, pensò, cancella “amanti.” Metti ragazzi, ed è un’immagine con cui posso convivere.

“Ce l’hai? Il libro, intendo.”

Angel scosse la testa. “Mi spiace. Mi hanno distrutto e rubvato delle cose negli anni, ed era una di queste.”

“Bene, allora.” Buffy fece un profondo respiro. “E di Willow che mi dici?”

“Non so.”

Buffy attese. “Tutto qui? Non lo sai? Non l’hai più vista?”

“È stata lei a venire a dirmi –” la sua voce si spense e abbassò lo sguardo. Dopo un istante riprese. “L’ho vista alla veglia, sono sicuro. Ma dopo – non ricordo nulla. So che non ci siamo visti molto, ammesso che sia successo. Ho cercato tutto il giorno nella mia memoria, e non trovo altro.”

“Hai dimenticato,” disse Buffy “Hai dimeticato Willow, così. Non era importante.”

“Non è così, Buffy, ti prego,” disse Angel, chinandosi lievemente in avanti. “350 anni sono molto tempo, anche per me.”

“Non ci sono registrazioni? O, o, archivi nei computer, o qualcos’altro?”

“Niente a parte i diari da Osservatore di Giles, e quelli terminano con la tua morte. Buffy, mi spiace, davvero.”

“Dannazione,” disse Buffy. Le lacrime la minacciarono nuovamente, ma continuò a trattenerle sbattendo le palpebre. Willow si fermava proprio lì, pensò. Buffy la rivide come era stata la notte della battaglia finale, mentre correva via in un turbine di nebbia, per non essere mai più rivista.

Inspirò ed espirò lentamente e deliberatamente. Quando parlò di nuovo, aveva la voce roca. “Immagino non avrai visto molto neanche Xander.”

“Non molto, ma me lo ricordo.” Angel parve sollevato dall’avere qualcosa da offrirle. “Era molto vicino a Dawn, e a volte l’ho visto mentre facevo visita a lei a L.A.”

“Era felice, lo sai? Ha – ha sposato Anya? Mi aveva detto che stava pensando di chiederglielo.”

“Oddio, avevo dimenticato che Anya e Xander sono stati sposati.” Angel scosse la testa. “Non riesco a credere di averlo dimenticato.”

“Allora si sono separati.” Con sua sorpresa Buffy si accorse che le dava fastidio. “Come conosci Anya, se non tramite Xander?”

“Deve essere stato così che l’ho incontrata. Ma il suo secondo matrimonio è stato con un mio amico a L.A., David Nabbit, un miliardario. Un tipo strano, ma aveva i soldi, e lei ha sempre amato i soldi. In quanto a lui, aveva, uh, direi potresti chiamarla un’ossessione per i demoni.”

“Una coppia scelta nell’aldilà,” disse Buffy ridendo un po’. “Erano felici?”

“Erano ricchi assieme,” disse Angel.

“Vai così, Anya,” disse Buffy. “E Xander?”

“L’ultima cosa che ricordo è che aveva una sua impresa – di costruzioni o qualcosa del genere? — a Sunnydale. E si era risposato – non ricordo il nome di lei, ma sono quasi certo che ti conoscesse –” Angel aggrottò la fronte, aprì la bocca per dire qualcosa, la richiuse di nuovo. Dopo un po’ si decise a dire, “Okay, questo sembrerà folle. Ma – hai mai avuto un’amica che ha passato molto tempo – questo sembrerà veramente strano – molto tempo da ratto?”

“Amy!” Buffy si illuminò “Amy Madison! È stata srattata! Grazie a Dio. Xander e Amy, uh?”

Angel scosse la testa “Avevo dimenticato come fosse vivere su una bocca dell’Inferno.”

Buffy si fece all’indietro sul sofà, cercando di digerire le informazioni che aveva ricevuto. Ora poteva vedere Xander e Amy, in una piccola, confortevole casetta a Sunnydale, magari costruita da Xander con le sue mani. Gli sarebbe piaciuto. Amy sarebbe stata probabilmente felicissima di vivere in qualunque cosa che non fosse una gabbietta. A Buffy piacque quell’immagine e decise di memorizzarla, assieme all’immagine di Dawn nel suo attico di Manhattan.

Le impediva di doversi immaginare Willow che spariva in quella nebbia. O Giles, solo nel suo appartamento, sembrando vecchio e stanco mentre si aggrappava a una bottiglia.

Dopo un po’ guardò in alto, Angel la stava osservando pazientemente, in attesa di sapere cos’altro potesse servirle. Aveva dimenticato quanto potesse essere calmo. Immobile.

Le serviva ancora così tanto – così tante risposte che non avrebbe potuto darle. Se Angel non ricordava altro di Willow, probabilmente non aveva mai neppure incontrato Tara o saputo nient’altro di Oz. Sembrava molto improbabile che avesse mai potuto incontrare Riley, o preoccuparsene. E chiedergli di Spike avrebbe signifiacto chiedere a se stessa perché voleva sapere qualcosa su Spike, prima di tutto.

“E tu?” disse infine. “Come – come è stato per te?”

Angel inarcò le sopracciglia, stringendo le labbra. “Non c’è una sola risposta. Ho avuto anni buoni, buoni decenni. E ho avuto brutti periodi, anche. Ho visto cose che non avrei mai voluto vedere.” La guardò, con una strana espressione sul volto “Immagino ti starai comandando perché non sono umano. O morto.”

Buffy rimase ferma per un momento, cercando di pensare a cosa le stesse sfuggendo. “Uh, no, no davvero. Voglio dire… non sei umano perché sei stato vampirizzato, e non sei morto perché non sei stato impalato. Giusto?”

“Non sapevi della profezia di shanshu?” chiese Angel. Scosse la testa. “Avrei giurato di averla scoeprta metnre eri viva.” Poi la sua espressione mutò “Oh. Non ti ho detto –”

“Non mi hai detto cosa? Di shanshu?” Buffy si stropicciò il naso. “È un tipo di sushi o che?”

“A un certo punto – deve essere stato non molto dopo la tua morte, anche se avrei giurato – non importa. Comunque, ho messo le mani su un’antica pergamena di profezie. Wesley l’ha tradotta e ha scoperto che alcune profezie mi riguardavano.”

“Odio quando succede.”

Angel fece un mezzo sorriso. “La profezia diceva che avrei ottenuto qualcosa chiamata shanshu. Wesley disse che significava che un giorno sarei diventato umano.”

Buffy avrebbe potuto giurare che aveva sentito quell’ultima parola — umano – investirla in pieno, forza e calore e speranza, tutto in una volta. Si portò la mano alla bocca, sentì le sue labbra curvarsi in un ampio, folle ghigno contro il suo palmo. “Oh mio Dio,” sussurrò “Angel – perché non me l’hai detto?”

“Avevi la tua vita. Non volevo che la sprecassi aspettandomi.”

“Sarei stata molto più offesa con te se non fossi così –” Buffy scosse la testa, incapace di dar voce alle sue emozioni. “Angel, vivrai di nuovo –”

Lui scosse rapidamente la testa, e il sorriso di Buffy svanì mentre parlava. “Buffy, non era vero. Il Cousiglio me l’ha finalmente rivelato un paio di decenni dopo la pestilenza. Wesley – be’, aveva torto. L’unico errore di traduzione che abbia mai fatto in tutta la sua vita.” Angel sorrise, ma il sorriso non arrivò ai suoi occhi. “È stato un buon errore, comunque. Mi ha dato speranza negli anni in cui me ne serviva di più. Quando ho scoperto come stavano le cose, ormai potevo sopportarlo.”

“Mi spiace” disse Buffy “Non riesco neanche a dirti quanto.”

“Va tutto bene,” disse Angel “Non posso fingere che non sia statp un brutto colpo, ma è stato parecchio tempo fa ormai.”

Buffy deglutì faticosamente. “Allora cos’è questa shanshu che otterrai?”

“Per quanto il Consiglio è riuscito a capire, significa più o meno ‘pace dei sensi.'”

“Ci sei già arrivato?” disse Buffy, obbligandosi a fare un piccolo sorriso.

Angel glielo restituì. “Nom del tutto. Ma penso di esserci molto più vicino del solito.”

“Di tutto questo tempo, quali sono stati gli anni migliori?”

“Dovresti conoscere la risposta.”

Le guance di Buffy avvamparono. “Intendevo dopo”

“Probabilmente i pochi decenni successivi, con Wes e Cordy. Erano i migliori amici che abbia mai avuto, in qualunque era. E abbiamo fatto parecchio buon lavoro. Ho conosciuto i loro coniugi e i loro figli, li ho amati per tutte le loro vite. È stato l’unico momento – da quando ero vivo intendo – in cui ho avuto una famiglia.” Il volto di Angel aveva assunto una dolcezza che lei non aveva quasi mai visto, e per un momento Buffy dovette ricacciare indietro un’ondata di irragionevole gelosia. “Mi mancano ancora. Ogni giorno.”

“Quali sono stati gli anni peggiori?”

“Le pestilenze,” disse Angel, la dolcezza scomparsa in un’istante. “Non puoi immaginare come fosse, Buffy. La gente moriva così rapidamente, in tale numero, che non c’era nessuno per seppellire i corpi, e poi –”

“Okay, ho visto ‘L’Ombra dello Scorpione’, conosco la storia,” disse Buffy in maniera affrettata.

Angel parve ignorarla. “Sono felice che tu non abbia dovuto vederla. Saresti impazzita. In questo siamo simili – vediamo qualcuno nei guai e vogliamo correre ad aiutarlo in quell’istante. Se non possiamo, lo perdiamo. Mi ricordo questo di te.”

“Che altro ricordi di me?” chiese Buffy, e subito si sentì un po’ stupida per averlo chiesto. Poi, ripensandoci per un momento, decise che in effetti era una buona domanda. Guardò verso di lui per vedere la sua espressione; era concentrato, pensava intensamente prima di rispondere.

Alla fine disse “Ricordo il tuo spirito combattivo. Il tuo senso dell’umorismo. E non sono sicuro che in realtà non siano la stessa cosa.”

Buffy sentì un sorriso riluttante tirarle le labbra. “Mi sembra giusto.”

“Ricordo che stringevi amicizia più rapidamente e profondamente di chiunque abbia mai conosciuto. Ricordo che sei stata la prima ad amarmi e fidarsi di me anche dopo aver saputo cosa ero, cosa fossi capace di fare. Ricordo come mi sono sentito quando Willow mi ha detto — oh, Dio, Buffy, quando mi ha detto che eri morta –”

Si interruppe, bloccato dai ricordi dolorosi. Buffy conosceva l’espressione del suo volto, sapeva che rifletteva molto di ciò che lei stessa aveva provato negli ultimi mesi. D’impulso si sporse a prendergli la mano. “Ehi,” disse piano “Ora sto meglio.”

Angel sorrise appena mentre la guardava di nuovo negli occhi. “Sono convinto di quello che ho detto nella sala del Consiglio, Buffy. Quello che Markwith ha fatto è sbagliato. Ma sono comunque felice che tu sia tornata.”

“Niente da dire per entrambe le cose,” disse Buffy. La mano di Angel si stava scaldando nella sua. Amava il modo in cui la sua pelle assorbiva il calore del suo corpo quando si toccavano —

Nello stesso momento allontanarono le mani. Lo sguardo di Angel si staccò dal suo, e Buffy ingoiò rapidamente quel che restava del suo vino. “È tardi,” disse.

“Dovresti andare,” Angel annuì. L’imbarazzo, che si era cortesemente dissolto durante la serata, si strinse nuovamente attorno a loro. Buffy poteva sentire la tensione nel petto, nella gola. Si aspettava che lui si scusasse – non sapeva di sicuro per cosa, ma era la reazione classica di Angel a qualunque situazione imbarazzante.

Invece lui disse, “Domani sarà strano, Buffy. Ne faranno uno spettacolo. Non lasciarti coinvolgere.”

“Certo che no,” si schernì Buffy, anche se non era sicura di cosa intendesse di preciso Angel con “spettacolo.” Sorrise mentre andava verso la porta. “Perché dovrei lasciarmi coinvolgere?”

“Ne sarai sorpresa,” disse Angel.

 

CAPITOLO 9

 

“Noi — siamo — Cacciatrici. Caccia — Trici,” ripeté Agatha, ancora più lentamente. Sumiko la guardò con un’espressione un poco triste, ma non fece alcun tentativo di ripetere le parole.

“Non ne ha alcuna voglia,” disse Xiaoting. “Ha già rinunciato.”

“Beh, ma è frustante, no?” brontolò Agatha lisciandosi i capelli intrecciati. “Voglio dire, come può qualcuno non voler imparare la lingua?”

“Magari non vuole ascoltare persone che le fanno la predica giorno e notte,” suggerì Noor . “Capisco molto bene questo desiderio.”

Buffy sospirò e provò ancora una volta ad incontrare lo sguardo di Sumiko; Sumiko chinò il capo per evitare il contatto con i suoi occhi. Apparentemente Sumiko non aveva intenzione di perdonare la presenza di Angel senza una spiegazione — e non sembrava in grado di capire alcuna spiegazione al momento. Con sua sorpresa, Buffy avvertì una fugace sensazione di perdita. Benché Sumiko fosse silenziosa, era la cosa più vicina ad un’amica che Buffy avesse trovato in quel gruppo di Cacciatrici. Ecco la parola chiave, pensò Buffy: Era.

La porta della loro sala d’attesa si aprì scorrendo, e Sky entrò dentro la stanza. A giudicare dalla sua andatura e dal modo in cui guardava le altre, sembrava aver sostituito il suo vecchio broncio con un nuovo atteggiamento. “Immagino siate tutte pronte, vero? O state ancora acconciando i capelli?”

Agatha si rizzò. Xiaoting incrociò le braccia. Buffy, che comprendeva molto bene le teenagers grazie allo studio di Dawn, sorrise ampiamente a questo segno di buon umore. “Penso che siamo tutte a posto con i capelli, grazie,” disse. “A parte Noor, forse.”

Da sotto la stoffa con cui si era coperta la testa, Noor rivolse a Buffy una delle sue occhiatacce mezze divertite.

“Bene, allora. Andiamo all’auditorium,” disse Sky. “Sono pronti a mostrarvi in ogni momento ormai, quindi cominciamo la sfilata.”

“Come pensano di fare tutto questo nell’auditorium?” chiese Noor mentre tutte si alzavano in piedi. “Sembra un posto strano.”

Xiaoting aggiunse, “Me lo stavo chiedendo anche io. Cosa faranno? Ci mostreranno alla popolazione 200 alla volta?”

Sky rise. “Non ve l’hanno detto? Oh, voi ragazze avrete un trattamento speciale.”

Agatha lanciò uno sguardo a Buffy, che scrollò le spalle.

Quando superarono le porte di legno dell’auditorium, la confusione di Buffy aumentò; per lei, sembrava ci fosse la stessa collezione di osservatori che aveva visto due giorni prima, con tanto di Ishak nel suo seggio rialzato. Portò rapidamente gli occhi al posto in cui in precedenza aveva visto Angel. Era lì, e quando i loro occhi si incontrarono, lei gli rivolse un veloce sorriso. Il suo volto non si mosse minimamente: sembrava solo preoccupato e nervoso. Buffy provò un tuffo al cuore.

Ishak sorrise loro mentre l’intensità delle luci tutto intorno aumentava d’intensità. “Alla fine siamo pronti,” disse. “Che la cerimonia inizi.”

“Cerimonia?” disse Agatha – poi gridò, “Mio Dio!” Accanto a lei, Sumiko saltò ed emise un guaito.

Il soffitto si era crepato.

Buffy, veterana dell’instabilità sismica della California del sud, cominciò automaticamente a cercare con lo sguardo la porta migliore sotto la quale trovare riparo. Ma dopo un istante, capì che il soffitto era fatto per aprirsi. Stava scorrendo di lato per rivelare —

Oh, Dio, pensò Buffy.

Migliaia. Migliaia e migliaia di persone.

L’auditorium del Consiglio era, infatti, solo il centro di un più grande anfiteatro – un anfiteatro adesso pieno di migliaia di quelle persone malvestite che aveva visto durante la sua passeggiata per Londra.

Una volta, anni prima, quando ancora era sposato con sua madre e provava un qualche interessa per la sua vita, il padre di Buffy aveva svolto qualche lavoro legale per i Los Angeles Rams; aveva fatto amicizia con i suoi clienti, come un saggio avvocato deve fare, ed aveva ricevuto dei pass speciali. Per quanto l’interesse di Buffy verso il football fosse all’incirca al livello dell’interesse che provava verso le abitudini migratorie delle grandi urie, aveva colto l’occasione per andare alla partita e per trascorrere del tempo da sola con suo padre. Era riuscito a portarla a bordo campo, proprio al centro dello stadio. Buffy non era rimasta molto impressionata dalla sua vicinanza ai giocatori che non conosceva e ad un gioco che non comprendeva; comunque, poteva ancora ricordare quella sensazione di soggezione all’alzare lo sguardo e vedere decine di migliaia di persone, tutte raggruppate insieme in una massa viva, turbinante e urlante.

Questo, decise Buffy, era all’incirca la stessa cosa. A parte che quelle persone non stavano guardando i Rams; stavano guardando lei. E invece di urlare, erano stranamente silenziosi.

“Santa bontà,” sussurrò Agatha.

“Allah akbar,” mormorò Noor.

“Dannazione,” disse Buffy.

“Abitanti di Londra!” disse Ishak, la sua voce che subito risuonò, autoritaria, producendo degli eco nell’enorme teatro. “Oggi abbiamo delle buone notizie per voi. Forse le notizie migliori che siamo mai stati in grado di darvi. A lungo avete beneficiato della protezione di una Cacciatrice.” Indicò con un gesto plateale Sky, che rimase ferma a testa alta. “Adesso, godrete della protezione di altre cinque Cacciatrici – cinque delle più grandi Cacciatrici della storia!”

Come se imbeccata, la folla cominciò ad acclamare. E ad urlare. E a saltare. Non era per niente come con i Rams, pensò Buffy; questo è INFINITAMENTE meglio di tutto ciò che i Rams potessero aver mai avuto. Questo — è — fantastico.

A quelle acclamazioni, crebbe qualcosa dentro di lei; quel luogo scuro e spaventato dentro di lei, il luogo che neanche Angel poteva riempire, sembrò essere lavato da una luce calda e dorata. Buffy sollevò il mento, sentì il flusso di speranza e di accoglienza farla sollevare.

Ishak cominciò il suo discorso da imbonitore, mascherando la confusa spiegazione su come fossero giunte lì elencando le loro molte grandi imprese. Buffy ascoltò, come intontita, il suo nome, le sue imprese. Il Maestro — Drusilla – l’Ascensione — i Gentiluomini —

“Da sola ha mantenuto la pace nel luogo più pericoloso del mondo,” disse Ishak, le sue mani sollevate come se stesse reggendo un’arma. “Da sola ha sconfitto i più potenti vampiri del suo tempo. Da sola ha evitato che i demoni conquistassero l’intera umanità –”
Aspetta, pensò Buffy. Non è vero. L’ho fatto, ma non ho fatto niente di tutto questo da sola.

A con questo l’incantesimo si ruppe. La luce calda scomparve, e ancora una volta lei era solo una persona solitaria in mezzo a una grande, spaventosa cacofonia. Buffy sentì il sorriso beato scomparire dal suo volto e tentò di sopprimere la rabbia che, lo sapeva, minacciava di sostituirlo.

Cosa dire su Giles? pensò. Non avrei potuto fare niente di tutto ciò senza Giles. O Willow – lei è la persona che trovò le informazioni di cui avevamo bisogno riguardo al Sindaco, e ha tenuto a bada Glory. E cosa sarebbe successo se Xander non mi avesse fatto il massaggio cardiaco? Il Maestro sarebbe uscito. Ishak sta dimenticando tutti i miei amici, tutte le persone che hanno aiutato, anche Angel, che siede qui davanti. Ishak deve parlargli dei miei amici —

Ma questo, comprese, avrebbe spezzato l’incantesimo per questa gente. Avevano bisogno di credere in qualcosa di più grande della vita. Ed era stata lei stessa a un passo dal crederci.
Guardò nuovamente in direzione di Angel. La sua espressione poteva essere descritta solo come un’espressione di profondo sollievo. Questa volta, quando lei gli rivolse un piccolo sorriso, lui le sorrise.

Ishak stava terminando il suo discorso su Xiaoting, alzando le braccia mentre la sua sedia saliva un poco più in alto. “Stanotte, loro cammineranno tra di voi! Stanotte, tutte loro si impegneranno per proteggervi! Stanotte, cominceremo a vincere questa guerra!”

Le acclamazioni passarono da rumorose ad assordanti, e Buffy voleva correre oltre quelle porte di legno, al sicuro. Invece si costrinse a guardare le altre Cacciatrici. Sky, Xiaoting e Agatha apparivano come doveva essere apparsa anche lei, pochi istanti prima — sorridenti, trionfanti. Sumiko, pure lei, stava sorridendo, anche se, comprensibilmente, sembrava più intontita. Ma Noor aveva uno sguardo ancora più torvo del solito.

Buffy si sforzò di rimanere ferma quando le luci diminuirono e il soffitto cominciò a scorrere su di loro ancora una volta.

“Avete due ore prima della ronda,” le sollecitò Frances, mentre le cacciatrici venivano guidate di nuovo verso i loro appartamenti. “Dovreste mangiare e trovarvi un pater per la ronda.”

“Patner?” disse Xiaoting. La sua voce era ancora lievemente assonnata.

“Non credevate mica di pattugliare da sole, vero?” chiese Frances. “Troppo rischioso. Solitamente, vi avremmo accompagnato noi osservatori. Ma il Consiglio ha pensato che sarebbe meglio per voi, ragazze, stare in coppia l’una con l’altra, stanotte. Dovrete iniziare il vostro pattugliamento prima che il sole tramonti del tutto, non permettiamo più ronde notturne, e tornerete qui alla sede del consiglio prima che sia notte fonda. Comunque per i primi giorni non riuscirete a portare a termine molte uccisioni. La gente sarà così ansiosa di conoscervi.”

“Forse avremmo dovuto organizzare un ufficio stampa,” disse Xiationg.

“Se tutta questa pubblicità ci rende difficile noi cacciare, qual’è lo scopo?” disse Buffy, ma nessuno sembrò sentire.

“Keeling, un momento, perfavore?”

Frances si girò sentendosi chiamare e si animò scorgendo Ishak che si avvicinava, splendido nel suo abito nonostante l’età e la piccola taglia.

“Ishak. Certamente, signore. Di che cosa voleva parlare?”

“Non tu, Keeling,” disse, abbastanza gentilmente. “Vorrei parlare con Buffy se ha tempo.”

“Nient’altro che tempo,” disse Buffy alzando le spalle.

Siccome Ishak e Frances continuavano a guardarla impassibili, Buffy si rese conto che non avevano capito quello che aveva detto e sospirò. Decise di esprimersi in maniera più letterale “Sì, ho un momento. Molti momenti”.

“Le cacciatrici hanno bisogno di mangiare,” disse Frances incerta.

“Allora la sua cena sarà portata nella mia stanza. Che ne dici?”

“Per me va bene,” disse Buffy. Si portò a fianco di Ishak e camminò con lui lentamente, lungo il corridoio. Le persone che li superavano, li fissavano apertamente, alcuni vagamente scioccati; se Buffy non avesse appena vissuto la cerimonia nell’audutorium ne sarebbe stata lusingata. Invece, mormorò a Ishak, “Non l’ho fatto da sola.”

“Che cosa?”

“Tutte le volte che ho ucciso e protetto. Tu hai continuato a dire che l’ho fatto da sola. Ma ho avuto un sacco di aiuto. Il mio osservatore, e Angel, e tutti i miei amici.”

“Non ne dubito,” disse Ishak, gesticolando mentre giungevano ad una porta. Lei pensò che lui le stesse indicando la porta con la mano ma poi si rese conto che stava tenendo il palmo rivolto a un lucchetto. La porta si aprì scorrendo e rivelò una stanza con un lungo tavolo e grandi sedie, un incrocio fra una sala riunioni e una sala da pranzo.

Lui si mosse verso delle sedie, e Buffy si sedette. Lui prese posto a capotavola, cosicché sembrò che avrebbero cenato da soli.

“Se non ne dubitavi, perché non l’hai detto?” Buffy insistette.

“Le spiegazioni sono complicate,” disse Ishak. “Ed è difficile comunicare una cosa complessa a migliaia di persone urlanti.”

“Ce la fanno abbastanza bene, durante i concerti” disse Buffy. “Voglio dire, quando Sarah McLachlan canta ‘Full of Grace,’ la mia mente viaggia in posti meravigliosi –“.

All’espressione confusa di Ishak, lei sospirò. “Penso soltanto che dovremmo dire la verità.”

“Sei un’ottima cacciatrice, Buffy. Questa è la principale verità che volevamo dire su di te e i tuoi amici.”

Buffy restò confusa, finché non capì che, con “amici”, lui intendeva le altre cacciatrici. “Quindi, che significa l’invito a cena? E’ un appuntamento?” rimarcò on sarcasmo.

Poi sentì un leggero fastidio. “Lo è?” Buffy ripetè debolmente.

Con suo enorme sollievo, Ishak rise mentre una donna entrava nella stanza, portando la loro cena su un carrello.

“Buon Dio, no. Potresti essere mia nipote. E poi io avevo più l’idea che tu fossi, per così dire, già impegnata.”

“Impegnata?” Buffy inarcò le sopracciglia. “….no…non esattamente.”

“Quindi non c’è nessun legame tra te e Angel?”

Buffy esitò, quindi prese un paio di bocconi di insalata per guadagnare tempo. Ishak la guardò attentamente, le sue sopracciglia cespugliose che non nascondevano un tagliente, penetrante sguardo. Lei disse, “Si tratta di questo allora. Di Angel. Voi ragazzi siete — cosa? Colleghi? Amici?”

“Amici?” disse Ishak. Sembrava sorpreso. “Non penso di poter affermare una cosa del genere. Mi conosce da tutta la vita – ha conosciuto anche mia madre per tutta la sua vita. Angel mi ha tenuto tra le braccia il giorno della mia nascita. Non dico di capirlo – è un uomo che è difficile conoscere veramente – ma tengo in considerazione il suo giudizio. Il suo punto di vista è qualcosa che vale la pena avere nel Consiglio. Penso che dovremmo ascoltare quello che ha da dire.”
“Fin qui siamo perfettamente d’accordo,” disse Buffy. “Tolta la faccenda del giorno della mia nascita, anche se ora che ci penso sarebbe stata tecnicamente possibile, quindi eviterò di pensarci ancora. Ma perché questa chiacchierata?”
Ishak la guardò attentamente. “Ti rendi conto che Angel ha pochi amici nella Fortezza.”
“Stavo iniziando ad accorgermene.”
“Ti sei chiesta perché?”
“Non è mai stato Mr. Socievolezza,” disse Buffy. “Ma, be’, la situazione sembra un po’ eccessiva. Penso – penso che forse abbia qualcosa a che fare con Markwith.”
“No, no. Markwith è un uomo intelligente – pieno di risorse, per quanto forse troppo sfacciato. La sua animosità nei confronti di Angel è una malattia che gli è stata contagiata da altri nel Consiglio. L’isolamento di Angel risale a prima che Markwith nascesse. A prima che io stesso nascessi.”
“Ma tu hai, tipo, ottant’anni!” disse Buffy. Ishak la guardò, leggermente ferito, ma Buffy si affrettò a proseguire. “Angel è stato un emarginato per tutto questo tempo? Pensavo avesse aiutato il Consiglio –”
“Lo fa. L’ha fatto per più di tre secoli,” disse Ishak. “Questa è l’unica cosa che lo protegge adesso.”
“Perché la gente lo odia così tanto?” sussurrò Buffy. Stava ricordando il calore negli occhi di Angel quando le aveva parlato di Wesley e di Cordelia. Non l’aveva mai visto così – felice e rilassato ricordando un’amicizia – e la colpì pensare che non aveva avuto niente del genere per un secolo. Di nuovo.
“Angel è un vampiro,” disse Ishak. “Per molte persone, di questi tempi – quando le nostre intere vite sono dominate dal terrore per la sua razza – non serve aggiungere altro. Non gli interessa della sua anima. Ricordano cosa ha fatto. Pensano che possa rifarlo.”
“Non puoi fare qualcosa?” chiese Buffy. “Sei tu il Big Kahuna da queste parti.”
“Che espressioni colorite usi. No, non posso obbligare gli altri a vedere Angel come lo vedo io. Continuo a dargli un posto qui. Ma sembra che non sia sufficiente. A volte temo che la mia posizione non basti a proteggerlo.”
La preoccupazione sul suo volto era reale, e Buffy sentì che le si contraeva lo stomaco. “Non gli faranno del male?”
“Direttamente? Non credo. Ma si parla sempre di allontanarlo dal Consiglio. C’è gente là fuori che non si fida di noi solo per la sua presenza tra noi.”
Buffy scosse la testa. “Non lo cacceranno finché ci sono io qui. A meno che caccino anche me –”
“Già,” disse Ishak. “Non è ancora detto.” Quando Buffy lo guardò storto, lui la fissò con un’ombra dell’autorità che aveva mostrato nella Sala. “Tu tieni ad Angel. Lo comprendo. Ma ti ho voluta qui per avvisarti di questa situazione, di quanto sia incerta.”
“Posso aiutarlo,” disse Buffy. “Se – se tutti insistono sull’idea della classifica delle cacciatrici, forse potrebbe guadagnare qualche punto grazie a me.”
“È più probabile che gli altri membri del Consiglio sospettino che ne sei stata corrotta,” disse Ishak.

“La tua storia è stata raccontata in molti modi, negli anni. Qualcuno sicuramente la vede ancora come una storia romantica. Ma molti ormai la considerano un avvertimento. Tu sei la Cacciatrice che Angel ha sedotto, tradito e abbandonato. Pensano che sia qui perché si sente in colpa per la tua morte. E ora che questa colpa non esiste più –”
“Non è vero,” disse Buffy, sorpresa dal gelo nella propria voce. “Non riesco neanche a contare i modi in cui non è vero. E se qualcuno vuole dire il contrario, li sfido a venirmelo a dire in faccia.” Si rese conto che stava stringendo le dita attorno alla forchetta.
“Forse tu potresti far cambiare loro idea,” disse Ishak lentamente “Sei chiaramente una – giovane donna determinata. Ma io desideravo solo avvertirti. La tua associazione con Angel potrebbe fargli più male che bene. L’ho già avvisato di starti lontano –”
“Ehi!” protestò Buffy.
“– ma, ovviamente, Angel non mi ha dato retta. Ha detto che tu sei sola al mondo, e che non ti avrebbe negato qualunque aiuto o conforto che potesse offrirti.” Buffy fu sorpresa da quanto quella semplice promessa la commuovesse. “Il meglio che potresti fare per lui sarebbe non aver bisogno del suo aiuto o del suo conforto. Se vuoi proteggere Angel, ti riuscirà meglio nelle vesti di amica che non di amante. La sua situazione è già abbastanza instabile senza qualcosa di così — volatile – come riesumare la vostra storia passata.”
Buffy abbassò lo sguardo sulle poche foglie rimaste della sua insalata. Tutto quel che Ishak aveva detto aveva senso. Xander non gliel’aveva forse detto abbastanza spesso, quando lei prendeva le difese di Angel? “Vuoi soltanto riavere il tuo ragazzo.” Non importava quante volte gli dicesse che aveva torto, non le aveva mai creduto. E neppure lei era mai stata sicura di crederci.
Inoltre, si disse, non è che io e Angel stessimo esattamente riprendendo da dove ci eravamo interrotti. No, cancella. Abbiamo ripreso esattamente da dove ci eravamo interrotti – separati per sempre. In modo che io potessi avere una vita normale, qui nel ventiquattresimo secolo, con la pestilenza e i vampiri e la Super Arena delle Cacciatrici.
Buffy finì di pranzare e ripose con cura la forchetta accanto alla ciotola. Quando tornò a guardare Ishak, lui le stava sorridendo con un’espressione gentile, paterna di cui lei non dubitò per un istante.

“Non devi preoccuparti di questo,” disse Buffy. “Non più.”
“Molto bene,” disse Ishak.

“Gli ho detto che volevo te come partner,” disse Noor.
Xiaoting e Agatha rivolsero sguardi di comprensione a Buffy attraverso la palestra. Buffy si volse rapidamente verso Sky e disse, “Allora, come funziona?”
“Io porto la chiacchierona qui verso il nord della città,” disse Sky facendo appena un cenno della testa verso Sumiko. “Xiaoting e Agatha vanno a est. Tu e Noor a ovest. Sii gentile con i tuoi fan urlanti.”
“La gelosia è così poco attraente,” disse Xiaoting, muovendo rapidamente i capelli.
Sky fece finta di non sentire. “Cerca di restare lontana dalla folla per cacciare. Probabilmente non avrai molte opportunità all’inizio della serata, prima del tramonto. Ma forse potrai almeno farti un’idea della zona.”
“Buon consiglio,” disse Buffy, e Sky addirittura accennò un sorriso.
La testa di Frances spuntò dalla porta. “A posto, allora. Vediamo di armare le signore.”
Qualche minuto dopo, Buffy guardò il proprio corpo e sospirò. “Starete scherzando.”
Aveva un arco tra le mani, un blaster fissato ad un fianco, una fiala di acqua santa all’altro e una faretra zeppa di frecce sulla schiena. Le era stato concesso un paletto, ma era stata severamente ammonita di usarlo solo per le emergenze. Per tenere traccia del tempo, erano state inspiegabilmente fornite di orologi da taschino; Buffy era ragionevolmente sicura che fossero più vecchi di lei. Si sentiva appesantita oltre ogni possibilità di caccia. “Niente elmetti da prima guerra mondiale?”
“Possiamo procurarceli se vuoi,” disse Frances.
“Scherzavo!” disse Buffy.
Le cacciatrici si divisero nei loro gruppi separati e si diressero verso le varie uscite. Quando Noor e Buffy furono sole, Noor mormorò, “Non voglio incontrare i miei fan urlanti.”
“Nemmeno io,” ammise Buffy.
Si scambiarono uno sguardo sghembo, ma continuarono a muoversi lungo la sala. Dopo un altro istante, Buffy disse, “Senza offesa, è strano andare di pattuglia con un partner.”
“Non voglio pattugliare con un partner,” disse Noor. “E nemmeno tu. Perché credi che ti abbia scelta?”
“Il tatto non è il tuo punto forte, vero?”
“Non mi serve il tatto. Mi servono pace, silenzio e quest’arco.”
“Sapevo che mi saresti piaciuta,” disse Buffy.
“Uscita sud, allora?”
“Certo.”

La folla che si radunava all’uscita ovest era indubbiamente delusa, ma a Buffy non importava. Lei e Noor riuscirono a giungere nel cuore della città senza essere notate. Non appena raggiunsero un angolo riparato, Noor guardò verso di lei e disse, “Dovremmo incontrarci qui quando abbiamo finito.”
“Basteranno quattro ore?”
Noor annuì e, incredibilmente veloce e silenziosa, scomparve nel crepuscolo. Buffy inspirò profondamente, inalando l’aria fresca della notte. Era pulita e frizzante. Come se fosse stata in montagna e non in una città. “Non è così che pensavo che ci saremmo occupati dell’inquinamento,” mormorò mentre iniziava il suo giro.
Il sole stava tramontando, e quando infine Buffy vide delle persone queste non stavano richiedendo l’attenzione di una Cacciatrice – stavano affrettandosi a tornare a casa. Acceleravano man mano che l’oscurità aumentava.
E Buffy iniziò a percepire altre cose muoversi nel buio – cose che non erano persone. Il suo battito accelerò, e sentì un flusso tutt’altro che spiacevole di adrenalina. Infine qualcosa che le era familiare —
Una sagoma irsuta comparve, rannicchiata in un vicolo. I suoi occhi verdastri riflettevano la luce della luna verso di lei, e udì un flebile ringhio. Buffy avrebbe voluto scattare in avanti, ma si costrinse a ricordarsi dell’arco. Con una mossa fluida lo mise in posizione, mirando col solo istinto. Il demone saltò verso di lei – e contro la sua freccia. Buffy sorrise mentre il demone ricadeva al suolo. Poi aggrottò la fronte. “Nota personale: richiedere del personale per le pulizie.”
Rimase a pensare per un momento, poi prese il blaster e fece fuoco. Il demone esplose in una soddisfacente fiammata. “Cancellare nota personale.”
Tre ore e cinque cattivi morti più tardi, Buffy decise che le andava a genio il nuovo stile di caccia. L’arco era molto meno divertente del classico sistema a calci e pugni, e il blaster era molto più utile dopo la caccia che durante, ma poteva comunque funzionare. E, quali che fossero i mediti, era sempre soddisfacente vedere un demone crollare o un vampiro sparire in una nuvoletta di polvere. Si concesse un attimo di soddisfazione mentre passava oltre i resti del Victoria e Albert Museum. Vedi, si disse, posso ancora cacciare con i migliori. Mi è solo servito un po’ per riprendere il ritmo, tutto qui.
Un fruscio dietro di lei le causò un brivido lungo la schiena. “Ritmo dopo,” mormorò “Ora caccia.”
Ruotò rapidamente per vedere una figura ammantata di grigio emergere dall’oscurità. Puntò l’arco e rilasciò la freccia alla velocità del pensiero.
Una mano affusolata afferrò la freccia a mezz’aria, la punta a pochi centimetri dal petto. “Veloce,” disse una voce raffinata “Ma non quanto me.”
“Kean,” disse Buffy. Non era una domanda.
“Brava!” disse lui, mentre spingeva all’indietro il cappuccio scoprendosi il viso. Lei lo vide sorridere – un sorriso quasi luminoso. Era alto – non quanto Sky ma quasi – e il suo corpo era talmente snello e squadrato che sembrava fosse stato allungato a forza. L’attaccatura dei suoi capelli rossastri era in qualche modo lontana dal viso e formava una V centrale sulla fronte. Aveva una mascella squadrata, un mento debole e un naso piuttosto lungo. Distrattamente Buffy decise che sembrava un incrocio tra un uomo affascinante e una cicogna.
“Allora la mia reputazione mi precede,” disse Kean. “Sono così temuto anche dal possente Consiglio?”
“Spiacente di deluderti,” disse Buffy. “Sei stato a malapena nominato.”
La mascella di Kean ricadde, e per un assurdo istante Buffy si sentì quasi in colpa. Ma lui riprese rapidamente il suo aplomb. “Molto probabile. So bene cosa dicono di me lì. Non hanno riportato indietro dalla morte cinque Cacciatrici perché si sentivano al sicuro.”
“Non le hanno riportate indietro per badare allo scarto di una festa in maschera” disse Buffy “A che serve il mantello, Superman?”
“Nietzche,” mormorò Kean “Un nemico istruito. Sarà eccitante.” Mostrò la sua cappa e Buffy realizzò, sorpresa, che in effetti era un sudario. “È molto più di quel che sembra, Cacciatrice. È stato incantato secoli fa, e ora mi consente di muovermi alla luce del giorno. Di bagnarmi nell’acqua santa. Un paramento di morte protegge la mia non vita. Non trovi che sia deliziosamente ironico?”
“La mia dieta è già abbastanza ricca di ironia,” disse Buffy. Lasciò cadere l’arco, prese in mano il suo paletto. “Allora faremo alla vecchia maniera?”
“Non essere volgare. Non sono venuto qui per combatterti,” disse Kean.
“Allora perché ti presenti a una Cacciatrice nel cuore della notte?”
“Per osservarti,” disse Kean “Per vedere come cammini, come ti muovi. Per sentirti parlare. Pensavo fossi la cacciatrice vittoriana ma non lo sei, vero?”
“Per niente,” disse lei. Poi pensò, sì, brava, dagli qualche informazione in più.
“Allora sei Buffy,” disse Kean con una risata deliziata. “La Cacciatrice di Angelus! Oh, è fantastico! Brillante! La gente lo adorerà!”
“Nessuno in questo secolo ha altro a cui pensare che non sia la mia vita sentimentale?” sbottò Buffy.
“Spiacente di deluderti,” disse Kean. “Sei stata a malapena nominata” Indietreggiò di qualche passo e sorrise di nuovo. “Penso che il quadro mi sia chiaro adesso. Non penso che ci rivedremo presto, Cacciatrice.”
“Ho altri piani,” disse Buffy.
“Lo immaginavo” disse Kean.
Scomparve prima che l’eco delle ultime parole si fosse spenta.

 

CAPITOLO 10

“Hai visto un master vampire e non hai tentato di ucciderlo?” le chiese incredula Noor.
“Hei! Non mi hai sentivo mentre ti dicevo che gli ho scoccato contro una freccia! Non vale forse come tentativo di ucciderlo?! Non è colpa mia se lui è stato più veloce della freccia.” replicò Buffy allo stesso modo.

“Questo è vero” disse Noor. “Diremo che ci siamo separate per pochi istanti –durante una lotta — e che è stato allora che lo hai visto.”
“Suona plausibile,” acconsentì Buffy. “Quanti ne hai uccisi?”
“quattro” disse Noor, sollevando il mento.
“Cinque” disse Buffy con un mezzo sorriso di trionfo.

Lo sguardo di invidia che Noor le scoccò fece rimanere Buffy di buon umore finché che non fecero rapporto a Frances e una imbronciata Sky rivelò loro che Sumiko aveva ucciso un totale di 8 vampiri.
Frances era comunque abbastanza contenta del punteggio totale di Noor e Buffy, tanto da nominarle ufficialmente patners di caccia.
“E’ molto preoccupante ciò mi hai detto riguardo Kean” disse Frances. “Devi cercare in ogni modo di non

di non rimanere più separata da Noor. Forse sarebbe meglio che vi accompagnassi anche io…..”
“No” disse in fretta Buffy. “Noi stiamo bene così.”
Buffy si svegliò lentamente. Si sentiva calma, rilassata — strana.
Sprimacchiò il cuscino per mettersi comoda e cercò di analizzare perché la situazione sembrava così strana. Dopo tutto, il giorno prima era uscita, aveva ucciso vampiri e demoni, e poi se ne era andata a letto. Tutto qui.
Poi Buffy capì cosa le sembrava strano. Non si era svegliata al suono della sua solita sveglia, né al suono della sveglia di Dawn, che suonava i Backstreet boys. Non doveva lavare dei piatti, non doveva fare dei compiti. Tutto ciò che aveva fatto e avrebbe fatto d’ora in poi era cacciare. Non aveva altri doveri.Che le piacesse o meno. Non le piaceva non aver niente da fare, ma poter dormire fino a tardi le piaceva eccome.

Continuò a starsene con le mani in mano, desiderando vagamente che

avessero ancora la televisione nel Ventiquattresimo secolo, finché un forte trillo

la fece tirare su a sedere nel suo letto, mentre osservava attorno a sè nel

suo appartamento. Il trillo si sentì di nuovo — buffo, sembrava proprio un

telefono —

Buffy si alzò e andò nella stanza di fronte del suo alloggio per capire che

cosa stesse squillando — dopodiché iniziò a ridere. Là, sulla scrivania larga

e bianca, c’era un vecchio telefono fuori moda, con disco combinatore e

tutto il resto. Ridacchiando, tirò su la cornetta. “Edna Mae, passami il

negozio del barbiere Floyd”, disse.

“Chiedo scusa?” Disse Frances. “Non è Buffy?”

“Sì, scusa,” disse Buffy. “Non sapevo che avessi senso dell’umorismo,

Frances. Questo scherzo è simpatico.”

“Cosa intendi?” Frances sembrò confusa ma abbastanza contenta dell’approvazione di

Buffy.

“Il telefono!” disse Buffy. “Intendo, hai avuto un bel da fare a scovare un

oggetto della mia epoca come questo. Comunque, come hai fatto ad

agganciarlo a una linea telefonica?”

“Buffy — il telefono non è uno scherzo. E’ il modo in cui comunichiamo l’un

l’altro. Ne abbiamo installato uno per te l’altra notte. Si usavano i telefoni

nella tua epoca, dicevi –”

“Beh, sì,” disse Buffy confusa. “Ma anche nella mia epoca, avevamo

cellulari e cose digitali. Voi ragazzi non avete dei mezzi di comunicazione,

tipo Star Trek?”

“La tecnologia smise di essere una priorità 150 anni fa,” disse Frances freddamente.

“In realtà non abbiamo le risorse per sviluppare

qualcosa di nuovo. Utilizziamo le cose che sono più facili da riparare e

portare avanti rispetto a quello che c’era prima. La tecnologia del telefono

può essere riprodotta. Ma la maggior parte della tecnologia senza fili —

sappiamo ancora come funziona, ma non abbiamo le risorse.”

“State ancora utilizzando vecchia apparecchi. Ha senso.” disse Buffy.

“Adesso sono un po’ meno spaventata del fatto che sul computer usate ancora

Windows.”

“Le parti dei computer sono le più difficili da sostituire,” disse Frances.

“Abbiamo ancora pezzi in magazzino, ma quando si esauriranno — beh,

penseremo a qualcosa. Volevo dirti che il Consiglio ha deciso di

organizzare un processo oggi. La gente è molto eccitata per la vostra apparizione di ieri; ha bisogno di scaricarsi un po’.”

“Un processo? ” disse Buffy. “E come potrà essere divertente per l’intera

famiglia? Stanno parlando di qualche pazzia in stile O.J.? Perché questo

renderà la gente anche più folle.”

Frances rimase zitta per un momento, poi continuò, come se Buffy

non avesse parlato. “Si tratta di processi contro vampiri, Buffy. Alla gente piacciono molto. E le nostre cacciatrici vi presenziano spesso.

Markwith ha suggerito che voi ragazze dovreste abituarvi a adempiere i

vostri doveri.”

“Processi ai vampiri? Presenziare?” Buffy ebbe una vaga immagine di se

stessa che urlava. “Avrò una mazza?”

“Ti daremo quello che ti serve. La sfida inizierà fra due ore, quindi, sii

puntuale.”

“Ok,” disse Buffy. “Comunque, dov’è che tenete imprigionati questi vampiri?”

***

Buffy si convinse che la Torre di Londra aveva un aspetto tanto imponente quanto lo aveva avuto 350 anni prima, e senza dubbio, tanto imponente quanto lo era sembrato nei secoli precedenti. L’ultima volta che era stata lì, aveva fatto finta di essere davvero eccitata di fare la coda con sua madre per vedere i gioielli della Corona.

“Mi domando chi è scappato portandosi via la Stella d’India,” mormorò Buffy, mentre camminava attraverso la folla di osservatori accalcata dentro.

“Non che importi molto ormai.”disse una voce alle sue spalle. Buffy s’irrigidì sorpresa ma poi si rilassò, appena vide che si trattava di Angel . Lui proseguì, “In una società dove le persone lottano per il cibo e per la sopravvivenza, i gioielli sono solo pietre.”

“Vedo che sei in forma, riesci ancora a sorprendermi alle spalle.” disse Buffy. “Come sei entrato? C’è il sole fuori. Hai preso la metro?”

Il viso di Angel impallidì, cosa che per lui era degna di nota. “Buffy, i vampiri hanno sciamato per Londra per 150 anni, tutti alla ricerca di covi dove non arrivasse la luce del sole. La metropolitana non è più esattamente aperta per affari.”

“Giusto,” disse Buffy inarcando un sopracciglio. “Quindi, come sei arrivato?”

“Sono venuto qui ieri notte,” disse lui semplicemente. “Ho immaginato che ti avrebbero portato qui a osservare.”

“Cos’è realmente questo processo ai vampiri?” disse lei, camminando a fianco a lui. “E’ semplicemente uno stratagemma come quello di ieri? Un modo per tenere a bada la gente?”

“Non è così che la metterei, ma hai esattamente ragione. Hai capito il gioco abbastanza velocemente. Buffy. La maggior parte delle persone non ci riescono. Ma tu sei più in gamba.”

“Viene in mente la parola ‘duh’?” lei gli sorrise di sbieco. “Pensavi davvero che tutto quello show mi avrebbe ingannato, ieri”.

”Può essere molto lusinghiero venire adorati dalla folla,” disse Angel. “Ho visto molte persone cadere nella trappola della fama facile. Li ho visti perdere di vista la vera lotta per perseguire unicamente i loro fini”

“Non io”. Buffy scosse i suoi capelli, mentre camminavano in una più grande area comune, una piena di persone. “Io non vengo sopraffatta da –”

“Cacciatrice!” urlò un uomo, indicandola. “Un’altra delle cacciatrici che è ritornata!”

Una donna vicino, urlò. In pochi istanti fu circondata da persone sorridenti che continuavano a chiamare, “Cacciatrice!” “Buffy!” “Cacciatrice!”. Buffy si guardò attorno per cercare di intravedere Angel in mezzo alla folla; riuscì a vederlo mentre se ne andava lentamente via, la gente che evitava accuratamente di non toccarlo.

“Cacciatrice, prenderesti in braccio questo bambino?” disse una donna, porgendo il suo bambino.

“Vuole che io gli faccia da balia?” disse Buffy con espressione preoccupata.

Tutte le persone risero. “Voglio che lei abbia la possibilità di dire che è stata tenuta in braccio da una cacciatrice,” disse la madre. “Una delle più grandi di tutti i tempi”

“Sarà probabilmente in grado di dire che è stata fatto cadere da una cacciatrice”, mormorò Buffy mentre prendeva la bambina in braccio. La bambina, forse percependo il profondo disagio di Buffy, iniziò a urlare appena la madre la lasciò andare. Questo incitò la madre a riprendersi la bambina indietro, dopo solo un momento, con grande sollievo di tutti i presenti.

Un uomo più vecchio tese una mano artritica e storta. “Non potresti pregare per la mia guarigione, cacciatrice?”

“Io — io posso pregare,” disse Buffy. “Ma non guarisco nulla. Sul serio, non lo faccio.”

Lui non sembrò crederle, mentre continuava a tendere la sua mano. Dopo un momento, Buffy la raggiunse e la toccò, sentendosi più spaventata di quanto non fosse mai stata in vita sua. “La mia preghiera non è migliore della tua,” lo informò.

“Tu sei la cacciatrice”, disse lui.
Buffy si fece strada fuori dalla folla, verso il centro dell’area comune.

Qualche centinaio di persone stava circondando un’area delimitata da

basse panchine di legno. Un angolo, invece di essere chiuso, si apriva in

un sentiero che conduceva ad una pesante porta. L’energia

nella stanza era — strana, Buffy pensò. Metà eccitazione, metà —

qualcosa di più oscuro. Al margine creato dalle panchine, stavano gli altri

cacciatori. Xiaoting e Agatha sembravano deliziate dalle attenzioni che

stavano ricevendo. Sky sarebbe stata più contenta dell’attenzione se non

avesse dovuto condividerla. Sumiko sembrava più confusa che mai.

“Questo posto è un manicomio,” disse Buffy. “Perché non tengono i processi nell’auditorium?”

“Se catturano un vero bastardo, uno che li ha fatti penare a lungo prima di venire preso, lo processano là, perché sanno che la folla sarà enorme,” disse Sky. “Ma per vampiri normali, i processi si tengono qui, perché non attirano un grande pubblico, oggi c’è tanta gente solo per vedere voi cacciatrici risorte.”

Una voce urlò, “Silenzio!”. Buffy osservò per vedere Markwith stare in

piedi sopra una delle panchine di legno. Le centinaia di persone stipate là,

tacquero alle sue parole e Buffy tremò di nuovo. “Portate avanti il primo

prigioniero.”

Due guardie portarono avanti una vampira, stava lottando con le manette che le serravano i polsi, ma dai suoi passi lenti e dai riflessi rallentati, Buffy si rese conto che

doveva essere esausta o ferita, o drogata.

“La vampira Moreen ha, per trecento anni, ferocemente attaccato la gente

d’Irlanda e della Gran Bretagna,” cominciò Markwith. “I suoi omicidi

hanno incluso i giovani, gli innocenti, gli anziani –”

Mentre seguitava a parlare, Sky fece un leggero passo avanti. Buffy si rese

conto che Sky aveva un buon vecchio paletto in mano. “Guardate e

imparate, ragazze,” sussurrò Sky.

Quando Markwith ebbe finito il suo discorso, si levò in tutta la sua altezza.

Sky tirò indietro il braccio. “La vampira è colpevole di crimini

innumerevoli. Ma questa corte ha testimonianze e prove di questi sette

crimini: la morte di Michael Campbell –”

Sky affondò il paletto nelle viscere di Moreen. La vampira strillò dal

dolore e la folla iniziò a esultare.

“La morte di Jane Campbell –”

Sky pugnalò di nuovo Moreen col paletto, questa volta nella spalla. Più

urla. Più esultanza. La gente gridava rauca, i loro occhi illuminati da una

luce folle. E Buffy — che una volta aveva decapitato di netto un vampiro

con un coltello — sentì il suo stomaco rivoltarsi.

“La mutilazione di Arthur Corby –”

Il paletto si conficcò nella coscia della vampira. Moreen urlò, il suono che

usciva dalla sua bocca, per molti versi inumano. La vampira sanguinava

lentamente, ma adesso il sangue stava formando una pozza al suolo. Buffy

distolse lo sguardo, scorse disfuggita Agatha che iniziava a sembrare

verde.

Questa non è caccia, pensò Buffy.Questa è tortura.

Una vocina nella sua testa disse, non fare così l’altezzosa. Hai estorto la

verità ai vampiri in passato. Hai tenuto un crocifisso dentro la bocca di un

vampiro una volta e hai ascoltato le sue grida, non è così?

L’ho fatto per salvare Willow e Giles e Cordy, pensò Buffy. Ho fatto quello

che dovevo.

Questo — questo è spettacolo per la gente.

“E per finire — per l’assassinio di Catherine Baker — questa corte ti

condanna a morte.”

Appena Markwith pronunciò la parola “morte”, Sky finalmente trafisse il

cuore di Moreen col paletto. Lei urlò per l’ultima volta e poi esplose

divenendo polvere. La folla esultò più forte. Sky tornò allegramente dalle

cacciatrici, tenendo teso il paletto davanti a sè. “Allora, chi vuole essere il

prossimo?”

Con grande sorpresa di Buffy, Sumiko prese il paletto e si diresse avanti.

Le guardie stavano già portando il prossimo vampiro.

Sumiko apparentemente non aveva afferrato appieno l’idea di “una ferita

per ciascun crimine”, quindi Sky le prese energicamente il paletto dopo

che la seconda vittima fu uccisa troppo velocemente..
Sumiko non sembrò per niente felice che Noor prendesse il suo posto nel

centro. “Creatura assetata di sangue, non è vero?” sussurrò Xiaoting.

Buffy voleva assentire. Ma non poteva del tutto ignorare il ricordo di

Sumiko che le accarezzava i capelli e che cantava mentre lei piangeva.

Forse, Buffy pensò disperatamente, forse lei è solo uguale a me. Lei preferisce dare una morta veloce e dignitosa ai vampiri, non questa farsa crudele.

Ma il placido sguardo di Sumiko non mostrava alcun segno del

nauseabondo disgusto che invece Buffy sapeva di mostrare sul proprio.

Quando la terza vittima fu polvere — dopo undici terribili colpi — la folla,

apparentemente sazia, iniziò a scemare all’esterno, ridendo e parlando

come se avessero assistito a un gioco. Markwith tornò dalle cacciatrici

sorridendo benevolo. “Ben fatto. Vi siete adattate bene. Forse la prossima

volta possiamo fare in modo che anche la altre tre vengano coinvolte,

hmm?”

“Io lascio,” disse Buffy velocemente.

“Io — io penso di dovermi stendere,” disse Agatha. Xiaoting l’afferrò

velocemente per un braccio, per sostenerla.

Markwith non disse niente a proposito della loro riluttanza, ma diede

qualche pacca a Sumiko sulla spalla in segno di approvazione. Lei sembrò

comprendere il gesto e gli rivolse un lieve sorriso. “Avete un altro paio

d’ore prima del tramonto,” disse. “Vi volete allenare, o preferite riposarvi

un po’ ai giardini?”

“Giardini,” disse Agatha quasi svenuta. “Sì.”

“Io — io starò qui per un po’,” disse Buffy.

“Certo, lo immaginavo,” disse Markwith. “Venite.”

Con ciò, condusse le altre cacciatrici fuori con sè. Buffy adesso era

completamente sola sul piedistallo delle esecuzioni, eccetto un’altra

persona.

“L’hai detestato,” disse Angel dalla sua postazione nella stanza.

“Pensavi che non sarebbe stato così?” chiese Buffy. Si abbassò per sedersi

sul pavimento; si sentiva come se avesse cacciato per ore, o corso —

sfinita e miserabile.

“Speravo fosse così” disse Angel. S’incamminò verso di lei.

“Iniziarono a tenere questi processi circa un secolo fa. Per risollevare il morale della gente,

dissero. Penso che insegnare alle persone ad applaudire alla tortura,

non migliori proprio niente.”

“Perché non li hai fermati?” disse Buffy. “Sei nel consiglio –”

“Sono un uomo,” disse Angel. “Avevo più influenza in passato che non

adesso. Ma comunque non abbastanza da scavalcare un’impassibile

maggioranza.In realtà ho perso molto terreno battendomi per convincerli

che dovevamo mostrare pietà verso i vampiri. Stranamente, l’hanno

presa come una questione di interesse personale.”

“Continuo a chiedermi perché questo spettacolo mi ha disgustato tanto”, disse Buffy. “Cioè, ho

ucciso centinaia di vampiri. Migliaia probabilmente. In fondo sono già morti, mi dico. E cacciarli è il mio dovere. Ma questo non è la stessa cosa.”

“Non non lo è.” Angel s’inginocchiò accanto a lei. “Mi spaventa, che ci

comportiamo così. All’inizio pensavo che avrebbe portato al

maltrattamento dei prigionieri umani. Che prima o poi sarebbe diventato

lecito torturare chiunque.”

“E’ successo?”

“Non ancora,” disse Angel. Stava studiando il viso di lei e Buffy si chiese

cosa lui stesse cercando di scoprire. Poi lui disse, cautamente, “E’ così che

Spike è morto”.

Strano che potesse fare male. Che potesse fare così male. “Spike? Hanno

fatto questo — a Spike?”

“Soltanto circa quaranta o cinquanta anni fa,” disse Angel.

Spike. Arrogante, odioso, buffo Spike, trasportato in questa stanza,

drogato e sottomesso. Con l’impossibilità di fare ciò che, lei sapeva, lui

avrebbe voluto di più – morire combattendo.
“Non l’hai salvato?”

Angel non le chiese perché avrebbe dovuto voler fare una cosa del genere.

Invece, scrollò le spalle e sospirò. “E come? Loro lo hanno catturato e lo

hanno incolpato dell’assassinio di due cacciatrici; lui era colpevole.

Dannazione, ne era orgoglioso. Quella cosa nella sua testa che lo

tratteneva dal fare male alle persone –il chip- aveva smesso di funzionare circa due secoli

prima. Era di nuovo un assassino. Non avrei potuto aiutarlo, e sarebbe

stato sbagliato provarci.” A voce più bassa, disse, “Ma volevo farlo”.

“Perchè? Perché non lo volevi morto?”

“Lui era — parte della mia storia,” disse Angel. Dopo una pausa, aggiunse,

“era l’ultima persona che ti ricordava.”

Buffy esitò, poi disse, “lui mi amava.”

“Lo so, me lo ha detto.”

“Voi due avete parlato di questo?” lei rise, un suono rotto che risuonò

tetro nelle sue orecchie. “Non sarà andata molto bene immagino.”

“Non la prima volta. Eravamo entrambi colmi di rabbia, e furiosi l’uno con

l’altro. Abbiamo combattuto qualche volta per te. Ma mentre il tempo

trascorreva — lui a volte voleva soltanto parlare di te. Qualche volta lo

facevo anche io. Stabilivamo una tregua, ci incontravamo e diventavamo

ubriachi e sentimentali riguardo al tuo sorriso. Eravamo patetici e lo

sapevamo. Ma ciò non ci fermava.” Angel rise tristemente. “Ovviamente,

dopo che lui diventò di nuovo un assassino tutto questo finì. Almeno fino alla

notte prima che morisse. Non mi hanno permesso di vederlo, ma ci hanno

fatto parlare.”

“Al telefono,” disse Buffy tranquillamente.

“Sì. E abbiamo parlato di nuovo di te allora. Non sapevo cos’altro ci fosse

nel cuore infranto di Spike, Buffy, ma tu eri ancora una parte di lui, dopo

tutto quel tempo. Abbiamo parlato di te per quell’ultima volta. Abbiamo

discusso sul colore dei tuoi occhi.”

“Chi aveva ragione?”

“Nessuno dei due, in realtà,” disse Angel. “Scusa.”

“Va bene,” disse Buffy automaticamente. Stette seduta ancora per un

momento, cercando di accettare la situazione. “Odio il fatto che lo abbiano

trattato così. Lo odio davvero tanto. E non so perché.”

“Lo odio anche io,” disse Angel. “E la tua supposizione è buona quanto la mia.”

 

“Noi uccidiamo vampiri,” disse Noor quella sera mentre lei e Buffy, nuovamente armate fino ai denti, camminavano in un lungo corridoio verso le uscite. “Li uccidiamo in qualunque modo possibile. Perché pensi che questo metodo sia sbagliato?”
“È diverso,” insistette Buffy mentre stringeva la chiusura della borsa che conteneva la sua acqua santa. “Sai che è diverso.”
“Sì,” disse Noor “È diverso perché io posso uccidere il vampiro, e il vampiro non può uccidere me. Mi piace la differenza.”
“Ucciderli è una cosa,” disse Buffy. “Torturarli per far divertire altre persone? È un’altra cosa. E non mi piace.”
“Non mi interessa quella parte,” disse Noor “ma dopo che ho giurato di uccidere una creatura, che importa il sistema?”
“Penso che importi,” disse Buffy silenziosamente. Le porte di uscita si aprirono davanti a loro; la pattuglia era uscita tardi quella notte, perciò le persone che l’ultima volta avevano incrociato fuori erano da tempo corse a casa, al sicuro. “Stavolta andiamo a ovest. Stessa cosa della notte scorsa?”
Noor annuì, e le due camminarono assieme in silenzio fino a che furono ad alcuni isolati dalla Fortezza. Buffy guardò in alto e vide un vecchio cartello in rovina. “Bene. Ci incontriamo qui a Grosvenor Square tra quattro ore. Capito?”
“Quattro ore.” Disse Noor, prima di correre via ansiosamente nella notte.
Buffy proseguì lungo la strada più lentamente, pensando a ciò che Noor aveva detto prima.
Le Cacciatrici di vampiri uccidono i vampiri, pensò. Per questo si chiamano così. Non mi chiamo Buffy la Riabiltatrice di Vampiri. Anche se forse, con Angel e Spyke che si sono così addolciti, potrei esserlo.
Spike. Lo stomaco le si stringeva ancora per il disgusto ogni volta che pensava a lui che era morto in quel modo — umiliato e spezzato e prigioniero. Era l’ultima cosa che lui avrebbe voluto.
Come se chiunque di noi ottenesse quello che vuole, pensò Buffy con un’acuta fitta di amarezza. Giles non voleva finire a sprecare la sua vita a causa della sua irresponsabile Cacciatrice che si è fatta ammazzare. Dawn non voleva essere una Chiave di cui una divina sgualdrina aveva bisogno per scatenare l’inferno. La mamma non voleva dover combattere così duramente per la sua vita — solo per – per morire così sul divano —
Buffy lasciò ricadere la testa mentre i suoi occhi iniziavano a riempirsi di lacrime.
WHOMP!
Il dolore la prese duramente lungo tutta la schiena, mozzandole il fiato e facendole perdere l’equilibrio. Buffy riuscì a trasformare la sua caduta in una capriola sul fianco e rimettersi in piedi in posa da combattimento. Un demone squamoso di colore arancione le sibilò contro, con le creste attorno al collo che gli fremevano. Gli artigli delle sue mani luccicavano, coperti di sangue, e lei si rese conto di sentire strisce di calore lungo la schiena.
Il demone saltò in avanti, e Buffy fece un salto mortale all’indietro, mettendoci una certa forza. Un paio di buone giravolte e si trovava a cinque metri di distanza, in posizione di tiro. Mise in spalla il suo arco lungo e scoccò; la freccia colpì il Demone Arancio al fianco. Lui sibilò di nuovo, ma continuò a muoversi lentamente verso di lei.
Buffy scoccò ancora; questa volta la freccia colpì in mezzo alla fronte. Il Demone Arancio barcollò all’indietro — poi si raddrizzò e saltò di nuovo in avanti.
Allontanandosi da lui, Buffy si accigliò. “Okay,” disse “Immagino che non sia lì che tieni il cervello. Ammesso che tu ne abbia uno.”
Tentò con il blaster, sparando due colpi veloci. Lo colpì, annerendo le sue scagli e facendolo ruggire di collera, ma lui le saltò di nuovo contro. Buffy lo superò con un salto, abbastanza da guadagnare un po’ di spazio.
Questo deve funzionare prima o poi, si disse. Continua solo a —
Poi sussultò e vide la figura di una donna che svoltava l’angolo — e il Demone Arancio che la notava a sua volta.
Il Demone Arancio saltò verso la donna in ombra, e gli corse dietro. Al diavolo i nuovi metodi, pensò; doveva uccidere subito quella cosa e farlo nel modo che conosceva meglio.
Mentre il Demone Arancio colpiva la donna, ora urlante, Buffy colpì lui. Poteva anche pesare solo una frazione di quanto pesasse lui, ma riuscì ad allontanarlo dalla sua vittima predestinata. Il demone la artigliò e Buffy portò le mani in avanti per parare. Quando gli artigli incontrarono i suoi palmi urlò — e strinse la presa.
Con una rapida torsione, gli strappò via uno degli artigli.
Il Demone Arancio urlò per la collera. Buffy fece sporgere il labbro. “Ooooh, accidenti,” disse “ti si è spezzata un’unghia.”
Rafforzò la sua presa sull’artiglio — e pugnalò il demone in un occhio.
Ululando pietosamente, il demone barcollò all’indietro, cercando febbrilmente di afferrare l’artiglio conficcato nella sua faccia, fino a che cadde all’indietro, morto o incosciente. Buffy prese il blaster e gli sparò diverse volte finché non prese fuoco.
“Quella cosa non moriva,” disse “Era una specie di demone Rasputin o qualcosa del genere.”
“per tua informazione, era un demone Gryra,” disse la donna dietro di lei.
Buffy riconobbe la voce, trasalì e si voltò.
In piedi dietro di lei, non ferita ma furibonda, c’era Frances.
Sono stata beccata, pensò Buffy.

 

CAPITOLO 11

“Cosa pensi di fare?” disse Frances “Combattere un demone a mani nude? E dov’è Noor?”
“Bel modo di ringraziarmi per averti salvato la vita,” sbottò Buffy. I palmi delle mani le facevano male e li guardò per valutare quanto fossero profonde le ferite.
“Sono venuta qui solo per osservare i tuoi progressi, e se fossi stata in grado di rintracciare te e Noor assieme non sarei stata costretta a uscire dal veicolo e mettermi in pericolo, tanto per cominciare,” disse Frances “E devo guardare quelle ferite – e il Gryra –”
“Non sono profonde,” disse Buffy con una scrollata di spalle.
“Be’, ogni tanto si trova un demone Gryra con del veleno negli artigli,” disse Frances mentre si piegava in avanti per guardare i resti fumanti del demone.
Buffy si guardò le mani. Le ferite non erano affatto profonde.
“Hmm,” disse Frances “Come pensavo. Niente strisce bianche sugli arti. Dovrebbe essere a posto, allora –”
Solo taglietti. Niente di serio. Niente di cui preoccuparsi.
“—ma potresti essere stata in guai seri, lo sai –”
“Era velenoso?” chiese Buffy.
Frances sbatté gli occhi. “Non sono stata chiara? No, questo non era uno di quelli velenosi.”
“Sei sicura?” Buffy stava ancora fissandosi le mani. Stavano tremando violentemente. “Sei sicura che questo non fosse velenoso? La schiena! Mi ha colpito anche alla schiena – sei sicura?”
“Sono sicura,” disse Frances con calma “Dobbiamo trovare Noor in questo momento –”
“Perché se dobbiamo trovare un antidoto o fare un incantesimo dovremmo farlo molto velocemente, tipo adesso, Frances. Dobbiamo veramente sbrigarci perché potrebbe non esserci abbastanza tempo se non facciamo in fretta. Perciò dobbiamo essere veloci e andare subito e assicurarci che non ci sia veleno –”
“Buffy!” la voce decisa di Frances parve interrompere il blaterare disconnesso di Buffy. Le ultime parole le morirono in gola. Non smise di tremare. “Controllati.”
“Okay,” disse Buffy, parlando più a sé stessa che a Frances. “Okay. Starò bene.”
Più gentilmente, Frances disse, “Fammi vedere le ferite.”
Buffy tese le mani, poi si girò in modo che Frances potesse guardarle la schiena. “Non velenoso?” chiese Buffy con i denti che le battevano.
“No,” disse Frances, prendendo Buffy dal gomito per guidarla verso il veicolo. “Sei molto fortunata, Buffy. Avrebbe potuto andarti molto peggio.”
“Lo so,” sussurrò Buffy.
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“Sei tornata senza Noor?” disse Ishak, con la fronte aggrottata per la preoccupazione.
“La stanno cercando in questo momento,” disse Frances, alzando appena la voce per farsi sentire dall’altra parte della stanza di Ishak. Un gruppetto di Osservatori, tutti tranne uno apparentemente appena svegliatisi, si erano riuniti lì.
Angel, ovviamente, sarebbe già stato ben sveglio. Buffy poteva quasi sentirlo che la osservava dal suo posto all’estremità della sala. Ma non riuscì a sforzarsi di incontrare il suo sguardo, o quello di chiunque altro; sedeva tremante al suo posto, incapace di raccogliere i pensieri o le forze.
Markwith era seduto accanto a Ishak, e sebbene nessuno nella stanza apparisse molto allegro, lui sembrava il più arrabbiato di tutti. “Buffy, cosa stavi pensando? Fin dal tuo arrivo abbiamo sottolineato, più e più volte, quanto sia pericoloso per te pattugliare da sola –”
“Mi sembrava strano,” disse Buffy con una voce che suonava debole e patetica, persino alle sue stesse orecchie.
“Chiedo scusa? Hai appena tentato di giustificare una notevole infrazione al protocollo del Consiglio dicendo che badare alla tua stessa sicurezza ‘sembrava strano’? È questo che dovremmo intendere?” domandò Markwith.
“Markwith –” disse Angel in tono di avvertimento.
Markwith lo fece tacere con un gesto impaziente della mano. “Preferirei sentire una spiegazione da qualcuno che era lì e potrebbe conoscerla. Puoi gettare un po’ di luce su questo, Buffy? Sul motivo per cui avresti fatto qualcosa di così irresponsabile?”
“Mi — sembrava — strano,” disse Buffy, mettendo un po’ più di forza nelle sue parole. “Sentivo di voler vedere la città per conto mio. E non sono mai andata in pattuglia con qualcuno che non conoscessi veramente. E di cui non mi fidassi veramente.”
“Non ti fidi di Noor?” chiese Frances.
“No! Non intendevo dire che — che –” Buffy gesticolò con le mani ancora doloranti, nel tentativo di afferrare le parole che non aveva trovato, neppure per sé stessa. “La Caccia non ha a che fare con le regole. È istinto. Ciò che mi rende una Cacciatrice, qualunque cosa sia – è dentro di me, in profondità. È una parte di me. Ed è la prima cosa che devo ascoltare. È questo che mi rende brava nel mio lavoro. È questo che mi mantiene in vita.”
Una breve pausa seguì le sue parole. Buffy poteva rendersi conto che alcuni degli Osservatori stavano considerando con attenzione ciò che aveva detto.
Non Markwith.
“Perdonami se te lo dico, Buffy, ma la tua storia suggeruisce che, molte volte, è per questo che sei quasi rimasta uccisa.” Buffy sentì il corpo diventarle freddo, il dolore che le attraversava la schiena si rinnovò pulsando. “Non ho dubbi che il tuo Osservatore fosse un brav’uomo, ma la mia lettura delle sue annotazioni suggerisce che fosse piuttosto — debole – per quanto riguarda la tua disciplina. Potrai aver goduto di una tale libertà all’epoca, Buffy, ma il suo fallimento –”
“Giles non ha fallito!” urlò lei “Giles capiva tutto questo! Non era un — un – uno spacciatore di matite con la testa a punta che cercava di rovinarmi la vita come, come, non lo so – il capo di Dilbert o qualcosa del genere.”
Frances sospirò e chiese, a nessuno in particolare, “Capite qualcosa di quello che sta dicendo?”
“Sì,” rispose Angel. Tutti gli altri si voltarono a guardarlo e, con grande sorpresa di Buffy, Angel sorrise. “Capisco ogni parola. È curioso quello che ci si ricorda — Dilbert era – era un cartone animato, vero Buffy?”
Buffy sentì il singulto che le si era accumulato nella gola trasformarsi improvvisamente in una breve risatina. “Già.”
“Giusto!” disse Angel. “Be’, Dilbert era questo tipo che lavorava in un ufficio, e aveva una cravatta così –” Angel fece un movimento con la mano di fronte al suo petto, e Buffy rise di nuovo. Nessun altro al tavolo lo fece. Angel lasciò ricadere la mano e parve in qualche modo abbattuto. “Quello che Buffy sta tentando di dire è che non potete lasciare che la forma delle regole sia più importante del loro scopo. La cosa più importante è lasciare che la Cacciatrice faccia il suo lavoro al meglio delle sue capacità.”
“Le nostre regole sono state create per questo scopo –” iniziò a dire Frances began, ma Angel la interruppe.
“Le nostre regole funzionano bene per le Cacciatrici che sono state addestrate a lavorare con esse,” disse “Ma forse non vanno altrettanto bene per Buffy.”
“Quindi cosa suggeriresti?” chiese Markwith “Che lasciassimo semplicemente uscire Buffy ogni notte senza una compagna? Pensavo fossi più preoccupato per la sua sicurezza.”
“Lo sono,” disse Angel “Penso solo che Buffy dovrebbe avere voce in capitolo.”
“Le Cacciatrici non fanno le regole,” insistette Frances “E non le infrangeremo a causa delle cattive abitudini del suo precedente Osservatore.”
“Vi avviso,” disse Buffy “al momento sono ferita. Ma se voi ragazzi doveste mai mettervi a parlar mare di Giles quando sono nel pieno delle forze, dovrete avere a che fare con le MIE cattive abitudini.”
“Buffy, ti prego di evitare di minacciare i membri del Consiglio,” disse Ishak, abbastanza calmo. “Sei alterata. Comprensibilmente. C’è forse una via di mezzo? Riesci a pensare a un compromesso?”
“Dovrei venire io in pattuglia con te invece,” si offrì Frances “È procedura standard, dopo tutto. O potremmo provare una delle altre Cacciatrici –”
“No. Non voglio questo – non so cosa — ” Buffy sospirò e si portò una mano alla fronte, poi strizzò gli occhi per una nuova fitta di dolore. Si guardò le mani ferite – e la risposta le giunse all’improvviso. “Angel,” disse Buffy “Andrò in pattuglia con Angel.”
Nessuno parve deliziato dal fatto che questa semplice soluzione si fosse presentata. Tutti gli Osservatori si mossero a disagio ai loro posti. Lo stesso Angel parve più sorpreso che altro. Ishak fu il primo a parlare. “Buffy – da decenni non consentiamo a Angel di andare in pattuglia.”
“Cosa? Siete pazzi?” disse Buffy “Avete bisogno di uccidere più vampiri e demoni possibile, giusto? Credete a qualcuno che l’ha combattuto: Angel può prendere a calci parecchi culi.”
“È successo qualcosa,” disse Angel “Circa quarant’anni fa. Stavo spingendo dei demoni fuori dal loro nido, e ho lasciato andare un demone Brachen.”
“Oh, aspetta, li conosco,” disse Buffy “Quelli con le facce verdi e quelle piccole cose appuntite. Sono pacifici, vero? Nessun danno, nessun problema?”
“Pacifici, sì. Non hanno mai fatto male a nessuno. Ma molti umani non lo capiscono. E quando qualcuno mi ha visto lasciare andare il demone – be’, non erano contenti.”
“Be’, a chi importa?” Buffy si strinse nelle spalle “Se la sono presa, e allora? Da quando vi preoccupate di cosa pensa la gente?”
Angel non disse nulla. Fu Ishak a dire, gentilmente, “La gente ha avuto molti problemi ad accettare l’idea di un vampiro nel Consiglio. Quando lo hanno visto lasciare libero un demone, hanno interpretato male la cosa. Il risultato finale è stato quasi un linciaggio, temo.”
La stanza era mortalmente silente. Infine Buffy disse “Ti hanno fatto male?”
“Me la sono cavata,” disse Angel. “Se vuoi che io venga in pattuglia con te, Buffy, penso che dovremmo farlo.”
“Angel, no,” disse Ishak “Noi tutti vogliamo aiutare Buffy. Ma tu non devi correre di nuovo questo rischio. Ti ci sono voluti sei anni a riprendere le forze –”
“Non accadrà niente di male a Angel,” disse Buffy, con più convinzione di quanta ne avesse. Quanto seriamente doveva essere ferito un vampiro perché fossero necessari sei anni per guarire? Ma il pensiero di Angel ferito così gravemente quando aveva solo cercato di rendersi utile la riempì di rabbia che alimentò la sua determinazione. “Io – io non permetterò che accada. Gli guarderò le spalle, e lui guarderà le mie.”
“Dovresti essere una Cacciatrice, non la guardia del corpo di Angel,” disse Frances “È controproducente.”
“No, non lo è,” disse Angel “Buffy e io eravamo una buona squadra. Abbiamo combattuto bene assieme. E non le lascerò correre nessun rischio al posto mio.”
“Nessun altro rischio, penso tu voglia dire,” disse Frances, con la fredda sicurezza di qualcuno che ha indubbiamente finito la lettura dei diari di Giles.
Angel non rimase impressionato. “Sì. È quello che intendevo.”
“Non mi piace,” disse Ishak “È pericoloso per te.” Buffy comprese che si riferiva a Angel.
“Andare in pattuglia è sempre,” disse Angel. Ora si stava piegando in avanti, gesticolando mentre parlava. Per la prima volta dal suo ritorno, Buffy si rese conto di star vedendo Angel che si comportava in maniera naturale; quella maschera di duro e severo autocontrollo era scivolata via. “È sempre un rischio. Ho obbedito alle vostre restrizioni per tutto questo tempo per far stare bene voi, non per me stesso. Se chiediamo a Buffy di correre i suoi rischi là fuori, allora dovremmo aiutarla in ogni modo possibile.”
“Io penso che sia un’idea eccellente,” disse Markwith.
Buffy inarcò un sopracciglio. Riusciva a vedere la tensione di Angel aumentare nuovamente, mentre si faceva di nuovo indietro nella sedia.
“Le priorità di Angel sono chiare,” disse Markwith “Vuole aiutare Buffy. È questo è comprensibile, no? Perché non provarci?”
Buffy cercò disperatamente di pensare a un perché. Qualunque cosa approvata da Markwith le sembrava in qualche modo sospetta.
Ma con la schiena che ancora le pulsava di dolore a ogni battito del cuore, e il recente ricordo dell’odore del proprio sangue, Buffy non avrebbe sopportato di perdere questa opportunità. “È deciso, allora? Possiamo andare?”
Ishak sembrava ancora scontento, ma annuì “Angel accompagnerà Buffy in pattuglia. Ma c’è un’altra cosa — no, non riguardo te, Buffy – Mi sembra di aver capito che ci siano stati dei processi a dei vampiri oggi.”
Improvvisamente il sorriso di Markwith parve un po’ forzato. “Sì, esatto. Tutte le autorizzazioni sono state ottenute.”
“E quelle autorizzazioni non richiedono specificamente di ottenere la mia approvazione,” disse. “Ti avverto che questo sta per cambiare. Molto presto.”
“Ishak, il tuo personale disprezzo per la procedura non cambia ciò che significa per la gente –”
“No, non penso che lo faccia,” disse Ishak, alzandosi dal tavolo “Ma non penso che significhi per loro tanto quanto credi. Sai come la penso a riguardo. Avevi accettato di farli sparire lentamente, questo è l’unico motivo per cui non li ho completamente interrotti finora. Non convocarli più per nulla di tanto triviale. Altri punti?”
“Il recente furto dalla mia stanza non è ancora stato risolto,” disse Angel “Mi piacerebbe riavere le mie cose. O almeno avere una spiegazione.”
“Ci penseremo,” disse stancamente Ishak, e Buffy ebbe l’impressione che questa conversazione si fosse già svolta in precedenza.
Markwith si alzò dalla sedia, fece un mezzo inchino e uscì rapidamente dalla stanza. Frances esitò per un momento al fianco di Buffy. “Dovremo parlare di questo.”
“Come vuoi,” disse Buffy stancamente. Frances scosse la testa e si affrettò dietro Markwith. Gli altri Osservatori uscirono dopo Ishak, mormorando tra loro.
Angel rimase seduto e la guardò per un lungo istante. Si aspettava che le dicesse qualcosa a proposito delle pattuglie — “grazie” o “come ti è venuto in mente?” o qualcos’altro. Ma infine lui disse, “Ti ha scosso.”
“Cosa? Gli Osservatori? Neanche per –”
“Intendo prima. L’attacco. Sei ancora spaventata.”
Buffy avrebbe voluto mentire, poi ricordò che Angel poteva letteralmente annusare la paura. Prese un profondo respiro e annuì. “Il demone mi ha artigliato. Frances pensava potesse essere velenoso, e quando ho pensato che avrei potuto morire di nuovo –”
Le ultime parole le si fermarono in gola. Mentre era lì seduta in silenzio, Angel disse, “Starai bene?”
“Sì,” disse lei “Solo – accompagnami a casa, vuoi?”
“Certamente,” disse lui facendo cenno alla porta.
Lei si rimise stancamente in piedi. “Questo ritorno dalla morte non è un picnic.”
“A chi lo dici,” disse Angel. Buffy non riuscì a evitare di ridere un po’ mentre lasciavano la sala.
Dopo che avevano camminato per un po’ nella fortezza, Angel disse, “Grazie per aver chiesto il mio aiuto per le pattuglie. Significa molto.”
“Immagino ti siano mancate,” disse Buffy “fare a botte, tirar giù nomi. Credimi, è come andare in bicicletta. Non si dimentica mai.”
“Non ho mai imparato ad andare in bicicletta,” disse Angel “ma so cosa vuoi dire. Non è di quello che stavo parlando, però. Intendevo – grazie per esserti fidata di me. Per avermi voluto al tuo fianco. È – passato parecchio tempo.”
Buffy lo guardò. Ora la sua espressione era rilassata, più dolce e naturale di quanto l’avesse vista per parecchio tempo. “Mi fido sempre di te,” disse “Lo sai. So che le cose sono strane tra noi a volte, ma – mi fido di te. Non te lo ricordi?”
“Ora sì,” disse lui “Avevo quasi dimenticato cosa si prova.”
I suoi occhi erano teneri, il suo corpo vicino, e Buffy sentì un altro genere di flusso di adrenalina. Sconcertata e sorpresa, cercò un altro argomento di conversazione. “Okay, come puoi aver dimenticato Willow e ricordarti Dilbert?”
Angel si strinse nelle spalle. “La memoria non funziona in modo logico, Buffy. Un paio di mesi fa ho cercato di ricordare cosa stessi facendo nel ventiduesimo secolo. Vuoto totale. C’è un periodo di circa trent’anni che è semplicemente vuoto. Ma riesco ancora a ricordare ogni parola di un rimprovero che mio padre mi fece dopo che non avevo strigliato uno dei suoi cavalli dopo una lunga cavalcata.”
Buffy si ricordò del suo ultimo esame di storia del ventesimo secolo, quello per cui aveva speso quindici minuti a cercare di ricordare esattamente cosa volessero i bolscevichi. Per tutto il tempo aveva esaminato i suoi ricordi, riusciva a visualizzare la pagina del libro di testo come se fosse stata lì davanti a lei, con tanto di porcellino volante che Willow aveva scarabocchiato sul margine. Il porcellino aveva ali di inchiostro blu. I bolscevichi erano un mistero. “Okay,” disse, “Ho capito il punto.”
“È questa la tua stanza?” chiese Angel.
“Uh, sì. Credo.” Buffy osservò meglio la porta, che era uguale a qualunque altra porta dell’intero edificio. “Come fai a saperlo?”
“Odora di te,” disse Angel.
“Per il futuro, sentiti libero di inventarti un’altra risposta,” disse Buffy. Angel sorrise e aprì la bocca, sicuramente per salutarla. Buffy aggiunse rapidamente, “Angel? Quell’attacco di stanotte? Io – io penso che sia stato probabilmente un bene.”
“Perché?”
“Appena arrivata qui – qui inteso come ora – sai cosa voglio dire. Comunque, ero così depressa e spaventata. Mi dicevo di voler solamente morire di nuovo. Volevo davvero morire.”
“Buffy –”
“Ma stanotte, quando ho pensato che avrei potuto veramente morire, ero terrorizzata. Sapevo di voler continuare a essere viva.” Buffy lo guardò “Sapevo di voler essere qui, non importa quanto possa essere strano o spaventoso. Non penso che avrei potuto scoprirlo in nessun altro modo. Anche se non mi sarebbe dispiaciuto provarci.”
“Mi fa piacere,” disse Angel.
“Che io stia meglio? O che sia qui?”
“Entrambe le cose.”

 

“Ed è finita così? Niente bacio della buonanotte? Niente abbraccio?” le braccia di Xiaoting erano incrociate davanti a lei, e sembrava indignata come se fosse stata lei ad essere lasciata alla porta senza un bacio.
“Non è così,” disse Buffy “Le storie che hai sentito non includevano il fatto che Angel e io avessimo rotto, tipo, due anni prima che io morissi? Non eravamo una coppia allora, e non lo saremo di nuovo.” Stava obbligandosi a ingerire i cereali simil-muesli che apparentemente sarebbero stati la sua colazione per parecchio tempo. Xiaoting si era unita a lei per un picnic sul pavimento.
Le strisce di tessuto rosso e blu erano stese sopra il divano; Agatha, che aveva insistito per restare a mangiare al tavolo, le stava studiando. “Non ho mai cercato di cucire senza uno schema,” disse Agatha dubbiosa.
“Penserai a qualcosa,” disse Xiaoting agitando in aria una mano. “E non darmela a bere, Buffy. Chiaramente tu e Angel vi attraete a vicenda. Immagina, lui che ti vuole ancora dopo tutto questo tempo!”
“Non sono sicura che sia così.” disse Buffy “E non lo sono neanche per quanto mi riguarda. E anche se fosse – abbiamo una specie di problema di maledizioni.”
“Ohhh, già,” disse Xiaoting “Ne ho sentito parlare. Pensavo che quella parte della storia fosse stata semplicemente inventata. Ma è vera?”
“Sfortunatamente,” disse Buffy.
“Pensavo che la maledizione di Angel fosse la sua anima,” disse Agatha “Non è una cosa buona?”
“C’è dell’altro,” disse Xiaoting “E te lo diremo se vuoi, ma ti avverto, riguarda quegli argomenti che continui a pregarmi di non menzionare.”
L’incarnato pallido di Agatha avvampò “Intendi – rapporti matrimoniali?”
“Senza il matrimonio,” disse Xiaoting.
“Allora forse dovreste solamente dirmi che tipo di abiti volete” disse Agatha in tono affrettato.
“Qualunque cosa che non mi faccia sembrare uno Shmoo,” suggerì Buffy. [Gli Shmoo sono creature a forma di birillo delle strip di Al Capp, NdT]
Il campanello della porta suonò, e Buffy rispose, “Avanti!” Sperava che fosse Angel – poi guardò con un certo panico la finestra spalancata —
Invece, Noor avanzò a grandi passi nella stanza. I suoi occhi fiammeggiavano. “Hai rovinato tutto per entrambe!”
Buffy sollevò le mani, col cucchiaio che le sgocciolava latte su un braccio. “Ehi, ehi. Raffredda i bollenti spiriti. Sono stata scoperta. Sapevamo che poteva succedere –”
“A me non è successo,” insistette Noor “È successo a te. E poiché ti sei fatta scoprire dal tuo Osservatore, ora dobbiamo pattugliare con guinzaglio, come cagnolini.”
“Angel ti terrà al guinzaglio, Buffy?” rise Xiaoting “È un po’ perverso –”
“Oh, così ora andrai in pattuglia col tuo fidanzatino,” disse Noor. Stava squadrando Buffy con furia genuina – qualcosa di completamente diverso, e molto più spaventoso, del suo solito atteggiamento. “Per questo ti sei fatta scoprire? Per poter avere il tuo amore come accompagnatore?”
“Io non mi sono fatta scoprire,” disse Buffy, sentendo che iniziava anche lei ad alterarsi “Ci stavano cercando entrambe, e casualmente hanno trovato me.”
“Molto probabile. Intanto, tu sei col tuo Angel ogni notte, e io devo andare in pattuglia col mio fastidioso, debole Osservatore. Non mi lascia usare le mani o i piedi. Mi fa combattere in modi in cui non so farlo.” Noor stava camminando avanti e indietro, la sua rabbia passava da Buffy al suo Osservatore. “perché lo fanno? È stupido. È peggio che stupido.”
“Noor, cerca di essere ragionevole,” disse Agatha “Le nuove regole esistono solo per la nostra protezione –”
“Noi non abbiamo bisogno di essere protette,” disse Noor “Abbiamo bisogno di combattere. Sono solo io a capirlo?”
Senza aspettare una risposta, Noor uscì come una furia dalla stanza. Buffy fece ricadere il cucchiaio nella ciotola. “Okay, questo è nel dizionario alla voce esagerazione.”
Xiaoting sospirò e passò le mani sul tessuto blu. “Quella ragazza deve imparare a rilassarsi.”
“Il suo osservatore è piuttosto noioso,” disse Agatha “Di sicuro non è interessante come il tuo nuovo compagno di pattuglia, Buffy.”
“Potete smetterla con questa faccenda del mio ragazzo?” Buffy cercò di rilassarsi. “Scusate. Sono piuttosto al limite. Ma forse Noor non è soltanto furiosa. Penso che se io dovessi andare in pattuglia con Frances da adesso in poi, sarei piuttosto fuori dai gangheri anche io.”
“Esattamente,” disse Agatha “Penso. Ammesso che io abbia capito cosa hai detto.”
“Parlando di Cacciatrici,” disse Buffy “dov’è Sumiko?”
“Oh, Markwith è venuto a prenderla come prima cosa stamattina,” disse Agatha “Li ho visti andare nella zona degli allenamenti mentre facevo la mia passeggiata mattutina.”
“Sumiko e Markwith?” chiese Buffy.
“Sta passando un po’ di tempo in più con lei,” disse Xiaoting “La aiuta ad ambientarsi, per quanto possibile, poveretta.”
“È gentile da parte sua,” aggiunse Agatha.
Buffy si accigliò, ma disse solamente “Molto gentile.”

 

CAPITOLO 12

 

Buffy sorseggiò il suo O’Doul e vagò tra la folla del Bronze. Era solo mediamente affollato quella sera, si sorprese; strano, considerando che c’era Macy Gray sul palco, il che era decisamente una gran cosa per il Bronze.
Macy Gray stava gemendo “I Try” mentre Buffy proseguiva per la sua strada. Non si preoccupò di dirigersi alla pista da ballo – lui non sarebbe stato lì, al centro di tutto. Lui era sempre nell’ombra, ai margini.
Gli ho detto che probabilmente sarei passata, pensò. Da quanto tempo questo tipo va a degli appuntamenti? Cinquecentottant’anni o giù di lì? Dovrebbe sapere cosa vuol dire una ragazza quando dice che probabilmente passerà.
E questa volta lei non era tutta stanca e sporca, con della paglia che le spuntava dai capelli. Buffy si guardò orgogliosamente gli abiti grigi e informi. “Visto, ho controllato le regole per l’abbigliamento,” disse contenta.
“Cosa importa?” Buffy sollevò lo sguardo, colta di sorpresa. Noor era accanto a lei, fluttuante, coi piedi parecchi centimetri al di sopra del suolo. Non sembrava accorgersi che stava fluttuando, e a Buffy sembrava solo vagamente strano. Per una volta, i capelli di Noor non erano coperti; scendevano lunghi, brillanti e liberi lungo la sua schiena. La sua espressione, comunque, era imbronciata come sempre. “Cosa importa quello che indossi?”
“Voglio sembrare a posto,” disse Buffy.
“Pensi che abbia importanza?”
Buffy ci pensò per un minuto, poi sorrise. “Non credo. Angel mi ha visto con aspetti piuttosto spaventosi. Non ci farà caso.”
“Angel, Angel, Angel,” la prese in giro Noor, facendo oscillare la testa da un lato e dall’altro. “Perché stai cercando il tuo ragazzo? Dovresti cercare la porta.”
“La porta? Scusa tanto, ho passato metà della mia vita in questo posto. So dove sono le porte.”
Noor indicò la stanza attorno a loro con un gesto. “Allora trovane una.”
Buffy sospirò, poggiò la sua finta birra sul tavolo, accanto alla scimmia, e si guardò intorno. “Non penso che tu esca spesso, quindi eccoti un utile consiglio per la frequentazione dei locali: dovunque ci sia una di quelle insegne luminose che dicono ‘uscita’, lì c’è una porta –“
Si bloccò e si accigliò. Non c’erano insegne luminose.
“Te l’avevo detto,” disse Noor.
Buffy la ignorò e si fece largo a spintoni verso l’ingresso principale – o almeno quello che di solito era l’ingresso principale. Adesso era solo un muro. Continuò a camminare, spostandosi verso l’entrata laterale; anche quella era sigillata come se non fosse mai esistita.
“Curioso,” disse “Ma niente di grave. Non ho bisogno di andarmene, quindi non mi servono le porte.”
“Sì, invece.” Buffy si voltò e vide Frances. Aveva una grande chiave decorata. “Se non hai una porta, come userai questa?”
“Uh, come fermacarte?” azzardò Buffy.
Frances roteò gli occhi. “Va bene, allora, vuol dire che non ti lasceremo uscire.”
“Dovete,” disse Buffy. Non voleva uscire, ma era importante che potesse farlo, se avesse voluto — “Dovete!”
Frances le voltò le spalle. Buffy le corse dietro. “Frances!”

Buffy si svegliò improvvisamente, quasi sicura di aver veramente chiamato la sua Osservatrice a voce alta. La parola sembrava riecheggiarle nelle orecchie.
Scosse la testa e si mise a sedere. La vista dalla sua finestra mostrava che il sole era alto nel cielo, ma restavano un’ora o due di luce. Il suo pisolino pre-caccia non era durato troppo.
Angel l’aveva chiamata prima; loquace come sempre, le aveva semplicemente detto di incontrarlo in biblioteca al tramonto. A parte quello, un’altra eccitante sessione di pratica con l’arco e il suo incontro di colazione e moda d’emergenza tra Cacciatrici, la giornata era stata piuttosto vuota.
Strano avere così tanto tempo a disposizione. Solo qualche settimana prima le sembrava che la pressione su di lei non si sarebbe mai allentata. Alzarsi presto per preparare la colazione a Dawn e accompagnarla a scuola – cercare di pagare le bollette e gestire per conto suo il libretto degli assegni (ma solitamente finendo per chiamare Giles o Anya per chiedere consiglio una o due volte ogni ora) – pulire la casa – arrivare in ritardo a lezione, negando per tutto il tempo che l’abbandono della scuola stava diventando inevitabile – e alla fine di tutto sapeva di dover prendere il paletto e andare al cimitero.
Buffy strinse gli occhi. Stava diventando più brava a gestire la situazione, ma ogni volta che pensava a tutti loro – a come aveva dato per scontato il miracolo di poter prendere semplicemente il telefono e sentire la voce di Giles —
Scosse la testa e si alzò dal divano. Prese il telefono prima di pensare che in realtà non conosceva il numero di nessuno – ma ci fu un ronzio e uno scatto, e poi una voce di donna chiese in tono affettato, “Con chi vuole parlare?”
Edna May, pensò Buffy. “Uh, Frances Keeling, grazie.”
Un attimo dopo, Frances rispose. Parve sorpresa di sentire Buffy, come in effetti era. “È successo qualcosa?”
“No. Voglio dire, sì, ma non del tipo corri qui a salvarmi. Sai?” ci fu una breve pausa, e Buffy aggiunse “Non rispondere. Comunque, volevo parlarti di qualcosa.”
“E sarebbe?”
“Mi serve un lavoro.”
“Buffy – i tuoi doveri sono la cosa più importante –”
“I miei doveri occupano quattro o cinque ore per notte, al massimo. Mi serve qualcosa da fare durante il giorno. Voglio dire, non full time o roba del genere, ma deve esserci qualcosa che posso fare per rendermi utile.”
“Be’, è un impulso molto lodevole, Buffy,” disse Frances in un tono che sembrava di genuina approvazione. “Ma vogliamo che tu conservi il tuo tempo, la tua forza e la tua attenzione. Dedicali alle cose più importanti. Vale a dire la caccia.”
“Sto per impazzire a forza di fissare il muro tutto il giorno” rispose Buffy “Pensavo che forse potrei aiutare ad addestrare le giovani Cacciatrici potenziali. Non ho niente contro le abilità curricolari, ma potrei aiutarle a trovare il ritmo –”
“Buffy, no,” disse Frances, e ora sembrava piuttosto sconcertata. “Il tuo tempo libero è un segno di onore. Di rispetto. Ed è importante che tu non ti faccia carico dei problemi del mondo. Dovresti godertelo. Sono sicura che ti ci abituerai col tempo.”
Molto più tardi, parecchio tempo dopo che Frances aveva riattaccato, Buffy era ancora lì, a preoccuparsi dei problemi del mondo.
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Buffy arrivò puntuale alla biblioteca, guardandosi attentamente intorno mentre entrava. Sorprendentemente la trovò piuttosto familiare – scaffalature di legno, vecchi libri stantii che odoravano di vecchio libro stantio, sedie e scrivanie per sedersi e studiare. L’illuminazione era lo stesso piatto bagliore del resto della Fortezza (esclusa la stanza di Angel). A parte quello, decide, il posto era abbastanza intimo. “Angel?” chiamò.
“Sai, c’è gente che parla sottovoce nelle biblioteche.” Buffy si girò di scatto e vide Angel dietro di lei, intento a mettere alcuni volumi sugli scaffali.
“Sei troppo silenzioso,” disse lei, in tono più basso “Scusa se ho urlato – non sono abituata alle biblioteche che vengono veramente usate da altre persone. Intendo, per il vero motivo per cui sono state create.”
“Allora dovresti sentirti a casa tua qui,” disse Angel “Temo che gli standard dell’istruzione nel Consiglio non siano più quelli di una volta.”
“Perciò sei l’unico che apre ancora i libri? ” chiese Buffy “Dov’è il bibliotecario?”
Angel sorrise “Lo stai guardando.”
“Stai scherzando.” Quando Angel scosse la testa, Buffy rise sonoramente “Segui le orme di Giles in tutto e per tutto, eh?”
“Sono sicuro che apprezzerebbe l’ironia della cosa,” disse Angel “Dopo – dopo quello che è successo quarant’anni fa, avevo bisogno di qualcos’altro per guadagnarmi il mio posto qui. La raccolta mi era familiare, circa metà di questi libri erano miei, in origine. Perciò mi hanno messo qui.”
“Solo con i libri.”
“Il più delle volte. Non mi dispiace.”
Buffy ghignò e avanzò nello stretto corridoio tra gli scaffali assieme a lui. “Ho cercato di ottenere anche io un lavoro oggi.”
“Oltre a cacciare? Scommetto che non ti hanno dato retta.”
“Peccato che nessuno abbia scommesso contro di te, perché avresti vinto. Speravo che mi avrebbero lasciato addestrare le ragazze più giovani. Le potenziali Cacciatrici.” La mascella di Angel ricadde, e Buffy aggrottò la fronte. “Angel? Che succede?”
“Niente,” disse lui “È solo che – lo facevo io. Cinquanta o sessant’anni fa.”
“Perché hai smesso? Non ti piaceva?”
“Lo adoravo. Ma non sono esattamente il modello di comportamento che il Consiglio voleva per loro,” rispose Angel. Infilò l’ultimo libro al suo posto con un tonfo, poi si voltò nuovamente verso di lei, cancellando il dispiacere dal suo volto. “Pronta a iniziare?”
Buffy aprì la bocca per tornare all’argomento precedente, ma si fermò quando sentì la porta che si apriva. Angel parve sorpreso. “Ovviamente, oggi è il giorno in cui mi arriva un ospite per farmi passare per bugiardo,” disse “Posso aiutarti –”
La sua voce si affievolì mentre guardava oltre Buffy; lei si voltò per vedere Sumiko poco distante. Sumiko stava guardando Buffy ed Angel con notevole sospetto, ma — Buffy fu lieta di constatare – non aveva armi con sé. Quindi apparentemente non era andata lì per dar loro la caccia.
Buffy sussultò. “Oh, aspetta un attimo! Angel, parli giapponese?”
Le sue speranze morirono poco dopo essere nate quando Angel scosse la testa. “Conoscevo una manciata di frasi, niente di più. E non credo di ricordarmele.”
“Pensavo avessi passato parecchio tempo in Estremo Oriente.”
Sumiko spostò il proprio peso da un piede all’altro, a disagio. Stava ancora guardando attentamente Buffy e Angel.
“Se vuoi che parli Cantonese, Mandarino o Coreano, posso aiutarti. Ma ho passato solo poche settimane in Giappone. Mi spiace — oh, aspetta. Resta qui.”
Angel si fece largo oltre Buffy e corse nel retro. Dopo un solo istante ne uscì nuovamente, portando alcuni libri antichi tra le mani. “Non pensavo che nessuno li avrebbe mai più richiesti –”
Buffy si rese conto che le rilegature mostravano scritte in Giapponese. Vide la comprensione riflettersi negli occhi di Sumiko mentre si allungava ansiosamente per prenderli. “Angel, è grandioso,” disse Buffy mentre lui porgeva i libri a Sumiko. “Di cosa parlano?”
“Solo Dio lo sa. Probabilmente storia delle Cacciatrici, ma potrebbe essere qualunque cosa — erbe, profezie –” Angel si bloccò nuovamente, poi guardò Sumiko. “Perché eri venuta qui?” chiese, facendo un gesto circolare con la mano per indicare l’intero ambiente, poi indicando lei, poi guardandola con aria interrogativa. “Cosa ti serve?”
L’improvvisato linguaggio dei segni apparentemente funzionò. Sumiko si batté la mano sul petto. Buffy era confusa, ma Angel sembrò capire subito. Raggiunse rapidamente un angolo lontano della biblioteca. “Okay, per quelli tra noi che non hanno mai indovinato le sciarade, cosa sta succedendo?”
“Ho immaginao che fosse qui per questi,” disse Angel, la sua voce attutita dagli scaffali tra di loro. “La sua storia. I diari del suo Osservatore.”
“Non ce li ha il suo nuovo Osservatore?”
“Probabilmente ha accesso via computer alla versione elettronica,” disse Angel “ma io ho gli originali.”
Tornò portando con sé numerosi libri sottili rilegati in uno sbiadito tessuto rosso. Il volto Sumiko mutò non appena li vide; Buffy riuscì a vedere riconoscimento, tristezza, eccitazione —
Sumiko fece un passo avanti e poggiò velocemente i libri giapponesi. Tese le mani e accettò i diari quasi con reverenza. Poggiandoli su una lunga scrivania, prese una sedia e sciolse il fragile nastro che ne teneva chiuso uno.
Buffy si avvicinò, fermandosi con Angel a guardare da sopra la spalla di Sumiko.
La grafia era sottile e arzigogolata, la scrittura elegante di un’altra epoca. Era quasi tutto in inglese, ma Buffy vide note sparse in giapponese qua e là. Lesse la firma a voce alta: “Tobias Earnshaw.”
Sumiko trasalì sentendo quel nome – le poche parole in inglese che comprendeva, si rese conto Buffy – e tornò a guardare Buffy con gli occhi pieni di lacrime.
Buffy prese la spalla di Sumiko tra le mani. “Ehi. Mi dispiace. Io – anche a me manca il mio Osservatore.”
Sumiko la guardò per un altro istante, poi si voltò a guardare Angel. Adopo un attimo chinò appena la testa.
Angel restituì l’inchino. “Prendili se vuoi,” disse, indicando i libri e poi la porta “Per tutto il tempo che ti serve.”
Sumiko non diede segno di volersene andare; rimase seduta, seguendo lentamente con le dita i contorni della scrittura sulla pagina. Buffy toccò un braccio di Angel’. “Andiamo.”
———————————————- ———————————-
Angel saltò fuori dal veicolo per primo, controllando due volte l’orizzonte prima di farsi da parte per lasciar uscire Buffy. “Piuttosto tranquillo. Strano. Il West End ha la reputazione di essere particolarmente duro.”
“Forse quando i cattivi hanno sentito arrivare questo carro pesantemente armato sono scappati,” fece notare Buffy.
Angel non lo trovò divertente. “Buffy, non voglio che provi a fare più di un miglio a piedi col buio. Preferisco metterne un po’ in guardia che lasciare che prendano te con la guardia abbassata.”
“Avevo dimenticato quando fossi protettivo,” disse Buffy, ricontrollando le sue armi. Angel era armato più semplicemente con una sola balestra. “E tu hai dimenticato che non ne ho bisogno.”
Lui la guardò cupamente mentre chiudeva la porta, e lei sospirò, calmandosi. “Okay. Prendiamo il veicolo per il giro panoramico. Ma Frances aveva ragione. Non siamo qui per guardarci le spalle a vicenda. Siamo qui per uccidere qualcosa, perciò troviamo qualcosa da uccidere.”
“Capito,” disse Angel.
“E non dire a Frances che ho detto che aveva ragione su qualcosa.”
“Mai.”
Anche se Buffy sarebbe morta piuttosto che ammetterlo, poté vedere gli effetti dei suoi anni di inattività durante il primo scontro in compagnia di Angel. I suoi riflessi erano troppo lenti, il suo istinto non era acuto come avrebbe dovuto essere. Eliminò il primo demone praticamente da sola. Ma al terzo scontro di quella notte lo vide tornare quello di un tempo; aveva individuato e polverizzato un vampiro in pochi istanti. “Ti è piaciuto, vero?” chiese.
“Non quanto una vera battaglia,” disse Angel “Pensi che le nuove regole di combattimento del Consiglio valgano anche per me?”
Buffy lo guardò storto. “Se io non posso giocare, non puoi neanche tu. Continuiamo a cercare, possiamo fare meglio di così.”
“Sì signora,” disse lui, tutt’altro che triste.
Entro pochi minuti, Buffy sentì un vampiro nelle vicinanze e fece cenno ad Angel. I due si mossero rapidamente lungo un vicolo laterale per controllare la strada successiva.
Buffy sbirciò oltre un angolo e vide un vampiro, un ragazzino smilzo con un giubbotto verde, che camminava lungo la strada. In una mano aveva un grosso martello dall’aria pericolosa. Nell’altra un grosso chiodo non da meno.
“Non voglio pensare a cosa vuole fare con quelli,” sussurrò Angel.
“Non è Bob Vila,” rispose Buffy. [È il conduttore di uno show sulla ristrutturazione delle case, NdT]
Il vampiro procedette fino alla finestra di un edificio abbandonato, sbarrata con delle tavole. Usò due dita per prendere qualcosa dal giubbotto — Buffy si tese, pronta per qualunque cosa – e il vampiro mise un manifesto sulle assi, appoggiò il chiodo al manifesto e lo piantò con un unico rapido colpo. Lo guardò per un momento, poi, apparentemente soddisfatto, proseguì per la sua strada. Buffy vide l’estremità di parecchi altri manifesti sporgere dalle tasche del suo giubbotto.
Guardò Angel, che si strinse nelle spalle. Attesero in silenzio per qualche minuto, poi corsero a guardare il manifesto.
Angel arrivò per primo e lo strappò dal muro. Buffy ansimò “Cosa dice?”
Angel lesse: “Rappresentazione delle ultime tragedie e commedie della stimata compagnia teatrale di Mr. Kean. Inizia il prossimo Sabato, spettacolo in cartellone: la spettacolare e rinomata ‘La Tempesta’ di William Shakespeare. Guardate la pioggia cadere! Sentite il vento soffiare! Sorprendetevi per la strana e pericolosa bestia, Calibato, e meravigliatevi per la splendida creatura, Ariel. Sketch e scenette in apertura di serata per alleggerire il prezzo di ammissione. Tutti dovrebbero partecipare a questo meraviglioso evento. Forniamo accompagnatori per il rientro a casa. In programma per il mese prossimo: ‘La zia di Charley.'”
“Mi stai dicendo che questo tipo – organizza spettacoli?”
“Certo,” disse Angel, un lento sorriso gli comparve sul volto. “Certo che lo fa. Avevo sentito che stava accadendo qualcosa di simile – avrei dovuto capirlo.”
“Perché qualcuno dovrebbe andare a guardare degli attori vampiri? Voglio dire, chi sarebbe ancora vivo all’intervallo? O è solo per i vampiri?”
“Ai vampiri non servirebbe essere accompagnati a casa,” fece notare Angel “Non so perché degli umani dovrebbero andare. Ma deve liberarli alla fine.”
“E perché lo farebbe?” chiese Buffy, fissando l’elaborato manifesto manoscritto.
“Per essere visto.”
Buffy aprì la bocca per contestare il suo ragionamento, poi si chiese: Spike lo farebbe? Già, lo farebbe, pensò. Diavolo, Cordelia lo farebbe. “Okay, quindi non è solo un tetro maestro vampiro, è anche un egomaniaco,” disse.
“Queste qualità vanno spesso a braccetto,” disse Angel.
“Il manifesto non dice dov’è il teatro.”
“Ne ho una buona idea,” disse Angel “Possiamo trovare l’indirizzo esatto alla biblioteca, e andarci la notte dell’apertura. Se Kean ha aperto la sua attività dove penso, potremmo riunire tutte le Cacciatrici. Magari liberarci di questo tipo una volta per tutte.”
“Come fai a sapere dove si trova?”
“Essere stato in giro per seicento anni aiuta.”
“Sempre criptico,” disse Buffy.

 

CAPITOLO 13

 

“Vuoi passare da me per un po’?” chiese Angel.
Buffy lo guardò di traverso. Avevano appena finito la loro notte di pattuglia; il mattino stava arrivando e lei sapeva che lui doveva essere pronto per andare a dormire quanto lei. Avevano cominciato bene la loro caccia ai demoni, e avevano chiacchierato di buoni e cattivi vicini, tattiche per i vampiri e così via.
In altre parole, il loro lavoro per la notte era decisamente finito. Non c’era nessuna ragione perché lui la invitasse nelle sue stanze, e non c’era nessuna ragione perché lei accettasse.
“Certo,” rispose “mi piacerebbe.”
Uscirono dall’ascensore al piano di Angel – alcuni piani più in basso di quello di Buffy – e camminarono lungo il corridoio. “Chi sono i tuoi vicini?” sussurrò lei.
“In effetti non ho proprio dei vicini,” rispose Angel “Ci sono delle persone che vivono vicino a me.”
“Colpito,” disse Buffy, a voce un po’ più alta. “Quindi va bene se inizio a cantare a pieni polmoni.”
Questo le valse un sorriso. “Non sospetteranno mai che possa avere qualcosa a che fare con me. Questo te lo posso assicurare.”
“Oooh, potrei fare lo yodel,” disse mentre la porta si apriva.
“Aspetta fin quando andremo di pattuglia. Dovrebbe spaventare i demoni,” disse Angel. Fece qualcosa che sembrava molto complicato con la lampada a olio, che guizzò in una morbida luce. “Ti andrebbe del vino?”
“Sembra grandioso,” rispose. “Ho, quanto, trecentosettant’anni ormai? È legale in qualunque stato.”
Angel ridacchiò mentre andava in cucina, e Buffy si mise comoda sul suo divano. Per un attimo godette della luce tremolante della stanza; era morbida e non implacabile, e faceva apparire tutto dorato e accogliente.
Quando Angel ritornò, portando i loro calici di vino, si fermò per un attimo. I suoi occhi erano scuri nella debole luce, e sembrava che stesse studiando il volto di Buffy, la sua bocca. Poi le passò rapidamente un bicchiere, poggiò l’altro su un tavolo e iniziò ad accendere un altro paio di lampade.
Buffy si sentì improvvisamente a disagio, e cercò di trovare un qualunque possibile argomento di conversazione. Lo sguardo le cadde sul grande baule intagliato nell’angolo. “Ehi, quello è nuovo?”
Angel si voltò per metà, poi fissò il baule. “Non ci credo.”
“Angel, che cos’è?”
“L’hanno riportato,” disse Angel, chinandosi sul pavimento accanto al baule. “Tengo alcune delle mie cose più preziose qui dentro. Questo – questo è ciò che mi era stato rubato un paio di mesi fa –”
Aprì il coperchio lentamente, con cautela. Poi emise un sospiro di sollievo. “E c’è tutto dentro. Almeno, sembra ci sia tutto –”
Buffy si sedette sul pavimento accanto a lui. “Che cos’hai qui dentro?”
“Molte cose.” Angel si accigliò e sollevò una bottiglia di pietra intagliata dal baule. “Inclusa almeno una che non è mia.” Stappò la bottiglia e guardò all’interno, poi rimase in silenzio per un attimo.
“Angel? Cos’è quella?”
“Qualcosa che appartiene a chiunque abbia preso il mio baule,” disse. La tappò nuovamente e la passò a Buffy. “Tienila. Nascondila.”
“Perché? Non vuoi, non so, cercare delle impronte digitali, o qualcosa del genere?” Buffy guardò la bottiglia con curiosità.
“Non penso che servirebbe a molto. Ma chiunque l’abbia messa lì verrà a cercarla, prima o poi. Più tempo gli servirà per cercare, maggiori saranno le mie possibilità di trovarli.”
“Giusta osservazione,” disse Buffy. “Perché qualcuno dovrebbe prendere i tuoi oggetti personali? Hai detto tu stesso che le cose di valore non sono più di valore –”
“Dipende da cosa sono, da perché le vuoi,” disse Angel. La sua voce era cupa. “E io so cosa volevano.”
Sollevò una maglietta, troppo piccola per essere sua. Forse un tempo era stata bianca, ma ora il davanti era sfilacciato e ingiallito dal tempo; la schiena era chiazzata di scuro – di sangue, si rese conto Buffy.
Poi il cuore le si fermò quando ricordò – quella era la sua maglietta. La maglietta che aveva addosso durante la battaglia contro Gloria, quella che indossava quando aveva saltato verso la morte. E quello era il suo sangue.
Buffy si sentì leggermente debole, e prese un profondo respiro per calmarsi. “Oh, mio Dio.”
“Gli serviva una parte di te per l’incantesimo,” disse Angel pacatamente.
“Quindi è il sangue che era così importante,” sussurrò Buffy. “Come – come l’hai avuta?”
“L’ho chiesta,” disse Angel. La guardò attentamente. “So che deve sembrarti strano. Credo di essere sembrato strano anch’io all’epoca –”
“Molti altri conservano dei ricordi,” disse Buffy. Si stava ancora riprendendo dalla vista della maglietta, dal vivido ricordo della sua stessa morte. “Perché questa? Io – io non – io voglio solo capire, Angel.”
Lui rimase in silenzio per un po’, poi parlò lentamente, a scatti. “I vampiri possono – riusciamo a capire molte cose, dal sangue. Il suo odore comunica — individualità. Emozioni. Quando ho avuto questa, ho saputo quello che avevi provato, in quegli ultimi istanti. Mi – mi ha fatto sentire come se fossi stato lì accanto a te in quel momento –” Angel abbassò la testa. “E questo è il punto in cui mi dici che è davvero troppo strano.”
“Non lo è,” disse lei a bassa voce. “Voglio dire, ho una soglia delle stranezze molto alta ma — no, Angel, non lo è.”
Angel sollevò la testa per guardarla per un lungo istante, poi piegò il fragile indumento e lo rimise nel baule. Quindi iniziò a esaminare il resto del contenuto. “Ecco, qui c’è una cosa che so che vorrai vedere.” Dopo aver scavato per un po’, sollevò un libro.
“Il guardiano della chiave, di Dawn Summers!” Buffy afferrà il libro e lo tenne stretto. Il suo disagio si stava dissolvendo; al suo posto c’era una sensazione di scoperta, di gioia. “Oh, Angel, questo è – Non ho parole per descriverlo.”
“Prendilo,” disse Angel “Dovresti averlo tu.”
Buffy non protestò; scacciò un paio di lacrime di felicità sbattendo le palpebre mentre accarezzava la copertina. “Vorrei che ci fosse stata ancora la sovracopertina,” disse “Sarebbe stato bello vedere com’era Dawn –”
“Non ho nessuna foto di Dawn,” disse lui in tono di scusa. “Ma ho queste –” dopo qualche altro momento, pescò dal baule un paio di foto incorniciate. Buffy poggiò il libro accanto a sé con riluttanza e le prese.
Una delle foto – erano entrambe sbiadite, ormai, ingiallite dal tempo ma ancora chiare — mostrava Wesley, forse alla stessa età che aveva avuto nello schizzo appeso alla parete di Angel. Era ancora magro, ma aveva i capelli grigi alle tempie e i suoi occhiali sembravano un po’ più spessi. Una donna carina, grassoccia, coi capelli lisci era in piedi accanto a lui; due ragazzine, che sembravano aver preso il meglio dei geni di entrambi i genitori, sorridevano in primo piano.
L’altra foto mostrava una grande riunione di famiglia – una saggia nonna, genitori di mezza età e quasi una dozzina di bambini, tutti che ridevano assieme, magari per una battuta del fotografo. Buffy osservò la foto per un minuto, poi capì che la nonna era Cordelia. A parte le rughe e i capelli grigi, non si poteva confondere quel sorriso.
Buffy sollevò lo sguardo e vide Angel che fissava le foto a sua volta, con la stessa nostalgica dolcezza nello sguardo. “Sembrano felici,” disse, sorprendendosi per il tremito nella sua voce. Non sapeva se fosse l’espressione sul suo volto a essere così commuovente o se le mancasse semplicemente così tanto la sua casa che perfino Wes e Cordy la toccavano.
“Lo erano, credo,” disse Angel. “È così che me li ricordo, comunque.” Rimase in silenzio per un momento, poi si schiarì la voce e disse, “Non ricordo – hai conosciuto Charles? Charles Gunn?” Le porse un’altra foto, questa di un uomo di colore asciutto con tracce di grigio nella barba e un adolescente che sembrava identico a lui. Quando lei guardò la foto con espressione neutra, Angel tristemente disse, “Immagino di no.”
“Era un tuo amico?” chiese Buffy. Quando lui annuì, lei disse, “Allora parlami di lui.”
Angel parve sorpreso, ma sorrise, si sedette, appoggiò la schiena contro il muro. “Da dove posso iniziare –”
“Come vi siete conosciuti? Te lo ricordi?”
“Impossibile dimenticarlo,” disse Angel. “Ha tentato di impalarmi. Ci è quasi riuscito, oltretutto.”
“Non sembra una bella cosa.”
“In realtà è così che ho conosciuto parecchia gente.” Angel la guardò non poco divertito. Buffy arrossì, ricordandosi di una strada di molto tempo prima e di un estraneo carino che insisteva a dire che non l’avrebbe morsa.
“Allora, come avete fatto tu e Gunn a superare questa faccenda del paletto?”
Angel iniziò a parlare — di Gunn, di un’agente di polizia di nome Kate, di un irlandese di nome Doyle. Continuò a cercare nel baule, traendone varie foto o lettere o ricordi per illustrare i suoi racconti – storie di dimensioni aliene e guerre tra mondi e incantesimi fuori controllo.
Mentre Angel parlava, Buffy si rese conto di non averlo mai sentito parlare così tanto prima. Non si era mai resa conto che, avendone l’opportunità, Angel era bravo a raccontare. O forse lo era semplicemente diventato negli ultimi secoli. Riusciva a visualizzare i luoghi che lui descriveva, immaginare la Fortezza che sorgeva dalle macerie di Londra del dopo pestilenza, immaginare le meraviglie tecnologiche di un passato non troppo lontano.
E le persone che descriveva – gli amici che descriveva – li faceva sembrare veri. Il coraggio di Gunn, l’umorismo di Lorne, il calore materno di Shireen Ishak erano tutti così vividi che Buffy quasi sentì di averli veramente conosciuti, e desiderò che fosse accaduto veramente. Parlò di loro con intuito, compassione, umorismo. Lentamente lei si rese conto che per quando le cose ora fossero oscure e proibite — “Angel?”
“Sì?” disse lui, poggiando il piccolo ologramma di un’allegra famiglia del ventiduesimo secolo.
“Molti di questi anni – sono stati anni buoni,” disse Buffy. “Eri felice.”
“Il più felice possibile,” disse Angel. “E a volte me ne rendevo persino conto.”
“Sono contenta. Sono contenta che tu abbia trovato queste persone. Sono contenta che loro abbiano trovato te.”
“Sono lieto di averti potuto dire tutto di loro,” disse Angel. “Non guardavo queste cose da molto tempo. Io – penso che non volessi permettermi di ricordare quanto loro mi mancassero. Ma è meglio, ricordare.” Sorrise guardando una delle foto.
Buffy la guardò e vide una ragazza con lunghi capelli neri e occhiali. Carina. Fred, l’aveva chiamata lui. E la sua voce quando aveva detto quel nome — “Questa ragazza — tu – ne eri — innamorato?”
“Non lo so,” rispose Angel. Buffy fu sorpresa di quanto forte le si annodasse la gola per qualcosa di tanto sciocco. “Era intelligente, comprensiva, divertente. In altre circostanze, forse – non lo so.”
“Quali erano le circostanze?” chiese Buffy. Poteva sentire il freddo nella sua voce, lo odiava, avrebbe voluto allontanarlo. Trecentocinquant’anni, si impose di ricordare. Trecentocinquant’anni, e tu eri morta e sepolta. Cerca di capire.
“La maledizione, per cominciare,” rispose Angel “E l’ho conosciuta – l’ho conosciuta solo poco prima che tu morissi. E poi sono stato in lutto. Non sono riuscito nemmeno pensare a qualcun’altra in modo — romantico – per molto tempo. Moltissimo tempo.”
Dopo una pausa, Buffy disse, “Ma alla fine ci sei riuscito.”
“Sì,” disse lui semplicemente.
Non sembrava sentirsi in colpa – ma del resto, pensò Buffy, non avrebbe dovuto. D’altra parte — “Sto cercando di esserne felice. Voglio dire, io ho avuto Riley, e trecentocinquant’anni sono molto tempo da passare da solo. Io – io non l’avrei voluto per te — ” sospirò e lasciò che il suo volto assumesse l’espressione di rimprovero che aveva cercato di combattere. “Posso solamente dirti che ho voglia di uccidere qualcuno?”
Angel parve acutamente a disagio come solo lui riusciva a sembrare. “Buffy – non devi sentirti così. Voglio dire, ci sono state persone a cui ho tenuto molto. Ci sono state – a volte ci sono state persone che hanno condiviso il mio letto.” E, oh, questo bruciava, bruciava come acido, come il fuoco. Buffy si morse un labbro mentre Angel proseguiva, “ma non c’è stata nessuna come te. Nessuna paragonabile a te.”
“Anche quando hai fatto l’amore con loro?” disse Buffy, odiandosi per quelle parole.
Angel rispose, “Ho fatto del sesso nel corso degli anni. Ma non ho mai fatto l’amore da quella notte a L.A.”
Un altro taglio, un altro pezzo del suo cuore che veniva via. Buffy sollevò le sopracciglia, determinata ad andare fino in fondo. “E chi è stata la fortunata?”
Angel esitò e la guardò con aria interrogativa. “Buffy – quella notte a L.A. La nostra notte. Quando ero umano.”
“Tu eri umano?” Buffy si rizzò a sedere “Come sei diventato umano? Perché sei ritornato così?”
“Tu – non te lo ricordi?” chiese Angel. Sembrava sbalordito — no, peggio, stravolto. “Buffy, eri venuta a Los Angeles per vedermi, e – io sono ridiventato umano. Solo per un giorno. E siamo stati assieme –”
“Angel, non è mai successo,” protestò Buffy. Sapeva di star dicendo la verità, ma lui sembrava così sicuro delle sue parole, così confuso dalla sua reazione. “Voglio dire – mi sarebbe piaciuto, ma –”
“È successo. So che è successo,” protestò Angel. Si piegò in avanti, studiando la sua espressione. “Ho fatto tesoro di quei ricordi per secoli, Buffy. Ho potuto vederti alla luce del giorno. Farti sentire il battito del mio cuore. Fare l’amore con te.”
“Abbiamo fatto l’amore di nuovo?” chiese lei, a bassa voce “E tu non eri – non hai –”
“No. È stato — Buffy, noi eravamo — Dio, com’è possibile che non lo ricordi?” Angel si buttò all’indietro contro il muro. “Neanche – non ricordi il tavolo della cucina?”
“Tu e io – eravamo su un — oh.” Buffy si sentì avvampare le guance mentre lo immaginava. Ma era solo quello — immaginazione. “Angel, me lo ricorderei!”
“Ma non lo ricordi?”
“Mi spiace,” disse lei. “Ma — pensandoci. Perché saresti stato umano per un solo giorno?”
“Ho chiesto di ritornare –”
“Perché avresti fatto una cosa del genere?”
“– perché eri in pericolo.” Angel si accigliò “C’era qualcosa che riguardava una profezia – questa parte è confusa – ma c’era qualcosa riguardo il fatto che avrei dovuto allontanare un pericolo, perché tu potessi vivere.”
“Hai rinunciato per me,” disse dolcemente Buffy. Poi cosse la testa. “Cioè, pensi di averlo fatto. Angel, non può essere successo davvero. Voglio dire, se la profezia fosse stata vera, non sarei morta così, no?”
“Immagino di no,” disse Angel. “Io – forse me l’ha fatto credere qualche incantesimo – o forse l’ho sognato, o –” la voce gli si ruppe, e prese un lungo, inutile respiro. “Non era vero?”
“Non era vero,” confermò Buffy. Poi si bloccò. “Aspetta –”
Il viso di Angel si illuminò di speranza. Buffy sollevò la mano verso il suo volto. “I falsi ricordi – quelli della mia vita con Dawn. Te ne ho parlato, ricordi?” Quando lui annuì, lei proseguì, “Pensi che — forse – quando hanno modificato i nostri ricordi, abbiano creato quello per te?”
“Forse,” disse Angel. “Sarebbe una spiegazione, forse. Tu – davvero non te lo ricordi? Per nulla?”
Lui parve talmente confuso che Buffy ebbe quasi voglia di mentire, di dire che ricordava quel giorno perfetto, splendido. Ma sembrava così — sacro – per lui che mentire sarebbe stato sbagliato.
“No,” disse “Vorrei ricordarlo. Non sai quanto lo vorrei.” Sentì vagamente di aver detto troppo, ma lo schiacciante senso di confusione e di perdita cancellava qualunque cosa tanto stupida come l’imbarazzo.
Dopo qualche istante, lui disse semplicemente “Anche io.”
Dannati monaci, pensò Buffy. Dannati dannati dannati dannati. Avete dovuto inventare dei ricordi, ma non dovevate manipolare lui in questo modo. O almeno avreste potuto farlo ricordare anche a me. “Vorrei che avessi qualcosa di vero per cui ricordarmi.”
“Ce l’ho,” disse Angel. Ora la sua voce era più stabile. “Vieni a vedere.”
Dal fondo del baule estrasse un pacchetto. Documenti, vecchi, ingialliti e fragili, erano legati assieme con nastri altrettanto corrosi e fragili di quelli che aveva visto nella biblioteca il giorno prima. Buffy li prese tra le mani, sciolse il nastro, sollevò la prima lettera.
La sua lettera. Nella sua scrittura. Su quella carta antica —
Buffy sentì nuovamente il peso di tutti quegli anni che non aveva visto colpirla. Questo era un pezzo di antiquariato. Qualcosa vecchio di secoli. Ed era suo.
Guardò la nota, ricavò le parole, sbiadite sulla carta:
“So che sei nervoso per il mio regalo di compleanno, ma non esserlo, perché adorerò qualunque cosa mi porterai. Tu non hai un compleanno, Angel? Perché potremmo fare una festa anche per te — oops! Non dovrei sapere che ci sarà una festa per me! Non dirlo a nessuno, va bene?”
“Oh, Dio,” rise debolmente “Ero una ragazzina.”
“A volte,” disse Angel “Ma sei sempre stata più di questo.”
Buffy continuò a sfogliare le lettere – sembrava che ci fossero tutte quelle che ricordava di aver scritto, a quell’ultima lettera di ringraziamento che gli aveva mandato, dopo che lui l’aveva confortata al funerale di sua madre, fino alla prima, una lettera scarabocchiata e lacrimevole che era tutta su come lui l’avesse salvata da Darla e tutto il resto, e su come non l’avrebbe mai dimenticato anche se lui era un vampiro.
Si rese conto che il nastro era annodato attorno al suo vecchio anello claddagh; lo sfilò, lo tenne nel palmo della mano. Per un attimo ebbe voglia di infilarselo al dito, un impulso che la sorprese. Invece sorrise dolcemente ad Angel e glielo ridiede. Lui lo prese senza parlare. Anche lui stava fissando le lettere, perso nei ricordi.
Infine lei raggiunse la fine del pacchetto; c’erano la sue foto, apparentemente l’unica che lui avesse. Era uno dei suoi ritratti del liceo – ancora con le guance grassocce da bambina – ed era in bianco e nero. “Be’, questo spiega tutto.”
“Spiega cosa?” la sua voce era bassa.
“Come hai potuto sbagliare il colore dei miei occhi.” Lo guardò di traverso. “Solo per curiosità, di che colore pensavi che fossero? E Spike?”
“Lui pensava che i tuoi occhi fossero blu, come i suoi,” rispose Angel “Io pensavo fossero neri, come i miei.”
Buffy rise “Uomini.”
“Già,” disse Angel “Li avevamo dimenticati entrambi. I tuoi occhi sono solo tuoi.”
Lui la guardò intensamente, come se cercasse di fissare il suo ricordo oltre ogni possibilità di dimenticarlo. Lei si sentì timida per un istante a quello sguardo – poi tutt’altro che timida. Le lettere, l’anello, il volto di Angel tanto vicino al suo —
Quando Buffy e Dawn erano piccole, loro madre leggeva loro — “Il canto del cigno,” “Bambi,” “Harriet la spia.” E la preferita di Buffy era sempre stata “Nelle pieghe del tempo.” Ricordava come era stata incantata dal modo in cui Meg e Charles e Calvin potessero viaggiare nel tempo e nello spazio — usavano una cosa chiamata tesseratto. Il modo in cui la descrivevano nel libro, due punti nel tempo e nello spazio potevano essere lontani, come le estremità opposte di un foglio di carta. Per andare da uno all’altro poteva servire un’eternità – ma in un tesseratto, piegavi semplicemente il foglio e i due punti si toccavano. Tempo e spazio erano scomparsi, ripiegati in un istante.
In quel preciso istante, decise Buffy, sapeva come fosse un tesseratto. Sentiva che tutti quegli anni – due per lei, trecentocinquanta per Angel – erano appena stati ripiegati nel nulla. Quando aveva sciolto quelle lettere, aveva in qualche modo liberato i ricordi dentro di esse, lasciandoli liberi di rifluire nel suo cuore.
E, forse, anche in quello di Angel — il modo in cui la stava guardando —
Lui abbassò lo sguardo, si lasciò andare all’indietro. “È quasi l’alba,” disse lentamente “Credo che dorvesti dormire un po’.”
Buffy espirò, cercando di allontanare un po’ della tensione e del disappunto dal suo petto. “Già,” disse, alzandosi maldestramente in piedi. “Direi che è proprio il momento di andare a nanna. Quindi, uhm, ci vediamo domani?”
“Certo,” rispose Angel, in un tono che le sembrò strano e distante. “Domani.”
Buffy sentiva di dover dire qualcos’altro — ma cosa? Si voltò e raggiunse rapidamente la porta, ma non appena questa si aprì sentì la voce di Angel. “Buffy?”
Si fermò, ma non si voltò. “Sì?”
“Aspetta –”
Il cuore di Buffy accelerò, ma lei si voltò lentamente. Angel era proprio dietro di lei — e teneva in mano ilo libro di Dawn e la bottiglia. “Non dimenticarti questi.”
“Oh,” disse Buffy. “No, certo.”
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“Forse si tratta una specie di afrodisiaco per vampiri?” disse Xiaoting guardando la bottiglia,e infilzando la sua insalata con gusto.
“Non è di afrodisiaci che abbiamo bisogno,” rispose Buffy “L’unica volta che io e Angel abbiamo fatto sesso, abbiamo spezzato la sua maledizione e liberato Angelus, un individuo che non vorresti conoscere. Perciò no al Viagra per non morti.”
“E allora cosa farai?” chiese Xiaoting. Lei e Buffy stavano mangiando assieme in una sala comune non lontana dalle loro stanze. Qualche Osservatore si aggirava nei paraggi, facendo finta di non guardare; Agatha stava mangiando la sua insalata a un tavolo vicino facendo finta di non ascoltare. L’Osservatore di Sumiko cercava di spiegare con una pantomima come si usavano un qualche tipo di attrezzo, ma non stava avendo fortuna nello spiegarsi o nel suscitare l’interesse di Sumiko. Noor stava rimproverando Sky a proposito di qualche questione sulla tecnica o chissà che altro. Sky stava almeno dando l’impressione di ascoltare.
Buffy si strinse nelle spalle. “Che altro posso fare? Andare in pattuglia. Restare amici.”
“Non è quello che vuoi,” disse Xiaoting “E nemmeno quello che vuole lui, non credo.”
“Angel e io non otteniamo quello che vogliamo,” disse Buffy, sorpresa dall’improvvisa amarezza che si sentiva dentro. “Lo abbiamo appreso parecchio tempo fa.”
Xiaoting sollevò le mani. “Permalosa,” disse. “Cercavo solo di rendermi utile –”
“Lo so. Mi spiace. Abbiamo parecchi problemi sulle spalle, e nessuno causato da te.” Buffy sospirò.
“Che c’era in quella bottiglia, comunque?”
Buffy si strinse nelle spalle “L’ho controllata. Niente vino d’epoca o roba del genere. Un qualche genere di liquido argentato – forse inchiostro?”
“Qualcosa a che fare con la magia?” chiese Xiaoting “Mi hai detto che carta e inchiostro ormai erano solo per i maghi.”
“Non ci avevo pensato,” disse Buffy. Iniziò a riflettere sulle implicazioni — ma fu interrotta dal suono dell’Osservatore di Sumiko che alzava la voce.
“Premi questo pannello e basta,” disse lui in tono impaziente. “Questo pannello significa play. Te l’ho fatto vedere un mucchio di volte ormai. Provaci e basta. Limitati a premerlo.”
Sumiko lo guardò passivamente, poi dedicò nuovamente tutta la sua attenzione all’insalata.
“Dannazione, piantala!” urlò l’Osservatore, sbattendo la mano sul tavolo. Tutti nella stanza saltarono — tranne Sumiko, che alzò lentamente la testa, quasi fosse stanca. “Smettila di ignorarmi! Dovrai imparare l’inglese alla fine, e se ti rifiuti di lavorare con qualunque insegnante, dovrai fare pratica da sola. E ti servirà questa macchina per farlo. È così semplice che potrebbe usarla un bambino. Come fai a non capire come si fa?”
“Ehi!” esclamò Buffy. L’Osservatore girò la testa verso di lei, aveva il viso rosso e gli occhi sgranati. “Calma, va bene?”
“Non va affatto bene,” rispose l’Osservatore “Lei deve imparare. Questa continua ignoranza è — insolenza dolosa.”
“Vuoi qualcosa di doloso?” domandò Buffy. Si alzò in piedi e si avvicinò al tavolo. “Perché non sono sicura che sia quello che vuoi davvero.”
“Questa è follia!” disse l’Osservatore, indicando Sumiko e il piccolo apparecchio sul tavolo. “Come può non voler imparare l’inglese? Come fa a non capire come usare il registratore?”
“Non ne ha mai visto uno prima!” disse Xiaoting. Buffy si voltò parzialmente per scoprire che era lì vicino — e Agatha, Noor e Sky le stavano tutte affianco. A una donna apparivano furiose.
Caricata dal suo nuovo supporto, Buffy si voltò nuovamente e disse, “Già, ne vogliamo parlare? Voglio dire, Sumiko non sa un tubo di tecnologia. Probabilmente pensa che le luci, le porte e l’acqua sono tutti magici.”
“Non lo sono?” chiese Agatha debolmente. “Ma — ma — non dici semplicemente ‘luci’ e le luci si accendono –”
“Te lo spiegherò dopo,” borbottò Xiaoting.
“Quanto può essere difficile?” inquisì l’Osservatore, la sua rabbia per nulla placata. “Per ascoltare le registrazioni, premi play. Per registrare la tua voce premi record. Gliel’ho mostrato una dozzina di volte, e se non ha ancora imparato è perché non vuole farlo.”
“Forse semplicemente non vuole impararlo da te,” disse Buffy.
“Questo era del tutto gratuito,” disse l’Osservatore.
“Al contrario.” Buffy e tutte le altre Cacciatrici si voltarono e videro Markwith che entrava nella stanza. “Sembra un’osservazione acuta.”
L’Osservatore si alzò dalla sedia, in una certa misura più calmo. “Signore — questa Cacciatrice si rifiuta di imparare anche solo i rudimenti dell’inglese –”
“Non è una Cacciatrice qualunque,” disse Markwith “Sumiko è la cacciatrice vissuta più a lungo tra tutte.”
“Finora,” sussurrò Sky.
“Era una maestra di scherma, arti marziali, tattica,” proseguì Markwith. “Immagina quanto possa essere difficile per un maestro di così tante cose essere obbligato a ricominciare dall’inizio.”
Sumiko stava guardando l’intera conversazione con poco più interesse di quello che aveva riservato inizialmente al suo Osservatore. Ma Buffy sentì qualcosa nella verità delle parole di Markwith; che fosse per istinto o semplice fortuna, sentì, aveva qualcosa in mente.
“Quindi lei vuole concentrarsi sulle sue migliori abilità,” disse Markwith. “Ottimo. Ci parlerà quando sarà pronta a farlo. Per il momento combatterà per noi.”
Il petto dell’Osservatore si gonfiò. “Come suo Osservatore, signore, devo protestare. Non può venire niente di buono dal lasciarla nel silenzio e nell’ignoranza –”
“Hai torto,” disse Markwith.
“Pensa che silenzio e ignoranza siano un bene per lei?”
“No,” rispose Markwith. “Intendo dire che hai torto dicendo di essere il suo Osservatore. Evidentemente non funziona per nessuno di voi due. Da questo momento me ne occuperò io. Grazie per l’aiuto.”
L’Osservatore aprì la bocca, la richiuse, poi uscì a passo di carica dalla stanza. Buffy represse un sorriso.
Noor sollevò appena una mano. “Anche io voglio un nuovo Osservatore.”
“Non prima di aver dimostrato che puoi smetterla di sfuggire a quello che hai,” rispose Markwith. “Ha detto di averti perso dopo soli venti minuti la scorsa notte.”
“È lento e stupido,” disse Noor.
“È sciocco pattugliare da soli, Noor,” disse Markwith “Dai una vera possibilità al tuo Osservatore, e se vorrai ancora lavorare con qualcun altro dopo un mese o giù di lì, vedremo. Ora, forse io e Sumiko potremmo provare questo registratore.”
Sumiko stava di nuovo mangiando la sua insalata, e Markwith le si sedette pazientemente accanto. Le altre tornarono al tavolo di Buffy e Xiaoting — in gruppo, cosa che non erano state prima. “Forse Markwith non è cattivo come pensavo,” disse Noor a bassa voce.
“Forse Markwith non è cieco come pensavo,” disse Xiaoting.
“La smettete mai di combinare matrimoni?” chiese Agatha.
Sky fece una strana espressione. “Via, Aaron Markwith ha almeno quarant’anni.”
“Non sarebbe niente di nuovo per lei,” disse Xiaoting, facendo dei cenni con la forchetta. “Ho sentito che Sumiko era sposata con il suo Osservatore, ai suoi tempi.”
“Davvero?” chiese Agatha.
Buffy guardò oltre la spalla il volto delicato di Sumiko. Disse tra sé il nome, ricordando le lacrime negli occhi di Sumiko dopo che lei l’aveva pronunciato.
Tobias Earnshaw.
Markwith stava sorridendo a Sumiko con la prima espressione sincera che Buffy ricordava di aver mai visto sul suo volto. Sembrava — dolce.
Non si finisce mai di meravigliarsi, pensò.

 

CAPITOLO 14

 

Mentre risaliva sul veicolo, Buffy si prese un po’ di tempo per riguardare il teatro in disuso, da tempo abbandonato, nel West End di Londra che lei e Angel avevano appena controllato. “Era strano,” disse.
“Tu credi?” chiese Angel. Toccò il pannello del veicolo per mettere in moto. Il basso rombo del motore vibrò attraverso i sedili. “A me sembrava piuttosto normale.”
“È questo che intendevo,” rispose Buffy. “Se questo è il grande nascondiglio di Kean, dove sono i vampiri? Le vittime? I paramenti del caos?”
“Non è il suo nascondiglio,” disse Angel “È il suo teatro. E io credo che non passerà molto tempo qui fino all’apertura.”
“Posti da visitare, gente da uccidere,” disse Buffy “Ed è già a posto con la sistemazione. Devo ammettere che hanno messo assieme dei begli effetti per la tempesta.” I suoi capelli erano ancora scompigliati a causa della macchina del vento. Considerando che aveva appena terminato una ricognizione in una tana di vampiri, era in uno stato d’animo ridicolmente allegro. “Comunque, tutti i CGI del mondo non mi farebbero andare a una recita di vampiri. Siamo sicuri che ci verranno dei veri esseri umani?”
“Vedremo coi nostri occhi in un paio di notti,” disse Angel. Si preparò a far svoltare il veicolo a un angolo.
“Devo dire che le macchine del futuro sono inaspettatamente scarse,” disse Buffy “Mi aspettavo qualcosa di ganzo tipo come ne I Pronipoti. Invece è come se il mondo appartenesse alle Ford Aerostar.”
“Fanno il loro lavoro,” disse Angel, picchiettando il pannello come fosse stato il fianco di un cavallo. “Ma subito prima della pestilenza avevamo un po’ di cose che si sarebbero piaciute.”
“Tutte luccicanti? Cupole di vetro?” Buffy mise le braccia dietro il poggiatesta del suo sedile.
Angel ridacchiò. “Molto luccicanti. E un po’ prima –” il suo viso divenne inaspettatamente infantile per un attimo “avevamo macchine volanti.”
“Oooh, forte!” disse Buffy. Lui ghignò al suo entusiasmo. “Perché non ci sono più? Potrebbero essere utili, per essere più veloci dei vampiri. Non si possono più permettere di produrle?”
“A dire il vero, sono state rese illegali dopo pochi anni.”
“Illegali? Perché?”
“Pensa quanto guida male la gente già in due sole dimensioni.”
Buffy assunse una strana espressione “Ugh. Bella argomentazione.”
Il sorriso di Angel era caldo. Sembrava ammorbidire tutto il suo volto; per un attimo sembrò veramente più giovane. Per qualcuno che aveva mantenuto la stessa età per sei secoli, immaginò Buffy, non era poco.
Come mai non l’ho mai visto sorridere così tanto prima? Voglio dire, a parte le preoccupazioni e l’infelicità e l’incapacità di fare sesso — be’, immagino possano bastare.
Lo guardò nuovamente, e vide che lui la stava guardando con lo stesso sorriso assonnato. Buffy fu improvvisamente ben conscia del suo aspetto arruffato, i capelli scompigliati che le coprivano mezza faccia, la curva del suo corpo causata dalle braccia sollevate. Non si mosse, limitandosi a studiare lui a sua volta e ad aspettare per le parole, le mosse, che apparivano inevitabili.
Angel tornò a dedicare la sua attenzione alla strada.
Buffy lasciò ricadere le braccia e sospirò.
Tutto questo mi farà impazzire, pensò. So che non dovrebbe baciarmi. Vorrei che lo facesse. Non dovremmo, lo so. Non può andare da nessuna parte e finiremmo per separarci di nuovo. E non penso che potrei sopportarlo, essere bloccata qui senza di lui. Ho bisogno di lui come mai prima, e può funzionare solo in questo modo. Quindi meglio così.
E chi di noi due era sul tavolo da cucina poi?
Guardò nuovamente verso di lui, ora incredibilmente frustrata. Come poteva essere così dannatamente calmo? Buffy si irritò. Certo, lui può trattenersi dal saltarmi addosso, ma non potrebbe, sapete, far vedere che si sforza? Come fa a comportarsi così? Come se non avesse importanza? Oh, un attimo, no, per lui c’è altro che ha importanza. Ha una reputazione da proteggere, gente da accontentare. E io, io sono solo una bizzarra complicazione da racconto di fantascienza —
Il delirio interno di Buffy si calmò mentre pensava a ciò che aveva detto.
Siamo di nuovo al punto di partenza, si rese conto. Solo che ci siamo scambiati di posto. Io ero quella che doveva tenere tutto in equilibrio — mamma e la scuola e la caccia. Lui era un elemento in più, una cosa in più da tenere in equilibrio. Avevo molto bisogno di lui, ma lui lo rendeva più difficile. Ed è questo che sono io per lui, adesso. L’amante tornata dalla tomba, quella che nessuno capisce.
Dobbiamo stare attenti. È questo che sta facendo, stare attento. Dovrei dirgli che questo lo capisco, almeno —
“Falò,” disse Angel.
“Che?”
Indicò una fievole luce aranciata in lontananza. “Stanno facendo un falò. Bruciano un palazzo abitato per far uscire le vittime in strada.”
“Oh, mio Dio,” disse Buffy, sporgendosi sul sedile.
Riusciva a percepire il profilo illuminato di un edificio, di forse quindici piani. Tremolava minacciosamente nell’oscurità, e quando furono più vicini poté iniziare a sentire le urla. “Quanti vampiri lo fanno?”
“Avranno una banda,” disse Angel. Il suo volto era duro mentre si avvicinava al pannello di controllo del veicolo. “Contatta la Fortezza. Ci serviranno più Cacciatrici possibile.”
“Oh, dimmi che questo non è un baracchino,” borbottò Buffy. “Quindi fumo e banditi.” [qui c’è un gioco di parole intraducibile col titolo di un film, “ Smokey and the Bandit”, che da noi è “Il bandito e la madama”, sfortunatamente si perde anche il senso del baracchino, che è il mezzo con cui i protagonisti del film comunicano tra loro. NdT]
“C’è parecchio fumo,” disse Angel. “Banditi non saprei –”
“Lascia stare!” disse Buffy “Uh, pronto, pronto, qui Buffy?”
La voce affettata di un Osservatore risuonò dagli altoparlanti. “Ci sono problemi?”
“Un falò. A, uh,” sbirciò un vecchio cartello stradale ammaccato. “Wardour Street. Angel e io siamo sul posto, ma mandate le altre. E fate venire qualche Osservatore; anche loro possono usare le balestre, no?”
“Gli Osservatori non pattugliano –”
“Saltiamo la lezione, va bene? Mandate aiuto, veloci!” disse Buffy di getto, cominciando a riarmarsi. “Usciamo, iniziamo a prenderli a calci, resistiamo fino all’arrivo degli altri?”
“Mi sembra un buon piano,” disse Angel, con quell’espressione del viso che aveva sempre prima di uno scontro — in parte sinistra, in parte felice.
Si fermarono un isolato prima e saltarono fuori dal veicolo; Buffy aveva la balestra pronta, così come Angel. Lui si piegò in avanti, annusando l’aria in un modo che sarebbe stato buffo se non fosse stato così utile.
“Strano –” disse.
“Cosa?”
“Non sono così tanti quanto avrei pensato. Andiamo,” sussurrò, “possiamo farcela.”
Buffy avanzò di corsa, vide un vampiro bloccare un uomo in terra. La freccia era partita quasi prima che ci pensasse. FOOMP, addio vampiro, e l’uomo che stava urlando si ritrovò a tossire per la nube di polvere. Lei sentì un altro vampiro strillare dietro di lei e seppe che Angel ne aveva eliminato uno anche lui.
Dove sono, dove sono, si chiedeva. Individuò un altro vampiro e gli si avvicinò muovendosi lateralmente, tenendo l’arco attaccato alla spalla. Aspetta a tirare — aspetta a tirare —
Una donna arrivò di corsa svoltando l’angolo, con un fagotto stretto al petto. Il vampiro tentò di afferrarla, e Buffy scoccò. Lui ebbe il tempo di rivolgerle uno sguardo d’accusa prima di dissolversi in uno sbuffo di polvere.
La donna la stava scrutando sospettosamente. “Tu,” disse, la voce provata. “Sei tu.”
Buffy sbattè le palpebre e strinse gli occhi nell’oscurità. Nella luce mutevole del fuoco, il volto rotondo le apparve in qualche modo familiare — qual era il nome? — “Tam?”
Mentre Buffy faceva un passo verso di lei, Tam ne fece uno indietro. “Perché mi hai mentito? Perché hai finto di essere una di noi?” chiese Tam.
“Ehi, andiamo!” disse Buffy gentilmente. Ovviamente la povera donna era spaventata, con la sua casa che veniva rasa al suolo dalle fiamme proprio dietro di loro. “Non ho mentito.” Fece una pausa, si voltò da un lato e tirò a un altro vampiro, che produsse una soddisfacente nuvoletta di polvere. Senza la minima esitazione, si voltò di nuovo verso Tam. “È solo che non sono abituata a dire alla gente che sono la Cacciatrice.”
Tam stava tremando, aveva gli occhi pieni di lacrime. “Non gliel’hai detto?”
“Cosa? La Stregoneria?” Buffy scosse la testa. “No davvero. La mia migliore amica era una strega, sai — oh, diavolo, sta’ giù!” Un altro vampiro cessò di esistere con un FOOMP e Buffy iniziò a guardarsi attorno nell’oscurità. “Tutto qui? Hai qualche idea di quanti ce ne fossero?”
“No — non lo so –” Tam sembrava confusa, scosse la testa. I suoi lunghi capelli ondeggiarono dietro di lei. “Questo è — questa è opera dei vampiri?”
“No, sono venuti qui solo per raccogliersi attorno al fuoco, magari arrostire qualche salsiccia. Certo che sono stati i vampiri.”
“Io — avrei dovuto capirlo,” disse Tam. “È che è così terribile — e abbiamo così tante cose da proteggere –” Le sue braccia erano ancora strette attorno al suo fagotto che, Buffy notò, conteneva alcuni fogli di preziosa carta.
“È bello,” disse Buffy “E non devi — UNHF!”
Atterrò duramente sulla strada quasi prima di riuscire a registrare che qualcosa l’aveva colpita. Il vampiro ghignò verso di lei, il volto ferino alla luce tremolante. Le sue mani erano strette attorno ai suoi avambracci, spingendoglieli contro il petto; Buffy si contorse in un disperato tentativo di liberarsi —
Il volto del vampiro divenne inespressivo, poi guardò in basso. Buffy ne seguì lo sguardo fino alla punta della freccia che sporgeva dal suo petto. I loro sguardi si incrociarono di nuovo proprio mentre lui si polverizzava.
Quando la nube si dissipò, Buffy riuscì a vedere una sagoma oscura in piedi di fronte a lei.
“Un po’ moscia per essere una leggenda,” disse Sky, lasciando ricadere la sua balestra.
“Come no,” borbottò Buffy, scattando in piedi. Si guardò attorno: Tam non era in vista da nessuna parte. “Che mi racconti?”
“Sono appena arrivata, ma mi sembra che l’area sia pulita,” disse Sky semplicemente. “Angel sta sistemando l’ultimo, credo.”
Un ringhio di rabbia e un ululato di dolore dietro di lei dissero a Buffy che il resoconto di Sky era accurato. Guardò il palazzo ancora in fiamme. “Abbiamo dei vigili del fuoco?”
“C’è gente che si occupa di queste cose,” disse Sky “Finché succedono di giorno.”
Buffy storse il viso. “Almeno è quasi l’alba. Potrebbero riuscire a salvarlo –”
“Ne dubito,” disse Sky “Forse potranno salvare i riflettori solari, però. Riuscire a mettere su un’altra casa per questa gente più velocemente in quel modo.”
“Ogni palazzo si alimenta da solo,” disse Buffy distrattamente. La sua attenzione si stava spostando alle persone che riusciva a vedere nell’ombra. Alcuni piangevano silenziosamente; altri erano paralizzati dallo shock. “Chi bada a loro”
“Il Consiglio manderà qualcuno in un paio d’ore,” disse Sky, mettendo una delle sue lunghe braccia attorno alle spalle di Buffy. “Porteranno cibo, coperte, quella roba lì. Non è così, McGregor?”
L’Osservatore di Sky annuì mentre arrivava svoltando un altro angolo. “Staranno bene.”
“Fa schifo,” disse Buffy “Perdere la tua casa –”
“Tu lì — stai indietro finché non sarai capace di controllarti!” Buffy fu scioccata dalla durezza nella voce di McGregor; lo fu ancora di più quando si voltò e vide che stava parlando a Angel, che si stava in effetti allontanando.
“Che problemi hai?” ringhiò Buffy. Si voltò per seguire Angel, chiamandolo. “Stai bene?”
“bene,” disse Angel in tono distaccato. Non si voltava verso di lei. “Dammi solo un secondo –”
“Sei ferito?” Buffy lo fece voltare. Sembrava stesse bene, anche se con il volto da vampiro. Anche se, ora che lo guardava meglio — “Angel, il tuo volto — è cambiato!”
“Huh?” Angel apparve sorpreso. “Oh, certo. Voglio dire, con gli anni aumentano le grinze –”
“Come gli anelli degli alberi o roba del genere?” Buffy rise. Alzò le mani verso il viso di lui; lui sobbalzò quando i palmi di lei toccarono la sua pelle, ma non si tirò indietro. “Quindi dimostri la tua età dopo tutto. Diventando tutto grinzoso qui.”
Angel riamse fermo finché lei abbassò le mani. Poi disse, sottovoce, “Avevo dimenticato.”
“Di che parli?”
“Avevo dimenticato che non ti dava fastidio.”
Buffy gli sorrise. Quando lui restituì il sorriso, la sua faccia tornò al suo aspetto umano. “Eccoti qui,” disse lei “Andiamo a fare i duri con l’Osservatore di Sky.”
“Siamo gentili,” disse Angel, più fermamente. Buffy lo guardò male con aria di presa in giro.
“È già finito il divertimento?” Xiaoting arrivò trotterellando verso di loro, a quanto pareva sinceramente dispiaciuta. “A malapena abbiamo visto qualcosa tutta la notte, speravo davvero in un po’ di azione — e a proposito di azione, voi due come state?”
Buffy la guardò male, ma la battuta parve scivolare addosso ad Angel. “Bene. Ce ne siamo occupati noi.”
“Non dimenticatemi!” protestò Sky.
“Dove sono gli altri?” chiese Angel.
McGregor, che sembrava considerare accettabile parlare a un Angel con aspetto umano — anche se a stento — rispose. “Agatha e il suo Osservatore erano molto a sud di qui. Non abbiamo avuto risposta da Sumiko e Markwith. E l’Osservatore di Noor sembra se la sia persa di nuovo.”
Xiaoting grugnì. “Noor è così ansiosa di sbarazzarsi di quel povero Osservatore. Ma non avrà mai un cambio di questo passo.”
“Non credere che lo avrà comunque,” disse Sky.
“Si sta facendo le regole da sola, non è così?” sospirò Buffy, vagamente allegra. Angel colse il suo tono di voce e sorrise.
“La mattina si sta avvicinando un po’ troppo per me,” disse Angel. “Rientriamo.”
Buffy si lasciò ricadere al posto del passeggero nel veicolo con riconoscenza. Angel inizò a guidare verso casa, e viaggiarono per lo più in un silenzio complice. Solitamente, dopo un po’ di caccia, gli ormoni di Buffy sarebbero stati carichi a un livello davvero sconveniente. Ma il metodo della balestra non sembrava funzionare per lei allo stesso modo. Ora poteva semplicemente rilassarsi e lasciare che la stanchezza e il ronzio del veicolo la calmassero fin quasi al sonno.
Quasi tra sé, Angel disse, “Strano.”
“Hmm? Cosa?”
“Solitamente ci sarebbero stati tra i trenta e i quaranta vampiri per una cosa del genere. Un gruppo così nutrito di persone avrebbe potuto avere la meglio su di loro — avrebbe potuto, se avessero avuto il tempo di organizzarsi. Perciò i vampiri solitamente lavorano in gran numero. Ma dubito che tra tutti e due ne avremo uccisi dieci.”
“Forse stavolta era diverso,” rifletté Buffy “Questa donna con cui ho parlato, Tam — è una strega e viveva lì. Penso che forse ce ne fossero anche altre. Credi che potessero star cercando lei? O qualcosa di magico che potrebbe avere?”
Angel inarcò un sopracciglio. “Può essere. Dovremmo rintracciare la tua amica, parlargliene.”
Buffy si sistemò sul sedile. “Ma poi perché la magia è proibita?”
“È limitata, più che proibita,” disse Angel. “Subito dopo la pestilenza, la gente era disperata. Molte persone che non avrebbero mai dovuto immischiarsi con le arti oscure lo facevano. I risultati furono quasi altrettanto brutti della pestilenza.”
“Ma non ci sono problemi con chi sa quello che sta facendo, no?”
“Molte delle persone che sanno quello che stanno facendo vengono viste con sospetto, se non proprio ostilità.,” disse Angel. “Per quanto mi riguarda, ce ne servirebbero di più.”
“Penso si dovrebbe insegnare la magia a tutti,” disse Buffy mentre sbadigliava. “O, lo sai, a tutti quelli che possano impararla. Potreste creare, tipo, delle barriere magiche e roba così. Servirebbero solo un paio di brave streghe per iniziare a fare davvero la differebza.”
“Hai ragione,” disse Angel “Non l’avevo mai vista in questo modo prima. Ma forse potremmo parlarne a Ishak –” Angel si interruppe.
“Che succede?” borbottò Buffy. “Il gatto ti ha –” colse uno sguardo del volto di Angel e si sentì fermare il cuore. “Oh, no –”
Si raddrizzò a sedere e guardò nella direzione che stava indicando.
Nel cortile della Fortezza c’era un palo. In cima al palo c’era un cartello. Appeso c’era un corpo morto.
Angel fermò il veicolo, ed entrambi schizzarono fuori. L’alba era abbastanza vicina perché il cielo virasse a una tinta più chiara di blu. C’era abbastanza luce perché Buffy potesse leggere la scritta sul cartello.
VI SENTITE AL SICURO?
“Buffy –” il tono di Angel era di avvertimento, e lei non ne capì la ragione finché non diede una seconda occhiata al volto del cadavere.
Il corpo Buffy si raggelò. Si strozzò, instupidita dallo shock, “Io — io non l’avevo riconosciuta coi capelli sciolti –”
Noor stava oscillando appena appesa alla corda, coi piedi a pochi centimetri dal suolo.
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Due ore dopo, Buffy e Angel erano parte del gruppo che affollava la sala di Ishak. Lei stava rannicchiata nella sedia, cingendosi il corpo con le braccia; Angel stava in piedi dietro di lei, senza toccarla, eppure dandole in qualche modo l’idea di essere di guardia. Erano probabilmente le uniche due persone nella stanza a non parlare simultaneamente.
“Può essere stato solo Kean; solo un maestro potrebbe uccidere una delle leggendarie –”
“– sfida al Consiglio, un attacco alla fiducia che la gente ripone in noi e nelle nostre Cacciatrici –”
“Ho cercato di starle dietro! Non ne voleva sapere, e sono riuscito a seguire la sua pista solo finché –”
Ishak infine sollevò le mani per richiamare il silenzio, e il volume del suono nella stanza scese a quello di un basso mormorio. Xiaoting stava ancora piangendo silenziosamente in un angolo. “Iniziamo con quello che sappiamo,” disse Ishak “Frances?”
“Noor è morta molto presto nella notte,” disse Frances “Forse entro un’ora da quando ha lasciato il suo Osservatore. Aveva il collo spezzato, ma non per l’impiccagione, non lo crediamo. Più probabilmente se lo è rotto combattendo, a giudicare dalle ferite e dai graffi su braccia e viso.”
“E crediamo che Kean sia responsabile,” disse gravemente Ishak. “Ci ha ossessionato per molto tempo, ma mai prima d’ora aveva distrutto una delle nostre Cacciatrici.”
“Solo Kean potrebbe essere abbastanza forte da distruggere una di queste Cacciatrici,” disse McGregor, facendo un gesto che includeva tutte loro oltre a Sky.
“Non è vero,” disse Agatha. “Io non ho incontrato la morte per le mani di un maestro. Teoricamente qualunque avversario potrebbe avere una combinazione di forza e fortuna sufficienti a sconfiggere una Cacciatrice. Anche un’ottima Cacciatrice. L’ho appreso nel modo peggiore.”
“Qualcun altro oltre Kean?” chiese Markwith. Sembrava lievemente stordito.
“No,” disse Buffy “È stato Kean. Ci scommetterei qualunque cosa.”
“Perché dici questo, Buffy?” chiese Ishak.
“L’intera messa in scena,” disse lei cercando di impedire alla sua voce di tremare. “Il cartello — Kean mi ha detto qualcosa a proposito del fatto che in Consiglio sapeva di non essere al sicuro. E a parte quello, è una tale grossa, stupida cosa melodrammatica — proprio da club del teatro, capite?”
“Se ho capito cosa vuoi dire, ha senso,” disse Markwith ‘È il tipo di gesto che Kean apprezzerebbe, se le voci sul fatto che gestisca un teatro sono vere.”
“Lo sono,” disse Angel in tono sicuro.
“Un manifesto non è molto come prova,” ribatté Markwith sollevando spregiativamente le sopracciglia.
“Vi abbiamo detto cosa abbiamo visto stanotte –” disse Angel.
“Potrebbe essere stato lì da sempre –”
“Ehi!” disse Buffy “Potete giocare a chi ce l’ha più lungo dopo. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Kean ha ucciso Noor?”
“Sembra molto probabile,” disse Ishak. “Continuate le indagini. Se il posto che avete descritto dovesse rivelarsi la tana di Kean, questo Consiglio non risparmierà soldi o persone perché venga fatta giustizia.”
“Fino ad allora, voglio che una cosa sia chiara,” disse Markwith. Si stava rivolgendo a tutta la stanza, ma Buffy sentì che le parole erano puntate verso di lei come attacchi fisici. “Questa tragedia dovrebbe aver messo in chiaro quando le Cacciatrici abbiano ancora bisogno del nostro aiuto e della nostra protezione. E quanto sia vitale che le nostre regole per la loro sicurezza vengano rispettate. Kean avrebbe potuto fare molto peggio questa notte se avesse trovato più di una delle nostre Cacciatrici da sola.”
Buffy sentì la mano di Angel sfiorarle la spalla, così rapidamente che per poco rischiò di non accorgersene.
“Staremo attente,” promise Agatha.
La stanza rimase silenziosa per alcuni istanti. “Molto bene, allora,” disse cupamente Ishak. “Il servizio funebre per Noor si terrà questo pomeriggio. Annunciate un giorno di lutto cittadino.”
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Il corpo di Noor giaceva su di una pira funebre nel cortile fuori dalla Fortezza.
Buffy stava in piedi tra una singhiozzante Xiaoting e una silenziosa Agatha. Nel loro gruppo di Osservatori e Cacciatrici, Sumiko e Sky stavano dall’altro lato di Ishak, con Markwith che torreggiava appena dietro Sumiko. Buffy non riusciva a distinguere le loro espressioni a causa delle lacrime che continuavano ad accumularsi nei suoi occhi.
È per questo che siamo qui, si disse. È la prima cosa che ho sentito dire ad Angel, e non gli ho prestato nessuna attenzione. Ci hanno riportato in vita solo perché morissimo di nuovo.
Gruppi di persone circondavano il cortile, mantenendo una rispettosa distanza. Ondeggiavano assieme, in parte pregando, in parte cantando qualche litania che Buffy pensò dovesse essere divenuta fin troppo familiare ormai.
Ishak avanzò e sollevò un coltello brillante. Buffy ebbe solo un istante per chiedersi cosa intendesse fare prima che sollevasse una ciocca dei capelli di Noor — scoperti come lo erano quando era morta, e non erano mai stati quando era viva — e la tagliasse. Poi lui si allontanò e lasciò che gli Osservatori dessero fuoco alla pira.
Mentre le fiamme crescevano, riempiendo l’aria di fumo, calore e puzza, Buffy si sentì raggelare.
Le hanno preso i capelli, pensò. Hanno preso una parte di lei. Nel caso vogliano riportarla di nuovo indietro —
E se non si fossero mai fermati? E se non dovessi mai morire definitivamente? Se dovessi tornare, ancora e ancora e ancora, perdendo tutti fino a perdere me stessa?
Buffy si abbracciò strettamente, desiderando stupidamente, inutilmente, che Angel comparisse, in qualche modo immune al cocente sole del pomeriggio. Avrebbe capito come ci si sentiva a non essere veramente in grado di morire —
Xiaoting sbottò, “Non riesco a controllarmi. È — è quasi come se mi fosse piaciuta.” Era così sincera che Buffy non riuscì a sentirsi offesa per conto di Noor.
Inoltre, decise Buffy, se c’era qualcosa che Noor apprezzava era l’onestà.
“Temo per la sua anima,” disse Agatha.
Buffy guardò verso di lei, allarmata. “Tu — tu credi che Kean potrebbe averla maledetta, o qualcosa di simile?”
Agatha parve sorpresa. “Maledizioni? No, cielo. Volevo dire — Noor era maomettana. Ho provato a parlarle della chiesa d’Inghilterra una volta, ma aveva poca pazienza per queste cose.”
“Oh,” disse Buffy. “Quello.”
“Sono certa che non sarebbe peccato pregare per la sua anima,” disse Agatha.
“Già,” assentì Buffy. “E poi, pensate a tutto quello che facciamo. Deve esserci qualche ricompensa celeste per tutto questo, vero?”
“Lo credevo anche io,” disse Xiaoting, in un tono insolitamente aspro. “Ma dovrei aver passato un bel po’ di tempo in paradiso, eppure non ricordo nulla. Voi?”
“No,” disse Buffy. “Nulla.”

CAPITOLO 15

 

3 Aprile 2353

Pensavo di aver superato il fatto di morire.
Quando mi sono svegliata, ero talmente spaventata e triste e isterica. Sono stata in grado di affrontare la morte – fintantoché era permanente. Ma essere in questa strana città, in questo strano tempo – ho pensato che non sarei mai più stata a casa, non mi sarei mai più sentita altro che vuota. E ho desiderato di morire di nuovo, magari per bene questa volta. Il terzo tentativo è quello buono.
Ma poi qui ho trovato Angel. E ho iniziato a conoscere le altre Cacciatrici. E ad abituarmi a questo strano posto. Ho ricordato in cosa consiste il mio lavoro. Dopo aver ricominciato, tutto è sembrato okay. Non migliore. Mai migliore. Ma qualcosa che potevo gestire.
Poi Noor è morta, e tutto è cambiato.
Non penso di poter dire che fossimo esattamente amiche, ma mi piaceva. Voglio dire, lei ti diceva le cose come stavano, qualcosa che quasi nessuno fa da queste parti. Nemmeno Angel, che è ben intenzionato ma non è mai stato il signore delle risposte complete. E lei era una Cacciatrice, come me – che cercava di fare il suo lavoro a modo suo, come me – ed è stata uccisa.
Proprio come lo sarò io.
Che c’è di buono nell’aver riavuto la mia vita quando sta per essere semplicemente ripresa?
In pattuglia sono una sbandata. Angel non ha detto molto in proposito, ma mi sta chiaramente coprendo — proteggendo. Anche lui è spaventato, penso, anche se non ne posso parlare con lui. Per farlo, dovrei dirlo a voce alta. E dopo averlo fatto, che succederebbe? Se gli dicessi che temo di star per morire, cosa potrebbe dirmi a parte “Sì, morirai”?
Non è morire la cosa che mi spaventa così tanto. È il fatto che probabilmente non riuscirò a rimanere morta. Ho già percorso questa strada, e adesso so dove finisce. La mia vita sembra così stupida, così futile. Combatti e muori. Combatti e muori. Quante altre volte dovrò farlo? Mi risveglieranno di nuovo tra cento anni? Mille?
Mi sembra di non riuscire a concentrarmi o a pensare chiaramente. Ogni singola battaglia, ogni singolo nemico, mi domando: sarà ora? Sarà questo che riuscirà ad avermi? Sarà questo a farmi di nuovo andare in qualche altro mondo che non comprenderò? Voglio restare in questo posto, non perché mi piaccia, ma perché potrebbe essere mille volte meglio di qualunque cosa verrà dopo.
Non posso cacciare se sto così, devo riscuotermi. È questo che continuo a ripetermi.
Ma non sembra essere molto utile.
Voglio uccidere Kean; questo lo so. Noor lo merita.
Se devo farlo, devo rimettermi in sesto. Devo imparare a giocare secondo le regole. Non sono mai stata attenta prima – mi limitavo ad andare in giro confidando di capire tutto man mano che procedevo.
E ora so dove porta questo comportamento.
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“È solo una ricognizione,” disse Angel brusco.
“Solo una ricognizione,” ripeté Buffy silenziosamente, ricontrollando la sua balestra.
“Non fare mosse aggressive, non importa cosa succede. Se ho ragione, Kean avrà un mucchio di vampiri là dentro stanotte. Non daremo battaglia a meno che sia strettamente necessario.”
“Perché pensi che lo farei?” chiese Buffy, ricontrollando la sua bottiglietta di acqua santa. “Non sono stupida. Non sono imprudente.”
“Non sei stupida. Ma sei imprudente.”
“Forse lo ero,” disse Buffy. Slacciò la fondina del suo blaster e la riallacciò. “Ma non ora. Non più.”
Si stava avvicinando troppo all’argomento. Il viso di Angel si incupì e lei poté vedere che stava per farle la domanda che non voleva le facesse. Rapidamente disse, “Andiamo.”
Uscirono dal veicolo, parcheggiato (in maniera auspicabilmente innocua) in una strada laterale deserta. Senza una parola, Angel la spinse in alto sul tetto più basso di un edificio abbandonato; quell’area aveva un numero relativamente basso dei grattacieli che dominavano il resto del panorama londinese. Lo sentì atterrare dietro di lei, un tonfo leggero, più di quello di un gatto.
Assieme iniziarono a procedere verso il Drury Lane Theater.
L’area che avevano esplorato giorni prima ora ferveva di attività. Era accesa, insegne luminose lampeggiavano incongruamente nella strada oscura. Buffy riusciva a vedere abbastanza della lobby del teatro da poter dire che dozzine di persone vi stavano girando quando le luci interne si spensero e poi si riaccesero un paio di volte. Alcune sagome si mossero rapidamente verso l’ingresso, come se fossero in ritardo. Buffy si accigliò mentre guardava verso di loro, poi guardò nuovamente verso Angel per conferma.
“Umani,” sussurrò lui.
Attesero finché le luci non lampeggiarono di nuovo e le ultime persone furono entrate nel teatro. Poi lei e Angel si fecero strada verso il tetto del teatro. Una grata per le riparazioni che avevano trovato alcune notti prima era ancora sganciata; Angel, lavorando silenziosamente come solo lui sapeva fare, la rimosse e le permise di arrampicarsi all’interno. Buffy strisciò lungo il condotto, sperando che la passerella che lei e Angel avevano usato in precedenza fosse anch’essa libera. Dietro di lei poteva sentire Angel che in qualche modo avanzava a sua volta nello stretto passaggio.
La sala esplose di suoni e Buffy sobbalzò – poi si rilassò riconoscendo il rumore.
Applausi.
Fece sbucare la testa dall’apertura; di sicuro questa particolare passerella era abbandonata. Buffy uscì più silenziosamente che poteva e si voltò per metà per aiutare Angel a fare altrettanto.
Sotto di lei poteva sentire la voce di Kean echeggiare nel teatro.
“Signore e signori, siete ancora una volta i benvenuti alla compagnia teatrale di Edmund Kean,” disse. “Abbiamo delle delizie da parte per voi per questa stagione — Hedda Gabler! Plaza Suite! Ma, come gli storici tra di voi certamente sanno, il mio vero amore è Shakespeare, e stasera vi presenteremo una delle sue più grandi opere, La Tempesta. L’ultima sua opera prima di morire. Non risulta che ne abbia fatte altre dopo essere morto. Che pigrizia.”
Angel sussurrò, talmente silenzioso che anche se le sue labbra le sfioravano l’orecchio Buffy poté udirlo a malapena, “Il pubblico è interamente umano.”
Lei lo tirò a sé e nello stesso tono di voce disse, “Allora perché sono vivi?”
Lui si strinse nelle spalle. Lei si sporse in avanti abbastanza da riuscire a vedere Kean; dalla sua limitata esperienza di talent-show sapeva che lui sarebbe stato troppo abbagliato dalle luci per poter vedere lei. Lui indossava un corpetto e dei collant blu pallido; teneva il suo sudario sulle spalle come una cappa.
“Comunque, prima di poter presentare il nostro spettacolo stanotte, dovrete ovviamente pagare il biglietto.” Il pubblico si mosse – a disagio, pensò Buffy – ma rimase a posto. “E, naturalmente, nessuno può concentrarsi sugli elevati significati di Shakespeare mentre ciò accade, non è così? Perciò, mentre il nostro usciere si sposta tra le file, vi invitiamo a guardare il nostro ultimo sketch, Di Chi è Questa Non Vita?”
Un altro lieve scroscio di applausi, che in qualche modo si zittirono quando Ken uscì dal palco. Angel diede di gomito a Buffy e le fece cenno verso un angolo della stanza.
Dei vampiri si spostavano dai lati verso il centro della platea. Si muovevano rapidamente, ma deliberatamente, e la gente in sala non sembrava curarsene.
“Ishak! Ishak! Ho trovato un modo di avere più ragazzine per te!” Il pubblico iniziò a ridere. Buffy ruotò la testa per vedere altri due vampiri con un pesante trucco di scena. Sebbene la somiglianza fosse vaga, si rese conto che dovevano rappresentare Ishak e Markwith. Provò — fallendo – a reprimere un sorriso.
“Più ragazzine?” il finto Ishak si strofinò lascivamente le mani. “Dimmi come!”
“Perché fermarsi a quelle vive se possiamo darti quelle morte?”
“Se volessi dormire con i morti, mi basterebbe mia moglie.”
“Queste battute sono vecchie perfino per me,” disse Angel. Stava osservando il pubblico ridente, poi sgranò gli occhi. “Buffy, guarda –”
Buffy rivolse nuovamente la sua attenzione alla folla e sussultò.
I vampiri stavano tagliando le persone. Li tagliavano sulle braccia, prendendo loro il sangue —
E la gente lasciava che lo facessero. Tenevano le braccia sopra i secchi dei vampiri, ridendo con le vertigini della perdita di sangue mentre i falsi Ishak e Markwith proseguivano con la loro parodia.
“Il prezzo per l’ingresso,” sussurrò Buffy.
“Prendono solo il necessario,” rispose Angel. “Non uccidono. Non possono uccidere – non ci sono abbastanza umani per continuare a ucciderli. E Kean ha trovato un modo per far sì che gli umani gli diano liberamente ciò che potrebbe prendere con la forza.”
Una ragazza alta, snella, con la faccia malamente dipinta di nero e un accento australiano ancora peggiore, si stava aggrappando alle vesti del falso Ishak fingendo di singhiozzare. “Pensavo di essere la tua unica amante minorenne!”
“Non va più bene,” disse il falso Ishak “Hai raggiunto la pubertà.”
La gente rideva e rideva. I loro volti erano pallidi nell’oscurità. Le loro risate sembravano acute e disperate – ma nondimeno reali. “Ed è per questo che vengono.”
“Per una recita?” Angel sembrava dubbioso. “È più probabile che vengano per comprarsi un po’ di sicurezza.”
“In che senso?”
“I vampiri sentono se una persona ha perso del sangue – per un intervento, un incidente, qualunque cosa. Non attaccheresti una di queste persone, non se potessi avere di meglio. Qualcosa di più nutriente.”
Buffy fece del suo meglio per non rimanere offesa dalla scelta di vocaboli di Angel. “Quindi questa gente si assicura qualche settimana di sicurezza. Ha senso, nel modo più strano e malato che si possa immaginare. Ma non penso sia tutto.”
Quando Angel la guardò incuriosito, continuò, “È tutto così rigido qui, Angel. Devi obbedire a tutte le regole. Riverire il Consiglio. Tranne che qui. Qui possono ridere e prendere in giro. Non prendere tutto così seriamente.”
“Mentre donano il sangue a dei vampiri,” disse Angel. “Non è qualcosa che valga la pena prendere seriamente?”
“Ci sono abituati. Questa gente pensa che i vampiri siano semplicemente – una parte del mondo.”
Una vampira con decisamente troppo seno per essere Xiaoting si stava strusciando sul falso Markwith in modo estremamente rude. Le risate crebbero di volume. Buffy vide la bocca di Angel’s contorcersi in qualcosa di simile al disprezzo. “Ed è per questo che sanguinano. Per questo che applaudono.”
“Cerca di capire. Se non hai mai una possibilità di essere spensierato, mai, allora – be’, a dire il vero tu ne sai parecchio di — ehi!”
Una biondina con la mascella parecchio sporgente era appena arrivata piroettando sulla scena. Buffy ebbe l’improvvisa sensazione che non interpretasse Agatha. Accanto a lei, sentì Angel emettere un suono che poteva essere di disgusto, divertimento o entrambi.
Il falso Ishak lasciò che la lingua gli pendesse fuori dalla bocca. “Tu! Buffy! Tu sei la ragazza per me!”
La falsa Buffy scosse la testa con rammarico. “Non sarò mai tua, Ishak –”
“Cosa? Pensi che io sia troppo vecchia per te?” La voce risuonò nel teatro.
“No – non sei vecchio abbastanza!” Il pubblico rise di nuovo mentre un vampiro completamente trasformato, i capelli più corti di quanto la parola corto potesse descrivere, arrivò a stringere a sé la falsa Buffy.
“Inoltre,” disse il falso Angel palpando la falsa Buffy in un modo tale da far arrossire quella vera, “è lei ad essere troppo vecchia per te. Ha vent’anni!”
“Venti!” il falso Ishak rabbrividì.
“Non hai rinunciato a me quando ho raggiunto la pubertà, vero tesoro?” borbottò la falsa Buffy.
“Posso far finta che tu non l’abbia raggiunta finché non hai il seno.”
La bocca di Buffy si spalancò. Non si preoccupò neppure di zittire il suo grido oltraggiato; il pubblico stava sghignazzando troppo rumorosamente perché potesse essere udito.
Angel sembrava furioso. “Hai un bellissimo seno,” mormorò “Me lo ricordo benissimo.”
“Dimentichi la mia migliore amica, ricordi il mio seno.” Rispose lei, roteando gli occhi “Gli uomini sono tutti uguali, anche da morti.”
Il falso Ishak mise le mani sulle spalle della falsa Buffy, avvicinandola a sé. “Vieni, vieni, mia cara,” borbottò lui. “Sappiamo tutti che ci sono delle cose che Angel non ti può dare.” Il falso Ishak sottolineò la parola “cose” con un movimento del bacino.

“Oh, ma può,” disse la falsa Buffy, tornando con una giravolta verso il suo supposto amante e mettendogli le mani tra le gambe. Buffy sentì il volto avvampare per l’imbarazzo e la rabbia. “Che importa se dopo riceve una brutta ricompensa? Gli uomini non sono tutti degli animali la mattina dopo?”

La testa di Angel ora era lievemente piegata, e Buffy sapeva che dietro la loro rabbia condivisa lui stava provando anche il morso della vergogna. I suoi ricordi di quel terribile giorno dopo – e di quella meravigliosa notte prima – le stavano attraversando la mente, complessi e dolorosi e anche lieti in parte; Buffy non aveva mai finto di capire veramente cosa era accaduto in quei giorni di agonia, ma sapeva che erano più di questo stupido, amaro cartone animato in scena davanti ai loro occhi.

“Angel,” disse lei a denti stretti, riportando la sua attenzione su di sé. “Ascoltami! Non lasciare che quest ti ferisca. Questa – questa non è la verità.”

Nel dire l’ultima parola colpì con la mano la ringhiera della passerella per dare una maggiore enfasi. Sfortunatamente, la vecchia ringhiera era apparentemente appesa a un filo – un filo che il colpo di Buffy spezzò. Mentre la ringhiera si rompeva e ricadeva sulla folla – che iniziò a urlare – la passerella si piegò da un lato a causa dell’improvviso cambiamento di equilibrio. Angel parve in grado di compensare, ma Buffy sentì che stava iniziando a cadere —

Riuscì a modificare la caduta in un salto, atterrò in mezzo a uno dei gruppi di poltrone. Un secondo dopo sent’ Angel cadere al suolo dietro di lei. La folla la stava osservando in un paralizzato silenzio – si vergognavano di essere stati colti sul fatto? Erano terrorizzati per quello che sarebbe accaduto? Non c’era modo di saperlo. Buffy iniziò camminare lentamente verso il palco con la sua migliore espressione da “l’ho fatto di proposito”. “Molto carino, Kean,” disse.

Kean era emerso dalle quinte quanto le urla erano iniziate; stava sorridendo in maniera sgradevole verso di loro. “Intrusi. Che brutto. Vi rendete conto che dovrete pagare il biglietto intero come chiunque altro.”

“Potrà essere versato del sangue qui,” assentì Buffy mentre raggiungeva la prima fila “Ma non credo che sarà il mio.”

“E questo deve essere Angelus,” disse Kean “Edmund Kean. È un piacere fare la tua conoscenza infine. Non pensavo che ti avrebbero più liberato dalla tua penna.”

“Mi hanno lasciato andare per buona condotta,” disse Angel con una certa spavalderia nella voce che Buffy non aveva sentito per moltissimo tempo. “E tu non sei Edmund Kean.”

Tutti i vampiri attori fissarono, che improvvisamente sembrava un po’ più piccolo. Dopo un attimo, farfugliò, “Chiedo — scusa –”

“Ho visto Edmund Kean,” disse Angel, “In varie occasioni, inclusa la sua interpretazione di Shylock proprio qui in questo teatro. Edmund Kean era più basso di te. Aveva più capelli. E, sinceramente, aveva molto più talento di te.”

Il vampiro che si faceva chiamare Kean si guardò nervosamente attorno sul palco. La falsa Xiaoting sussurrò in maniera incoraggiante, “Nemmeno io sono davvero Sarah Bernhardt.”

“Pronta a librare un po’ di quella tensione sessuale?” borbottò Buffy, tendendo i muscoli per prepararsi a saltare.

“Diavolo, sì’,” disse Angel, piegando le gambe.

Kean prese l’offensiva e indicò Buffy e Angel. “Catturateli!”

Buffy saltò sul palco, evitando i riflettori per atterrare ai piedi di Kean. Lasciò che la forza del suo salto la portasse oltre, desse forza alle sue gambe mentre lo colpiva con un potente calcio al ginocchio. Lui cadde all’indietro con un urlo di dolore. Il falso Ishak volò sopra la sua testa, apparentemente lanciato da Angel.

Gli altri vampiri stavano correndo verso di lei adesso, senza avere la compiacenza di fare a turno. Dannazione. Buffy si scatenò – un pugno qui, un gancio lì, un calcio volante. Fu terribile e meraviglioso al tempo stesso – era in uno scontro, uno scontro che non aveva possibilità di vincere, ma era di nuovo sé stessa, in volo libero. Non doveva pensare o temere – solo combattere.

Sentì il ruggito di un vampiro non lontano, riconobbe che era quello di Angel. Lui stava colpendo la testa di un vampiro con forza e velocità come se fosse stata un sacco da allenamento, spingendolo giù dal palco. Lieta che ci stiamo divertendo entrambi, pensò lei.

Ora anche i vampiri uscieri erano sul palco, e Buffy sapeva che sarebbe riuscita a tenerli a distanza solo per qualche altro istante. Il pubblico stava urlando sconcertato, ma la loro paura dei vampiri sembrava sufficiente ad impedire loro di aiutare lei e Angel.

Kean ricomparve sul palco con alcuni scagnozzi – che ora impugnavano delle spade. “Un ducato che è morto, morto!” [È una citazione dell’Amleto NdT] urlò, saltando verso di lei con la lama sguainata.

Non piove mai, diluvia, pensò Buffy.

Schivò la spada, sferrò un forte pugno a Kean nello stesso ginocchio che aveva colpito prima. Mentre lui ululava, rotolò sotto di lui per ottenere un po’ di spazio.

“Pensa, dannazione, pensa –” ansimò.

“Buffy!” urlò Angel. Lei si voltò appena in tempo per vedere il falso Angel che affondava la sua spada verso di lei. Battè assieme le mani, afferrando la lama, e la spinse indietro per farlo volare via.

“Sapevio che quel trucco mi sarebbe ritornato utile prima o poi” disse.

Buffy unì i pugni e colpì con forza la testa della falsa Xiaoting, l’unica a trovarsi tra lei e Kean. Afferrò le spalle di Kean e lo tirò verso di lei per far collidere le loro teste, violentemente.

“Il mio profilo!” strillò Kean. Aveva il volto da vampiro e ora il suo naso era decisamente rotto. Mentre il sangue gli scorreva sulla faccia, urlò, “Maledetta donna!”

Buffy sfilò le braccia da sopra la sua testa – portando con loro il suo sudario. Rapidamente lo lanciò a Angel. “Mettiti questo!” urlò. Angel, che ora aveva solo una mano libera per difendersi dal falso Markwith, apapriva confuso. “Fallo!” lo incitò lei.

Buffy saltò più in alto che poteva, afferrando i cavi di scena. Fece oscillare le gambe oltre la sua testa e rimase sospesa lì per un istante formando una linea retta. Ora poteva davvero vedere il palco, vedere le due dozzine di vampiri, metà dei quali stavano cercando di vedere attraverso il bagliore delle luci di scena, l’altra metà dei quali si stava avvicinando troppo ad abbattere un Angel avvolto nel sudario. Frugò disperatamente nel proprio equipaggiamento, cercando quello che le serviva —

A che serve avere tutte queste armi addosso se mi ci vuole così tanto tempo per liberarne una qualunque? pensò. Doveva scendere e farla finita.

Quando infine si lasciò ricadere, Kean avanzò nuovamente verso di lei. “Questa è mia!” urlò. “Ho sempre desiderato uccidere una Cacciatrice.”

Buffy lo fissò. Il suo sorriso mentre le andava incontro era sinistro, terrificante – ma vero.

Non l’ha fatto, pensò. Non ha ucciso Noor.

Raggiunse con un salto mortale il bordo del palco, spalle al muro. Kean avanzò. Dietro di lei vide tre dei vampiri afferrare finalmente le braccia di Angel attraverso il sudario, spingerlo in ginocchio, premere il suo viso contro il pavimento. Lui urlò, zittito per metà dal cappuccio, “Buffy, esci da qui!”

Buffy lo ignorò e si concentrò su Kean. La punta della sua spada ora fluttuava a pochi centimetri dalla sua gola. “Pensavo che avrei apprezzato il nostro rapporto di avversari ancora per qualche tempo, mia cara,” disse. “Ma sembra che siamo già al nostro ultimo atto. Come tutti gli studiosi di Shakespeare sanno, spesso l’ultimo atto è alquanto sanguinoso.”

“Ho studiato un po’ di Shakespeare,” disse Buffy. “La grande domanda di Amleto è ‘essere o non essere,’ giusto? Vuoi che risponda io per te?”

Afferrò la leva dietro di lei – la leva per l’effetto della tempesta – e la tirò.

La macchina del vento iniziò ad arruffare i loco capelli. Una luce lampeggiò dietro uno schermo grigio per simulare un fulmine. Dei fogli di alluminio crearono dei tuoni che echeggiarono nel teatro sinistramente silenzioso. La pioggia iniziò a cadere.

Appena la prima goccia colpì il volto di Kean, la sua espressione si trasformò in una smorfia di orrore. Ebbe appena il tempo di urlare prima di incendiarsi.

L’acqua santa continuò a piovere sui vampiri, con tutti loro che urlavano per l’agonia e si tramutavano in torce o mucchi di cenere — tranne Angel, che era accucciato sotto il sudario protettivo di Kean. Buffy battè la mano sulla bottiglietta vuota al suo fianco. “Complimenti ad Agatha,” disse, ridendo mentre alzava il viso verso la fresca pioggia artificiale.

Quando l’acqua finì, la pioggia cessò. L’ultimo vampiro era già cenere. Nulla era rimasto di Kean salvo la spada ai suoi piedi. Angel si alzò lentamente, togliendosi il cappuccio dal viso. “Buffy?” disse, vagamente meravigliato.

Lei si allontanò i capelli bagnati dalla faccia mentre i tuoni rombavano. “Ho sempre voluto provare a recitare.”

Dalle ultime file del teatro, un uomo iniziò ad applaudire. Poi un altro. E un altro ancora. In poco tempo, l’intera folla era in piedi, ad applaudire, ridere, urlare. Non era niente di simile all’approvazione che avevano dato a Kean — nessuna disperazione, nessuna paura. Solo allegria.

Buffy rise mentre guardava verso un sorpreso Angel. “Vedi?” disse. “Applaudono molto più forte per le cose giuste. Non puoi lasciare che i cattivi mettano in piedi lo spettacolo migliore. Dovremmo inchinarci?”

Angel le sorrise, un sorriso caldo, aperto e incontrollato che lei pensava non avrebbe mai più visto. “Non mi stupisce che io credessi di averti sognata.”

 

CAPITOLO 16

 

“Dovremmo davvero svegliarli,” insistette Buffy, asciugandosi i capelli con il sudario. “Abbiamo battuto Kean. I cattivoni sono da queste parti per trent’anni, e la premiata ditta Buffy & Angel li battono dopo una sola settimana.”

“Tu l’hai battuto,” disse Angel mentre uscivano attraverso le porte. “Io mi sono più che altro rannicchiato.”

“Sei stato tu a trovarlo tanto per cominciare,” fece notare Buffy. “E tutta la storia del tu non sei Kean? Ha completamente perso la faccia. E poi di nuovo, ma letteralmente.”

Angel rise, e lei rise con lui, sentendosi libera e spensierata come non le capitava da anni. Dalla morte? No, da prima, decise. Dio, non si era sentita così bene da prima di compiere diciassette anni.

“Markwith e gli altri saranno altrettanto impressionati domani mattina,” disse Angel said. “E Kean non gli causerà altri problemi, meno che mai prima dell’alba.”

“Oooh, non vedo l’ora di vedere la faccia che farà Frances quando saprà che siamo entrati qui da soli e abbiamo fatto piazza pulita,” disse Buffy. Iniziò a ricadere sul divano, poi si fermò. “Forse non dovrei far sgocciolare acqua santa sui tuoi mobili.”

Angel si accigliò. “Giusto. Probabilmente ho qualcosa che potresti metterti, almeno per ritornare ai tuoi alloggi.” Tornò nella sua stanza da letto.

“Grandioso. Anche i vestiti di tela di sacco. I miei sogni si realizzano.” Buffy prese gli abiti grigio scuro che lui le lanciò attraverso la porta. “Versami un po’ di vino mentre mi cambio, okay?”

Sola nel bagno di Angel, Buffy si tolse i vestiti bagnati, li piegò in una pila e finì di asciugarsi i capelli con un vero asciugamano. Dopo una breve, dubbiosa occhiata al suo corpo — “Sì che ho il seno,” borbottò – si infilò la tunica da sopra la testa. Doveva essere lunga perfino per lui, le arrivava alle ginocchia. “Ehi, è un vestito,” disse.

Uscì dal bagno e girò su se stessa prendendo in giro la tunica. “È la collezione primavera di Versace. Che ne pensi?”

Angel sorrise stando seduto sul divano. “Sta molto meglio a te,” disse. Le porse un calice di vino.

Buffy lo accettò e gli si sedette accanto, piegando le ginocchia sotto di lei. “Dovrei sentirmi male per questo.”

“Questo cosa?”

“Questo – sentirmi così bene,” disse Buffy. “Quando Noor è appena morta E ancora non sappiamo chi l’ha uccisa.”

“Un nuovo maestro in città,” mormorò Angel.

“Immagino di sì,” disse Buffy. “Anche se, se è una mammoletta come l’ultimo, penso che eviterò di tremare dal terrore. Ma non posso cambiare quel che sento. Mi sento così – così bene. Come se fosse esattamente questo che dovrei fare, e dovessi farlo esattamente in questo modo. Non mi sono più sentita così da parecchio tempo.” Sorseggiò il suo vino. “Non pensavo sarebbe più successo.”

“So cosa intendi,” disse Angel. “Ti sfugge, lentamente, e non ti accorgi che sta andando via.” La sua voce era più bassa, la sua espressione distante. “E poi ti svegli improvvisamente un giorno, talmente perso da pensare che non ritroverai mai più la strada di casa.”

“Già. Proprio così.” Buffy sorrise dolcemente e alzò il calice per un brindisi. “Per avermi aiutato a trovare la strada di casa.”

“Per esserci aiutati a vicenda,” disse Angel, facendo tintinnare lievemente il suo bicchiere contro quello di lei.

Lei bevve d’un fiato, gustandosi il dolce calore che le fluiva dentro, diffondendosi nel suo corpo. Non avrebbe saputo dire per certo se fosse il vino o il modo in cui lui la stava guardando al di sopra del suo calice —

Buffy sapeva che avrebbe dovuto dire qualcosa, qualunque cosa, per rompere il silenzio. Ma non lo fece, e neppure Angel, e la calma rimase tra loco. Tutta la confusione e il desiderio di Buffy stavano nuovamente risalendo dentro di lei, e poteva sentire il proprio battito accelerare nel petto.

Probabilmente anche Angel lo sentiva —

Lui si voltò per metà dall’altra parte, e lei espirò con quello che stava diventando un disappunto fin troppo familiare. Ma Angel si limitò a posare il proprio bicchiere e voltarsi nuovamente verso di lei.

Angel sollevò una mano verso il suo volto, percorse lievemente il profilo della sua guancia. La sua pelle era fresca e morbida contro quella di lei. La guardò con aria interrogativa.

Buffy coprì la sua mano con la propria. Lui la trasse a sé e la baciò.

Le sue labbra erano dure contro quelle di lei, all’inizio; era rigido, incerto. Buffy allargò le mani contro il suo petto e lo baciò nuovamente, più dolcemente. Angel si rilassò al suo tocco, aprì appena la bocca a contatto con la sua. Le sue braccia scivolarono attorno al corpo di lei, avvicinandola ulteriormente. Lei poté sentire il suo corpo iniziare a ricevere il suo calore, sentire il proprio battito cardiaco talmente forte che lui doveva riuscire a sentirlo battere contro il suo petto. Buffy pensò confusamente che era come se lui stesse diventando vivo attraverso il contatto con lei.

Avvolse le braccia attorno al suo collo in modo da potersi spingere nel suo grembo. Quando i loro corpi si toccarono, Angel parve ricordare — tutto. Come baciarla, percorrendo le sue labbra con la lingua. Come spingerla indietro, trattenendola in quella posizione sbilanciata giusto il tempo necessario a causarle una lieve vertigine. Anche la memoria di Buffy non era da meno – il modo in cui a lui piaceva sentire le sue mani che gli accarezzavano la schiena, il modo in cui iniziava a respirare profondamente, rapidamente, come se se ne avesse bisogno, come se il suo corpo avesse necessità di aria e luce e calore proprio come quello di lei.

E la sua memoria le diceva anche – devi fermarti.

Buffy allontanò il pensiero, trasse Angel ancora più vicino. Angel avrebbe saputo quando era il momento di fermarsi. Sapeva sempre quando dovevano fermarsi. Fino a quel momento —

Sentì le sue dita accarezzarle le gambe nude, pelle su pelle, le sue mani ora calde grazie al contatto con lei. Buffy non riusciva a smettere di rabbridividire. Angel rispondeva baciandola ancora più profondamente, più impetuosamente di prima. Lasciò che le sue mani vagassero lungo tutto il corpo di lei, sottolineando la curva dei suoi fianchi, la snellezza della sua schiena, finché non prese dolcemente i suoi seni tra le mani. Il suo tocco era dolce attraverso la tunica, più stimolante che soddisfacente.

Angel avrebbe saputo quando era il momento di fermarsi —

Buffy si contorse nel suo abbraccio, fece scivolare oltre una gamba in modo da trovarsi a cavalcioni del suo corpo. Angel emise un debole suono disperato che lei troncò piegandosi in avanti e baciandolo nuovamente. Lei mise le mani ai lati del suo visto, tenendolo fermo, anche se lui non stava facendo nulla per resisterle. Due anni, pensò, due anni e mi sento come se fossi affamata di lui. Come deve sentirsi lui?

Angel rispose sollevando le mani sulla sua schiena, sotto la sua tunica, stavolta contro il suo corpo nudo; lei rabbrividì, si allontanò per prendere fiato. Lui le accarezzò la linea del mento, le premette le labbra contro la gola. Doveva sentire il ronzio delle sue pulsazioni sotto la pelle. E poi la baciò dolcemente proprio sopra la cicatrice del suo stesso morso.

Angel si fermerà, pensò lei. Angel ci fermerà in tempo —

Lui lasciò ricadere la testa all’indietro e tirò la tunica verso l’alto; quasi senza pensare Buffy alzò le braccia per aiutarlo. La tunica cadde sul pavimento, lasciandola nuda tra le sue braccia. Angel la guardò per un lungo istante, come dissetandosi a quella vista. Buffy fu improvvisamente del tutto cosciente di quanto tempo era passato dall’ultima volta che l’aveva vista senza neppure il reggiseno addosso, e si sentì arrossire, anche se non sapeva se dipendesse dall’imbarazzo o dall’eccitazione. Dio, pensò, lo sguardo nei suoi occhi —

Lo baciò di nuovo, inclinando la testa in avanti in modo che ci fosse tra i loro corpi spazio sufficiente perché le sue mani potessero toccarla. Dopo alcuni baci affamati, lui la fece piegare all’indietro per poter muovere le labbra lungo la sua gola fino al suo seno. Buffy inarcò la schiena, lasciando ricadere la testa in modo che i capelli scendessero dietro di lei, allontanandosi dal percorso della sua bocca sulla sua pelle.

Angel ci fermerà, è sempre lui a fermarci, io non voglio che si fermi ma ci fermerà e tutto sarà a posto ma io non voglio che lui —

In quel momento Angel si allontanò da lei, ansimando, guardandola in faccia come se stesse cercando di trovare le parole. Buffy non sapeva se sentiva più acutamente la perdita o il sollievo —

E poi lui l’attirò più vicino e si alzò. Come per un riflesso, Buffy strinse le gambe attorno alla sua vita. Lui la tenne lì per un momento mentre la baciava teneramente sulla fronte, poi la portò nella stanza da letto.

La stanza da letto di Angel era confortevolmente in disordine come il resto della sua casa, almeno per quanto Buffy poteva determinare nell’oscurità. La debole luce dell’ingresso si rifletteva su spade appese al muro, candelieri sugli scaffali. Aveva un grande letto di legno che cigolò sommessamente quando la poggiò sul materasso.

Da quando fermarsi. Sa che dobbiamo fermarci. Non è vero? Se ne è dimenticato? È passato così tanto tempo da fargli dimenticare? Non potrebbe dimenticarlo, non potrebbe mai —

Angel fece scorrere le mani in basso lungo il suo corpo; anche il lieve contatto dei suoi palmi sul suo stomaco era talmente bello. Infilò le punte delle dita nell’elastico dei suoi boxer, poi lentamente, deliberatamente, li tirò già lungo le sue gambe, oltre i suoi piedi, lasciandoli cadere.

Buffy rimase nuda, desiderosa e terrorizzata allo stesso tempo, senza sapere quale di queste emozioni la stesse facendo tremare mentre Angel scendeva sopra di lei. Ora l’unica barriera tra loro erano i suoi vestiti, e una volta che lui se li fu tolti lei non seppe più quanto ancora sarebbe riuscita a controllarsi. Quasi non riusciva a ricordare come fosse, i loro corpi così vicini, ma oh, Dio, voleva ricordare.

Angel la baciò appassionatamente, e lei iniziò a sentirsi confusa e debole —

Buffy allontanò la bocca. “Angel –”

“Mmm?” lui la baciò all’angolo della mascella.

Dirlo fu come morire, spegnere la luce nei suoi occhi, ma doveva farlo. “Angel, non possiamo.”

“No, noi non possiamo,” mormorò lui. Angel le baciò l’incavo della gola, la pelle delicata tra i seni, la morbidezza del suo ventre, mentre scivolava per accucciarsi ai piedi del letto. “Ma tu puoi.”

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“Normalmente, sono contraria alle cover band per una questione di principio,” disse Buffy said. “Ma questi ragazzi sono forti.”

Angel strinse le braccia attorno a lei mentre ondeggiavano sulla pista da ballo del Bronze. “A me sembrano bravi. Ovviamente, non sapevo neppure che fosse una canzone di qualcun altro.”

Buffy gli sorrise dolcemente. “Sei talmente fuori dal mondo da non conoscere neppure Lenny Kravitz?”

“È un tuo vecchio compagno di scuola?”

Buffy rise e si rannicchiò di nuovo accanto a lui. “Sarebbe troppo strano perfino per Sunnydale.” Guardò per un altro istante il gruppo, poi si accigliò. “Non sapevo che Sumiko sapesse suonare la chitarra.”

“Penso che abbia preso lezioni da Oz,” disse Angel in tono serio.

“Comunque, era ora che arrivassi,” disse Buffy. “Ti ho cercato dappertutto.”

“Non stavi cercando me,” ribatté Angel. “Stavi cercando l’uscita.”

Buffy scosse la testa mentre la canzone terminava e il pubblico iniziava ad applaudire. “Non potrei mai andarmene senza di te.”

“Potresti doverlo fare,” disse Angel “Penso che ci dovrebbe essere un uscita dietro le quinte.”

Il pubblico continuò ad applaudire. Sumiko e il gruppo si esibirono in un’altra serie di inchini.

Buffy si fece avanti per controllare; certo, riusciva a vedere la debole luce arancione del cartello che indicava un uscita dietro il palco. “Forza,” disse, tirando la mano di Angel. “Andiamo.”

“Non posso,” disse Angel da dietro di lei. “C’è il sole fuori.”

“Allora aspetteremo la notte –”

“No,” disse Angel, sfilando la sua mano da quelle di Buffy. “Dovresti andare. Voglio che tu sia al sicuro.”

“Solo al sicuro,” insistette Buffy. “Sono al sicuro se sono con te –”

Si voltò, ma Angel era sparito, fagocitato dalla folla che stava ancora applaudendo il gruppo di Sumiko. Frustrata, si mosse verso il palco – di sicuro poteva aggirarlo e raggiungere l’uscita se si manteneva all’estremità —

Non appena fu salita sul palco, però, un riflettore ruotò improvvisamente per puntare su di lei. Mentre sbatteva le palpebre nella luce improvvisa, la folla iniziò nuovamente ad applaudire e a intonare, “Assolo! Assolo! Assolo! Assolo!”

“Oh, cielo, no,” borbottò Buffy. Sumiko le indicò il microfono. “Che – cosa dovrei cantare?”

“Pensi che il motivo abbia importanza?” disse Kean. Picchiettò i cimbali con la bacchetta; lei sentì la debole vibrazione metallica nonostante il rumore della folla. “Qualunque canzone andrà bene.”

“No,” insistette Buffy. “Non va bene. Mi serve la canzone giusta. E comunque io non canto.” Si chinò sulla batteria e sussurrò, “L’unica volta che ho dovuto partecipare allo spettacolo della scuola? Ho fatto solo una scena drammatica.”

“Questo è lo spirito giusto,” disse Kean entusiasta. “La commedia, in cui prenderai la coscienza del re.”

“È La Tempesta?” chiese Buffy.

Kean le saltò addosso —

Buffy annaspò mentre si svegliava, poi espirò, lentamente e in maniera regolare. Lasciò scivolare la testa da un lato. Angel era disteso sul ventre accanto a lei, ancora profondamente addormentato. Buffy si voltò per osservare il suo volto tranquillo.

Pacifico, decise. Sembrava in pace. E, pur confusa e travolta ed eccitata come ancora era, si rese conto di essere anche lei in pace. Angel aveva sempre avuto quell’effetto su di lei. Nonostante la stranezza che circondava loro e il loro rapporto, quando poteva stare con lui, solo esserci – niente bestie da combattere, niente disapprovazione da sopportare – era sempre piena dello stesso senso di profonda soddisfazione.

Come se fossi esattamente dove dovrei essere, pensò. Come se stessi facendo esattamente quello che dovrei fare.

Si strinse le coperte intorno; la temperatura della stanza di Angel non era ideale per un essere umano nudo. Così facendo tirò via una parte della coperta dalla schiena di lui. Buffy si chinò in avanti per consentirsi di dare un’occhiata; aveva sempre amato la schiena di Angel. Durante la notte era riuscita a sfilargli la maglia, sebbene lui non avesse consentito alle sue attenzioni per il suo corpo di andare oltre.

Mentre strizzava gli occhi nell’oscurità, vide che il tatuaggio di Angel era scomparso. Aspetta, comprese, non scomparso. Solo — sbiadito. Le linee un tempo scure del grifone ora erano deboli tracce sulla sua pelle pallida. Alla fine non tutto svanisce, pensò, e si chinò per sfiorare dolcemente con le labbra il punto in cui il tatuaggio era stato.

Gli occhi di Angel si aprirono, e le sorrise ancora assonnato. Le mise un braccio attorno e la avvicinò a sé. “Caldo,” mormorò.

“Mmm-hmm,” annuì Buffy. Al momento il corpo di Angel era freddo accanto al suo – ma in breve, lo sapeva, avrebbe catturato il suo calore corporeo meglio di qualunque coperta. Gli baciò il petto, appoggiando la guancia su di lui.

Proprio quando pensava che si sarebbe riaddormentato, Angel le sussurrò, “Come ti senti?”

“Mi formicola tutto fino alle dita dei piedi,” disse Buffy. “Mi sento bene. Ottimamente. Ma tu?”

“Anche io.”

“No,” disse lei piano. “Non è la stessa cosa.” Buffy si allontanò da lui quanto bastava per poterlo guardare negli occhi. “Angel – non ti senti — sai — frustrato?”

“Solo quanto basta,” disse Angel “Più che altro sono felice di esserti così vicino.”

Buffy sorrise e gli sfiorò il viso con una mano. “Non ho trovato il momento per dirtelo la scorsa notte, ma ti amo.”

Angel le baciò il palmo. “Anch’io ti amo.”

“Mi ami di nuovo?” disse Buffy, scherzando solo in parte. “O mi ami ancora?”

“Entrambe le cose,” disse Angel, prima di trarla di nuovo a sé e baciarla intensamente.

Dopo alcuni istanti, Buffy si liberò. “Devo respirare –”

“Continuo a dimenticarlo,” disse Angel accarezzandole i capelli. “Mi dimentico quanto sei viva.”

Buffy rise. “E questo che vorrebbe dire?”

“Tutto,” disse Angel. Il suo volto era così serio mentre la guardava negli occhi. “Buffy, io ho — odiato – l’umanità per così tanti anni. Sia prima di avere la mia anima che dopo – non vedevo nulla nell’umanità a parte la spupidità, l’avidità, l’egoismo. Ma è cambiato tutto quando ti ho incontrata e ho visto la bontà dentro di te.” Le sorrise. “Ho creduto in te perché nient’altro era possibile. E dopo aver creduto in te ho iniziato a vedere la bontà anche negli altri. È questo che avevo perso. Questo che mi hai restituito.”

Buffy gli toccò la guancia con una mano. “Non lo sapevo,” disse piano. “Non l’avevo mai capito prima.”

“Era vero allora,” disse Angel. “Ma io intendevo ora, qui. Dalla pestilenza – fin da quando il Consiglio è cambiato – Ho lasciato perdere. Non mi sono interessato.”

“Angel, gli Osservatori ti hanno tagliato fuori,” disse Buffy. “Lo vedo ogni giorno. Non ti do nessuna colpa per non esserti preoccupato di quella gente.”

“C’è molta verità in questo. Ma è anche vero che ho smesso di provare molto tempo fa. E non è neppure degli Osservatori che sto parlando, veramente. Intendo la gente, là fuori, che cerca di vivere in questa città. Ho combattuto per loro finché il Consiglio mi ha permesso di farlo, ma mi importava sempre meno.”

“Perché?” chiese Buffy, studiando la sua espressione. Lui sostenne il suo sguardo.

“Era più facile,” disse semplicemente. “Vedere quello che stava accadendo – era meno doloroso se non mi importava. Ma tu hai fatto sì che mi importasse di nuovo. Sapevo di non potermi innamorare di te senza innamorarmi di nuovo di tutto. L’umanità. La vita. Questa lotta. Volevo tenere tutto fuori,” disse con una risatina pentita. “Ti avevo dimenticata abbastanza da credere che fosse possibile.”

Buffy storse la bocca. “Lieta di aver risvegliato la tua memoria. Sarà così allora? Staremo insieme in questo modo?”

Angel tornò serio. “Se è quello che vuoi veramente. Ma sai che il vero problema tra di noi non è cambiato –”

“Non iniziare,” disse Buffy. “Se inizi con tutta la storia di ‘Buffy ha bisogno di una vita normale’, della staccionata, della fabbrica di cioccolata e dei due bambini e mezzo, giuro su Dio che ti piando un paletto nel petto io stessa. Questo secolo è l’esatto opposto di ‘vita normale’, perciò quella roba non ha importanza ora.”

“Potrebbe, un giorno,” disse Angel. “Quando ti sarai abituata a questa vita.”

“Sono una cacciatrice che è già morta due volte,” disse Buffy. “Non metto in conto molti ‘un giorno’..”

Angel la abbracciò strettamente. Dopo qualche istante disse, “Allora è così che sarà. Più o meno.”

“Perché più o meno?”

Angel si girò sulla schiena, tirandola sopra di sé. Fece scorrere un dito lungo il profilo del suo viso. “Stanotte è stata stupenda, Buffy. Voglio avere moltissime notti come questa. Ma – noi non –” La sua espressione divenne distante, e improvvisamente sembrò piuttosto teso. “La mia forza di volontà ora è molto più forte rispetto a quando ero più giovane. Ma se fossi qui nel mio letto ogni notte –”

“Capisco,” disse Buffy. “Occasioni speciali, compleanni, il nostro anniversario. Ehi, non mi hai mai detto quand’è il tuo compleanno.”

“Stai sorridendo. Non ti importa?”

“Sì che mi importa. Ma ero seria: capisco. È frustrante anche per me – non poterti toccare, o farti sentire bene come tu fai sentire me. Non fraintendermi, però. Non è così frustrante da non voler fare questo molte, molte, molte volte. Sono solo felice di quello che possiamo avere.”

“Davvero?” sembrava così sorpreso, così grato, che Buffy si scoprì incapace di trattenere un ghigno.

“Possiamo gestirlo. Dopo tutto, è per questo che Dio ci ha dato le mani, no?”

“Buffy!” la risata sconvolta di Angel la riscaldò, e si rannicchiò contro di lui di nuovo.

“Be’, probabilmente non è per questo che Dio ci ha dato le mani. Ma io non glielo dirò se non lo fai tu.”

“Il trenta Giugno,” disse Angel, facendo scorrere le dita sulla sua schiena.

“Cosa? Oh, il tuo compleanno,” mormorò Buffy. Ridacchiòe. “Bene, ci vogliono un paio di mesi. I mercoledì contano come occasioni speciali?”

Angel sorrise e la avvicinò a sé per un bacio. Poi un altro, e un altro —

Un telefono squillò, talmente vicino all’orecchio di Buffy da farla letteralmente saltare. Angel sospirò, poi si voltò di fianco e sollevò il ricevitore. “Pronto?”

Buffy osservò il suo volto cambiare da felice a duro. “Sì, è vero. E sarebbe un problema?” Pausa. “Non è ancora l’alba, Markwith. Non è possibile che non ci fossimo ancora arrivati?”

Lei assunse un’espressione interrogativa e muovendo solo le labbra disse, Riguarda Kean? Lui annuì e ruotò gli occhi. “Quando vuoi che lo facciamo? Buon Dio, Ishak è un uomo anziano. Ha bisogno di riposare –”

“Bene, allora. Va bene.” Altra pausa. Angel la guardò, poi disse, più calmo, “Buffy è qui con me.”

Una pausa molto lunga stavolta. “Puoi chiederglielo tu stesso” disse Angel. “Cosa? Bene, ci vedremo lì.” Sbattè il telefono.

Buffy disse, “Allora, dovremmo tenerlo segreto?”

 

CAPITOLO 17

 

Buffy si passò di nuovo le mani tra i capelli. “Faccio paura, eh? Non puoi andare a dormire con i capelli bagnati e non essere spaventosa quanto di svegli.”

“Stai bene,” disse Angel distrattamente. Aveva le labbra strette in una linea sottile, e il suo passo avanzando verso la stanza di Ishak era così veloce e determinato ‘s hall che Buffy dovette affrettarsi per stargli accanto.

“Anche questi vestiti non sono un granché,” disse Buffy. Le sue cose erano asciutte, ormai, ma erano raggrinzite e c’erano ancora delle macchie di sangue dallo scontro con Kean. Trasalì lievemente ricordandosi di un viaggio particolarmente imbarazzante dalla casa della confraternita di Riley alle sette del mattino indossando un tubino e tacchi da dieci centimetri. “Tutto considerato, ho decisamente tutti i segni di una parata della vergogna di prima mattina.”

“Non devi vergognarti,” disse Angel, a bassa voce.

“Cosa?” chiese Buffy. Rise fragorosamente. “Certo che no! Vorrei solo che investissi in uno specchio una volta o l’altra. Possiamo metterlo nello sgabuzzino, o in qualche altro posto dove non ti dia fastidio.”

Lui la guardò incuriosito; lei gli sorrise di rimando. “Sei veramente a posto,” disse.

“Molto più che a posto,” disse Buffy. Quando raggiunsero le porte della stanza di Ishak, lei le aprì con un ampio movimento delle braccia. “Ave, ave, la squadra è tutta qui.”

Ishak era al suo posto, i suoi morbidi capelli bianchi leggermente scomposti. Markwith, Frances e gli altri Osservatori sembravano formali come sempre, anche se sostanzialmente meno gradevoli, se una cosa del genere era possibile. “Allora, nessuna parata?” disse Buffy.

Angel la stava guardando come se le fossero spuntate delle ali o avesse iniziato a brillare, ma c’era l’ombra di un sorriso sul suo volto.

“Dovremmo innanzitutto dire grazie,” disse Ishak. “Sapere che Kean finalmente non c’è più è un grande sollievo per questo Consiglio e per la popolazione di Londra –”

“Ma i vostri metodi non sono un sollievo per nessuno,” intervenne Markwith.

“Mordimi,” disse Buffy. Angel inarcò le sopracciglia, e lei lo fermò con un gesto della mano. “Non letteralmente. È una vecchia espressione del ventunesimo secolo che significa che anche se una cosa non ti piace dovrai fartela piacere.”

Ishak sospirò pesantemente. “Buffy, ti prego, non fraintendere Markwith. Capiamo tutti che tu — indubbiamente – hai fatto solo ciò che era necessario data la situazione –”

“Vero. Ma sapete che altro c’è?” disse Buffy “Io ho fatto quello che volevo, nel modo in cui volevo farlo. E sembra che il mio metodo funzioni molto meglio del vostro.”

“È rischioso,” disse Markwith. Stranamente, sembrava sincero. “Non vogliamo perderti come abbiamo perso Noor. Sono certo che Angel sarebbe d’accordo.”

“No, non voglio perderla,” disse Angel “ma penso che Buffy sia più in pericolo se ignora il suo istinto che se lo segue.”

“istinto?” disse Frances incredula “Questo Consiglio non agisce d’istinto. Abbiamo delle regole, e quelle regole esistono per un buon motivo –”

“Forse voi non agite d’istinto,” disse Buffy “ma io sì. E il mio istinto ottiene dei risultati, che è più di quanto si possa dire delle vostre stupide regole.”

Anche Ishak parve sul punto di obiettare sul fatto che le regole del consiglio venissero liquidate come “stupide”. Angel intervenne rapidamente, “Come avete saputo di Kean? Dalle pattuglie?”

“Sì” disse stancamente Markwith. Vedendo l’espressione confusa di Buffy, aggiunse “Abbiamo diversi esploratori in città che possono portare informazioni urgenti alla Fortezza. Abbiamo iniziato ad avere rapporti continui, non so come arrivino di notte, ma pare che lo facciano. Kean era una figura piuttosto nota, e il fatto che lo abbiate ucciso – be’, è uno scoop.”

“Le storie hanno già iniziato a diventare fantasiose,” sbuffò Frances “In una versione fai dei miracoli. Crei della pioggia benedetta che li dissolve tutti.”

“È più o meno come è andata,” disse Buffy. “E perché sei tanto seccata con la maga della pioggia? Kean è morto! Tiriamo fuori confetti e stelle filanti. Magari qualche stupido cappellino da festa.”

“Vorresti per un momento pensare alle tue responsabilità!?” urlò Ishak, sbattendo il palmo della mano sul tavolo. Lo scatto era talmente violento, e così inaspettato da parte di Ishak, che perfino Buffy rimase in silenzio per lo stupore. “Pensa a quello che sarebbe successo stanotte se avessi perso. C’è più della tua vita in ballo qui, Buffy. Angel sarebbe sicuramente morto assieme a te. E che mi dici delle persone nel pubblico? Pensi che Lean le avrebbe lasciate in vita dopo che lo avessero visto uccidere una Cacciatrice? E poi – come pensi che si sarebbe sentita la gente di questa città quando avrebbe saputo che avevamo perso la seconda Cacciatrice in una settimana? Voi ragazze dovreste dare più che semplice forza. Dovete dare speranza. E sarebbe stato piuttosto difficile se avessi sprecato la tua vita per questa bravata. E tutto il bene che potresti fare in futuro, tutti i vampiri e demoni che potresti ancora uccidere per rendere più sicura questa città – tutto questo sarebbe stato negato. Guarda tutto ciò e dimmi, onestamente, se pensi che ne valesse la pena.”

“Penso che ne valesse la pena,” disse Buffy, sollevando la testa “Non posso evitare gli scontri perché potrei servire per un altro scontro più tardi. Che succede se lo scontro importante è quello da cui sto fuggendo? Una Cacciatrice caccia, Ishak. Voi ragazzi parlate di volerci proteggere, ma noi non siamo trofei brillanti che potete mettere su uno scaffale per far sentire meglio la gente. Se sto facendo qualcos’altro oltre a uccidere quanti più cattivi posso, meglio che posso, allora sto sprecando il tempo di tutti noi.”

Ishak sospirò “Combatti come devi, allora,” disse “ma ti avverto: se il tuo comportamento causerà danno ad altri, sarai tu responsabile.”

“Tutto il tuo comportamento,” disse Frances. Stava guardando Angel, chiaramente a metà tra la sorpresa e lo sgomento.

‘Ehi,” disse Buffy “Mi aspetto che avremo da combattere ancora sul mio modo di cacciare per molto tempo. Ma non combatteremo mai, mai, riguardo me e Angel. Neanche una volta. Ha ancora la sua anima. E continuerà ad averla. Oltre quello, non sono affari vostri.” Guardò di sbieco Angel “Intervieni quando vuoi.”

“Sei tu l’oratrice,” disse Angel con un breve sorriso “E io non avrei potuto dirlo meglio.”

Markwith si piegò leggermente in avanti, guardando Angel con gli occhi socchiusi. “Hai dichiarato la tua lealtà al Consiglio molte volte, Angel. Sei leale solamente con Buffy, dopo tutto?”

“Sono leale al Consiglio,” disse Angel con calma. “Questo Consiglio è leale alle Cacciatrici. Non vedo contraddizioni. Dopo tutto, esistiamo per aiutare loro – non il contrario.”

Inaspettatamente, Markwith sorrise. “Ben detto.”

“Se avete smesso di rimproverarci per un lavoro ben fatto, abbiamo delle notizie fresche per voi ragazzi,” disse Buffy “Kean non ha ucciso Noor.”

“Cosa?” Questo prese Frances in contropiede “Come fai a saperlo?”

“Me l’ha detto lui. Be’, ha detto di non aver mai ucciso una Cacciatrice. E non era una situazione in cui avrebbe mentito,” disse Buffy.

“Qualcun altro ha ucciso una delle grandi Cacciatrici?” disse Markwith “È quasi impensabile.”

“Inizia a pensarlo,” disse Buffy “È vero. Inoltre, come ti ha detto Agatha – non deve essere stato per forza un grosso calibro. Anche il più mediocre dei vampiri può avere un giorno fortunato.”

“Questo tipo non era mediocre,” disse Angel “Non per come era disposto il corpo. Qualcuno stava facendo un annuncio.”

“La domanda è chi,” disse Ishak. Si era incupito. “Dobbiamo investigare ulteriormente –”

“Lo stiamo facendo,” disse Buffy “Ho anche qualche altra idea.”

“Buffy –” il tono di Frances era quello di un avvertimento.

“Verrete informati stavolta,” disse Buffy “Ma, sul serio, dovete iniziare a cambiare il vostro modo di pensare. Mandami là fuori con arco e frecce? È roba da bambini. Dobbiamo mettere un po’ di azione per adulti nella lotta.” Detto questo si girò e uscì.

Angel la seguì, e qualcuno sbatté le porte dietro di loro. Lui la guardò con aria interrogativa “Che altre idee?”

“Non ho tanto idee quanto il progetto di averne in futuro,” disse Buffy “Perché il modo in cui il Consiglio fa le cose è compleamente sbagliato, Angel. Lo sai anche tu.”

“Sì,” disse Angel “Solo che non sono sicuro di come potremo fare meglio, vista l’opposizione.”

“Ci penserò io,” disse Buffy “Come dico sempre, improvvisare è la mia specialità.”

Quando raggiunsero l’ascensore, lei gli mise un braccio attorno alla vita. Angel restituì l’abbraccio e le baciò i capelli. “Possiamo dormire ancora un po’,” disse Buffy “Vuoi venire nella mia stanza e crollare mentre mi faccio una doccia? Potrei raggiungerti dopo –”

“Il sole sta per sorgere,” disse Angel con un sorriso triste “E se la tua stanza è carina come credo che sia, hai delle grandi finestre aperte.”

“Ricordami di procurarmi delle tende,” disse Buffy. Voleva autoinvitarsi di nuovo nella stanza di Angel, ma sapeva che avevano bisogno di separarsi. Avrebbero ancora dovuto vivere separati, essere in grado di lavorare separatamente, andare avanti più o meno come avevano fatto fino ad allora. Altrimenti n on avrebbe funzionato – e doveva funzionare. Si alzò sulle punte dei piedi e lo baciò rapidamente sulle labbra. “Allora ci vediamo più tardi in biblioteca.”

“Adesso ti interessa la letteratura?” chiese Angel inarcando un sopracciglio.

“No,” disse Buffy “La storia.”

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“Posso dire soltanto: Grazie ai Poteri,” Xiaoting rise, allungandosi sulla schiena nel giardino. La luce del sole filtrava su di loro mentre stavano stese nelle chiazze di luce dell’orto. “La frustrazione stava per uccidere ME, e io sono solo un osservatrice interessata.”

“Ancora non capisco,” disse Agatha, guardando timidamente da sopra al suo lavoro di cucito “Tu – non hai, ah, rapporti?”

“Be’, ci siamo andati vicini,” disse Buffy. “Voglio dire, ci sono arrivata. E ci sono tornata. Dovrebbero darmi delle miglia gratuite per il tutti i viaggi che ho fatto. Ma lui sì e solo – fermato prima. Capite cosa intendo?”

“No,” disse Agatha. Le sue pallide sopracciglia erano unite mentre tentava di ricomporre il quadro.

“Angel ha un problema con la vera felicità,” disse Xiaoting “Avere rapporti, come insisti a chiamarli, con Buffy lo porta alla vera felicità, il che in effetti è molto dolce. Ma può comunque permettere a Buffy di provare piacere, finché non lo prova lui. Ora capisci?”

“Ho capito cosa hai detto,” disse attentamente Agatha. “Ma come può Angel – come può darle piacere senza farlo anche per sé stesso?”

Sky, appoggiandosi a un tronco d’albero lì vicino, roteò gli occhi mentre masticava una pera. Xiaoting rise. “Davvero a voi Vittoriane non insegnavano niente sul sesso?”

Agatha sbiancò e rapidamente tornò ad abbassare lo sguardo sul tessuto blu che teneva in grembo. “Hai detto quella parola. Avevi promesso che non avresti più detto quella parola.”

“Scusa,” disse Xiaoting senza la minima traccia di pentimento.

“È un bel ragazzo, d’accordo,” disse Sky con la bocca piena. Contrariamente all’umorismo di Xiaoting, l’atteggiamento di Sky era di vertiginosa curiosità. “Ma, per l’amor di Pietro, è morto. Non ti sembra un po’ strano?”

Buffy si strinse nelle spalle. “Sembra diverso. Ma per me è bello. Angel è stato il mio primo amore, perciò penso di esserci abituata.”

“Ce ne sono stati ALTRI?” disse Agatha.

“Prendi una pera,” disse Xiaoting premurosamente. “Come se la sta cavando Sumiko laggiù?”

Buffy guardò e vide che Sumiko sembrava addormentata nell’erba soffice. “Fuori uso,” disse “Immagino che anche lei abbia avuto una lunga nottata.”

“Probabilmente meno divertente della tua,” ridacchiò Sky. Nascose il suo ampio ghigno dietro una mano, e per un attimo a Buffy ricordò nuovamente Dawn, tanto da far male. Sentì il proprio sorriso svanire, e si girò nuovamente per guardare il cielo.

“Oh, non saprei,” disse Xiaoting “Markwith è molto meno teso in questi giorni, non trovate?”

“Questa è una conversazione molto volgare,” disse Agatha.

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Dopo un indispensabile pisolino pomeridiano, Buffy si diresse alla biblioteca. Aveva solo una vaga idea di ciò che stava cercando ma, pensò, l’avrebbe saputo una volta che l’avesse trovato.

E se avesse avuto bisogno d’aiuto, c’era sempre il bibliotecario.

Quando entrò, Angel era in cima alla sua scala. Il suo viso si illuminò quando la vide. “Finalmente,” disse Angel “Un lettore.” Attraversò la stanza e la avvolse in un abbraccio per darle un bacio entusiasta.

Quando le loro labbra si divisero, Buffy sorrise. “La tua dedizione alla parola scritta è impressionante.”

“Farei di tutto per incoraggiare lo studio,” disse lui solennemente. “Allora, hai parlato di storia?”

“La storia della magia,” disse Buffy “Storia recente. Tipo, subito dopo la pestilenza.”

“Non è quel che mi aspettavo di sentirti dire,” disse Angel, anche mentre iniziava a guidarla tra gli scaffali “Cosa stai cercando?”

“Perché esattamente è stata proibita,” disse Buffy “Ricordi quando ne abbiamo parlato l’altro giorno? La magia è uno strumento troppo valido per non usarla di questi tempi. Qualunque cosa li abbia spaventati al punto da fargliela mettere fuori legge – io voglio sapere cos’è. E vedere cosa si può fare per risolverlo.”

“Bella domanda,” disse Angel “Non ricordo nessun grosso evento – ma erano temi confusi. Penso di aver combattuto demoni tutta la notte, ogni notte, per quindici anni. Non avevo molta energia residua per pensare alle leggi sulla magia.”

“Forse non è un grosso evento,” disse Buffy “Forse è solo una di quelle regole che vengono fatte quando la gente si spaventa, e che si fossilizzano col tempo.”

Angel infine trovò l’alcova che stava cercando. “Ci sono un po’ di cose qui. Potremmo voler iniziare con questo,” disse, tirando già un volume appena un po’ meno impolverato da un alto scaffale. “La storia di Thibodeaux è piuttosto dettagliata, penso.”

“Ehi!” disse Buffy, sfilando un sottile libricino nero dallo scaffale di fronte. “L’autore di questo è Tobias Earnshaw. È l’Osservatore di Sumiko, vero?”

“Proprio lui,” disse Angel. “Earnshaw era un grande studioso. Ha scritto di magia, lingue, scherma. C’è qualcosa di suo in quasi ogni area di questa biblioteca.”

“Dovrei leggere qualcosa di suo qualche volta,” disse Buffy “Magari parla di Sumiko lì. Potremmo riuscire a conoscerla in questo modo. Ma, ehi, ogni cosa a suo tempo –”

“Thibodeaux viene prima. Dopo, proveremo con il Quilenn,” toccò alcuni libri verdi, poi ne indicò alcuni blu, “e Andrews. È la migliore panoramica che tu possa avere.”

“Okay,” disse Buffy, cercando di nascondere il suo sgomento. Stava ricordandosi quanto era stata utile agli incontri di ricerca di Giles —

Dio, pensò, se potessi riavere anche una sola di quelle sessioni di ricerca, lascerei che Giles parlasse e parlasse delle sue noiose teorie per tutto il tempo che desidera, solo per sentirlo parlare. Solo per sentire la sua voce.

“Va bene,” disse. Lo baciò velocemente su una guancia. “Ti chiamerò.”

“Non ti serve aiuto?”

“Non è questo,” disse Buffy “È che non sono sicura al cento per cento di quello che sto cercando. Quindi non so dirtelo.”

“Bene, se ci sono nomi o dettagli specifici che vuoi verificare, portali da me.”

“Contaci. Tornerò da te appena riesco a pensare a una buona scusa.” Gli sorrise lascivamente, e lui le passò una mano tra i capelli.

“Fammi sapere.” Lui svanì, veloce e silenzioso come sempre, e lei si sistemò ad un tavolino per iniziare a leggere.

Fortunatamente, sembrava che gli Osservatori stessero attraversando una fase meno fastidiosa centocinquant’anni prima; Thibodeaux si rivelò una lettura piuttosto semplice. Semplice in termini di uso di parole normali e spiegazione chiara e diretta, pensò; non altrettanto semplice dal punto di vista della materia. Angel l’aveva avvertita in merito alla pestilenza, ma leggerne in dettaglio era diverso. Buffy si ritrovò a sospirare di sollievo ogni volta che l’attenzione di Thibodeaux tornava a rivolgersi alla magia.

Comunque, i riferimenti di Thibodeaux alla magia erano quasi tutti positivi. Certo, menzionava alcune persone disperate che giocavano a fare le streghe e se ne pentivano amaramente – ma molti dei brani riguardavano streghe o stregoni che erano andati in aiuto del Consiglio. Venne fuori anche che una Cacciatrice dell’epoca – una ragazza Senegalese chiamata Penda – era stata lei stessa una strega, apparentemente una potente. “Non avrei voluto averla contro,” mormorò Buffy.

Dopo un paio d’ore, Buffy rivolse la sua attenzione agli altri libri che Angel le aveva consigliato. Un’analisi superficiale rivelò presto che il tono generale di questi trattati era lo stesso: la magia veniva descritta come una forza benigna, più e più volte.

“Allora qual è il problema?” disse Buffy in tono esasperato.

Rimise a posto i volumi e pensò di chiamare Angel – poi sorrise e decise di trovarlo lei stessa. Se non c’era nessun altro nella biblioteca, qualche minuto di sbaciucchiamenti di qualità tra i libri avrebbe realizzato alcune delle sue vecchie fantasie del liceo.

Buffy si fece strada attraverso la biblioteca, che era più grande di quanto avesse realizzato inizialmente. Rampe di scale negli angoli più distanti portavano ad un piano superiore, e lei andò a esplorarlo. Questo livello era più vuoto dell’altro; invece di avere ogni centimetro quadrato coperto di libri, molti dei muri erano vuoti, fatta eccezione per qualche vecchio dipinto di Osservatori dei tempi andati, ingiallito dal tempo. I libri sugli scaffali erano ancora più antichi – non diari delle Cacciatrici, o affari del Consiglio, o storie degli Osservatori. Si trattava di opere di letteratura come Jane Eyre, Beloved, Alla ricerca del tempo perduto. Altre cose, anche – libri sul ballo da sala e sulla moda e sulla decorazione di interni, tutti pubblicati per epoche più felici e frivole.

Strano, tutto ciò le sembrava irrilevante ormai.

Buffy svoltò un angolo e saltò. Rimase a fissare per un lungo momento il vuoto, trasse un profondo respiro e camminò verso il ritratto che le aveva causato quella reazione.

La targa di ottone sulla cornice diceva “WESLEY WYNDHAM-PRYCE, 1970 – 2049.”

Riconobbe il volto non dai propri ricordi ma dal ritratto di Angel. Quest’uomo era più vecchio e magro, aveva i capelli quasi del tutto grigi, e i suoi occhiali erano più spessi. Si sorreggeva con orgoglio – ma non l’orgoglio gonfiato e arrogante che ricordava. Questo era un uomo che sapeva chi era, e perché era al mondo. Un uomo felice, anche, pensò, ricordando la moglie carina e le sue figlie raggianti.

“Angel dice che sei diventato a posto più in là,” disse Buffy al dipinto “Perciò lo prenderò come un buon segno.”

D’impulso, si piegò verso il basso scaffale al di sotto del ritratto e rpese il primo libro che le capitò tra le mani. Lo sollevò per vedere – Pensa al vuoto: una storia della Metropolitana di Londra. Include le mappe complete.

“Grandioso,” mormorò. Poi lo guardò di nuovo, e ghignò. “Oh, grandioso.”

Buffy ridiscese le scale. “Angel?” chiamò. “Angel, vieni a vedere questo.”

Nessuna risposta. Si affrettò verso l’area principale. “Angel?” disse di nuovo. “Sei –oh!”

Buffy si arrestò di colpo un attimo prima di scontrarsi con Frances. Frances la guardò come se non l’avesse mai vista – o forse non avesse mai visto un altro essere umano — prima. “Frances,” disse Buffy, senza riuscire a escludere la delusione dal suo tono di voce. “Cosa ti porta qui?”

“Io – io speravo di scambiare due parole con –” Frances era a disagio, quanto poteva esserlo lei.

“Con Angel?” chiese Buffy.

“No. Cioè, sì, ma vai bene anche tu –” sia Frances che Buffy trasalirono quando la porta si aprì. Sumiko entrò, calma come sempre. Inarcò le sopracciglia vedendo Frances e Buffy, ma passò rapidamente oltre e andò ai diari del suo Osservatore.

Buffy sorrise appena vedendo Sumiko prendere gentilmente uno dei vecchi volumi dallo scaffale. “Sembra che Angel avrà molta più compagnia di questi giorni.”

Frances non rispose. Quando Buffy si voltò a cercarla, si accorse che se ne era andata. “Questo sì che è strano,” disse.

“Cosa?”

Buffy trasalì nuovamente, poi si voltò verso Angel. “A quanto pare non imparerò mai a sentirti arrivare,” disse. “C’era Frances qui poco fa. Voleva parlare a uno di noi due, evidentemente non abbastanza da restare qui e farlo davvero.”

Angel si accigliò guardando la porta, come se avesse potuto vedere la sagoma di Frances allontanarsi attraversandola. “Se è importante, tornerà” disse “Cos’è quello?”

Buffy sollevò il libro della Metropolitana e disse “La mia prima grande idea.”

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“Dove troveremo degli esplosivi?” chiese Xiaoting, strizzando gli occhi di fronte all’intrico di linee verdi, blu e gialle che costituiva la mappa della metropolitana. Le altre Cacciatrici e Angel erano tutti riuniti attorno a Buffy nella sala comune.

“Oh, abbiamo degli esplosivi,” disse semplicemente Sky. “Non c’è molta richiesta, ma a volte un edificio abbandonato diventa troppo pericolante, e deve essere abbattuto. Sembra che siano la cosa più facile da procurarsi al mondo.”

“Potremmo perfino non doverne usare molti,” disse Buffy. “Sono passati secoli. Alcuni di questi tunnel probabilmente sono crollati per conto loro, e non ci vorrà molto a far saltare gli altri.”

“Penso ancora che avrebbe più senso farlo di giorno,” disse Agatha.

“Se fossimo sicuri di distruggere completamente tutti i tunnel, lo faremmo,” disse Buffy “Così saremmo certi che verrebbero schiacciati o arrostiti. Ma in realtà, finché rimane almeno un metro quadro di tunnel durante il giorno, non riusciremmo a far uscire tutti i vampiri e i demoni.”

“Ma se lo facciamo di notte,” disse Angel “ne verrà fuori un esercito, e terribilmente infuriato.”

“Ed è questo che vogliamo,” disse Buffy “perché è fuori che possiamo prenderli. Li cacciamo fuori dalle loro case per potergli fare la festa.”

“E se escono tutti?” chiese Sky “Tutti assieme intendo? Anche noi abbiamo dei limiti.”

“È questo l’altro vantaggio di far crollare i tunnel,” disse Angel “La maggior parte dei vampiri saranno tagliati fuori dal gruppo che stiamo cacciando. Non verranno fuori per correre in aiuto degli altri. E questo impedirà loro di capire cosa sta davvero succedendo.”

“Alla fine, ci arriveranno,” disse Buffy “ma non c’è ragione che ci impedisca di continuare fino ad allora. Penso che fino a quel momento riusciremo ad infliggere loro dei seri danni.”

“Se lo facciamo di notte,” chiese Xiaoting “chi dice che ci saranno nei tunnel? Probabilmente saranno già fuori a cercare delle prede, non credete?”

“Immagino che dovremo colpire al tramonto,” disse Buffy “Nel momento stesso in cui possono essere tutti svegli e pronti a uscire. Molti di loro si saranno appena svegliati – saranno insonnoliti e storditi, pronti per essere polverizzati.”

“Mi sembra brillante,” disse Agatha.

Sky non sembrava convinta. “Agli Osservatori non piacerà. Markwith si strapperà i capelli dalla testa.”

“Posso sopravvivere a questo,” disse Buffy. “In effetti pagherei per assistere allo spettacolo.”

Xiaoting tagliò corto. “Gli spiegheremo il piano in ogni glorioso dettaglio. E poi gli spiegheremo che la sua collaborazione è necessaria per la salvezza di Sumiko. Così dovrebbe funzionare.”

Sumiko era seduta al fianco di Buffy, faceva scorrere le dita su una linea ferroviaria dopo l’altra. Stava sorridendo contenta alla mappa come se fosse stata semplicemente un bel disegno. Buffy sospirò. “Non so se dovremmo portarla. Voglio dire, questo piano è piuttosto complicato, e se lei non riesce a capire i dettagli –”

“Possiamo pensare noi alla parte complicata,” disse Agatha “Tolta quella, è solo questione di uccidere vampiri, e lei dovrebbe capirlo senza bisogno di spiegazioni, non trovi?”

“Giusto,” disse Buffy “Allora tutti d’accordo?” tutti annuirono “Daremo la cattiva notizia al Consiglio domani. E poi, appena recuperati gli esplosivi – andiamo sottoterra.”

 

CAPITOLO 18

 

“A me sembra che il sole sia tramontato.” La voce di Xiaoting era metallica attraverso gli altoparlanti della radio.
Buffy si guardò indietro dal sedile di guida per vedere Angel, rannicchiato sul retro, lontano dalla debole luce che continuava a penetrare dal parabrezza. Lui scosse la testa. “Te l’ho detto,” disse “Altri quattro minuti più o meno. Darò io il segnale.”
“Angel dice di no,” disse Buffy al microfono. “Avremo il bersaglio nel mirino, okay? Di’ agli Osservatori che trattenere i cavalli. Significa che devi dirgli di aspettare.”
Sumiko, seduta dal lato opposto di Angel, guardò Buffy incuriosita. Aveva la sua balestra, acqua santa e il blaster — ma Buffy aveva visto che aveva anche una spada. “Baderai tu a lei, vero?” chiese Buffy ad Angel.
“Lo farò,” rispose Angel. “Quando non starò badando a te.”
Buffy ricontrollò le proprie armi e aprì la porta. “Di’ agli Osservatori di partire non appena possono farlo. Poi vieni fuori con la tua faccia da vampiro.”
“Stai attenta,” disse Angel silenziosamente.
“Bue, ti presento l’asino,” disse Buffy. “Stai attento anche tu, okay?”
Angel annuì. Buffy gli rivolse un sorriso. “Ci vediamo dopo la festa.”
Uscì dal veicolo e diede un bello sguardo a Piccadilly Circus attorno a sé. Un tempo questa zona era stata costellata di insegne elettroniche e cartelloni olografici. Le parti che restavano di queste meraviglie della tecnica erano ormai oscure, rovinate dal tempo e dall’incuria. Buffy sollevò lo sguardo verso la statua che Angel le aveva detto essere di Eros, il dio dell’amore. Le sue ali di ferro brunito erano aperte sul vivido sfondo blu del crepuscolo.
Un palazzo nei pressi era occupato. Le luci smorzate brillavano alle finestre, e Buffy poteva vedere le ombre di parecchie persone raggruppate immobili mentre cercavano di mettersi comode per un’ennesima lunga notte di assedio. Dall’altro lato della strada vedeva Agatha e Sky; Agatha camminava avanti e indietro, con aria sinistra, già pronta alla battaglia. Sky stava in punta di piedi e agitava scompostamente la mano in direzione di Buffy, che ghignò e restituì il saluto.
Sky è una tale ragazzina, pensò Buffy. Mi chiedo come combatta. Immagino che lo scoprirò.
La porta del veicolo si aprì con uno schianto. Buffy piroettò su sé stessa e vide Angel che ne usciva. Dietro di lei riusciva a sentire Xiaoting che saltava fuori dal suo veicolo dall’altra parte della strada.
E poi lo sentì.
Un profondo, basso fremito, proprio al confine tra vibrazione e rumore. Un rombo che si avvicinava sempre più — il residuo delle esplosioni a Oxford Circus, Leicester Square, Charing Cross e Green Park. Il tunnel stavano collassando, crollando su loro stessi, proprio come loro avevano sperato —
“Arrivano,” sussurrò.
Dalla profondità sottostanti giunsero i vampiri — uno dopo l’altro dopo l’altro — riversandosi fuori dalle macerie della stazione della metropolitana. Erano impolverati, feriti, furiosi, già con i volti trasfigurati solo per la fretta di fuggire. Mentre correvano all’aperto, iniziarono a fermarsi sui propri passi e guardarsi attorno furiosamente.
Apparentemente nessuno di loro si era aspettato di uscire e trovare cinque Cacciatrici — e un Angel — ad aspettarlo.
Per un momento furono tutti calmi, quasi immobili. Buffy trasse un profondo respiro mentre il vento le scompigliava i capelli. Poco meno di tre dozzine, pensò. Sarà un bello spettacolo.
Sumiko urlò, il suo strillo senza parole ruppe il silenzio e la calma mentre lei volteggiava verso i vampiri roteando la spada. Il primo vampiro fu decapitato ancora prima che gli altri potessero reagire.
Poi si scatenò l’inferno. I vampiri si lanciarono verso di loro, folli di rabbia o di paura, o semplicemente vampiri. Buffy smise di pensare e iniziò a combattere.
Afferrò la sua balestra e iniziò a tirare; il metodo ravvicinato era decisamente più divertente, ma c’era da dire qualcosa a favore del fatto di conservare le proprie forze quando si trattava con numeri simili. Riuscì a polverizzarne un paio in quel modo — e con la coda dell’occhio ne vide altri sparire in uno sbuffo di fumo grazie ad alcune frecce delle altre Cacciatrici. Ma poi furono troppo vicini per la balestra, e Buffy sorrise mentre la lasciava cadere e stringeva i pugni.
Gancio, diretto, diretto, rotante sinistro, diretto, è a terra! Prendi il paletto — svanito. E calcio laterale destro, crescente destro, gancio sinistro, paletto e via! UNH — rotola sul fianco, rimettiti in piedi, para a sinistra, calcio frontale sinistro, calcio frontale sinistro, DIAMINE, ingoia il sangue e gancio sinistro, diretto a destra, gancio sinistro, paletto e via —
Buffy risucchiò aria attraverso le labbra spaccate e rivolse uno sguardo disperato attorno a sé. Agatha stava massacrando un vampiro grande il doppio di lei con un gusto tale che mai Buffy avrebbe sognato che la sua amica potesse avere. Un altro vampiro sembrava aver bloccato Xiaoting — finché Angel, con un ruggito che Buffy riuscì a sentire nonostante il baccano, lo atterrò. I pugni di Sky volavano con una velocità e accuratezza che chiunque di loro avrebbe potuto invidiare; lei stava sorridendo mentre combatteva, il suo ghigno era di piacere animalesco. E più distante riusciva a vedere Sumiko muoversi tanto velocemente da essere quasi una chiazza indistinta, con la spada che ruotava come la pala di un elicottero mentre si apriva la strada a fendenti.
Un altro vampiro le saltò addosso, e Buffy dovette prodursi in un salto mortale all’indietro per evitare la spranga di ferro che teneva stretta tra le mani. La forza del salto la portò fino a quella che un tempo era stata una fontana; quattro statue metalliche di cavalli la guadavano dall’alto. Quando il vampiro la raggiunse, Buffy si aggrappò con le mani unite a una delle zampe equine. Fece dondolare le gambe in avanti calciando dolorosamente il vampiro alla gola. Mentre lui ancora gridava di dolore, Buffy sollevò i piedi per colpirlo sotto il mento. Lui cadde in terra, e Buffy si lasciò ricadere sulle ginocchia e lo infilzò con il paletto in un unico fluido movimento.
Si rialzò e ghignò. Sky stava facendo sputare l’anima non morta a un vampiro inginocchiato, e Sumiko decapitò ancora un altro vampiro. Xiaoting si stava guardando intorno per trovarne un altro da uccidere — restando delusa.
La gente si sporgeva dalle finestre dei palazzi occupati, indicando la mischia, ghignando e sorridendo. Buffy fece un ampio sorriso mentre si chiedeva quanti messaggeri avrebbero sparso le buone notizie quella notte.
E mentre Angel eliminava il suo ultimo vampiro, e Sky finalmente finiva la sua vittima inerme, Buffy sussurrò, “Abbiamo vinto.” Poi ripeté urlando, “Abbiamo vinto!”
“Che ti aspettavi?” domandò Xiaoting.
“Cinque Cacciatrici!” esultò Sky. “E — e anche Angel! Non avevano speranze, no?”
Sumiko rise contenta e lanciò in aria la sua spada. Questa ruotò su sé stessa, una mezzaluna d’argento crescente nel cielo notturno, prima di tornare da lei, con l’impugnatura che ricadde perfettamente nella sua mano come se l’avesse evocata.
“In dieci minuti abbiamo ucciso tutti i vampiri che potevamo aspettarci di uccidere in una notte intera. E abbiamo distrutto gran parte delle loro tane,” disse Buffy “Vediamo come fa il Consiglio a lamentarsi.”
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Il Consiglio, dopo interminabili discussioni e dissensi riguardo la fornitura degli esplosivi e il rischio alle Cacciatrici per l’assalto alla metropolitana, fu semplicemente felice di prendersi il credito per il successo della missione. Gli Osservatori che avevano piazzato gli esplosivi — incluso, per lo sgomento di Buffy, quel rospo di McGregor — furono incensati come eroi.
Ma non fu nulla rispetto all’accoglienza riservata alle Cacciatrici.
“È così eccitante,” disse Agatha, stringendo il braccio di Buffy mentre entravano nell’ascensore. I suoi capelli erano stati acconciati in uno stile che lei definiva boccoli, per quanto l’effetto generale fosse un po’ troppo alla Nellie Olson per i gusti di Buffy, era in effetti piuttosto lusinghiero. “Avevo tanto sperato che ci fosse un ricevimento.”
“Non so,” disse Buffy dubbiosa. “Non sono certa che l’idea di festa del Consiglio corrisponda molto bene con la mia.”
“Be’, tu sei splendida, se posso dirlo,” disse Agatha “Il vestito è come lo volevi?”
“Sei un genio,” rispose Buffy.
“Sei proprio sicura che — che si debba indossare da solo? Che è veramente tutto quello che serve?”
Buffy abbassò lo sguardo sul vestito che Agatha, nonostante qualche esitazione, aveva confezionato per lei. Era necessariamente molto semplice — rosso scuro, senza maniche, con una profonda scollatura a V sul davanti che mostrava un po’ di seno, e uno spacco che mostrava molta gamba. A lei sembrava piuttosto ordinario, ma immaginò che potesse apparire un po’ ardito a qualcuno che non aveva mai mostrato le caviglie in pubblico. “Credimi, Agatha. È esattamente come dovrebbe essere. Anche tu stai molto bene.”
Agatha lisciò la sua ampia gonna blu e il corpetto bianco. “Oh, questo. Se avessi un corsetto e qualche cerchio potrei fare qualcosa di veramente grandioso.”
“Dimmi, onestamente,” rise Buffy “ti manca sul serio quel corsetto?”
“Nemmeno un po’,” disse Agatha, unendosi alla sua risata.
Le porte dell’ascensore si aprirono, e Buffy ghignò. “Oh, perfetto!”
Il Consiglio originariamente avrebbe voluto tenere la celebrazione pubblica all’esterno, come facevano di solito per simili eventi, ma Buffy aveva protestato dicendo che anche Angel si meritava di partecipare, e non avrebbe potuto essere parte della festa se si fosse tenuta all’esterno di pomeriggio. Con piacevole sorpresa da parte sua, le altre Cacciatrici l’avevano vigorosamente sostenuta, e Ishak aveva accettato. Frances aveva brontolato in merito all’impossibilità di fare una cosa del genere nei magazzini.
Ma Frances aveva smesso. Numerose piante dei Giardini erano state spostate di sotto appositamente per l’evento, perciò foglie verde scuro correvano lungo i lati dell’ampia area svuotata per la festa. Una banda dotata di strumenti che sembravano realizzati a mano stava suonando allegramente in un angolo. Buffy non era in grado di identificare la musica — sembrava celtica un momento, bluegrass quello dopo, e poi qualcosa di completamente indefinibile. Un gran numero di persone stava ballando quelli che sembravano balli molto complicati — lunghe file di uomini e donne si stavano incrociando, unendo le mani e scambiando i partner velocemente. “Immagino che non possiamo semplicemente andar lì e scatenare il ritmo,” disse Buffy.
Agatha era deliziata. “Oh, è come un reel! Possiamo imparare i passi facilmente se li osserviamo.”
“Tu guardali,” disse Buffy con un sorriso “Io devo trovare il mio cavaliere.”
Continuò a farsi trada nel mezzo della festa, godendosi le espressioni sorprese e perfino scioccate che il suo vestito ispirava. Nella terra dei pigiama, decise Buffy, non ci vuole molto a fermare il traffico. La gente non le si affollava intorno come faceva fuori; comprese che entro la Fortezza era richiesto un maggior livello di deferenza. Ma si illuminavano comunque vedendola, sorridevano o la salutavano con la mano. L’aura di interesse, perfino di celebrità, che la circondava continuava ad infastidirla — anche ora che aveva farro qualcosa per meritarne un po’, pensò Buffy.
Alla fine individuò Angel. Non stava esattamente in piedi in un angolo, ma vagava da un lato, ovviamente a disagio nel gruppo. Buffy si chiese quanto tempo era passato dall’ultima volta che aveva partecipato a qualcosa di simile — anni, pensò. Forse decenni.
Buffy lo raggiunse da dietro, e lui non la sentì fino all’ultimo istante, poi si voltò e spalancò gli occhi.
“Ho sentito dire che i vampiri sono attratti dai colori vivaci,” disse Buffy con un lento sorriso “Dimmi, è vero?”
“È vero,” rispose lui, restituendo il ghigno. “Sei bellissima.”
Lei si sollevò sulle punte dei piedi per baciarlo. “Forza,” disse “mescoliamoci agli altri.”
Angel parve a disagio. “Io non mi mescolo. Mescolarmi non è una delle cose che so fare.”
“No, davvero?” disse Buffy stringendo le labbra. “Lo so. Ti aiuterò io.”
“Non vorresti piuttosto rimanere qui, solo noi due?” Angel stava percorrendole il braccio con la punta delle dita.
Buffy ignorò i piccoli brividi lungo la schiena. “Bel tentativo. Ma questa festa è per qualcosa che hai fatto anche tu. Ti meriti di prendertene il credito. Ti meriti di essere qui in mezzo a tutto questo. E ti meriti anche di divertirti.”
“Le ultime due cose si escludono a vicenda.”
“Angel,” disse Buffy, più seria. “Questa gente deve iniziare a vederti come qualcosa di diverso dal mostro della soffitta. Si tratta di far vedere al Consiglio cosa sei veramente. Di farlo vedere a tutti. Una volta che ti avranno visto, forse inizieranno ad ascoltarti. Sei con me?”
Angel sospirò. Senza molta speranza, rispose, “Allora va bene.”
Buffy mise un braccio attorno al suo e lo guidò verso la zona più affollata della stanza — i tavoli del rinfresco. Si prese un attimo per stupirsi del comportamento della gente che vi si affollava intorno — sebbene fossero tutti disperatamente poveri per i suoi standard, lottassero per vivere giorno dopo giorno, nessuno di loro diede neppure una seconda occhiata alle scorte di materiali e strumenti none impilati sugli scaffali contro le pareti. Non si lanciavano ad afferrare la frutta, il formaggio e il pane a disposizione sul tavolo — prendevano educatamente la loro parte al loro turno.
Sulla pista da ballo vedeva Sky che si faceva strada ballonzolando allegramente nella danza. Aveva chiesto lo stesso tipo di indumenti che indossava di solito, ma la sua tunica era blu e i pantaloni rossi, cosa ce la rendeva una lunga, saltellante striscia di colore in mezzo a tutto il grigio. Alla fine di un’altra fila c’era Xiaoting, in un vestito blu che la copriva dai polsi alle caviglie, ma era talmente attillato da rivaleggiare con quello di Buffy in quanto a essere scioccante. Stava arrancando tra i passi, sbagliando a ogni giro e ridendo così forte che gli altri danzatori non potevano fare altro che ridere con lei.
Ishak li scorse e gli fece allegramente segno di avvicinarsi. Buffy e Angel si mossero verso il gruppo principale di Osservatori; Markwith e Frances erano lì, e sembravano più allegri di quando Buffy li avesse mai visti. Sumiko stava in piedi accanto a Markwith. Buffy sorrise mentre registrava l’abbigliamento di; Agatha, decise, era un genio. Con l’aiuto di alcuni schizzi presi dalla biblioteca, era riuscita a fare un vero kimono bianco — forse non perfetto ma passabile — con un obi rosso scuro attorno alla vita. Sumiko aveva fatto qualcosa ai suoi capelli per la prima volta in assoluto: erano tirati su in una complicata serie di crocchie che la facevano sembrare una geisha.
“Splendido, non è vero?” disse Ishak. “Questo è un bel giorno. Davvero un bel giorno.”
“È così che vorremmo che si sentisse la gente,” disse Markwith “Questo è ciò che speravo che le Cacciatrici potessero riportare alla nostra città.”
Buffy sentì una punta di fastidio; perché Markwith doveva cogliere ogni opportunità per promuovere i suoi grandi piani? Apparentemente una parte di ciò che sentiva era apparso anche sul volto di Angel. Markwith lo guardò e disse, “Su, su, Angel. Non puoi ancora avere obiezioni, non ora.” Sottolineò il suo commento con uno sguardo di traverso all’abito di Buffy.
Il viso di Angel mostrò una miscela di emozioni — gelosia, senso di protezione, e sfiducia — ma poi, per la sorpresa di Buffy, si rilassò in un sorriso colpevole. “Sai come mi sento in merito a questo. Ma mentirei se dicessi che mi dispiace che avete riportato indietro Buffy. Sono molto — riconoscente — per il fatto di riaverla qui.” La guardò dolcemente, e Buffy sentì sciogliersi il suo stesso sorriso.
“Brillante, sul serio,” disse Sky, ansimando mentre si avvicinava di corsa. Xiaoting la seguiva da vicino. “La prossima è una calenada, Buffy. Vuoi provarci?”
“No grazie,” rispose Buffy. “Angel non balla — o è cambiato qualcosa nell’ultimo paio di secoli?”
“Questo non cambierà mai,” disse Angel solennemente. “Ma tu dovresti. Mi sembra di ricordare che ti paicesse molto.”
“Ecco la memoria che si risveglia,” disse Buffy. “Magari dopo. Prima voglio cercare di capire cosa sto facendo.”
“Sapere quello che stai facendo non è affatto necessario,” disse Xiaoting, scompigliandosi i corti capelli per rinfrescarsi. Teneva un bicchiere di vino nella mano libera. “In effetti direi che interferisce col divertimento.”
Anche Agatha si avvicinò, mordicchiando appena una sottile fettina di formaggio. Ishak salì su una sedia lì vicino e sollevò le mani per richiamare l’attenzione. Quasi immediatamente, la stanza divenne quieta — le centinaia di persone, la banda, perfino gli altri Osservatori. “Bravi cittadini!” chiamò Ishak. Anche senza l’acustica della Sala, la sua voce risuonò e prese il controllo della stanza. “Ci godiamo questo istante di successo e promessa come risultato del lavoro di queste cinque donne. Sono ritornate dalla morte per salvare questo mondo nell’ora di più grande bisogno, e noi non possiamo non onorare il loro coraggio!”
Gli applausi risuonarono. Buffy cercò di non roteare gli occhi. Tornate dalla morte, pensò. Come se avessi avuto scelta.
Ishak aprì la bocca per parlare nuovamente, ma improvvisamente Markwith lo interruppe. “E non dobbiamo dimenticare il duro lavoro della nostra stessa Cacciatrice!” Estese una mano per indicare Sky, e la stanza eruppe nuovamente in un applauso. Buffy si unì all’applauso entusiasticamente, così come Angel e le altre Cacciatrici. Grandioso, pensò, ora mi dovrà piacere Markwith.
Alla pausa successiva, ancora una volta Ishak tentò di parlare — quando una voce disse, “Chiedo perdono, signori.”
Tutti si girarono e videro un uomo barbuto nella folla. Buffy strinse gli occhi, poi si rese conto di averlo già visto — era con la gente che aveva salvato dal primo falò che lei e Angel avevano visto. L’uomo sembrava non riuscire a credere di aver veramente parlato quando non era il suo turno, ma esitando fece un passo in avanti e disse, “Queste Cacciatrici hanno aiutato me e la mia famiglia, e io le ringrazio dal profondo del io cuore. Ma noi — noi siamo stati aiutati anche da Angel, e io ringrazio anche lui.”
Per un attimo ci fu il silenzio — poi gli applausi ricominciarono, caldi e accoglienti come lo erano stati per le altre. Buffy rivolse all’uomo un sorriso tanto largo che quasi le fece male il viso. Angel sembrava più a disagio che altro, ma riuscì a sorridere e fare un rapido cenno con la testa all’uomo. “È da parecchio che non succedeva,” sussurrò a Buffy.
“Faccio bene alla tua immagine,” replicò lei. Guardò gli altri. Markwith stava applaudendo come tutti.
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Le celebrazioni proseguirono fino a un’ora prima del tramonto. Buffy si divertì notevolmente — ballando quando fu dell’umore adatto, ma principalmente parlando con Angel e le sue amiche. Agatha si sciolse perfino un po’ dopo un paio di bicchieri di vino, alla fine. Sumiko, dopo aver placidamente guardato i balli per la maggior parte della serata, raggiunse la pista all’estremità più lontana e ballò bene e sapientemente come tutti gli altri. Markwith la guardò con un ampio, scoperto sorriso. Più tardi parve a Buffy che avessero lasciato la festa più o meno nello stesso momento — anche se non poteva esserne certa.
Dopo la fine delle celebrazioni, nessuno sembrava aspettarsi che le Cacciatrici partecipassero alle pulizie, perciò tutte loro si sedettero e parlarono ancora per un po’. Angel, si scoprì, conosceva alcuni dei peccatucci di gioventù dell’Osservatore di Xiaoting e fu in grado di divertirla con parecchi aneddoti. Sky gli chiese timidamente se lui fosse più forte dei semplici vampiri comuni. E Xiaoting face delle ridicole smorfie da bacio a Buffy ogni volta che Angel non guardava, invariabilmente facendo ridacchiare una brilla Agatha.
Così, quando scese la notte, Buffy non vide nessuna ragione per andare a letto presto nella sua serata libera —
“Dovrei venire qui più spesso,” mormorò Angel tra i suoi capelli.
“Meglio che tu non ti faccia trovare qui da me con qualche altra ragazza. “Lei si stiracchiò languidamente nell’erba e passò una mano sul petto di lui. Le foglie sopra di lei mostravano piccoli squarci di stelle nel cielo notturno.
“Prometto di non baciare altre ragazze nei giardini,” promise Angel. “Anche se — forse Xiaoting è disponibile –” Buffy lo colpì giocosamente su una spalla, e lui ghignò.
“Vedo che c’è bisogno che io ti ricordi del mio fascino femminile,” disse lei. Lo baciò di nuovo, con la bocca dischiusa, le braccia che lo tiravano giù, sopra di lei. Lui restituì il bacio per molto, molto tempo. Quando infine le loro labbra si separarono, lei sussurrò, “Perché non finisco di ricordartelo da te?”
“Meglio di no.”
Buffy si accigliò. “Perché no?”
Angel la trasse a sé e la baciò nuovamente. Il bacio fu rude e affamato, e lui la accarezzò possessivamente, disperatamente. Quando il bacio finì, le disse rudemente, “Non stanotte, Buffy.”
“Bene,” disse Buffy “Non stanotte.”
“Ma presto — te lo prometto, presto –”
Angel sembrava abbattuto quando lei. Ovviamente, pensò. Le notti in cui ci desideriamo di più sono le notti in cui meno possiamo stare assieme. Odio gli zingari, e odio le maledizioni, e odio dover desiderare che l’uomo che mi ama non mi amasse così tanto.
Si voltò per metà per nascondere il dispiacere nei suoi occhi, e Angel la abbracciò da dietro. “Dico sul serio, Buffy. Io — io ho atteso per un po’, perché è spuntato fuori dal nulla — e volevo essere sicuro — ma ora — ”
“Shhh,” lo tranquillizzò lei. Buffy gli accarezzò le mani. “Non devi scusarti per ciò che sei.”
Lui espirò, quasi una risata, e scosse la testa. “Pensavo che forse –”
“No,” insistette Buffy. Si voltò nuovamente per guardarlo in viso, gli prese il mento tra le mani. “Voglio dirti qualcosa. Dal primo giorno in cui ho scoperto cosa eri, ho continuato a chiedermi, Perché? Perché l’amore della mia vita deve essere un vampiro? Accadono cose strane e miracoli tutto intorno a noi, ma mai il miracolo che ti farebbe diventare umano. Vivere di nuovo. Ci sono momenti in cui ho pensato che avrei sacrificato la mia stessa vita per restituirti la tua.”
Il volto di Angel era in fiamme mentre la guardava. “Buffy –”
Lei lo interruppe. “Ma ora capisco perché. Tutto ha un senso. Tornare dalla morte, vivere per sempre — non era solo il tuo destino, era il nostro.”
Lui rimase in silenzio, a studiare il suo volto. Lei si sollevò sui gomiti e continuò a parlare. “Quando hanno preso quella ciocca dei capelli di Noor — e ho capito che potevano riportare indietro qualunque di noi, ancora e ancora e ancora — mi sono sentita malissimo. Devo semplicemente continuare a tornare, ancora e ancora? Continuare a morire ancora e ancora? Fino alla fine dei tempi? A me — a me continua a non piacere quest’idea. Per nulla. Ma almeno so che non importa quante volte possa succedere — tu sarai sempre qui per me. Mi amerai sempre. Forse è così che doveva essere per noi. E per quanto ingiusto sia, è comunque molto meglio che dover andare avanti senza di te. Io ti amo. E penso di poter affrontare il dover tornare finché so che tu sarai qui.”
Angel la abbracciò fortemente, seppellendo il suo viso nella curva del collo di lei. Lei restituì l’abbraccio, lasciando che lui la distendesse al suolo. Quando lui risollevò la testa, i suoi occhi luccicavano, e lui le toccò la guancia. “Angel –”
“Mi spiace,” disse “Non l’avevo vista in questo modo.”
“E non ti è d’aiuto?” mormorò “Vederla in questo modo? Sapere che saremo sempre in grado di tornare l’una dall’altro?”
“Sì,” sussurrò lui. Ma c’era ancora qualcosa di triste nei suoi occhi.
Lei lo avvicinò di nuovo a sé, e rimasero distesi in silenzio per molto tempo

 

CAPITOLO 19

Il mese successivo fu pieno di numerosi lavori stancanti, battaglie contro la morte e situazioni difficili quanto qualunque altro mese della vita di Buffy — o, come a volte pensava adesso, delle vite. Sei notti a settimana, lei a Angel pattugliavano e combattevano al loro meglio. Effettuarono altre quattro incursioni del sottosuolo, senza mai polverizzare meno di venticinque vampiri la volta e distruggere molte delle tane sotterranee del centro di Londra. Arrivavano già notizie di nidi in superficie, e Buffy stava elaborando piani per dei falò durante il giorno, che immaginava avrebbero avuto risultati davvero notevoli.
Per alcuni pomeriggi e sere a settimana, lei a Angel stavano assieme — ascoltando musica che lui possedeva, baciandosi sul divano, anche solo rannicchiandosi uno vicino all’altra e leggendo. Buffy era ormai a due terzi di “Il Custode della Chiave,” e sentiva che Dawn aveva scritto un ottimo libro, anche se non era del tutto sicura di averlo compreso.
“Perché c’è sempre uno specchio?” aveva chiesto, accigliandosi davanti alla pagina. “Ogni volta che Anna sta cercando sua sorella c’è sempre qualcosa che riguarda uno specchio.”
“È un motivo,” aveva risposto Angel. Era seduto sul pavimento, appoggiato con la schiena al divano su cui stava seduta Buffy. Si era sporto all’indietro e aveva accarezzato un piede di lei, avvolto da un calzino. “È simbolico. Le risposte che spera di ottenere da sua sorella in realtà sono state dentro di lei per tutto il tempo.”
“È questo che significa?” aveva chiesto Buffy. “Cioè, certo che è questo che significa. Pensavo solo che avrebbe potuto, sai, variare un po’.”
Angel le aveva sorriso e lei si era sporta in avanti per baciarlo, e quel che era seguito li aveva portati nella stanza da letto per la prima e, fino ad ora, unica volta dopo quella prima, meravigliosa notte.
Molte volte, ovviamente, si erano baciati e poi avevano dovuto separarsi, insoddisfatti. Buffy ricordava quanto fosse stato difficile ai tempi del liceo, ma ora era esponenzialmente peggiore. Allora lei era stata un’adolescente con una sola notte di esperienza; molti dei suoi desideri nei confronti di Angel erano informi e misteriosi. Ora, però, sapeva esattamente cosa si stavano perdendo, sapeva molte cose che avrebbe voluto dare ad Angel, condividere con lui —
Ma Buffy ingoiò il suo scontento. Ora che capiva, si disse, era diverso. Ora che la natura di Angel aveva uno scopo nella loro relazione, era più facile da accettare.
E anche i confini durante la caccia stavano diventando meno pesanti. Frances solitamente obiettava a qualunque innovazione Buffy tentasse di fare, e Ishak spesso la supportava. Ma Buffy stava imparando ad ottenere abbastanza flessibilità da iniziare a fare la differenza.
Il suo passo successivo, però, sarebbe stato il più duro di tutti.
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Buffy spiegò la mappa. “Il British Museum,” disse “Dovrei dare qualche informazione sulla sua storia, e cultura, e tutto il resto, ma per noi è solo un vecchio grosso edificio di pietra con tonnellate di stanze senza finestre, e perciò l’Hotel della Felicità per i vampiri. Lo è stato per decenni. È corretto?”
Le persone nella sala annuirono. Buffy si guardò attorno un po’ a disagio. Non era mai stata in uno degli edifici residenziali prima, e sentiva di non riuscire a dissimulare molto bene la sorpresa o lo sgomento. Le persone dormivano in quattro su un materasso, o in amache che pendevano a strati in ogni angolo. I loro abiti erano grigi perché non c’era molto spazio o acqua per lavarli. Almeno una dozzina di bambini dagli occhi sgranati li stavano guardando dall’ingresso. Per un momento desiderò di aver portato Angel con lei — ma nessuno scampolo di tessuto era stato sprecato per fare tende, e l’unica luce proveniva dal sole del mattino. Inoltre, nell’interesse della fiducia, era probabilmente meglio essere andata da sola —
Trasse un profondo respiro e continuò. “Qualunque attacco convenzionale sarebbe destinato a fallire. Co sono solo pochi ingressi — migliaia di metri quadri senza nessuna finestra. Una stima cauta dice che il numero di vampiri là dentro si aggira sulle centinaia. Sono numeri che non possiamo battere, neppure con tutte le Cacciatrici che lavorano assieme. È qui che entrate in campo voi.”
Le braccia di Tam erano incrociate sul suo petto. “E cosa vorresti che facessimo?”
“Be’, intanto accetto suggerimenti,” disse Buffy con cautela “Voi cosa fareste?”
“Io — suppongo — che noi potremmo pensare a mettere delle barriere,” disse Tam. Si mosse a disagio sulla sedia.
Buffy sorrise. “Grande idea. Esattamente quello che avrebbe fatto la mia amica Willow. Quello che ha fatto, una volta. Mi ha veramente salvata.” Ricordare Willow le causò un groppo in gola, e se la schiarì rapidamente prima di continuare. “Le barriere sarebbero ottime. Se tu e le tue compagne streghe poteste creare delle barriere, tagliare fuori i vampiri gli uni dagli altri in modo che noi possiamo batterli, un gruppo alla volta — sarebbe veramente utile.”
Un uomo verso il fondo della stanza parlò. “Esistono anche incantesimi del sonno.” Tam si voltò a metà per rivolgergli uno sguardo, ma lui continuò ugualmente. “Funzionano meglio sui gruppi che sugli individui. Durante il giorno, presumo che i vampiri starebbero comunque dormendo, ma sarebbe utile se non riuscissero a svegliarsi per un po’.”
“Se ne libereranno alla fine,” avvertì Tam “Man mano che ucciderete vampiri addormentati, la forza dell’incantesimo diminuirà con il loro numero.”
“Va benissimo,” disse Buffy “Riuscire a ucciderne qualcuno nel sonno sarebbe un grosso aiuto.”
Seguì una breve pausa, e Buffy unì le mani mentre si sporgeva sul tavolo. “Allora — ci state?”
Tam si alzò rapidamente dal tavolo, passandosi le mani tra i lunghi capelli neri. “Il Consiglio ci ha disapprovati per molto tempo. Abbiamo dovuto agire in segreto, nascondere le nostre intere vite. E ora vorresti che venissimo allo scoperto –”
“Fa paura,” disse Buffy “Ho passato molta della mia vita portandomi dietro un grosso segreto anche io. So come ci si sente a pensare che l’intero mondo ti crollerà addosso se dirai la verità.”
“Sei una Cacciatrice,” la rimbeccò Tam.
“Ai miei tempi, essere una Cacciatrice non significava stare al centro dell’attenzione come oggi,” disse Buffy “Non potevo dirlo a nessuno. Neppure a mia madre, finché non lo ero stata per almeno tre anni. Non avevamo gli alloggi comodi o i passaggi gratis o altro. Facevi semplicemente il tuo lavoro, come chiunque altro, tutto il giorno. Scuola o lavoro o qualunque cosa fosse. Di notte restavi sveglia e combattevi per la tua vita. Nessuno lo sapeva. Dicevano ce sarebbero accadute cose terribili se qualcuno l’avesse saputo.”
“Il Consiglio diceva questo?” chiese una delle donne lì accanto.
“Lo diceva, e lo ripeteva più e più volte, in classico stile da Osservatore.” Questa affermazione causò qualche sorriso da parte del gruppo; perfino la faccia preoccupata di Tam iniziò ad addolcirsi. “So che è un rischio. Ma pensate ai benefici. Non solo uccideremmo un’enormità di vampiri, ma potremmo anche provare quanto valete. Il Consiglio non saprà niente finché non sarà stato tutto fatto. E per allora, voi avrete aiutato a vincere la più grande battaglia nella storia delle Cacciatrici, più o meno.”
“Pensi davvero che questo potrebbe far togliere il divieto?” chiese Tam.
“Forse,” rispose Buffy “Lo spero. Potrebbero non lasciare che insegnaste ad altri — ma almeno dovranno lasciare che iniziate ad aiutarci. E una volta vinta questa battaglia, potremo pensare a vincere la guerra.”
Tam si guardò attorno nella stanza, studiando le espressioni di quelli che stavano intorno a lei. Infine annuì. “Allora ci uniremo a te.”
Buffy ghignò. “Spettacolare.”
“Quando pensi di agire?”
“Non ho segnato la data sul calendario prima di avere voi a bordo,” rispose Buffy “Ma lascia che parli con tutti. Presto — una settimana, forse? È abbastanza tempo per prepararvi?”
“Sicuramente,” disse Tam. “Quelli che aiuteranno conoscono bene tutti gli incantesimi necessari. E le poche erbe e ingredienti che servono sono disponibili.”
“Bene allora,” disse Buffy. “Fate un conteggio e fatemi sapere esattamente quanti di voi ci saranno.”
“Penso che parteciperemo tutti,” disse Tam “ma ci spostiamo di frequente, e cerchiamo di non restare in gruppo. Ci sono altro oltre il Consiglio a non fidarsi di noi, e dobbiamo stare allerta. Perciò ti servirà sapere come trovarci –”
“Create un indirizzo di comodo, allora, perché non c’è modo di fare tutto questo senza di voi. E una volta che l’avremo fatto — forse non dovrete più correre.”
Tam le rivolse un caldo, aperto sorriso che Buffy non aveva più visto fin dal primo giorno in cui si erano incontrate. “Sono felice che tu abbia acquistato le mie cose, Buffy.”
‘Anch’io. Voglio dire, dovresti vedere il vestito.”
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Sembrava che ad Agatha picesse la stanza di Angel, specie dopo che aveva trovato alcuni libri di Dickens in una libreria. Xiaoting e Sky stavano ovviamente cercando a fatica di capire perché qualcuno avrebbe voluto vivere circondato da così tante cianfrusaglie. Sumiko era molto presa dai disegni alle pareti, soprattutto quello di Wesley.
Sky sollevò una spalla in direzione di Sumiko. “Ditemi di nuovo perché la invitiamo agli incontri.”
“Penso che lei si senta meglio sapendo che la includiamo,” disse Buffy “Almeno credo.”
“E almeno non sussurra al suo vicino durante tutta la pianificazione strategica,” la rimproverò Agatha. Sky parve vagamente abbattuta e finse di studiare attentamente le carte sul tavolo di Angel.
“Pensi davvero che ilo Consiglio approverà?” chiese Angel.
“Ci hanno dato parecchia corda ultimamente,” rispose Buffy “e sai che abbiamo portato a casa risultati tali da meritarcelo. Forse stanno iniziando a vedere la luce.”
Angel rise un po’. “Conosco il Consiglio da molto più tempo di te. Stiamo ancora lavorando entro dei limiti, Buffy. Possono essere un po’ più ampi, ma ti prendi in giro da sola se pensi che non ci siano più.”
“Penso che gli verrà un colpo,” ammise Buffy “ma credo che finiranno per darci il via libera. E se riusciamo a ottenere qualcosa su questa scala –”
“Niente potrà più fermarci.” Il volto di Xiaoting era acceso di entusiasmo. “Capite che se continuiamo di questo passo, la città di Londra potrebbe diventare un posto abbastanza sicuro in cui vivere in un anno o giù di lì?”
“Sicuro?” chiese Sky. Il suo volto era confuso, come se non riuscisse ad afferrare il concetto.
“Forse saremo in grado di passeggiare al chiaro di luna entro la prossima primavera,” disse Agatha “Però sono molto preoccupata per il Museo. Penso che i vampiri siano stati molto distruttivi verso l’arte.”
“Non so,” disse Buffy “Alcuni vampiri amano le cose raffinate, non è vero?” strinse il braccio di Angel.
“Quindi Buffy usa la sua famosa diplomazia e il suo tatto per conquistare il Consiglio,” disse Xiaoting “Facciamo una visita notturna al Museo — possiamo contare sul fatto che siano tutti fuori, ma almeno dall’esterno possiamo assicurarci che non abbiano sbarrato nessuna finestra o porta che potremmo voler usare tatticamente. Poi, in una mattina chiara e soleggiata poco dopo — entriamo e rendiamo le polverose reliquie del Museo molto più polverose.”
“Come portiamo dentro Angel se fuori c’è il sole?” chiese Sky.
“Posso ripararmi dal sole nel veicolo,” disse Angel “E il sudario di Kean dovrebbe portarmi dal veicolo alle porte.”
“Sembra un piano,” disse Buffy.
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“Sembra un suicidio,” disse Frances. Stava guardando Buffy, con espressione accigliata, al di là del tavolo della sala di Ishak. “Cosa potresti mai sperare di ottenere contro le centinaia — forse anche migliaia — di vampiri che vivono nel Museo?”
“Abbiamo avvisato la gente dei pericoli di vivere nei pressi del Museo — be’, da quando riesco a ricordare,” disse Ishak. “Sarebbe una benedizione liberarsi di quel dannato nido. Ma come credi di garantire la tua sicurezza una volta entrata?”
Buffy trasse un profondo respiro. “Non posso dirvelo.”
Markwith si sporse all’indietro e inarcò le sopracciglia. “Oh, questa è bella.”
“Abbiamo un piano,” disse Buffy. “Come piano è un piano A più, extralarge, di prima classe, ma è anche un piano segreto.”
“Secreto per noi?” chiese Ishak incredulo.
“Già,” disse Buffy. “Anche per voi. Prometto che conoscerete tutti i dettagli dopo.”
“Lasciami indovinare,” disse Ishak. “Non ci dici i dettagli ora perché sai che diremmo di no.”
“Oh, non so. Cioè, voi siete un gruppo di persone dalla mentalità aperta che guarda in avanti,” disse Buffy. “Probabilmente sareste completamente d’accordo.”
“Non capisco affatto il tuo comportamento ultimamente,” disse Frances. Sembrava alterata — molto alterata, pensò Buffy, come se avesse potuto mettersi a piangere. “Il tuo o quello di Angel. Questa — volontà suicida — mi fa impazzire. È incomprensibile.”
Ishak scosse la testa. “Buffy, hai dato prova di essere una ragazza brillante e piena di risorse nei tuoi due mesi qui. Ma non puoi pensare che manderemo le nostre migliori combattenti per una missione impossibile solo perché lo dici tu.”
“Penso che dovremmo prenderlo in considerazione,” disse Markwith.
Perfino Ishak lo fissò. Buffy infine disse, “Non sei tu quello della sicurezza prima di tutto?”
“So riconoscere il successo quando lo vedo,” replicò Markwith. Allo sguardo incredulo di Frances, sospirò. “Non dico che dovremmo semplicemente approvarlo. Solo– parlarne. Pensarci per qualche giorno.”
Buffy si spostò sulla sedia con impazienza. Un ritardo di qualche giorno avrebbe fatto saltare la programmazione, e per allora le streghe avrebbero potuto disperdersi nuovamente.
Ovviamente, aveva sempre avuto intenzione di procedere con il piano — con o senza l’approvazione del Consiglio. Ma sarebbe stato molto più facile portare fuori i veicoli dalla Fortezza avendola.
“Molto bene allora,” disse Ishak in tono grave. “Ne discuteremo tra noi. Ma ti avverto, Buffy, l’approvazione è tutt’altro che sicura.”
“Fintantoché almeno ci penserete,” disse lei in tono allegro.
L’assemblea si sciolse, e Buffy si avviò per tornare di sopra. Per la sua sorpresa, Frances la si affiancò — ma non disse nulla.
Comunque, quando la porte dell’ascensore si chiusero, Frances si voltò a guardarla. “Perché Angel non c’era oggi?”
“Sfrutta più ore di luce che può,” rispose Buffy “ma pattuglia tutta la notte, e prima o poi deve dormire. Pensò che ormai creda che riuscirò a gestirmi da sola con voi. Perché me lo domandi, Frannie? Temi che l’abbia fatto diventare cattivo durante la notte?”
“Sì!” rispose Frances “Non lo capisco affatto — non ti capisco affatto –”
Le porte dell’ascensore si aprirono al piano di Frances e Buffy afferrò il gomito di Frances e la tirò lungo il corridoio. “Dov’è la tua stanza? Da questa parte? Andiamo, allora. Frances, se hai ancora un problema con me e Angel, chiariamolo adesso, va bene?” disse Buffy a denti stretti mentre oltrepassavano la porta. “Perché ho avuto questi problemi per tre vite ormai, e dico sul serio, non ne posso più.”
“Dovresti non poterne più,” disse Frances “Ma non è così, e non capisco perché –”
“Cosa stai blaterando?”
Frances urlò, “Perché Angel non è umano?”
Buffy la fissò per un momento “Perché è un vampiro.”
“Non deve esserlo! Non più! Vi ho dato i mezzi — anche se avrebbe potuto costarmi tutto quello che ho, vi ho dato i mezzi, e invece di usarli, inspiegabilmente tu continui a metterci tutti a rischio –”
“Ferma,” disse Buffy “Ripeti. Tu ci hai dato cosa?”
Frances crollò su una sedia. “Vi ho dato il sangue,” disse “Il più grande tesoro del reliquiario ormai da un secolo. L’essenza dell’eternità. Capace di far tornare umano un vampiro.”
Le speranze nascenti di Buffy stavano lottando contro la sua incredulità. “Okay, Frances,” disse con cautela “Penso che ce lo ricorderemmo se ce l’avessi dato –”
“Quando ho restituito le cose di Angel dopo l’incantesimo –”
“Sei stata tu! Sei stata tu a rubare la roba di Angel!” Buffy le puntò contro un dito. “Ladra.”
“Quando ho restituito le cose di Angel dopo l’incantesimo” ripeté Frances “ho messo lì la bottiglia. Sapevo che l’avrebbe trovata e ho supposto che l’avrebbe usata. Perché non l’ha fatto?”
“È questo che è?” chiese Buffy “Quella bottiglietta? Pensavo fosse inchiostro — ma è sangue? Sangue che rende Angel umano?”
“Vuoi dire che non lo sapevi?” chiese Frances incredula.
“Non ricordo che ci fossero le istruzioni sulla bottiglia!” rispose Buffy “Non lo sapevo. E nemmeno Angel lo sapeva. Oh, mio Dio, quando lo sentirà, lui — aspetta un attimo.”
Buffy fissò Frances, e i suoi occhi si restrinsero. “Aspetta un attimo. Hai detto che il Consiglio l’ha avuto per un centinaio d’anni. Hanno — hanno avuto la capacità di rendere umano Angel per un secolo, e non l’hanno mai fatto?”
Frances annuì, e ora sembrava vergognarsene. “È stato nel periodo subito dopo la pestilenza. Il Consiglio, be’, stava ancora tentando di creare la propria autorità agli occhi del mondo. E forse le politiche interne dell’epoca erano un po’ Bizantine.”
“Il che significa mentire?” Buffy stava male per la collera. Letteralmente male. Se non avesse urlato subito, pensò, avrebbe finito per vomitare. O svenire. Era così indescrivibilmente crudele —
“Abbastanza,” disse Frances tristemente “La storia dice che un demone Mohra comparve alla Fortezza — all’epoca era stata appena costruita — nel cuore della notte. Angel doveva essere fuori in pattuglia. Il Consiglio credeva che i demoni Mohra fossero estinti; quello era l’ultimo. Il demone disse che i Poteri gli avevano ordinato di andare lì ed essere la fonte della shanshu di Angel. Conosci il significato della parola?”
“Adesso sì,” rispose Buffy “Quindi cosa successe?”
“Dissanguarono il demone, che morì, come i Poteri avevano decretato. Ma i membri del Consiglio non concordavano sul fatto che il sangue dovesse essere effettivamente dato ad Angel. L’essenza dell’eternità è potente, Buffy — guarisce le ferite, aiuta nelle profezie, potenzia la magia –”
“Quindi hanno detto, ehi, possiamo usare la ricompensa celeste di Angel per noi,” disse Buffy. “E se la sono tenuta.” Frances annuì. Buffy dovette reprimere l’impulso di prendere a pugni una parete. “L’hanno usato? Ce n’è abbastanza per renderlo vivo ora? Ed è invecchiata di un centinaio di anni — se fosse andata a male o qualcosa del genere?”
“Ovviamente non è andata a male,” ribatté Frances “È l’essenza dell’eternità! Non marcisce come la frutta. E ne hanno usato un po’ durante gli anni, ma non dovrebbe avere importanza. È sufficiente una minima quantità per causare il cambiamento.”
Buffy abbassò lo sguardo su Frances. “E tu li hai aiutati. Quando eri al reliquiario, lavoravi dall’altro lato della sala rispetto a Angel, tutto solo con i suoi libri, hai scoperto questo piccolo sporco segreto e hai deciso di tenerlo per te.”
Frances sollevò il mento. “Non metto in discussione la saggezza del Consiglio quotidianamente, come qualcun altro.”
“La saggezza del Consiglio –”
“Ma,” continuò Frances risoluta, “il Consiglio, nella sua saggezza, mi ha nominata tuo Osservatore. Questo significa che devo fare in modo che tu stia bene, prima di ogni altra cosa, non importa quanto tu decide di rischiare. Quando tis ei rimessa con Angel, sapevo quali disastrosi risultati avrebbero potuto esserci. Volevo salvarti da questa possibilità. Per non parlare del resto di noi –”
Buffy prese un profondo respiro e si obbligò a concentrarsi. “Angel può diventare umano.”
Frances le afferrò un braccio. “Nessuno deve sapere cosa ho fatto. Alla fine lo sospetteranno, ma non dovranno mai saperlo. Markwith non ha idea che l’abbia fatto, e neppure Ishak –”
“Ishak sapeva del segreto?” disse Buffy debolmente.
“Dopo essere stato eletto lo ha scoperto,” disse Frances “Ha considerato che il punto di vista di Angel era troppo importante per perderlo.”
“Già, non puoi sprecare le capacità della gente realizzando i loro desideri. Questo farà molto male ad Angel –”
“Forse alla fine non avrà importanza,” disse Frances “Di sicuro, una volta che sarà diventato umano, sarà troppo felice per non dimenticare il passato.”
“Non ci conterei,” disse Buffy. Trasse un altro profondo respiro. “Ma — ma sarà felice. E anche io. Frances — grazie. Dico sul serio.”
“È una questione di sicurezza,” disse Frances “Anche se sarò lieta di vedervi entrambi contenti infine.”
La collera di Buffy bolliva ancora, ma stava perdendo calore ed energia mentre la gioia iniziava a montare dentro di lei. Angel può diventare umano, pensò. Quando gli dirò che potrà finalmente essere umano —
“Grazie,” ripeté Buffy, e corse fuori dalla porta. Batté sui comandi dell’ascensore varie dozzine di volte prima che le porte si aprissero circa quarantacinque secondi dopo. Batté sul pulsante per il suo piano — poi perse la pazienza anche per quel breve viaggio e batté sul pulsante del piano di Angel.
Mentre l’ascensore saliva, terribilmente lento, Buffy saltò sui tacchi e ripensò a quella notte nella stanza di Angel. Pensare che le aveva semplicemente dato la bottiglia, senza avere idea —
Pensò al suo volto, grave e determinato, mentre le faceva prendere la bottiglia.
Gliel’aveva fatta portare via da lui.
L’ascensore si aprì e Buffy si affrettò lungo il corridoio. Angel aveva programmato la serratura con l’impronta del suo pollice settimane prima, così corse direttamente nella stanza da letto in cui Angel dormiva. Saltò sul letto e iniziò a scuoterlo. “Angel! Angel, svegliati.”
“Uhf,” disse Angel. Si girò e la fissò con sguardo assonnato. “Niente è importante prima di mezzogiorno.”
“Scommettiamo?” disse Buffy. “Angel, svegliati. Seriamente. Dobbiamo parlare. Ora.”
Angel si sollevò su un gomito. “Buffy, che succede?”
“Ricordi la bottiglia che abbiamo trovato nel tuo baule?” l’espressione di Angel era distante quando annuì. Buffy respirò a fondo e disse, “Sapevi cosa c’era in quella bottiglia? Cosa poteva fare?”
Dopo un momento lui rispose semplicemente “Lo sapevo.”

 

CAPITOLO 20

 

Buffy fissò Angel per un momento prima di ripetere lentamente, “Lo sapevi.”
“Giusto.”
“Dall’ufficio delle domande scontate ci giunge questo messaggio — Perché non l’hai preso?” Buffy stava gesticolando forsennatamente verso Angel, la porta, una qualche zona non definita che simboleggiava il mondo esterno. “Come hai potuto farlo? Come hai potuto rifiutare di essere umano — Dio, Angel, umano! — senza neanche parlarmene?”
“Ho fatto quel che dovevo fare.”
“Dovevi fare — cosa? Hai semplicemente deciso che la mia opinione non aveva importanza?” Dolore e collera la stavano facendo tremare. “Angel, non vuoi stare con me? O semplicemente non ti importa?”
“Buffy, no. Non è questo. Non capisci?” disse Angel stancamente “È un test. Un altro stupido test per la mia slealtà o debolezza o qualunque altra cosa vogliano provare. Se avessi usato il sangue, mi avrebbero cacciato fuori il giorno successivo –”
“Prima di tutto, nessuno ti caccia via finché ci sono io,” disse Buffy, contando nervosamente i punti con le dita “Secondo, non è un test. È stata — e questo non puoi dirlo a nessuno — è stata Frances. Era preoccupata che tu e io stessimo per — be’, lo sai. Ha pensato che fosse meglio darti il sangue, così saremmo stati al sicuro. Cosa che io credo fosse un’idea dannatamente buona. Spiacente che tu non sia d’accordo.”
“Potrebbe aver mentito –”
“Ma COSA hai che non va?” urlò Buffy “È tutto qui, Angel. Il miracolo che ho desiderato circa un mliardo di volte — ce l’abbiamo. È la nostra grande opportunità, e tu non puoi accettarla –”
“Buffy, non sai di cosa sia capace il Consiglio,” disse Angel. Fece ricadere le gambe oltre la sponda del letto, camminò da un lato all’altro della stanza per due volte prima di raggiungere l’ingresso. Buffy lo fissò mentre lo seguiva; era agitato come non l’aveva mai visto, il corpo teso e la voce roca. “Le cose che hanno fatto durante gli anni per cercare di farmi impazzire, di farmi fare un piccolo passo oltre la linea così che potessero darmi in pasto ai lupi. Hanno preso Spike a Parigi, Buffy. Non c’era nessuna ragione per riportarlo qui a morire a parte vedere se avrei tentato di farlo scappare. Dru — Dru l’hanno presa qui, ma non potevano semplicemente ucciderla subito. Volevano provare qualcosa — qualche magia, hanno detto. Un esperimento, solo per vedere se funzionava. L’esperimento fallì, ovviamente — qualunque incantesimo che impieghi due mesi per uccidere un vampiro è inutile, non importa quanto sia soddisfacente vederlo soffrire –”
La sua voce era rotta ma le parole continuavano a uscire. “Farebbero persino del male alle persone, Buffy. Naomi — una donna che io — l’hanno esiliata. Hanno montato delle accuse, e non potevano avere nulla contro di lei — solo per vedere se sarei crollato — e l’avrei anche fatto, se lei non mi avesse fatto giurare –”
“Angel,” disse Buffy in tono confortante, controllando le proprie reazioni. La sua collera stava infrangendosi alla vista della paura e della sfiducia di Angel; non si era resa conto, fino a quel momento, di quanto fossero in realtà profonde le cicatrici di un secolo di isolamento. Si alzò lentamente, mise le mani sul petto di lui. “Va bene. Capisco, va bene? Però calmati –”
Angel scosse la testa. “Tu non capisci. Ricordati perché sei qui, Buffy. Vogliono distruggermi, e distruggeranno te per farlo.”
“Ascoltami,” disse Buffy “So perché mi hanno portata qui. Ma le cose sono cambiate da quando sono arrivata. Non è così? Sei di nuovo in pattuglia. Altri Osservatori oltre Ishak ti danno di nuovo ascolto. La gente là fuori tiene a te. Ora hai degli amici qui dentro, e anche io. Personalmente credo a Frances, ma anche se avesse mentito — non avrebbe importanza, Angel. La situatione non è più la stessa.”
“Pensi davvero che bastino due mesi a cambiare tutto?” Angel sorrise, di un sorriso tetro e amaro. “Adesso mi tollerano a causa tua.”
“E io non andrò da nessuna parte,” insistette Buffy. “Angel, stai esplodendo, e se hai tenuto tutto questo dentro capisco il perché. Ma smetti e pensa per un secondo, vuoi? Perché non dovrebbero volere che tu –”
La voce di Buffy si spense. Ishak, pensò. A Ishak lui piace più di chiunque altro, e non vuole che sia umano. Lo sapeva, e non ha detto nulla. O no? “Angel, come sapevi del sangue? Te — te ne ha parlato qualcuno?”
“No, l’ho scoperto quando mi hanno eso umano per la prima volta. Hai presente il giorno che continui a dire che non è mai accaduto? Deve essere stato reale, dopo tutto,” Angel si sedette pesantemente sul divano. Buffy si sedette accanto a lui. “Per come lo ricordo io, stavo combattendo un demone Mohra, e un po’ del suo sangue finì in una ferita che mi ero provocato nello scontro. Solo una piccola traccia di sangue, così piccola che la notai a malapena. Così poco che ci mise ore per farmi diventare umano. Ma lo fece. Venni a trovarti nel parco — eri lì al sole, e quanto ti voltasti e mi vedesti –”
“Okay,” disse Buffy “Hai vinto, il giorno c’è stato, i monaci lo hanno cancellato o qualcosa del genere. Ma rimani concentrato, va bene?” La mente le turbinava mentre tentava di calcolare quanta della paura di Angel fosse paranoia — e quanta non lo fosse. Odiando la necessità delle proprie parole, parlò lentamente, “Angel — sapevi che Ishak ne era al corrente?”
Lui inarcò le sopracciglia, si morse un labbro. “No,” disse brevemente. Poi scosse la testa. “Questo mi sorprende, e pensavo che nulla potesse più farlo.”
“Frances ha detto che era perché pensa che tu sia troppo valido per poterti perdere,” aggiunse Buffy, le parole le sembravano ancora più puerili ora di quanto lo fossero state prima.
Angel iniziò a ridere, un suono rotto e frastagliato che quasi spaventò Buffy. “Sai cosa mi dice sempre, Buffy? Dice — dice che io lo mantengo onesto.”
“Quel bastardo. E io che pensavo fosse uno a posto.” Buffy guardò l’ancora tremante Angel. “Dovevi almeno desiderare di usarlo –”
Angel si rimise in sesto, la guardò. “Non è stato difficile resistere, all’inizio. Sapevo che era solo un altro dei loro test, un modo per liberarsi di me. Il test definitivo, davvero — in qualunque altro momento prima di adesso l’avrei usato. L’avrei usato e sarei scappato in qualunque modo possibile. Ma in nessun modo gli avrei permesso di mandarmi via con te qui. Eri così spaventata, Buffy, così confusa –”
“Ricordo,” disse lei, prendendo una delle mani di Angel tra le sue.
“Dopo è diventato difficile,” disse “Specialmente dopo che siamo tornati assieme, e ti desideravo così tanto. Quella notte dopo il grande festival, sono quasi crollato. Ma poi tu mi hai aiutato a dare un senso a tutto questo.”
“Non ricordo di essere stata consultata in merito a questa decisione.”
“Non è quello che intendevo. Mi hai detto che capivi, finalmente, perché io fossi un vampiro — che entrambi eravamo condannati ad andare avanti per sempre, ma almeno ognuno di noi aveva l’altro –”
“Oh, quello! Al diavolo,” disse Buffy. Alla sua espressione ferita, scosse la testa. “Angel, non fraintendermi. Quel pensiero mi ha confortato parecchio. Ma per entrambi è solo il premio di consolazione. Non voglio sperare che forse, qualche giorno, nel novantaduesimo secolo, riusciremo a vederci di nuovo. Io voglio una vita vera, come chiunque altro. E voglio che quella vita sia con te. Abbiamo la nostra opportunità, Angel.”
Lui la guardò e per la prima volta lei vide un bagliore di speranza. Ma il tono di Angel era ancora serio quando disse, “Non avresti me a pattugliare al tuo fianco o a proteggerti.”
“Prima di tutto, puoi pattugliare con me altrettanto bene da umano,” disse Buffy “Xander e Wil e Giles lo facevano sempre, no? E tu hai secoli di addestramento ed esperienza che loro non avevano. Secondo, non è che ci manchino esattamente i muscoli da queste parti. Non puoi lanciare la proverbiale moneta senza colpire una Cacciatrice.”
Angel rifletté per un momento. Con esitazione disse, “E — tu pensi davvero che Frances stesse dicendo la verità?”
“Ne sono certa.”
Angel aprì la bocca, poi la richiuse, e lei vide la luce nei suoi occhi affievolirsi. Infine le chiese “Lei ha rubato il sangue?”
“Già, proprio così,” anche l’umore di Buffy si abbatté quando comprese le implicazioni di ciò che Angel aveva detto. Se davvero intendevano ancora nuocere ad Angel — e, dopo aver saputo di Ishak, Buffy pensava che la valutazione di Angel potesse essere corretta — il furto avrebbe potuto rovinare tutto. Avrebbero potuto incastrare Angel, cacciarlo dalla Fortezza, forse perfino da Londra — “Non ti metterebbero in carcere, vero?”
“Ci sono anche alcuni umani nella Torre,” rispose Angel. “Pochi crimini ti fanno finire lì. Tradire il Consiglio è uno di questi.”
“Ci deve essere un modo per aggirare il problema. Ci serve — una leva,” disse Buffy. Pensò per alcuni istanti, poi iniziò a sorridere. “L’incursione al Museo.”
“Gli offriamo le Biglie di Elgin in cambio del sangue?”
“Chiedo scusa, sono io quella che fa battute inappropriate qui. Voglio dire il British Museum — è roba grossa, Angel. Se ci riusciamo, uccideremo centinaia di vampiri. Spazzeremo via la tana più grossa di Londra. E forse li avremo convinti ad avere la magia dalla nostra parte. Se ci riusciamo, Angel — dovranno accorgersene.”
Angel si risedette, pensandoci. “Qualcosa di così grande potrebbe fare la differenza. Anche se potrebbe essere solo temporanea –”
“Ci serve solo temporanea. Subito dopo aver fatto piazza pulita — aver fatto una grande festa, aver reso tutti carichi e felici — andremo da Ishak assieme. Gli diremo semplicemente che sappiamo del sangue e vogliamo il suo permesso per usarlo. Sorvoleremo sul piccolo dettaglio di avercelo già.”
“Sperò che avrà la decenza di vergognarsi di sé stesso,” disse Angel.
“Lo spero anche io. Perché se si vergogna, allora morirà dalla voglia di sentirsi un po’ meno in colpa. E dirà di sì.”
“E se non lo fa?”
“Ci penseremo sul momento,” disse Buffy. “Magari io e te prenderemo quel veicolo una notte e non torneremo indietro. Dove altro potremmo andare?”
“C’è — c’è una colonia a Manchester — potrebbero andare contro il Consiglio per avere una Cacciatrice tutta loro –”
“Bene allora,” disse Buffy “Abbiamo un piano A e un piano B.” Sospirò profondamente, e poi sentì la sua antica gioia rimontare dentro di lei. “Angel — pensa — tra una settimana potremmo essere assieme. Intendo –”
Il sorriso che si espandeva lentamente sul suo volto disse a Buffy che Angel aveva capito esattamente cosa intendeva. “Finalmente,” disse lui.
Buffy lo baciò appassionatamente; lui ricambiò il suo fervore, stringendola così forte da farle temere che le sarebbe mancato il fiato. Quando le loro labbra si separarono, lei ansimò inspirando un po’ di ossigeno. “Era ora che lo shanshu arrivasse –”
Per la sua sorpresa, Angel scosse la testa. “Non dovresti usare quella parola, Buffy. Non è esattamente quello che significa.”
“Sì invece,” disse Buffy “Me l’ha detto Frances. Il demone Mohra andò da loro e disse che i Poteri gli avevano ordinato di fornire il sangue per il tuo shanshu. Dopo tutto significa davvero diventare umano.”
“Cosa?” la bocca di Angel rimase leggermente aperta, e lui si bloccò come se fosse stordito. “Questo — questo è lo shanshu?”
“Ora disponibile in bottiglie formato famiglia,” rispose Buffy “Angel?”
Lui non rispose. Stava camminando nervosamente nella stanza, come perso nel tentativo di assimilare tutto. Buffy avrebbe potuto preoccuparsi se non fosse stato per un’ombra di sorriso sul suo volto. Poi vide che stava ricacciando indietro delle lacrime sbattendo le palpebre.
Angel scorse il ritratto di Wesley e sollevò lo sguardo verso di esso. “Mi hanno fatto dubitare di te,” disse all’immagine di Wesley. “Mi hanno detto che avevi torto, e io gli ho creduto. Perdonami.”
“Angel, va tutto bene?”
Lui le si avvicinò, si inginocchiò ai suoi piedi. Quando lui parlò, la sua voce era arrochita dall’emozione. “Buffy — shanshu significa più che tornare semplicemente umano. Significa — che sono stato perdonato. Non avrei mai pensato di poter essere –”
Buffy lasciò che le appoggiasse la testa in grembo, lo strinse finché le sue spalle iniziarono a tremare. “Puoi essere perdonato,” sussurrò “Avrei potuto dirtelo molto tempo fa.”
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“Ehi, Big Aggie, qui Mrs. Gordo, mi ricevi?”
La voce di Agatha giunse attraverso la radio del veicolo. “Sì, Buffy, ti sento. Perché insisti a usare questi soprannomi?”
Invece di guidare cautamente tra le strade di Londra, Angel stava guardando Buffy un po’ stranito. Lei sospirò. “Immagino di essere l’unica che è cresciuta guardando le infinite repliche di ‘Convoy’ in televisione. Come ve la state cavando stanotte ragazzi?”
“Xiaoting è splendida; ne ha eliminati sette tutta da sola. Temo che la mia mira stia un po’ peggiorando. Ne ho presi solo tre.”
“Sono sempre tre vampiri in meno di quanti ne avessimo prima,” disse Buffy. “Manca ancora un po’ all’alba, stavo pensando che potrebbe essere il momento adatto per quella ricognizione al Museo.”
Questa volta fu Xiaoting a parlare dall’altoparlante. “Pensavo l’avessimo programmata tra due notti.”
“Sì, be’, sono solo — davvero ansiosa che vada tutto bene.” Guardò Angel di sottecchi. “Molto, molto ansiosa.”
Agatha riprese il microfono. “Dovremmo comunque tornare con Sky e Sumiko in seguito, ma immagino che non accadrà niente di male se diamo una prima occhiata al posto.”
“Grande. Possiamo essere lì in — quanto, Angel?”
“Forse dieci minuti,” rispose lui.
“Noi, ah, ricevuto,” rispose Agatha “Siamo solo a un paio di isolati, vi aspetteremo un isolato più a nord.”
“Bene. Buffy chiude.” Spense il microfono e guardò di nuovo verso Angel, che era tornato a concentrarsi sulla strada. “Novità sulla grande notte?”
Lui iniziò a parlare molto lentamente. “Ovviamente — cioè, mentirei se dicessi che non ci sto pensando moltissimo — tutto il tempo — ma non voglio che tu, sai, faccia dei piani. Abbiamo aspettato a lungo, e saremo un po’ nervosi, ma penso che dopo aver bevuto un po’ di vino ed esserci rilassati, noi — cosa?”
Buffy riuscì a smettere di ridere. “Angel, intendevo l’attacco al Museo.”
“Oh. Quella grande notte.” Lui la guardò con un’espressione stupida mentre lei scoppiava nuovamente a ridacchiare. “Quando sarò di nuovo umano, potrai vedermi arrossire.”
“Qualcosa in più da aspettarsi,” disse Buffy.
Quando arrivarono nei pressi del Museo, Angel parcheggiò a qualche metro dal veicolo di Xiaoting e Agatha. Le altre due Cacciatrici uscirono nello stesso istante di Buffy e Angel. “Sapete qual è l’unico posto di Londra privo di vampiri?” chiese Xiaoting. “Proprio questo. Non abbiamo visto un solo vampiro entrare o uscire.”
“Molti di loro probabilmente sono in città,” disse Buffy accigliandosi “E i pochi rimasti saranno di guardia, no?”
“Giusto,” assentì Angel, ma la sua voce era distante mentre guardava lungo la strada il silenzioso Museo. “Non lasceresti un nido di queste dimensioni e di questa qualità sguarnito. Ma — è strano.”
“Che vuoi dire?” chiese Buffy.
“Avviciniamoci,” disse lui.
Si distanziarono appena gli uni dagli altri, spostandosi silenziosamente verso il Museo. Buffy iniziò a puntare verso l’ingresso sud — avrebbe controllato le finestre e le porte sul retro –quando improvvisamente Angel cambiò il piano. Invece di muoversi verso ovest, come avevano concordato, si diresse verso l’ingresso principale. Agatha fece un cenno a Buffy, sbalordita; Buffy non poté far altro che stringersi nelle spalle.
Angel si fermò davanti alle porte, ascoltando, osservando. Poi le aprì. Che diavolo stava facendo? pensò Buffy. Iniziò a salire rapidamente gli scalini verso di lui, per tirarlo indietro.
Proprio quando raggiunse l’ultimo scalino, Angel si voltò verso di lei. “Non sono qui,” disse in un tono di voce normale.
“Puoi abbassare la voce?” sussurrò Buffy “Ovviamente la maggior parte non c’è –”
“Ti dico che non ce ne sono affatto,” disse Angel “E sono andati via da giorni. Non c’è odore di sangue fresco, o alcol, o sesso. Niente. L’hanno abbandonato.”
“Cosa?” disse Buffy, ora a tutto volume. E poi, a voce ancora un po’ più alta, “Stai scherzando!”
“Siete tutti e due pronti per il manicomio?” chiese Agatha, affrettandosi dietro di loro con la balestra pronta. Xiaoting stava salendo proprio dietro di lei.
“Sono scappati,” disse Buffy in tono spento. “Angel, sei sicuro? È un palazzo grande –”
“Vero, ma questa è l’entrata. Qualunque odore che entri in questo edificio arriva da qui.” Angel si incupì. “Se ne sono andati.”
“Vuoi dire che centinaia di vampiri, dopo aver trascorso anni rintanati in questo posto, hanno semplicemente deciso di andarsene nell’arco di una notte?” chiese Xiaoting “E ora sono sparsi per la città.”
“Niente colpo grosso per noi,” disse Buffy. La sua delusione era così grande, così schiacciante, che dovette chinare il capo perché gli altri non la guardassero in viso. Angel le toccò un braccio, sicuramente con l’intenzione di confortarla, ma questo non fece che causarle un’altra fitta del senso di perdita.
“Fatti coraggio, Buffy,” disse Agatha. Anche se poteva non avere idea del motivo per cui Buffy era così delusa, il suo senso materno le fece provare ogni genere di tentativo per confortarla. “Chissà — forse sono andati tutti nello stesso posto. Una nuova tana che possiamo trovare.”
“Dove altro potrebbero andare centinaia di vampiri?” scattò Xiaoting.
“Riesco a immaginare qualche posto,” rispose Angel. “Ad esempio la Royal Albert Hall –”
“Dovremmo indagare,” disse Agatha “Potrebbero aver lasciato qualche tipo di indizio.”
Buffy riuscì a sorridere. “Questo posso farlo,” disse spingendo le porte e avanzando all’interno. “Seguitemi –”
Sentì qualcosa sfiorarle le caviglie, poi udì un sibilo di movimento e sollevò le braccia istintivamente, per proteggersi. Quindi sentì urlare, ma non capì se fosse stata Agatha o Xiaoting o lei stessa —
Dopo un paio di momenti di nero silenzio, il dolore la colpì come una frusta al braccio sinistro, facendole riprendere i sensi. Buffy era distesa nell’ingresso del Museo; Angel si chinò accanto a lei, e dietro di lui Xiaoting e Agatha la stavano guardando dall’alto. “Ma che — ahi –”
“Buffy, resta sdraiata,” disse Angel. La sua voce era seria. “Hai il braccio squarciato, e credo tu abbia picchiato la testa piuttosto forte.”
“Che è successo?” chiese lei debolmente mentre Angel finiva di fasciarle la ferita con quella che era stata la manica della tunica di Xiaoting.
“Hanno piazzato una trappola,” disse Agatha. Si chinò, ispezionando ciò che rimaneva della trappola in questione. “L’hanno progettata per far cadere questo grosso masso su chiunque avesse aperto –”
“Il grosso masso in questione era la Stele di Rosetta,” disse Xiaoting. “Ora è a pezzi. Come amo i vampiri. Senza offesa.”
“Senza offesa,” rispose Angel. “Non ti ha colpito in pieno, Buffy. Altrimenti ti avrebbe ucciso. Così — riesci a muovere il braccio?”
Lei riuscì a sollevarlo un po’. “Non è rotto,” gli assicurò. “Ma dalla mia esperienza di vittima di traumi, posso dirti che questo è piuttosto brutto. Mi serviranno due o tre giorni per guarire.”
“Come va la testa?”
“Confusa, ma non credo di avere una commozione. Vedo solo uno di ognuno di voi.”
“Probabilmente sei debole per la perdita di sangue,” disse Angel. “Riesci a sederti?”
Lui la aiutò e, nonostante un dolore alle costole e un nuovo fremito al braccio, Buffy si sentì ragionevolmente stabile. “Sedersi è OK.”
“Bene,” disse Angel. “Ti riporterò alla Fortezza. Dovresti far vedere quel braccio a un dottore.”
“No,” disse Buffy “Dobbiamo indagare.”
“Non sei in forma per indagare su nulla,” insistette Angel.
“Non lo nego. Ma pensa a cosa abbiamo trovato. I vampiri hanno abbandonato la loro tana in una notte. Hanno piazzato delle trappole prima di andarsene. Tutto questo qualche giorno prima che noi venissimo a fare irruzione nella loro festa. Pensi davvero che siano coincidenze?”
“Probabilmente no,” disse Xiaoting “Cosa pensi che siano?”
“Non ho avuto molto tempo per pensarci, con questa storia dell’essere quasi schiacciata da un pezzo da museo in caduta libera,” rispose Buffy “ma sembra che qualcuno li abbia avvertiti. Abbia detto loro che saremmo arrivati.”
Gli altri rifletterono sulla cosa, scuri in volto. “Quanto bene conosci questa strega con cui hai parlato?” chiese Agatha “Sei sicura che sia degna di fiducia?”
“Sono sicura,” protestò Buffy, ma il dubbio profondo sui visi degli altri e il dolore lancinante nel proprio braccio minavano la sua sicurezza. “Pensavo di esserlo,” si corresse.
“Andremo da loro a parlare domani,” disse Xiaoting “Ma possiamo vedere se qui ci sono delle prove.”
“E io tornerò alla Fortezza,” disse Buffy “Ti ho guardato guidare il veicolo, Angel, posso farlo da sola.”
Angel scosse la testa. “Non sei nello stato per poterlo fare. Inoltre mi sembra di ricordare che fossi una pessima guidatrice. Non hai sbagliato il test per la patente?”
Buffy pensò velocemente per un momento, poi assunse un’aria innocente. “Riecco la tua memoria che ti gioca brutti scherzi. Non ho idea da dove ti sia venuta questa.”
Angel la scrutò con sospetto. Lei proseguì, “Prometto che non ti terrò il broncio per esserti dimenticato che guidatrice provetta sono. Voglio dire, trecentocinquant’anni — parecchio tempo.”
“Davvero, non dovresti restare da sola, non ferita in questo modo.”
“No di certo,” rispose Buffy “Ma sarà solo per pochi minuti. Prenderò la strada breve, fuori dalla via principale. Non è che mi debba preoccupare del traffico, E poi voglio davvero, davvero, davvero che voi ragazzi scopriate cosa è successo qui.”
“Lo faremo,” disse Angel. Si spostò dall’altro lato di Buffy, mise il suo braccio buono intorno al suo collo, poi la sollevò. Mentre la portava al veicolo, disse, “Se vai in confusione su come usare i comandi, o inizi a sentirti male, chiama il Consiglio. Non aspettare che la situazione sia disperata, d’accordo?” Buffy annuì. “Appena sarai alla Fortezza voglio che chiami Frances perché venga a darti un’occhiata al braccio.”
“Lo farò,” disse Buffy. “E tu, Signor Protettivo? Potrebbero esserci altre trappole. Prometti di stare molto, molto attento?”
Lui le fece un mezzo sorriso. “Sì.”
Dopo che Angel la ebbe sistemata nel sedile del guidatore, l’ebbe baciata e se ne fu andato per la sua strada, Buffy avviò il veicolo impacciatamente. I semplici passi che ricordava lo fecero partire immediatamente. “E non mi hanno mai dato la patente in California,” disse “Stupidi.”
Sterzò rapidamente in direzione della Fortezza. Buffy ghignò quando si rese conto che il percorso l’avrebbe portata a passare dal palazzo in cui viveva Tam; ci sarebbe voluta tutta la sua orza di volontà per non saltare fuori e iniziare a urlare imprecazioni. Nel profondo del suo cuore, Buffy sentiva che Tam non aveva rivelato il loro segreto. Qualcosa nel volto gentile e timoroso della donna non corrispondeva all’idea di qualcuno che cospirasse con i vampiri. Ma Tam aveva affermato che tutti i suoi amici erano affidabili, e chiaramente non era così.
Ci sarà stato tempo per gridare al tradimento domattina, pensò Buffy. E perché non installano dei lanciafiamme su questi veicoli? Sarebbe eccitante.
Mentre svoltava ad una leggera curva nella strada accanto al palazzo di Tam, Buffy sussultò. “Oh, Dio,” sussurrò. “Non un altro falò.”
Ma non poteva negare ciò che stava vedendo. La gente stava correndo, urlando, trasportando tra le braccia quei pochi averi che possedevano. Correvano disordinatamente, ovviamente cercando un qualunque posto che potesse offrire loro un rifugio dai pericoli della notte. Eppure nessuno corse verso il veicolo.
No, no, no, pensò Buffy. Chiunque ci abbia tradito — ha consegnato anche Tam e i suoi amici. I vampiri ce l’hanno con tutti noi —
In quel momento, Tam barcollò in strada. Sanguinava da una ferita alla testa, ma continuava a muoversi. Era solo a pochi metri —
“Dannazione,” disse Buffy. Fermò il veicolo e saltò fuori, ignorando l’ondata di malessere causata da un movimento tanto rapido. “Tam!” chiamò “Tam! Svelta! Entra!”
Tam la fissò come se fosse a una grande distanza. Poi la sua espressione venne distorta dalla collera. “Tu mi hai convinto a fidarmi di te,” disse Tam con voce tremante. “Avrei dovuto saperlo.”
“Tam?” disse Buffy, incredula. Armeggiò con la sua cintura cercando il blaster in caso qualche vampiro avesse attaccato. Il blaster le cadde dalla mano impacciata e intorpidita, e Buffy al suo posto sfilò dalla cintura un paletto. Tam fece due passi indietro, il suo volto era una maschera di terrore. “Tam, ti prego!” la implorò Buffy “Che sta succedendo?”
Tam aprì la bocca per rispondere, poi urlò e si strinse le mani al petto. Buffy fissò, inorridita, la freccia che spuntava dalle carni di Tam, lo spruzzo di sangue che le scorreva lungo il corpo.
Gi occhi di Tam le rivolsero uno sguardo accusatorio, poi si spensero. Il suo corpo cadde in avanti.
Dietro di lei, con la balestra pronta, c’era Sky.

 

CAPITOLO 21

 

Sky la fissò per un lungo istante. La sua espressione era confusa, sgomenta – ma non colpevole. “Che diavolo stai facendo qui?” chiese infine. Teneva la balestra ancora puntata.
“Penso che questa sia la mia domanda,” disse Buffy. Tra lo shock fisico e quello emotivo, si sentiva come se avrebbe potuto svenire in qualunque momento. Ma sapeva anche di non poterselo permettere. Doveva restare concentrata. “Tu – tu hai ucciso Tam –”
Il viso giovanile di Sky assunse un’espressione determinata. “Questi sono affari del Consiglio,” disse, le sue parole avevano un tono studiato, attento “Non devi interferire.”
“Stai assassinando la gente!” disse Buffy. “Questi non sono affari del Consiglio. Sky, queste sono ne streghe che ci avrebbero aiutato per l’incursione al Museo –”
Protese in avanti la mano sana mentre parlava. Sky arretrò, puntando la balestra dritta al petto di Buffy. “Non fare un altro passo!”
Sky sembrava determinata — Sky sembrava così giovane —
“Non mi sparerai,” disse Buffy, rendendo suadente la sua voce. Era facile; ci credeva ciecamente. “So che non vuoi farlo, Sky. Non capisco cosa stia succedendo qui. C’è – c’è stato qualche grosso errore, o qualcosa del genere –”
“No, non capisci,” disse Sky. Nell’oscurità, Buffy poté vedere lo scintillio delle lacrime che si accumulavano negli occhi della giovane cacciatrice. “Nessun errore.”
“Il Consiglio ti ha mandata qui a uccidere questa gente?” Ora Buffy stava veramente iniziando a tremare. Tam giaceva morta a pochi metri di distanza — Tam, che aveva creduto in Buffy ed era morta per questo. “Perché?”
Sky sollevò il mento. “Si fidavano di me,” disse. “Posso anche non essere la famosa grande cacciatrice o roba del genere, ma il Consiglio sa di potersi fidare di me.”
“Non volevo sapere perché fossi speciale!” sbottò Buffy, poi pensò che fosse meglio non urlare alla persona che aveva una balestra puntata al suo cuore. “Sky, perché il Consiglio vuole uccidere degli esseri umani? Persone che vogliono aiutarci?”
“Non ho mai chiesto il perché.” Disse Sky. Si strinse nelle spalle, ma la sua voce tremula, acuta, rivelò le sue emozioni. “Il Consiglio ha le sue ragioni. Non sta a noi fare domande.”
“Col cavolo –” l’impeto di collera di Buffy si tramutò in un impeto di qualcos’altro; l’eccessivo sforzo fisico ed emotivo la travolse in un istante, e le ginocchia le cedettero. Cadde all’indietro, atterrò malamente a sedere in terra per evitare di cadere. Il paletto le rotolò via dalla mano tremante.
“Alzati,” disse Sky.
“Non posso,” disse Buffy, sapendo che era vero.
“Devi,” disse Sky. “Devi alzarti. Devi combattermi – Non posso farlo se non combatti –”
Buffy si ricordò del corpo di Noor appeso al palo, ricordò le profonde ferite e i tagli sul volto e sulle braccia. “Diventa più facile?” disse Buffy “Quando qualcuno ti combatte? Noor si è battuta?”
“Noor ha fatto di testa sua,” disse Sky. La sua voce era così sottile, così giovane. “Non è così che dobbiamo fare, non capisci? E quando ha visto cosa stavamo facendo –“
Per un minuto Sky apparve più giovane e vulnerabile di quanto Buffy l’avesse mai vista. Poi raddrizzò le spalle e ripeté “Alzati.”
“Non posso,” disse Buffy “Sono ferita. Non ti dà fastidio tagliare la gente a sangue freddo, Sky. L’hai già fatto –”
“Non dire che non mi dà fastidio! Io — Io –” Sky stava nuovamente tremando. “Hanno bisogno di me! Il Consiglio ha bisogno di me. Perché io capisco, non come voi –” Emise un flebile, acuto lamento. “Mi spiace – Vorrei non dover — tu – tu mi piaci.”
Il volto Buffy era contorto per le lacrime. “Anche tu mi piacevi, Sky. Ma non posso aiutarti adesso. Se vuoi uccidermi, dovrai farlo mentre sono qui a terra. Non posso battermi. Non credo di poter nemmeno camminare. E che differenza fa? Mi stai comunque assassinando. Se anche fingessi di battermi non cambierebbe nulla. Sei il bravo soldatino del Consiglio? Allora forza, fa’ il tuo dovere. Ho visto qualcosa che non avrei dovuto vedere. Devi uccidermi. Devi farlo.”
Sky la fissò per un lungo istante. Poi avanzò e puntò la balestra alla testa di Buffy. “Addio, allora –”
Oh, merda, pensò Buffy.
Fulminea, afferrò il gomito di Sky con la mano sana e lo ruotò. Sky urlò di dolore e premette il grilletto – ma la freccia si limitò a colpire di striscio la testa di Buffy. Buffy tirò giù Sky violentemente, facendo collidere le loro teste con tutta la forza che riuscì a raccogliere. La risultante ondata di dolore e malessere la fece quasi svenire, ma resistette. Sky cadde in ginocchio con un lamento, liberò il braccio dalla presa disperata di Buffy in modo da poter mirare di nuovo —
Buffy afferrò il suo paletto e colpì.
Sky urlò – o cercò di farlo. Buffy l’aveva colpita al collo. Il sangue sprizzava dalla ferita, scorrendole lungo il petto, e fissò Buffy per un lungo, sorpreso istante prima di ricadere all’indietro.
Oh, cielo, no, pensò Buffy. Io — Io non volevo – volevo…? —
Si chinò su Sky, che era in preda alle convulsioni. “Mi spiace!” implorò Buffy. “Mi spiace, mi spiace davvero –”
Sky le sputò del sangue sul viso. Buffy guardò dall’altra parte.
Passarono alcuni minuti prima che Sky morisse. Buffy le sedette accanto, sentendo il proprio sangue fluire dalla ferita che si era riaperta. I suoi vestiti erano bagnati di sangue, che fosse di Sky, di Tam o suo, e l’aria notturna lo stava raffreddando, rendendolo freddo e umido e denso.
L’incendio che stava consumando l’edificio continuava a bruciare. Buffy lo guardò ardere.
Dopo che Sky era morta da qualche minuto, Buffy sentì un fruscio non troppo lontano. Vampiro, pensò distrattamente.
Poi qualcosa nel suo cervello scattò, e pensò, Oh, vampiro.
Cercò di alzarsi, ma aveva ancora le gambe troppo deboli. Piuttosto strisciò all’indietro, spingendosi nella polvere finché non riuscì a puntellare il suo corpo contro il veicolo. Si mise in ginocchio per spingere il pannello che chiudeva il portello – giusto in tempo, apparentemente, a giudicare dal tonfo che risuonò contro il veicolo non appena questo si fu chiuso.
Si trascinò al posto di guida, riuscendo ad arrampicarvisi. Il veicolo era ancora in funzione.
Dietro di lei poteva sentire il suono dei vampiri che si cibavano freneticamente. Forse il sangue di una Cacciatrice era troppo buono per rinunciarvi, anche se era freddo.
Tanto freddo —
Intorpidita, Buffy toccò i comandi che l’avrebbero riportata alla Fortezza.
———————————————- ———————————-
Un’ora prima dell’alba, la Fortezza era silente. Buffy portò il veicolo nel parcheggio della Fortezza, vide che il mezzo che Angel, Xiaoting e Agatha avevanop usato era già rientrato.
Mise alla prova le sue gambe e scoprì di poter camminare, anche se barcollando. Si fece strada attraverso l’immobile Fortezza fino all’ascensore, poi arrivò al piano di Angel.
Aveva appena poggiato il palmo della mano sulla porta che questa si aprì. Angel la guardò, con un’espressione sollevata e sgomenta al tempo stesso. “Buffy, che ti è successo? Sono stato nei tuoi alloggi quando sono rientrato e non c’eri – ho pensato che potessi essere qui, ma –”
Buffy oscillò sui propri piedi e Angel la sorresse, facendo attenzione al suo braccio ferito mentre la portava nell’appartamento e sul divano. Si inginocchiò accanto a lei; le macchie di sangue sulla sua tunica erano l’immagine speculare delle sue. “Sei svenuta, vero? Sapevo che sarei dovuto tornare con te –”
“Sky è morta,” disse Buffy.
Angel inspirò – sorpreso, pensò Buffy, ma poi lui disse “Avrei dovuto saperlo – il sangue — oh, Dio. Tu – l’hai trovata?”
Buffy non riuscì a rispondere per un minuto intero, e la paura di Angel iniziò a trasformarsi in determinazione. “Puoi dirmelo più tardi. Ora ti serve aiuto. Stavo per chiamare Frances –”
“Aspetta!” qualunque cosa stesse arginando la mare emotiva dentro di lei si ruppe, e Buffy iniziò a singhiozzare. “Devi dir loro tutto quanto. Devi dire perché ho ucciso Sky.”
Angel la guardò shockato, e Buffy iniziò a piangere ancora più forte. “Angel, stava facendo un rogo. Sky. Erano le streghe, quelle che stavano per aiutarci. Sky le stava uccidendo. Le abbatteva come se niente fosse. Ha ucciso Tam davanti ai miei occhi, e avrebbe ucciso anche me –”
“Shhh,” disse Angel. La guardò per un lungo istante, poi si rialzò in piedi. Iniziò a sbendare la ferita sul suo braccio. “La rifaremo dopo.”
Dopo averle tolto le bende, si preparò con un po’ di imbarazzo a toglierle la tunica. Ma Buffy non lo aiutò, non oppose resistenza, continuò semplicemente a singhiozzare.
“Ha detto che era perché avevano bisogno di lei, Angel. Il Consiglio. Perché il Consiglio dovrebbe fare questo? Perché dovrebbero voler fare del male alla gente?”
“Ho smesso di chiedere perché molto tempo fa,” disse Angel. “Riesci ad alzarti? Appoggiati a me.”
Si piegò nuovamente accanto a lei, e Buffy usò la sua spalla per sostenersi mentre si alzava in piedi. Mentre lui le toglieva le scarpe e i pantaloni, disse d’un fiato “Era solo una ragazzina. Voleva così tanto essere utile al Consiglio. Nessuno le ha mai detto di non fidarsi di loro.”
“Lo so,” disse Angel. Si alzò nuovamente e iniziò a guidare Buffy, ora nuda, verso il bagno. Premette i comandi della doccia, l’acqua iniziò a scorrere e Angel vi mise sotto il braccio e aggrottò la fronte. “A me sembra buona, ma non conosco i bisogno degli umani. Va bene, Buffy? Ti scotterà?” Quando lei non si mosse, le tenne la mano sotto l’acqua. “Concentrati, Buffy. È troppo calda? Troppo fredda?”
“Non lo so,” singhiozzò lei. “Ho così freddo, Angel.”
Lui passò una mano sui suoi capelli tirati indietro, poi sciolse il grosso nodo in cui erano raccolti. Guidò Buffy nella doccia. Lei si appoggiò al muro, lasciando che l’acqua le scorresse lungo il corpo. Il sangue misto all’acqua turbinò sotto di lei mentre scendeva nello scarico.
Angel si allontanò per un attimo, poi tornò a chinarsi vicino alla porta aperta della doccia, con un ferretto tra le mani. Buffy continuò a piangere mentre lui le sollevava le mani, una dopo l’altra, e la ripuliva con cura sotto le unghie.
“Ho detto che non avrei perso più nessuno,” disse Buffy tra i denti che le battevano. “Ho detto che non avrei mai più dovuto scegliere. Ho dovuto farlo per te. Non volevo farlo mai più. Non volevo mai più dover scegliere chi vive e chi muore, mai più. Non volevo uccidere la mia sorellina – sarebbe meglio uccidere il mondo intero, tutti i mondi, che uccidere qualcuno a cui ho tenuto anche solo un’altra volta –”
“Lo so” disse Angel gentilmente. Finì la pulizia delle sue unghie, prese una spugna e iniziò a strofinare con forza il suo corpo. L’acqua schizzò sul suo viso, sulle braccia; le macchie di sangue sulla sua tunica fiorirono man mano che si inumidivano. “Buffy, c’erano degli Osservatori?”
“Io – non credo – se c’erano, non li ho visti –”
“Se ti avessero visto con Sky, avrebbero fatto qualcosa,” disse “Perciò non ti hanno visto. Hai lasciato qualcosa lì? Qualunque cosa?”
Buffy tendò di concentrarsi quanto più poteva. “Il mio blaster,” sussurrò “Mi è caduto.”
L’espressione di Angel divenne ancora più intensa. “Hai detto che la gente di Tam stava a circa cinque isolati da qui, giusto? È quello il posto?”
“Già –”
“D’accordo,” disse Angel “Mancano circa tre quarti d’ora all’alba. Posso andare e tornare in tempo.” Chiuse l’acqua, fece un paio di profondi respiri mentre Buffy restava lì, bagnata e tremante “Non sento più odore di sangue su di te,” disse Angel “Sei pulita.”
La tirò fuori, la avvolse in uno spesso asciugamano, ne usò un altro per asciugarle i capelli. I singulti di Buffy stavano iniziando a diradarsi per la stanchezza – i postumi del sovraccarico di adrenalina e delle ferite la stavano stordendo, cullandola in una calma innaturale. “Non volevo ucciderla,” disse Buffy “Dobbiamo dirglielo –”
“Buffy, NO.” Angel la afferrò per le spalle e la guardò intensamente negli occhi “Non diremo niente a nessuno di tutto questo. Un umano ha ucciso una Cacciatrice una volta, anni fa, ed è ancora nella Torre. Buffy, non devi mai dirlo a nessuno. Mai. Qualunque cosa accada. Nemmeno una parola di quello che è accaduto deve uscire da questa stanza, va bene? Giuramelo. Giuramelo su – sulla memoria di tua madre, o di Dawn. Di qualunque cosa tu abbia caro. Giuramelo.”
“Te lo giuro.”
“Bene,” disse Angel. Fasciò rapidamente il suo braccio, poi le infilò una delle sue tuniche da sopra la testa. “Torna alla tua stanza. Cerca di riposare. Ti chiamerò più tardi.”
“La mia roba –” Buffy fece un debole gesto in direzione dei suoi abiti insanguinati, che giacevano sul pavimento.
“Finirà nell’inceneritore,” disse Angel mentre si piegava per raccoglierli. “Andiamo.”
Uscirono assieme dalla porta; Angel chiamò degli ascensori che avrebbero portato lei in alto nei suoi alloggi e lui in basso nel parcheggio. Strinse il mucchio di abiti, e Buffy oscillò sui propri piedi. “Non posso farlo un’altra volta,” sussurrò.
Angel la guardò, gli occhi gentili, e lei volle disperatamente che le dicesse che non avrebbe dovuto. Che niente di tutto ciò sarebbe mai successo di nuovo. Perché lui era lì, così forte e sicuro di ciò che andava fatto. Se glielo avesse detto, ci avrebbe creduto.
Invece lui disse “Vorrei che le cose fossero diverse.”
“Anch’io,” disse Buffy “Anche io lo vorrei.”
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Quando Buffy si svegliò, la prima cosa di cui si rese conto fu il dolore – il braccio le faceva ancora terribilmente male, e la testa le doleva —
Poi arrivarono i ricordi, e Buffy trasse un profondo respiro mentre giaceva nel suo letto. Si raccolse attorno le coperte mentre gli eventi della notte precedente le tremolavano nella mente. Immagini incerte, sgranate, come gli spettacoli dell’orrore che trasmettevano a tarda notte —
Buffy strinse le palpebre.
Non pensarci.
Dopo qualche minuto, poteva arginare i ricordi abbastanza da controllarsi. Si sedette e si tolse la tunica di Angel – un promemoria che fu facilmente infilato in un cassetto. Poi si tolse le bende dal braccio; anche se una brutta chiazza livida ancora pulsava dal gomito alla spalla, la ferita sarebbe rimasta chiusa. Gettò via le bende, le guardò nel cestino per un po’, poi prese alcuni fogli di carta dalla sua scorta, li appallottolò e ve li gettò sopra, così da non poter più vedere il sangue.
Il sole del mattino stava entrando nel suo pulito appartamento bianco. La sua casa sembrava pura, come qualcosa fatto di luce. Si infilò una tunica e dei pantaloni altrettanto bianchi, per poter sparire dentro di essa.
Una debole ondata di nausea le ricordò che era ancora debole – cosa che a sua volta le ricordò perché lo era. Andò in cucina per mangiare; sfortunatamente, con la giornata piena che aveva avuto il giorno prima, aveva dimenticato di ritirare la sua razione di cibo. Non c’era niente a parte qualche tazza di muesli. Anche nei momenti migliori, a Buffy non piaceva. In quel preciso istante non pensava che sarebbe riuscita a reggerne neppure una cucchiaiata.
L’unica alternativa era uscire e prendere qualcosa.
Buffy considerò le opzioni. L’area di distribuzione sarebbe stata affollata, e l’ultima cosa che voleva al momento era guardare qualcun altro negli occhi.
Ma la sala comune sarebbe stata ancora abbastanza tranquilla a quell’ora, pensò. Anche se ci fosse stato qualcun altro, probabilmente non avrebbe tentato di socializzare. E lei avrebbe potuto avere un po’ di cibo per rimettersi in sesto – magari Angel avrebbe potuto procurargliene dell’altro più tardi —
Presa la sua decisione, Buffy si affrettò per la sua strada. Non incrociò nessuno nei corridoi. Quando entrò nella sala comune, stava facendo un sospiro di sollievo —
“Buffy!” Agatha le corse incontro, e Buffy crollò. Contro la sua volontà, contro qualunque istinto di autoconservazione che possedesse, Buffy iniziò a piangere.
Agatha la guardò teneramente, e Buffy si accorse che anche lei stava piangendo. “L’hai saputo, allora,” sussurrò Agatha “Hai saputo di Sky.”
Buffy non rispose. Agatha apparentemente scambiò il suo silenzio per tristezza e l’abbracciò con gentilezza. “Così giovane,” disse. “Sai che era una Cacciatrice da meno di quattro mesi? È così ingiusto –”
“Ingiusto,” ripeté Buffy sottovoce.
Xiaoting si avvicinò. I suoi occhi erano asciutti, ma si stava mordendo il labbro con tanta forza da farlo sanguinare. “Dove diavolo era il suo Osservatore? È questo che vorrei sapere. Pensavo dovesse pattugliare con Sumiko ieri notte, ma devo essermi sbagliata. Sumiko non avrebbe mai lasciato che i vampiri la prendessero. Solo lo stupido Osservatore idiota di Sky.”
“E pensare che abbiamo quasi perso anche te!” Agatha guardò Buffy, apparentemente ricordandosi dell’incidente al Museo. “Cara, stai bene?”
“Guarirò,” disse solamente Buffy. Si asciugò le lacrime con il dorso della mano sana. Se fosse crollata davanti ad Agatha e Xiaoting, non sarebbe mai più stata in grado di riprendersi.
E, peggio ancora, voleva dirglielo. Voleva confessare tutto, chiedere loro cosa stava facendo Sky, sentire il loro stupore e la loro collera. C’era qualcosa di terribile dietro tutto questo, e loro avevano il diritto di saperlo.
Ma se glielo dico le metterò in pericolo, si rese conto. Se sono disposti a uccidere una Cacciatrice, ne ucciderebbero altre.
Markwith entrò nella stanza, con Sumiko al suo fianco, la sua espressione talmente cupa che Buffy seppe che qualcuno le aveva fatto capire tutto. “Buffy,” disse lui, in un tono neutrale “Come stai?”
“Sono stata meglio.”
“Temo di avere cattive notizie.”
“Lo sappiamo già” disse Xiaoting “Frances ci ha informate. I vampiri hanno ucciso Sky.” Agatha chiuse gli occhi, forse pregando mentre sentiva nuovamente quelle parole dette ad alta voce.
“C’è di più,” disse Markwith “Da allora abbiamo scoperto di che vampiro si tratta.”
Ci volle un minuto perché Buffy capisse. La terra le mancò da sotto i piedi, e sgranò gli occhi. “No –”
“Angel è stato preso mentre tornava al parcheggio,” disse Markwith said. Buffy non riusciva a distogliere lo sguardo, a smettere di ascoltare, non riusciva neanche a badare alle urla sgomente di Agatha e Xiaoting. “Aveva i vestito coperti del sangue di Sky. Non me ne stupisco, viste le condizioni in cui abbiamo trovato il suo corpo –”
“Non è vero,” disse Buffy said. Ricordò la promessa che aveva fatto ad Angel, la mise da parte, si lasciò andare. “Non è questo che è successo.”
“Comprendo la tua riluttanza a crederci,” disse Markwith “Angel non ha confessato. Ma non ha neppure negato. Le prove sono piuttosto chiare.”
“Non sono chiare affatto,” disse Buffy disperatamente “Non è stato Angel. Io – io posso spiegare –”
“Mi fidavo di lui,” disse Xiaoting, livida. “Pensavo che fosse qualche bel personaggio da romanzo, ma era solo un vampiro dopo tutto –”
“Xiaoting, no,” implorò Agatha “Buffy è sconvolta quanto noi –”
“No, Dio, per favore, ascoltatemi –” Buffy protese le mani in avanti. Markwith ne prese una tra le proprie – poi, con la mano libera, conficcò qualcosa nel suo braccio. “Che ca –”
“Meglio di una crisi isterica,” disse Markwith. Buffy sapeva che non stava parlando con lei, perché non la stava guardando —
Il suo volto divenne in bianco e nero, poi nero del tutto, mentre il mondo attorno a lei scompariva.

CAPITOLO 22

 

Buffy si svegliò, la testa non le faceva più male ma la sentiva pesante e ronzava, come se fosse stata…
Drogata. Era stata drogata.
Si sforzò di mettersi a sedere; era sul suo letto, anche se gettata senza cerimonie sopra le coperte. Il dolore le risalì nuovamente lungo il braccio, ma lei lo ignorò. Era già buio fuori — Angel sarebbe già stato nella Torre —
Buffy andò al telefono, poi esitò prima di sollevarlo. Chi poteva chiamare? Di chi si fidava?
Al diavolo, pensò, non mi serve qualcuno di cui mi fido. Mi serve qualcuno che voglia il vero assassiono di Sky. Praticamente chiunque.
Decidendo per Frances, Buffy sollevò il ricevitore. “Pronto? Pronto, uhm, centralino?”
Nessuna risposta, e il sibilo attutito dall’altra parte le fece capire che la linea non era attiva. Riattaccò e andò alla porta, ma quando si aprì c’erano due nerboruti Osservatori di guardia. La guardarono, e lei si mise le mani sui fianchi. “Già, come se poteste fermarmi –”
Fece per farsi strada tra di loro, ma uno degli Osservatori la spinse di nuovo nella stanza — facilmente. Buffy ebbe a malapena il tempo di reagire prima che la porta si chiudesse di nuovo. “Ma che…?”
Riaffiorarono i ricordi del suo diciottesimo compleanno e Buffy gemette. Dannato Consiglio, pensò. OK. Niente telefono. Niente poteri. Ma prima o poi qualcuno dovrà parlarmi. Mi serve solo un minuto —
Buffy maledisse la sua stupida esitazione di prima. Era stato così difficile far uscire le parole, afcfrontare l’ondata di colpa e dolore e tradimento che montava dentro di lei ogni volta che visualizzava il giovane volto di Sky. Quando avrebbe avuto un’altra possibilità, non avrebbe esitato di nuovo —
La porta si aprì nuovamente, e Markwith entrò – seguito come un’ombra da Sumiko, che portava la spada allacciata alla vita. “Mi hanno detto che eri sveglia,” disse in tono casuale, come se si fossero incrociati al tavolo della colazione.
“Ho ucciso io Sky,” disse Buffy “Non è stato Angel. Sono stata io.”
“Immaginavo che l’avresti detto,” disse Markwith senza la minima esitazione “Ti spiace se mi siedo?”
Buffy lo fissò sgranando gli occhi, poi gli indicò il divano. “Fai pure. Immagino sia per questo che mi hai drogata. Pensavi che sarei venuta a ucciderti?”
“Sembrava una possibilità concreta, vista la giornata che hai avuto,” rispose Markwith. Sumiko gli stava dietro, non si era seduta ma gli era rimasta strettamente accanto. “Anche se la mia solerte guardia del corpo è probabilmente la migliore assicurazione sulla vita che potrei avere.”
Gli occhi di Sumiko non si staccavano da Buffy per un istante.
“Bene, d’accordo, portami alla Torre allora. O di fronte a Ishak. Basta che liberi Angel.”
“No,” disse Markwith “Non credo che lo farò.”
Buffy non riuscì a parlare per un intero minuto. Alla fine sbottò, “Tu – ci sei tu dietro tutto questo — ”
“Buffy, ti stai comportando come una paranoica,” disse Markwith “E capisco il motivo, considerato il comportamento scioccante del tuo antico amante.”
“Non ha fatto nulla di scioccante,” ripeté Buffy “Non sto cercando di coprirlo. Sto dicendo la verità. Le mie – le mie impronte saranno sul paletto –”
“Paletto?” Markwith inarcò un sopracciglio “Non ricordo che la nostra squadra abbia trovato un paletto. Il corpo della povera Sky era in condizioni tali che nessun paletto avrebbe potuto ridurla così.”
Buffy scossa la testa “Quello – quello è successo dopo –”
“Oh, giusto. Ti è semplicemente capitato di uccidere Sky, una tua amica, senza nessuna ragione valida –”
“Avevo una ragione valida! Stava uccidendo delle persone! Come se tu non lo sapessi –”
“– e, per puro caso, dei vampiri hanno trovato il corpo subito dopo e hanno distrutto le prove di quello che avevi fatto. E Angel, un vampiro le cui tendenze omicide sono scritte ovunque nella nostra storia, è semplicemente inciampato per caso nel corpo qualche minuto prima dell’alba.”
“Non è successo per caso,” disse Buffy “Stava cercando di nascondere quello che avevo fatto.”
“Be’, se questo fosse vero, Buffy, direi che ha fatto un ottimo lavoro.”
Buffy si passò la mano sana tra i capelli. “Questo è incredibile. Devi almeno cercare di scoprire se quello che sto dicendo è vero — ma – ma tu non vuoi saperlo, vero?”
Markwith si strinse nelle spalle. “Pensa a quello che penserà il Consiglio. A quello che penserà tutta quella gente là fuori. Le tue amiche, Xiaoting e Agatha. Vorranno veramente sapere che una Cacciatrice ne ha uccisa un’altra? Non ha alcun senso. Ma un vampiro, da tempo sospettato praticamente da tutti, che alla fine crolla e uccide una Cacciatrice? A me sembra molto più sensato, di sicuro.”
“Conosci la verità,” disse Buffy “Sai che sto dicendo la verità. Ma non ti importa.”
“So quello che credo. Angel è un pericolo per questo Consiglio, per il lavoro che facciamo qui. Ora finalmente questo pericolo è riconosciuto da tutti.”
“Il lavoro che facciamo qui?” scattò Buffy. “Sei tu ad aver mandato Sky contro le streghe? Sei tu ad aver fottuto l’incursione al Museo?” fece un passo avanti, arrivandogli di fronte. Sumiko reagì facendosi più vicina a lui.
“Modera i termini, per favore. Sumiko inizierà a imparare certe parole prima o poi.” Markwith la guardò con attenzione, lasciando cadere in parte la propria maschera. “Sì, ho fatto uscire io Sky quella notte. Era un buon soldato, l’esecutrice degli scopi più segreti del Consiglio. E faceva bene il suo lavoro. Mi chiedo se sapesse quanto la apprezzavamo –”
“Perché?” urlò Buffy. “Vuoi dirmi almeno questo? Perché volevi che l’incursione al Museo fallisse? Perché volevi morte le streghe? Perché? Tu – odi Angel così tanto da volerlo incastrare per –”
“Angel deve averti contagiato il suo vizio di prendere tutto così sul personale.”
“Oh, già. Non immagino proprio perché faccia così.”
“Sono stato molto felice quando hai iniziato a, diciamo così, rinnovare l’immagine di Angel,” continuò Markwith “Sul serio. All’inizio pensavo di lasciare le cose come stavano. L’atteggiamento della gente verso l’intero Consiglio è cambiato, dopo che il vampiro tra noi ha ricominciato a dare prova di sé. E la caccia nella Metropolitana – quello è stato andare oltre i limiti. Ma ha incoraggiato così tanto la popolazione. Sembrava che lasciarti continuare non facesse molto danno. Ma l’incursione al Museo – quella non potevo permetterla.”
“Ancora non mi hai detto il perché,” disse Buffy.
Markwith scosse la testa. “Era quella la parte migliore di Sky,” disse. “Non faceva queste domande. Come non ne fa la nostra Sumiko qui, che presto riprenderà i compiti che Sky ha abbandonato. Senza parole, le servirà un po’ di persuasione. Le azioni richieste spesso non sono il lavoro tradizionale di una Cacciatrice. Ma lei è – così — perfetta.” La sua voce aveva assunto un tono sognante. “La guerriera perfetta, semplice, che non fa domande. Efficiente e letale. Ai nostri ordini.”
“Ai tuoi, vuoi dire,” disse Buffy “Ed è l’unica persona da cui tu possa farti amare. Qualcuno che non capisce una sola parola di quelle che escono dalla tua bocca.”
A sentire ciò i suoi occhi lampeggiarono. “Sono disposto a confrontare le mie scelte di compagnia con le tue in qualunque momento.”
“Pensavi che avresti fatto crollare Angel, quando mi hai portata qui,” disse Buffy “ma lui era più forte di quanto pensassi –”
“Non ho pensato di far crollare Angel neppure per un momento,” disse Markwith “Altri, migliori di me, ci hanno provato invano. È un essere cauto, discreto, e non ha fatto una sola mossa falsa per un secolo. Ma tu – leggendo la tua storia, le tue tante disavventure, le tue infinite ribellioni – tu eri condannata a tornare a ripetere i tuoi stessi schemi alla fine.”
Buffy sedette su una sedia, le ginocchia le si fecero deboli. “Sapevi che avrei ceduto,” disse debolmente “E sapevi che Angel non mi avrebbe lasciata andare a fondo da sola.”
“sembrava probabile,” disse Markwith “Ovviamente, stando alle apparenze, le cose sono andate in maniera molto diversa. I suoi istinti demoniaci hanno avuto la meglio dopo tutto.”
“Le apparenze non hanno niente a che fare con questo,” disse Buffy. Le lacrime si stavano accumulando nei suoi occhi. Markwith le appariva brillante e sfocato. “La gente saprà la verità. La gente saprà che hai mandato Sky a uccidere delle innocenti –”
“Streghe? La gente che conta lo sa già. Quella che non conta – penseranno il peggio delle streghe senza troppi problemi. E crederanno quello che vogliono credere di Angel. Lo fanno già. E nessuna protesta da parte di una ragazza piangente e innamorata farà alcuna differenza.”
“Ishak,” disse Buffy, aggrappandosi a qualunque speranza “Potrà aver mentito a Angel, ma so che gli importa – almeno un po’ –”
“Un anziano sentimentale,” disse lui “Gli piaceva sentire la canzone di Angel sui veri doveri del Consiglio – come li vedeva Angel. Faceva sempre sentire Ishak monto buono e nobile. Ma le idee di Angel erano di un altro tempo. Ho sempre creduto molto appropriato che quelle idee esistessero solo nel cuore di un uomo morto.” Markwith si mise le mani sulle ginocchia e si piegò in avanti. “Angel è una causa persa, Buffy. Il suo processo è in programma per domani pomeriggio –”
Processo. La parola fece annodare lo stomaco a Buffy, e le fece girare la testa; se avesse mangiato il giorno prima avrebbe sicuramente vomitato. Invece si strinse il ventre, piegandosi in due come se fosse stata colpita.
Markwith la stava guardando, con una scintilla negli occhi, ma continuò. “Una lista di imputazioni piuttosto lunga, temo. Si prospetta come una faccenda complicata. Avremo mezza città che farà a gara per assistere.”
“Oh, Dio –”
“Buffy, ascoltami. Non puoi più aiutare Angel ora. Anche se accettassimo la tua versione degli eventi, sarebbe sempre un complice – cosa che lo farebbe condannare esattamente allo stesso modo. Puoi salvare solo te stessa. Puoi continuare a fare accuse a cui nessuno crederà ed emarginarti. Una mossa pericolosa,” disse Markwith “O puoi tornare al lavoro. Tornare a cacciare secondo le regole del Consiglio. Frances verrà in pattuglia con te. Non ti verrà mai chiesto di eseguire, diciamo così, compiti speciali. Potrai continuare a fare molto bene, goderti i tuoi anni qui nella sicurezza e nella comodità della Fortezza. Dopo tutto – non è quello che Angel vorrebbe che facessi?”
Buffy gli diede uno schiaffo con tutta la forza che aveva. La sua forza di Cacciatrice poteva essere stata ridotta, ma sapeva di averlo colpito abbastanza forte da fargli male. Lui si ritrasse e la fissò, e per un momento Buffy pensò che l’avrebbe colpita a sua volta. Sumiko mise la mano sulla spada.
Markwith sollevò una mano verso Sumiko. “Stiamo tutti bene,” disse in tono distaccato. Si alzò in piedi. “La gente ti adora, Buffy,” disse “Ti adoreranno anche dopo tutto questo, forse ancora di più. Una ragazza tradita dall’amore – ispira comprensione. Perciò sei ancora preziosa per questo Consiglio. Finora.”
Si voltò per andarsene, Sumiko gli andò dietro. Non appena le porte si aprirono, Buffy chiese disperatamente, “Posso vederlo? Parlargli?”
“Non vedo a cosa servirebbe,” disse Markwith “Se vuoi vedere Angel, vieni al processo.”
La porta si chiuse, chiudendo Buffy da sola nella sua stanza.
Si alzò lentamente in piedi e andò verso la stanza da letto. Aprì uno dei cassetti e ne estrasse la tunica di Angel, tenendosela vicino alla faccia. Non andava – era fresca e pulita e non conteneva traccia del suo profumo. Solo di quello di lei.
Buffy si lasciò cadere sul letto.
Non pensare – non pensarci —
Ma stavolta non avrebbe funzionato. Non c’era via di fuga dal fatto che Angel stesse per morire, e che fosse stata lei a farlo uccidere, ed era tutto inutile. Meno che inutile.
Perché? Perché il Consiglio voleva bloccare l’incursione al Museo? C’era qualcosa che poteva fare? Guardò la finestra, chiedendosi a quanto fosse dal suolo. Pensò ai paletti e alle frecce nel suo equipaggiamento. Si chiese se fare dalla tunica di Angel una corda da legarsi al collo.
Se avesse lasciato un messaggio, forse —
Chi poteva dire che sarebbe arrivato nelle mani di altri oltre Markwith? O che le avrebbero creduto, comunque?
Iniziò a piangere. Oh, Dio, pensò, se solo capissi perché.
Buffy singhiozzò finché le forze l’ebbero abbandonata del tutto, finché la sua mente fu vuota, e infine si addormentò.
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“Non mi interessano i night club.”
Buffy sollevò la testa dal cuscino, guardandosi intorno. Il suo letto era al centro della pista da ballo del Bronze, che sembrava un posto ben strano per mettercelo, ma tant’era. I Propellerheads, con Shirley Bassey come voce solista, rimbombavano dagli altoparlanti. C’erano Osservatori tutto intorno, mescolati agli adolescenti che ballavano e ai panda. Noor stava ai piedi del letto, a lamentarsi come al solito. “Sono rumorosi, e il cibo è costoso e insipido, e queste scene di ballo sono molto volgari.”
“Se vuoi andartene, perché non lo fai?” chiese Buffy.
“Ci ho provato,” rispose Noor. “Non me lo permettono. Ma tu, tu potresti farlo.”
“Dovresti andartene, Buffy.” Buffy si girò; Angel era al capezzale del letto. “Dovresti uscire finché ancora puoi.”
“Non me ne vado senza di te,” disse Buffy. “Sei in pericolo, Angel.”
“C’è il sole fuori,” disse Angel.
“Il – il sudario. Non hai il sudario?”
Angel ci pensò per un istante. “L’ho lasciato nella Sala del Consiglio.”
“Andrò a prenderlo,” promise Buffy. “Tu aspettami, va bene?” Si arrampicò fuori dal letto, poi si voltò e gli toccò il viso. “Va bene?”
“Te l’ho detto,” disse Angel “Potresti dovertene andare senza di me.”
“Tornerò.” Buffy corse su per le scale fino al palco, arrivò al cartello che indicava l’uscita. La porta era lì, infine. Tirò e tirò, ma era chiusa. “Frances mi aveva dato la chiave. Oh, Dio, dove ho messo quelal chiave?”
Noor improvvisamente era accanto a lei, con la chiave adornata nelle mani. “Te l’ho data molto tempo fa,” disse Noor “Pensavo te ne saresti ricordata.”
Buffy scosse la testa “È stata Frances a darmi la chiave.”
“L’abbiamo fatto entrambe.” Noor fece un cenno verso la porta. “Vai alla Sala. Scoprirai quello che stai cercando nella Sala. Ma devi guardare attentamente. E devi ascoltare.”
Buffy inserì la chiave nella serratura. Quando la girò, la porta scomparve semplicemente. Il vicolo sul retro del Bronze era illuminato dal sole, e Buffy ci mise un po’ a rendersi conto di non averlo mai visto così. Ma alla fine del vicolo, dove avrebbero dovuto esserci i bidoni della spazzatura, c’erano le porte della Sala del Consiglio.
“Corri,” disse Noor. “Trova quello che stai cercando. È di’ a Xiaoting che rimane una vacca frivola.”
“Capito,” disse Buffy. Iniziò a correre, muovendosi con tutta la velocità che i piedi le consentivano. Il vicolo pareva estendersi, diventando sempre più lungo man mano che il sole diventava più caldo e brillante, quasi accecante. A un certo punto non riusciva a vedere altro che luce, ma proseguì –
Le sue mani urtarono le porte, aprendole, ed entrò barcollando in quella che sembrava essere oscurità totale. Fece un profondo respiro, ringraziando per l’aria fresca, e batté le palpebre mentre cercava di abituarsi alla diversa luce. Era nella Sala del Consiglio, d’accordo – e non era sola. Una sagoma oscura le andò incontro, e lei si sforzò di percepirne i tratti.
“Buffy? Santi numi, cosa ti ha trattenuto?”
Buffy annaspò, riconoscendo la voce anche prima che le fattezze divenissero chiare. “Giles?”
“Ti stavamo aspettando,” disse Giles. La guardò storcendo la bocca. “Sei andata di nuovo a fare spese, vero?”
“Oh, Dio, Giles!” gli gettò le braccia al collo; profumava di dopobarba e dell’incenso del Magic Box, e la sua vecchia giacca di tweed era ruvida al tatto. Lui la abbracciò a sua volta, battendole una mano sulla schiena.
“Anche io sono felice di vederti,” disse “Ma dobbiamo parlare di lavoro”
“Già, Buf, andiamo avanti col programma,” disse Xander. Era seduto al tavolo della biblioteca della Sunnydale High, che ora si trovava al centro della Sala. Aveva i capelli in disordine e c’erano chiazze ovunque sui suoi jeans da lavoro e sulla sua maglietta di Minnie. “Se attivi in ritardo agli incontri, ti perdi tutta la parte migliore. Per esempio, abbiamo già finito le ciambelle con la marmellata.”
“Colpa mia,” disse Willow, sollevando una mano con aria imbarazzata. “Erano, lo sai, più yummy del solito.”
“Ragazzi –” Buffy lasciò andare Giles con riluttanza e corse dai suoi amici. “Mi siete mancati –”
“Anche tu ci sei mancata,” disse Xander, abbracciandola brevemente attorno alle spalle. “Non volevamo che te ne andassi.”
“Voglio dire, sappiamo che dovevi lasciare Dawnie con noi,” disse Willow, abbracciando Buffy anche lei. La sua larga maglietta nera era morbida al tocco. “Ma è stato come – come se volessi andartene.”
“Volevo,” confessò Buffy. “Non perché non vi volessi bene. Lo sapete, vero?”
“Già,” disse Xander. “Lo sappiamo. L’abbiamo sempre saputo. Quindi smettila di preoccupartene perché hai cose più grosse nel piatto.”
“E smetti di immaginarmi che scompaio nella nebbia,” disse Willow “Perché, sai, è morboso.”
“Chiedo scusa!” Anya incrociò le braccia con aria severa “È una riunione. Tutti i manuali per avere successo negli affari dicono che le riunioni dovrebbero essere brevi e produttive.”
“Sì, sì, Anya,” disse Giles. “Procediamo.”
Anya indicò un cospicuo mucchio di denaro che stava al centro del tavolo. “Questi,” disse, facendo la sua migliore imitazione delle vallette di OK il prezzo è giusto, sono i nostri soldi. Vogliamo tenere questi soldi. Non diamo soldi ad altre persone. Perché? Perché sono nostri.”
“Potresti pensare a spostarli da un’altra parte,” disse una voce dall’alto. Buffy sollevò la testa per vedere Wesley che stava lì in giacca e cravatta, con una pala tra le mani. Accanto a lui c’era Cordelia, vestita con l’uniforme delle cheerleader della Sunnydale, a far roteare gli occhi mentre cercava di tenere in equilibrio una felce priva di vaso che aveva tra le mani. “Si troverà in mezzo al paesaggio.”
“Paesaggio. Un aspetto molto importante della costruzione e ristrutturazione delle case,” disse Xander in tono enciclopedico.
“Avevo appena fatto in modo che questo posto fosse come lo volevo,” disse Wesley, con aria seccata. “Poi loro arrivano e strappano via tutte le piante. Da tutti i lati.”
“Scusa, Uomo Pala, ma ti dispiacerebbe riprendere a scavare?” disse Cordelia “Io sono bloccata qui a reggere una felce.”
“Oooh, guarda!” Buffy si voltò di nuovo per vedere Dawn che giocava con la sedia di Ishak. Era in pigiama, i capelli raccolti in due trecce ai lati della testa, e sembrava la bambina che non era mai stata. “Va su e giù, vedi? Come quella del dentista, ma senza quello spaventoso odore di fluoro.”
Buffy andò ad abbracciare sua sorella, che la tirò sulla sedia con sé. “Guarda, vedi — saliamo!”
Mentre la sedia di Ishak saliva, Buffy ebbe una visione più chiara della stanza. Giles, Willow, Anya e Xander stavano tutti attorno ai soldi, a discutere su dove spostarli. Cordelia poggiò la sua felce, e Wesley colpì il terreno con la sua pala. C’era anche Tara, notò, appisolata su una sedia; aprì appena gli occhi, le fece un pigro cenno di saluto con la mano, poi si riaddormentò. E laggiù, in periferia — “Spike?”
Lui finì di accendersi una sigaretta, poi uscì dall’ombra. “Stavo cercando di pensare a qualcosa da dire,” disse. “Pare che non sia adatto per questo schifo di sogno metaforico.”
“Qui, Spike,” lo chiamò Dawn, lanciandogli una massa di tessuto grigio che Buffy riconobbe come il sudario di Kean. “Porta questo ad Angel.”
“Perché dovrei fare una cosa del genere?” Spike sollevò il sudario per studiarlo. “Questo potrebbe tornarmi utile.”
“È al Bronze,” disse Buffy “Assieme a quelli che ti hanno ucciso. Portalo lì e avrai la possibilità di prenderli a calci in culo.”
“Questo sì che è parlare,” disse Spike con un ghigno ferino. “Angel avrà i suoi stracci in un soffio.” Indossò il sudario e corse fuori dalla porta nella luce.
“Scendiamo,” disse Dawn, abbassando la sedia. Si sistemò accanto a sua sorella, spingendo per farsi spazio; Buffy spinse a sua volta giocosamente, e sentì Dawn ridacchiare.
“Ora, potreste chiedervi, perché non dare via un po’ dei soldi?” disse Anya mentre Buffy si rimetteva in piedi. “Potremmo sempre tenercene un po’ per noi, giusto? A questo posso solo rispondere: che razza di capitalisti incapaci siete?”
“Avrei potuto farti entrare in quel Museo, Buffy,” disse Willow. “Facile come fare una torta. Be’, okay, l’ultima volta che ho provato a fare una torta, la crosta sembrava di plastilina, e c’era una certa carenza di zucchero. Quindi il Museo sarebbe stato più facile che fare una torta.”
“Oh, no,” disse Giles, alzando una mano. “Al Consiglio non piacciono le torte.”
“Ai miei tempi, il Consiglio amava le torte,” disse Wesley mentre piantava con cautela un filodendro. “Non ne avevamo mai abbastanza.”
“Penso che siano passate di moda,” disse Giles. “Troppo comuni.”
La porta si aprì di nuovo, e una figura avvolta in un sudario fece il suo ingresso. Angel tirò indietro il cappuccio e sorrise a Buffy. “Ce l’ho fatta” disse “Non avrei dovuto dubitare di te.”
“Ma no,” disse Buffy con un ghigno. “Vieni. Stavamo parlando di –” si accigliò “Stavamo parlando di torte.”
“Al Consiglio non piacciono le torte,” disse Angel.
“Già chiarito,” disse Xander incrociando le braccia.
“Dov’è Spike?” chiese Dawn.
Angel sorrise sinistramente. “Diciamo che il Bronze verrà chiuso per riparazioni per un po’.”
“L’ultima!” urlò felice Cordelia mentre Wesley finiva di ricompattare la terra attorno al filodendro. Di colpo la Sala sembrò riempirsi di piante – rampicanti si facevano strada lungo le pareti. Alberi spuntarono dalle sedie, crebbero e diedero frutti in un istante. Il pavimento si ricoprì di erba soffice.
“Bello spettacolo, Wesley,” disse Giles sorridendo. Anche gli altri erano allegri — inclusa Tara, che improvvisamente era completamente sveglia e stava scendendo le scale per raggiungerli.
“È proprio come il giardino,” disse Buffy.
“Non del tutto,” avvertì Wesley “Dobbiamo far entrare la luce del sole.”
Dawn premette una manopola sulla sedia di Ishak. Il soffitto si aprì in due – ma invece di scoprire il resto dell’anfiteatro, si stava aprendo per mostrare un cielo luminoso. “Angel, svelto!” urlò Buffy “Il sudario!”
Un fascio di luce solare tagliò la Sala in due. Angel scosse la testa. “Niente più sudari, Buffy. Devi lasciar entrare la luce.”
“Angel, ti prego!” implorò, tirandolo per la tunica e cercando disperatamente il sudario, che sembrava essere scomparso.
Sentì un lieve schianto dietro di lei, qualcosa che si rompeva. Si voltò, poi si portò le mani alla bocca. Tremando disse, “Mamma?”
Joyce si piegò verso il pavimento, raccolse una tazza. “Be’, guarda un po’,” disse “Pensavo fosse rotta, invece è come nuova.”
Ora la luce stava entrando a fiotti, inondando la stanza, avvicinandosi sempre più a Angel. Buffy tentò di allontanarlo senza allontanarsi da sua madre. “Mamma, ti voglio bene.”
“Anche io ti voglio bene, cara,” disse Joyce sorridendo. Si alzò e allungò la mano per toccare il volto della figlia. Proprio quando la luce accecante del sole le investì, disse, “Devi sapere cosa vedere –”
Buffy si svegliò. Aprì lentamente gli occhi. La sua stanza era illuminata dalla pallida luce dell’alba.
Bene, pensò, ho tempo.
Ancora una volta sapeva di essere esattamente dove avrebbe dovuto. E di star facendo esattamente ciò che aveva bisogno di fare.

 

 

CAPITOLO 23

 

Buffy tenne il vecchio orologio da taschino che Frances le aveva dato di fronte al suo viso e lo fece oscillare da una parte all’altra, come un ipnotizzatore in qualche vecchio film. Le lancette ruotavano lentamente, i secondi ticchettavano via in un ritmo simile a un debole battito di cuore. Riusciva a vedere la luce che entrava dalla finestra farsi più dorata man mano che il sole scendeva più in basso nel cielo. La gente iniziò a radunarsi attorno alla Fortezza, a chiedere a gran voce di poter entrare.
Il braccio le faceva ancora male. Lo stomaco era vuoto e la testa leggera.
Ma era pronta.
Buffy avvolse la catena d’oro in modo che l’orologio le ritornasse in mano. Lo poggiò con cura sul letto accanto alla tunica di Angel. Prese ciò che le serviva e andò alla porta. Quando questa si apri, le due guardie si irrigidirono. Fortunatamente erano le stesse due di prima. Ognuno dei due uomini si irrigidì, ma Buffy non diede cenno di volersi battere.
“Sono pronta ad andare,” disse. Loro la fissarono con sguardi vacui. Lei disse, “Sono pronta per il processo.”
Una delle guardie guardò l’altra con aria interrogativa. Buffy continuò, “Markwith ha detto che avrei potuto assistere. Lo avete sentito. Non ho la mia forza, e non posso battervi. Portatemi solo lì.”
“Se Markwith dice che devi tornare indietro, lo farai” disse una delle guardie mentre afferrava il suo braccio ferito in una presa dolorosamente stretta.
Buffy non ammiccò neppure. “Non lo farà,” disse.
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La portarono nella Sala di Ishak. Quando Buffy oltrepassò le porte, tutti i presenti nella stanza reagirono — alcuni trasalirono, altri la fissarono, e qualcuno sembrava abbastanza arrabbiato da poterla uccidere. Xiaoting era tra questi ultimi, ma Agatha si spostò educatamente tra loro. Sumiko si mosse rapidamente mettendosi a portata di mano da Buffy, ma non fece altro.
Markwith inarcò un sopracciglio. “Be’, questo sarà un bene.”
“Ho bisogno di stare qui,” disse Buffy “Hai la mia assoluta parola che non cercherò di far scappare Angel. Seguirò le regole. Ho solo — bisogno di stare qui.”
Ishak sembrava colpevole — e ne aveva motivo — ma sinceramente alterato e nervoso. “Buffy, hai assistito a uno di questi processi, non è così? Quindi sai come sarà.”
“Lo so,” disse Buffy in tono piatto. “Per questo devo esserci.”
Ishak scosse la testa, “Non penso che –”
“No,” disse Markwith. “Ripensaci, Ishak. Sicuramente ci saranno domande in merito alla lealtà di Buffy, visto il suo legame con Angel. Quale modo migliore di dimostrare che è davvero dalla nostra parte? Potrebbe risparmiarci mesi di tempo a cercare di ripristinare la fiducia in lei.”
“Se la gente la vede piangere o svenire, non sarà molto convinta,” replicò Ishak.
“Non intendo crollare,” promise Buffy “Sono pronta. Posso farlo. Devo.”
Markwith avanzò verso di lei. “Questa dimostrazione di disciplina è la benvenuta, Buffy, per quanto tardiva. Ma ti spiace se — controllo –”
La perquisì rapidamente per verificare che non avesse con sé niente di occultato. Non ce l’aveva. Ma quando giunse alle braccia, lei tese le mani in avanti in modo che potesse vedere il paletto che stringeva.
Markwith la guardò con sorpresa. Buffy disse, “Nessuno può farlo a parte me. È tutto ciò che chiedo.”
“È fuori questione!” Frances giunse di corsa, in lacrime. “Buffy, la tensione è eccessiva per te. Non puoi voler fare questo –”
“L’ho già fatto in passato, Frances. Lo hai letto nei diari di Giles, non è vero?” Quando Frances annuì, confermandolo a tutti i presenti, Buffy proseguì, “Doveva essere fatto. E ora deve essere fatto di nuovo.”
“Ovviamente desidera farlo lei,” disse Markwith “Gli darà una morte veloce al primo colpo.”
“Non lo farò,” disse Buffy. “Colpirò per ogni crimine che nominerete. Ognuno. Lo giuro.”
“E io penso di crederti,” disse Markwith.
“Voi vorrete che io continui a pattugliare dopo che questo sarà finito,” disse Buffy “Ve lo dico da adesso, non farò nulla di ciò che mi chiederete, mai più, se non mi lasciate fare questo. Conosco le conseguenze. Seguirò le regole.”
“Ishak?” chiese Frances.
Ishak la guardò a lungo. Infine disse, “Se per qualunque ragione non lo farai, verrai sostituita.”
“E sarò io a sostituirti,” disse Xiaoting a bassa voce.
“Se finisci Angel prima che venga richiesto l’ultimo colpo, perderai la tua libertà,” disse Ishak.
“Non mi è piaciuta un granché la Torre l’ultima volta che ci sono stata,” rispose Buffy “Non ho una gran fretta di tornarci.”
“Molto bene,” disse Ishak scuotendo appena la testa. “La gente si è riunita. Entreremo nella Sala.”
Ishak raggiunse la porta. Markwith esitò accanto a Buffy per un istante, poi si chinò verso di lei e sussurrò, “Attenta a quel che fai, Buffy. Ricorda — noi abbiamo i blaster.”
Buffy si costrinse a non vacillare. Markwith avanzò per portarsi al fianco di Ishak. Xiaoting e Agatha si misero dietro di loro, e Sumiko e Buffy presero i loro posti di seguito. Gli Osservatori iniziarono a mettersi in fila dietro di loro. Frances, che era subito dietro Buffy, sussurrò, “Stai bene? Non mi hanno permesso di vederti ieri notte.”
“Sto bene,” rispose Buffy “Ma grazie per averci provato. Davvero.” Quando voltò la testa per metà, vide che Frances stava tentando di sorriderle.
Buffy le restituì il sorriso meglio che poté, poi tornò a guardare davanti a sé. Mentre iniziavano a camminare verso le porte della Camera, pensò, bene, la parte facile è andata. Ma se la parte difficile non funziona —
Sbatté forte gli occhi. Aveva passato un tempo più che sufficiente a studiare il Piano B, che terminava con Angel ridotto in polvere nel momento in cui lei estraeva il paletto dal suo cuore per piantarlo nel proprio.
Invece prese un profondo respiro e si schiarì la mente mentre entrava nella Camera.
Il tetto era già aperto e la folla era rumorosa — non festante, non esattamente, ma urlante. Nell’anfiteatro roboava lo stesso suono rabbioso e inquisitore che Buffy aveva udito al processo precedente, amplificato di un migliaio di volte. Buffy barcollò un po’ mentre lo assorbiva — era come se la furia e la sete di sangue della gente fosse stata resa fisica e potesse realmente colpirla allo stomaco. Ma continuò a camminare.
Mentre gli Osservatori iniziavano a dirigersi ai loro posti vicino al centro, Ishak andò verso la sua sedia. Disperatamente, Buffy sospirò, “Cosa faccio?”
“Vai accanto alla sedia di Ishak,” disse Markwith senza voltarsi. “E avanza quando sarà il momento.”
Buffy cercò di seguire gli ordini di Markwith, ma Sumiko le afferrò il braccio. Buffy si liberò con uno strattone, ma Sumiko tentò di spingerla via. “No, dannazione,” disse Buffy. “Io lo farò. Io,” ripeté, battendosi il petto. Sumiko la fissò, poi tentò di spingerla verso i banchi. “No!” ripeté Buffy con voce tremante. “Non mi importa quanto lo odi. Non mi importa se vuoi essere tu a farlo. Devo essere io. Non costringermi a lottare –”
Spinse nuovamente via Sumiko. Lei rimase ferma per un momento, poi sollevò una mano verso la guancia di Buffy e le sostenne il volto. Quando Buffy incrociò il suo sguardo, vide che stava piangendo. Buffy respirò in un singulto e coprì la mano di Sumiko con la propria. “Va tutto bene,” sussurrò “Davvero. Lasciamelo fare.”
Sumiko capì o si arrese, e si voltò per raggiungere il banco accanto a Xiaoting e Agatha.
Ishak non riuscì a incrociare il suo sguardo mentre si sedeva. “Buffy, non avrei davvero voluto che le cose giungessero a questo punto,” disse.
“Ci credo,” rispose Buffy “E questa è la cosa peggiore che possa dire di te. Non volevi niente di tutto questo, ma hai lasciato comunque che accadesse.”
Ishak vacillò a quelle parole, ma mise la sua sedia in posizione e sollevò le mani. L’anfiteatro divenne immediatamente silenzioso; la quiete era più minacciosa di quanto lo fossero state le urla. Buffy rabbrividì.
“Gente di Londra!” disse Ishak. “Abbiamo perso una delle nostre amate Cacciatrici. E sebbene questa tragedia da sola sarebbe grande a sufficienza da spezzare i nostri cuori, ne abbiamo una seconda da sopportare. Sky Kahurangi è morta per mano di uno di noi. Per mano del vampiro Angel, che a lungo ha goduto della fiducia di questo Consiglio. Il suo tradimento ci è costato una delle protettrici di questa città, e ci ha reso chiaro che non era stato saggio ignorare i suoi passati crimini. E per tali crimini, noi portiamo Angel di fronte alla corte.”
A un cenno di Ishak, una delle porte laterali si aprì. Due robusti Osservatori si fecero strada, con Angel tra loro.
La folla iniziò a gridare — gridare veramente, urla di rabbia come Buffy non ne aveva mai sentite prima. Tutto il suo autocontrollo quasi si spezzò alla vista di Angel; era sporco e aveva i polsi ammanettati assieme. Avevano preso la tunica macchiata di sangue, e sul suo volto e sul corpo vedeva tagli e lividi che non erano stati lì l’ultima volta che l’aveva visto.
Aveva la testa china, ma mentre lo tiravano verso il centro del cerchio la sollevò lentamente, guardando direttamente verso di lei. L’espressione di Angel tradì inizialmente la sua sorpresa, e poi una sorta di triste riconoscenza che fece affiorare le lacrime negli occhi di Buffy.
Lei le respinse battendo le palpebre e cercò di sorridergli. “Ti amo,” disse muovendo solo le labbra.
“Anche io ti amo,” sussurrò lui.
La folla continuava a rumoreggiare. Ishak li lasciò continuare per moltissimo tempo.
Infine, Ishak sollevò nuovamente le mani. Mentre la folla si calmava — cosa che richiese alcuni secondi questa volta — lui disse a bassa voce, “Vai ora. Tieni fede alla tua promessa.”
Le guardie si allontanarono da Angel mentre Buffy avanzava verso di lui, paletto alla mano. Angel traballò appena sui piedi, ma il suo sguardo era lucido.
“Il vampiro Angel, per centocinquanta anni, ha massacrato le genti dell’Europa, dell’Asia e delle Americhe,” attaccò Markwith “Ciò che ha fatto nei tre secoli e mezzo durante i quali si è finto virtuoso è in gran parte ignoto. Le vittime dei suoi omicidi hanno incluso giovani, innocenti, anziani. Angel è colpevole di innumerevoli crimini –”
“Aspetta,” disse Buffy a voce alta. La folla mormorò. Angel la fissò.
Markwith intervenne, “Ricorda la tua parola!”
“Ho detto che avrei seguito le regole!” disse Buffy, lasciando che la voce portasse le sue emozioni. “E le regole dicono che il diritto della Cacciatrice di parlare nella Camera è sacrosanto. Ciò significa che non può esserle negato, in nessun caso.” Quindi fece una pausa, dubbiosa, e rivolse un rapido sguardo a Frances. “È questo che significa sacrosanto, vero?” Frances annuì rapidamente, sgranando gli occhi incredula.
Ishak la guardò con un’espressione cupa. Dietro di lui, Markwith stava ribollendo. Ishak disse, “Parla, dunque.”
“Io eseguirò la sentenza del Consiglio,” disse Buffy. “Farò quello che mi chiederanno di fare. Ma dopo oggi, non seguirò più i loro ordini. Loro — loro proveranno a dirvi,” fece un cenno verso la folla al di sopra degli Osservatori, “che è perché hanno fatto questo ad Angel. Perché io credo che sia innocente — e lo credo. Ma il vero motivo per cui abbandono è che mi rifiuto di combattere una guerra che loro non mi permetteranno di vincere.”
La folla emise un brontolio a questo punto — non era quello che si aspettavano. Ma stavano ascoltando, che era quasi più di quanto lei avesse osato sperare.
Markwith ora la stava fissando. La sua vecchia aria di superiorità era scomparsa; il suo sguardo era intenso, perfino timoroso. Buffy prese coraggio da ciò e continuò a parlare. “Chiedete a voi stessi perché il Consiglio proibisce la magia come se fosse un male quando poi il Consiglio stesso la adopera. Chiedetevi perché il Consiglio non permette a nessun altro di apprendere o usare gli incantesimi di protezione che possiede.”
Ishak disse, “Questo è troppo –”
Gli Osservatori che avevano scortato Angel avanzarono per prenderla, e Buffy si irrigidì, ma la gente iniziò ad urlare. Buffy riuscì a capire solo poche parole sparse, ma tra queste sentì ripetere di continuo “Lasciatela parlare!” Alcune persone si alzarono in piedi mentre gli Osservatori si dirigevano verso Buffy — sembrava fossero sul punto di calarsi fino al centro. Ishak face rapidamente cenno agli Osservatori di tornare indietro, lanciando pugnali con lo sguardo a Buffy.
Lei sollevò le mani per richiedere il silenzio, e la gente si zittì immediatamente. Buffy guardò in alto verso la folla. “Anche gli esseri umani possono uccidere demoni e vampiri. Non serve una Cacciatrice. E il Consiglio ha un triliardo di armi. Chiedetevi perché non vi armano e non vi insegnano. Chiedetevi perché gli Osservatori non prendono una balestra anche loro e non aiutano a pattugliare questa città per mantenerla sicura.”
Buffy deglutì, prese un rapido respiro e proseguì. “Chiedetevi perché alcuni di voi — alcuni di quelli che sono qui, oggi — hanno visto il Consiglio o una Cacciatrice partecipare ai falò. Dovete saperlo. Le notizie viaggiano in una sola notte in questa città; scommetto che tutti lo sapete. Ma siete troppo spaventati per chiederne la ragione.”
Fece ampi gesti con le braccia, racchiudendovi l’intera stanza. “Guardatevi intorno. Vivete in stanze affollate in edifici che non sono sicuri. Non avete abbastanza cibo. E gli Osservatori vivono in un palazzo. Hanno tutto quello che potrebbero mai desiderare — tutto quello che voi potreste mai desiderare — e se lo tengono per sé. E perché glielo lasciate fare?” Buffy rise “Perché il Consiglio continua a dirvi che sta combattendo una guerra. E continuerà a combatterla. Ma non la vincerà mai, perché il giorno in cui vincerà sarà quello in cui non avrete più bisogno di loro. E il potere e la ricchezza se ne andranno. Il giorno in cui vinceranno la guerra per voi sarà il giorno in cui loro perderanno.”
Frances le stava rivolgendo uno sguardo di puro orrore; Buffy comprese che Frances non se ne era davvero mai resa conto. Circa metà degli Osservatori avevano la stessa espressione di sorpresa comprensione. L’altra metà — tra cui Ishak e Markwith — la guardava con fredda furia.
Sopra di loro il mormorio della gente cresceva di volume. Ishak sollevò le mani. Ci volle molto tempo questa volta perché la folla si azzittisse. “Abbiamo udito abbastanza delle tue fantasie di ragazzina. Forse qualcun altro dovrebbe prendere il tuo posto –”
“No,” disse Buffy. “Ho detto quello che volevo dire. E farò quello che ordinerete. Elencate i crimini.”
Angel l’aveva guardata con un misto di stupore e orgoglio. Riuscì a rivolgerle un sorriso mentre lei si voltava nuovamente verso di lui. “Ce li hai,” disse “Posso andare, sapendo che abbiamo vinto.”
Buffy fece ricadere il suo sguardo, staccandolo da quello di lui. “Non guardarmi,” sussurrò disperatamente. “Se lo fai, non ci riuscirò.”
Dopo un attimo, Angel disse, “Io — avrò bisogno di guardarti alla fine –”
Buffy non si fidò di rispondere a voce alta. Si limitò ad annuire e stringere i pugni attorno al paletto.
Ora la folla era inquieta, visibilmente e udibilmente scontenta, e quegli Osservatori che non erano stati a conoscenza di come stessero le cose stavano apertamente bisbigliando tra loro, spostandosi. Ishak si voltò rapidamente e disse, “Questa corte ha documenti storici e prove dei seguenti ventitré crimini: l’assassinio di Gregory Abbott –”
Buffy si costrinse a piantare il paletto nella spalla di Angel. Lui soffocò il suo urlo di dolore e lei ingoiò il proprio singulto. La folla ruggì, ma non stava applaudendo.
“La tortura e l’omicidio di diciotto suore del convento Nostra Signora dell’Eterno Dolore –”
Buffy stavolta colpì Angel al braccio, e lui non riuscì a non emettere un rapido lamento di dolore.
Oh, Dio, pensò lei, oh, Dio, per favore liberami da tutto questo, liberaci da tutto questo —
“L’assassinio di Corinne Debevais –”
Nella coscia questa volta. Sangue sulle sue mani. Sangue sul pavimento.
“L’assassinio di Anthony Crenshaw –”
Nel fianco. Angel barcollò all’indietro. Buffy si costrinse ad avanzare, a stargli vicina.
La folla ora era più rumorosa. Riusciva a sentire che urlavano al Consiglio di fermarsi.
Ma ora Buffy sapeva che il Consiglio non si sarebbe fermato. La voce di Ishak stava diventando più sicura. Chiamò un nome dopo l’altro, e Buffy colpì una volta dopo l’altra. Il suo cuore martellava, e la combinazione di orrore e debolezza fisica la stava sfiancando. Doveva continuare. Angel cadde in ginocchio e lei doveva continuare, doveva farlo, non poteva scappare questa volta —
Non ha funzionato, pensava disperata. Non ha funzionato.
“L’assassinio di Jennifer Calendar.”
Buffy sgranò gli occhi. Aveva perso il conto in tutto quell’orrore, ma sapeva che la morte di Jenny sarebbe stata una degli ultimi crimini che avrebbero elencato. È la fine, pensò. È la fine.
Colpì di nuovo alla spalla, vicino alla prima ferita, e Angel urlò. Lei stava singhiozzando. Lui riuscì a sussurrare, “Quasi fatta — solo altri due –” Lui infine sollevò la testa per guardare il volto di lei, così che fosse l’ultima cosa che avrebbe visto. C’erano macchie di sangue sulle sue guance e sulla fronte. Buffy si chiese quanto sangue avesse addosso a quel punto.
“La tortura dell’Osservatore Rupert Giles –”
Buffy colpì nuovamente alla spalla. Solo altri due, pensò. Uno per Angel, uno per me.
Ishak disse, “E infine, per l’assassinio di Kahurangi la Cacciatrice di Vampiri, questa corte di condanna a –”
Una luce brillante lampeggiò attorno ad Angel, da dentro di lui, e Buffy trasalì per la sorpresa. Le urla della folla divennero grida di panico e sorpresa. Angel divenne rigido, la schiena gli si inarcò come se fosse stato colpito da una scarica elettrica. Per un attimo rimase paralizzato nella luce — bocca aperta, occhi serrati. Buffy era troppo stordita perfino per tentare di protendersi ad aiutarlo. La luce sbiadì, e lui ricadde inerte al suolo.
Buffy fu vagamente conscia di Frances che si affrettava a raggiungerla. Gli occhi di Angel erano ancora chiusi. Non si muoveva.
Incredula, Buffy fissava la sua figura sanguinante, spezzata. Troppo tardi, pensò. Ha funzionato — ha funzionato troppo tardi — l’ho ferito troppo —
Angel aprì gli occhi. Trasse un profondo respiro, poi espirò lentamente. Poi ancora. E ancora. Alzò lo sguardo su di lei in un confuso stupore. Lei barcollò all’indietro, fisso il paletto che aveva tra le mani. Luccicava rosso del sangue di Angel — e, nel profondo delle venature, aveva tracce bianco-argentee del sangue del demone Mohra nel quale era stato immerso tutto il giorno.
Frances si fermò al fianco di Angel, lo toccò indecisa. Poi mise la mano sul suo petto e iniziò a sorridere. Si eresse e annunciò, “Angel è diventato umano.”
“È un miracolo!” urlò qualcuno tra la folla, e gli altri gli fecero presto eco. Ora erano felici, più che felici, estatici alla prova dell’innocenza di Angel e all’ulteriore prova della semi-divinità di Buffy. Buffy cadde in ginocchio, cullando Angel.
“Oh, Dio, Angel, mi dispiace, ho dovuto ferirti –”
Angel scosse la testa. “Non ti arrendi mai tu, vero?”
“Non più,” sussurrò Buffy. Alzò lo sguardo verso Frances. “Gli serve un dottore –”
Markwith stava fissando, inorridito, la confusione nell’anfiteatro. Anche Ishak stava guardando, ma la sua espressione era rassegnata, perfino triste. Frances annunciò, “La colpa o l’innocenza di Angel devono ancora essere determinate -”
La folla non voleva sentire ciò e iniziò a esprimere il suo dissenso, ma Buffy sollevò una mano per richiamare il silenzio ancora una volta. Frances continuò, “Come umano, Angel ha diritto ad essere protetto dalla legge. E a una piena indagine relativa alla morte della Cacciatrice Sky. Siate cerci che non ci fermeremo finché la verità non sarà stata rivelata. Ora dobbiamo dare il via a queste indagini e provvedere alle cure mediche per Angel. Tornate alle vostre case!”
La gente esultò nuovamente. Ishak abbassò la sua sedia mentre il tetto iniziava a richiudersi.
Buffy baciò Angel sulla fronte. “Resisti, Angel. Ti faremo una trasfusione o qualcosa del genere — potrei darti io il sangue –”
“Hai fatto più del necessario,” disse Angel. Era debole, ma la sua espressione era più concentrata di quanto non fosse stata qualche attimo prima. “Starò bene. Il sangue del demone Mohra –”
“Sì,” disse Frances. Il tetto si stava infine chiudendo del tutto. “Sì, è vero. Dovrebbe guarire queste ferite rapidamente. Ma ti servirà comunque un dottore –”
Il tetto si chiuse, e Markwith urlò, “Intendi distruggere questo Consiglio!”
Buffy lo guardò. “Ho solo detto la verità. Finalmente.”
Un Osservatore che Buffy non aveva mai incontrato si alzò. “Se ciò che dice è vero, forse era il momento che questo Consiglio venisse distrutto. O almeno obbligato a fare il suo dovere –”
Frances disse, “Ho seguito queste procedure per così tanto tempo che non ho mai chiesto a cosa servissero. Penso che ora lo sappiamo tutti.”
La testa di Ishak era chinata, ma guardò nuovamente in alto. “Questo Consiglio deve procedere come ha sempre fatto. Sapete quanto bene abbiamo fatto in passato. Non metteteci in discussione ora perché una ragazza adirata vuole aiutare il suo amante. Tutti voi volete credere che le sue parole siano false. Credetelo.”
“Siete voi i veri vampiri qui,” disse Buffy “Più di quanto lo fosse Angel. Più di Kean, anche. Almeno il suo pubblico conosceva il prezzo per assistere al suo spettacolo.”
Gli Osservatori stavano discutendo tra loro ora, muovendosi per la sala. Due piccoli gruppi — i corrotti e gli oltraggiati — erano già evidenti. Ma la maggior parte degli Osservatori erano ancora incerti, confusi, alterati. Buffy sentiva che la situazione diventava ancora più tesa. Angel sussurrò, “Loro non vanno in pattuglia, Buffy, ma sanno come si combatte –”
“Capito,” disse lei, allungandosi a raccogliere il paletto che aveva lasciato cadere.
Markwith la stava fissando. “Non so come tu ci sia riuscita,” disse “ma questo non è un miracolo operato dai Poteri.”
“Non lo è?” domandò Buffy “Io penso che i Poteri abbiamo parecchio a che fare con questo. E non convincerai mai la gente di Londra del contrario.”
“La gente di Londra crede quello che gli diciamo di credere,” replicò Markwith.
“Lei ha appena resuscitato i morti di fronte a trentamila persone,” disse Frances “Non ti sarà facile screditarla dopo questo.”
“Anche dopo che avremo spiegato tutta la verità sulla morte di Sky?” chiese Markwith “Angel era sicuramente implicato, ma penso che sappiamo tutti che la colpa è di qualcun altro.”
“Sì,” disse Buffy “Io ho ucciso Sky. Stava uccidendo delle streghe — esseri umani. Io l’ho vista e lei ha tentato di uccidermi. Perciò l’ho uccisa.”
Gli Osservatori reagirono, ma in modi diversi. Alcuni fissarono lei, alti Markwith. Agatha si portò le mani alla bocca, e il volto di Xiaoting si contorse per la confusione e la collera.
Ishak disse, “Abbiamo una confessione. Potrà seguire un’indagine. Per adesso, Buffy dovrà andare alla Torre.”
Buffy posò Angel al suolo, si mise in piedi. “Non senza combattere.”
Frances disse, “Se Buffy va alla Torre, non ne uscirà più. E — non potete portarcela. Non ve lo lascerò fare.” Raddrizzò le spalle, e Buffy sperò che Frances fosse parecchio più brava in combattimento di quanto appariva normalmente nella palestra.
Ishak disse “Xiaoting? Agatha? Per favore pensate a Buffy.”
Xiaoting si affrettò a eseguire. Agatha stava piangendo, ma seguì Xiaoting. Frances iniziò a impallidire un po’. Buffy trasse un profondo respiro. Quella era l’ultima cosa che desiderava, ma avrebbe fatto quel che doveva —
Sentì un fruscio di abiti accanto a sé e si voltò, vedendo Sumiko in piedi al suo fianco, con la spada sguainata. Buffy si morse il labbro prima di sussurrare, “Be’, è una in più dalla nostra parte.”
“Sono tutto ciò di cui hai bisogno,” disse Sumiko. Buffy la fissò. Sentì Frances accanto a lei che trasaliva.
“Buffy dice la verità,” annunciò Sumiko. Al suono della sua voce — in un perfetto, affettato inglese — l’intero Consiglio cadde in uno stupito silenzio. Markwith avanzò a bocca spalancata, ma non disse nulla. Sumiko continuò, “Io ho la prova delle sue affermazioni sulle azioni del Consiglio contro coloro che adoperano la magia al di fuori della Fortezza. Ho preso i documenti e le registrazioni dalla stanza di Markwith e li ho portati nella mia. E se qualcuno dubita delle parole di Buffy riguardo Sky, potrà sentire Aaron Markwith stesso che le conferma.”
Tolse una mando dalla spada e se la mise in tasca per estrarre il piccolo registratore. Buffy, incapace di mettere assieme una frase più adeguata, disse “Credevo che non sapessi come usarlo.”
“Per ascoltare, premi play,” mormorò Sumiko “Per registrare, premi record. Il principio è piuttosto elementare, non sembra anche a te?”
Ishak disse, “Tu — tu parli inglese.”
“Il tuo senso dell’osservazione è sorprendente,” disse Sumiko.
Markwith la stava guardando con una smorfia che sembrava di vero dolore. “Mi hai mentito,” disse. “Hai mentito a tutti noi — perché non ce l’hai detto?”
” Fondamentale in tutte le guerre è lo stratagemma.” disse Sumiko ” Quindi, se sei capace, fingi incapacità; se sei attivo, fingi inattività. Sun Tzu, L’Arte della Guerra. La prima cosa che ho visto quando mi sono svegliata sono stati gli strumenti della magia nera. La magia più oscura, un incantesimo che nessuno potrebbe mai usare per un nobile scopo. Sapevo di non potermi fidare di coloro che avevo intorno. E ho finto ignoranza così che gli altri mi ignorassero. Apparentemente le persone direbbero quasi qualunque cosa a qualcuno che credano non capisca.”
Markwith arrossì. Frances si riprese abbastanza da dire, “Hai capito le stesse cose che ha capito Buffy. E sei riuscita a provarle.”
“Non avevo capito i motivi del Consiglio, come ha fatto Buffy,” disse Sumiko “Non sapevo perché avessero commesso degli omicidi, ma sapevo che l’avevano fatto. Perciò sono rimasta in silenzio finché non ho avuto prove e opportunità. Chi è prudente e preparato, e resta in attesa delle mosse del nemico temerario e impreparato, sarà vittorioso. Ancora Sun Tzu. Me lo ha insegnato il mio Osservatore. Era un vero guerriero, e uno studioso, e sapeva quale fosse il suo compito nella vita. Non giocava a fare il monarca. Eppure, se avesse visto voi farlo, vi avrebbe detto che sia la guerra che lo studio avrebbero potuto formarvi meglio per farlo.”
Ora l’umore nella stanza era cambiato — il gruppo vicino a Markwith e Ishak era più piccolo, e l’altro sostanzialmente più grande. Agatha si era completamente rilassata e ora stava piangendo apertamente, ma apparentemente per il sollievo. Xiaoting incrociò le braccia indecisa, al tempo stesso proteggendosi da Buffy e dimostrando che non avrebbe attaccato.
Buffy si inginocchiò di nuovo accanto ad Angel. “Non ci credo,” disse lui stupito.
“Nemmeno io,” replicò lei. “Ma ce l’abbiamo fatta, Angel. Ce l’abbiamo fatta.”
Sumiko si chinò accanto a loro. “State bene?”
“Sei grande,” disse Buffy “È un complimento, per la precisione.”
Sumiko sorrise. “Sono sopravvissuta per quattordici anni come Cacciatrice,” disse “Credevi fosse stata fortuna?”

CAPITOLO 24

 

La Camera del Consiglio rimase nel caos a lungo. Tutti stavano discutendo a proposito di chi era implicato, chi non lo era, cosa si dovesse fare. In ogni caso in consenso si era decisamente spostato contro gli Osservatori alleati dei piani di Ishak e Markwith. Frances sembrava aver superato l’attacco, e Buffy non era mai stata felice di sentire la sua voce tanto acuita dalla collera. Ishak difendeva le proprie azioni, ma Markwith se ne stava semplicemente abbandonato sulla sua sedia a guardare Sumiko.
Dal canto suo, Sumiko stava accanto ad Angel e a Buffy.
“Eccoci qui,” disse il dottore, un Osservatore piuttosto giovane che Buffy ricordava di aver visto alle riunioni. “Tutto fasciato. Quanto ci vorrà perché il sangue di Mohra lo curi completamente?”
“Se ricordo bene, forse dieci ore,” disse Sumiko “Un tempo Tobias ha scritto delle sue proprietà, ma è uno degli argomenti che non ho mai cercato nella biblioteca.”
“Quindi è questo che facevi laggiù tutto il tempo,” disse Angel. La sua voce era ancora debole, ma meno di quanto fosse stata prima. “Mi chiedevo perché continuassi a rileggere i diari del tuo Osservatore.”
“Più che altro cercavo informazioni su questo secolo. Leggevo i diari solo quando eri nelle vicinanze,” disse Sumiko. “E tu c’eri, piuttosto spesso. Sei troppo coscienzioso nei tuoi doveri.”
“Sei sicura che stia bene?” domandò Buffy. Non riusciva a smettere di guardare le numerose bende macchiate di sangue sul corpo di Angel. “Non gli servono, non so, antibiotici o qualcosa del genere?”
“Molte delle ferite si sono già rimarginate,” rispose il dottore “Ha bisogno di riposo più che di qualunque altra cosa, devo credere.”
“Grazie,” disse Angel. Stava tremando leggermente, e Buffy si rese conto che la Camera era probabilmente troppo fredda per qualunque umano seminudo, figurarsi uno in stato di shock fisico. Ma in quel momento una mano si sporse, offrendo una tunica. Buffy la prese e si guardò dietro, vedendo Agatha.
“Non ti avremmo ferita, davvero non l’avremmo fatto,” disse Agatha “È solo che — non ho mai pensato di dubitare del Consiglio –”
“Capisco, Agatha,” disse Buffy. “Non lo sapevate. Hanno tentato di impedirvi di saperlo.”
“Hanno fatto lo stesso con te,” replicò Agatha. “Eppure sapevi.”
“Già, ma io sono paranoica e sfuggente per conto mio,” disse Buffy. Ruotò la testa per guardare Xiaoting, che era seduta nel punto più alto e lontano della Camera, con le braccia ancora strettamente avvolte attorno a sé. “Che succede a Xiaoting?”
“Sta — qual è quella parola che usate? — sbroccando,” disse Agatha, e Buffy dovette faticare per non ridere. “Xiaoting si sente profondamente tradita dal Consiglio, e si vergogna molto della sua stessa volontà di credergli.”
“Dille che è tutto a posto,” disse Angel. “Hanno ingannato anche me, e Dio sa che sono stato al mondo a sufficienza da aver dovuto saperlo.”
“A volte ci vuole una nuova prospettiva,” disse Buffy. Mentre il dottore spingeva Angel per farlo mettere a sedere, Buffy gli avvolse rapidamente la tunica attorno alle spalle. “Forse io e Sumiko possiamo portarti fuori — o c’è una barella da queste parti?”
“Penso di riuscire a camminare,” disse Angel. “E vorrei provarci. Non ho mai pensato che sarei più uscito di qui camminando.”
“Ti aiuterò fino all’ascensore,” disse Sumiko “ma tornerò qui in caso Frances abbia bisogno di essere più convincente.”
“L’aiuterò io a essere convincente,” disse Agatha ansiosamente.
“Ci conto,” disse Buffy con un sorriso.
Buffy e Sumiko si disposero ai due lati di Angel e lo aiutarono ad alzarsi in piedi. La folla smise di discutere e divenne silente a quella vista. Buffy si sentì improvvisamente un po’ in imbarazzo e disse, “Penso che per me e Angel sia tutto per oggi. E qualcun altro dovrà pattugliare al mio posto stanotte.”
“Lo farò io,” si offrì Agatha.
“Sappiamo già che ti dispiace,” ribatté Buffy. “Rilassati.”
Ishak non rispose, e dopo un attimo Buffy si rese conto che non c’era più nessuno che potesse autorizzarla o negarle il permesso — nessuno che avesse autorità. Almeno, non ancora. “Bene, allora ci vediamo domani, giusto, Frances?”
Frances si raddrizzò e sorrise. “Be’, sì. Aspetterò di parlarti allora. A tutti e due,” disse, facendo un cenno del capo in direzione di Angel.
Lui accennò a sollevare un braccio facendo un gesto di risposta; Buffy lo vide stringere i denti, ma lui dissimulò rapidamente. “A domani, Frances.”
I tre iniziarono a muoversi in direzione delle porte mentre il Consiglio iniziava nuovamente a discutere. “Riesci a camminare così, vero?” chiese Buffy, ancora nervosa mentre osservava i suoi passi lenti e spezzati. “Sei sicuro?”
“Sono sicuro –” si interruppe. Buffy alzò lo sguardo e vide che qualcuno stava in piedi davanti a loro. Quando Angel parlò di nuovo, la sua voce era fredda come Buffy non l’aveva mai sentita. “Markwith.”
Markwith si strinse nelle spalle, come se Buffy e Angel fossero stati un banale fastidio. “Avrete la vostra opportunità di prendermi in giro, ne sono certo,” disse. Il suo tono era aspro. “Io — io volevo parlare con Sumiko –”
Il volto Sumiko non esprimeva il minimo interesse. “Non eri molto interessato a parlarmi prima,” disse “ma di’ quello che devi dire.”
“Tu e io –” Markwith appariva fortemente a disagio, e per quanto lo disprezzasse Buffy non riuscì a fare a meno di provare un pizzico di pietà per lui. Qualunque cosa lo avesse portato lì in qual momento — almeno quella era sincera. “Io ci tenevo a te. Credevo che tu tenessi a me. Mi stavi completamente ingannando, per tutto il tempo?”
Sumiko strinse gli occhi. “Sei stato tu a tentare di ingannarmi. A tentare di ingannare tutti noi in merito ai tuoi scopi e alle tue motivazioni. Io ho fatto quel che era necessario per la verità, nient’altro.”
Markwith la prese male, notò Buffy; strinse la mascella, le sue mani tremavano. Ma mantenne la voce ferma mentre diceva, “Ed è tutto ciò che c’è stato. Per te.”
“Sapevi che ero sposata con il mio Osservatore. Se ti fossi preoccupato di sapere qualcosa di lui, avresti imparato che era, sopra ogni altra cosa, un uomo d’onore,” disse Sumiko. Parlando del suo defunto marito, ma sua voce tradì le emozioni che Markwith aveva desiderato “Se pensi di poter cancellare il suo ricordo con le tue bugie, con i tuoi crimini commessi nel tuo stesso interesse –” si strinse nelle spalle. “Ti illudi.”
Markwith si allontanò da loro, a testa china. Quando i tre lo superarono nella sala, Buffy mormorò “Ahia. Questa bruciava.”
Angel apparentemente non condivise i frammenti di comprensione provati da Buffy. “Se l’è cercata.”
Sumiko li guidò fino all’ascensore, poi li salutò rapidamente prima di tornare nella Camera. Buffy sostenne da sola il peso di Angel sulla sua spalla buona mentre premeva il pannello del suo piano. Angel la guardò. “Da te stavolta?”
“Le tue finestre sono tutte murate,” disse Buffy “Voglio che tu veda il sole.”
L’intero volto di Angel si illuminò, e i lividi e il sangue furono quasi invisibili per un minuto; Buffy perse di vista ogni cosa tranne il suo sorriso. “Mi piacerebbe molto.” Poi il sorriso si affievolì un po’, e il dolore ricomparve. “Buffy, ho passato l’ultima notte così in collera con me stesso — ho pensato, avevamo la possibilità, io avevo la possibilità, e me la sono fatta sfuggire perché non volevo permettermi di sperare –”
“Va tutto bene,” disse Buffy, accarezzandogli la guancia con la punta delle dita. “Abbiamo avuto un’altra possibilità, dopo tutto.”
“Grazie a te,” disse Angel. Scosse un po’ la testa. “Sai, è così che ti ricordavo.”
“Come una donna folle e sporca di sangue con un paletto in mano?” Buffy rise “Purtroppo non mi sorprenderebbe.”
“No,” disse lui “Non intendevo affatto questo.” Buffy sentì un’improvvisa ondata di comprensione e gli sorrise.
Raggiunsero il piano, si fecero strada lungo il corridoio ed entrarono nella sua stanza. Buffy emise un lieve sospiro di disappunto quando vide che il cielo fuori dalla finestra era già scuro. “Il sole è tramontato,” disse Angel.
“Mi spiace,” disse Buffy. “Ma, ehi, c’è un’alba in programma per domani.”
Angel scosse la testa e lei si accorse che stava di nuovo sorridendo. “È tramontato e non l’ho sentito. Niente. Non — non ha più importanza.”
Buffy lo strinse in modo impacciato, poi lo spostò verso il letto. La sua tunica era ancora distesa lì, come l’orologio. Lei li mise via velocemente e Angel affondò riconoscente nel materasso. Ancora una volta, lei vide le bende macchiate di sangue, gli schizzi di sangue sulla sua pelle e sui vestiti. “Torno subito,” promise, poi si voltò e corse nel bagno.
Si prese un attimo per guardarsi allo specchio, chiedendosi se fosse il caso di far rialzare Angel per mostrargli il suo riflesso, e decidendo che era una cosa che poteva attendere. Si tolse velocemente il sangue di Angel dal viso e dalle mani, poi bagnò un panno e lo portò da lui. “Ecco,” disse “Leviamoti di dosso questa roba.”
Mentre lei passava dolcemente il panno sulla sua fronte, Angel intravide le chiazze rossastre che aveva ripulito. “Sangue umano,” disse “Ne sento l’odore ma non mi dice nulla. Non mi fa venire fame. È solo — sangue.”
Buffy continuò a pulirlo, passandogli il panno sul petto, sorprendendosi assieme a lui per il calore della sua pelle sotto le dita. Raggiunse la sua vita, esitò, poi iniziò a tirargli giù i pantaloni. “Devo dirtelo,” disse, “Pensavo che la prossima volta che ti avrei tolto i vestiti sarebbe stata molto diversa.”
“Neanche io la immaginavo proprio così,” ammise Angel. Buffy si occupò attentamente del sangue della ferita che gli aveva causato alla coscia.
Fu solo dopo che ebbe finito, e si fu allontanata un attimo per assicurarsi di non aver dimenticato nessun punto, che realizzò. Angel era disteso nel suo letto, nudo, a guardarla, completamente umano, senza nessuna maledizione che potesse fermarli —
“Buffy –” disse Angel, guardandola bramosamente. Lei respirò profondamente, sentendo un familiare flusso di passione, e uno sconosciuto flusso di possibilità —
Rapidamente si spogliò dei propri vestiti, restando nuda di fronte a lui per un attimo. Il fuoco nei suoi occhi rifletteva la fiamma di emozione e desiderio che stava nascendo dentro di lei. Solo vederlo, essere vista da lui, creava una sorta di brama che avrebbe potuto essere soddisfatta solo quando fossero statu finalmente davvero insieme, corpo e anima.
Salì sul letto con lui, lo tirò vicino a sé, e in quel momento lei la guardò e disse — “Ahi! Oh, oh, no.”
“Ahhgh,” grugnì Buffy mentre cercava di trovare un equilibrio sul suo braccio ferito e poi ricadeva sotto di lui. “Oh, pessima idea.”
“Buona idea,” la corresse Angel. “Pessimo momento. Dannazione.”
“C’è sempre qualcosa,” disse Buffy “Perché il sangue del demone Mohra non ha funzionato al primo colpo?”
“Perché le altre accuse erano vere,” rispose Angel. “I Poteri hanno lasciato che venissi punito per i crimini che avevo commesso. Mi hanno salvato prima che morissi per l’unico che non era mio.” sospirò, poi alzò lo sguardo su di lei con un sorriso di speranza. “Ho aspettato trecentocinquanta anni; posso aspettare ancora una notte. Soprattutto sapendo che tu sarai qui domani mattina.”
“Io ho aspettato solo due anni e mezzo,” disse Buffy. “Ma non penso di poter aspettare ancora.” Usò il suo braccio sano per sollevarsi questa volta; sebbene fosse ancora stanca e dolorante, queste sensazioni stavano rapidamente svanendo sullo sfondo. Restava solo qualcosa che era in parte desiderio ma soprattutto una profonda, schiacciante tenerezza.
Buffy si spostò in modo da poter mettere le gambe sui due lati di lui, poi si piegò in avanti e lo baciò dolcemente sulle labbra, facendo attenzione a non pesare sul suo corpo mentre lo faceva. Lui restituì il bacio per un attimo, poi si ritrasse. “Buffy — sei sicura –”
“Sono sicura.” Mise le mani al centro del suo petto, proprio sopra il suo cuore. La pelle di Angel era calda, Il cuore batteva contro i suoi palmi. Il suo petto si alzava e ricadeva per la respirazione. Lei ricordò la fresca immobilità del suo corpo di vampiro. Strano che sentisse una fitta di perdita per quello. Un’altra parte del suo passato — del loro passato — cancellata dal tempo. “Lo scopriremo. Vedrai.”
Angel mise una delle sue mani su quelle di lei, e lei si accorse che stava tremando leggermente. “So che non dobbiamo più essere spaventati,” disse lui “Lo so, eppure –”
“Shhhh,” sussurrò Buffy, piegandosi verso di lui per un altro bacio. “Mi prenderò cura di te.”
———————————————- ———————————-
Buffy guardò attraverso il soffitto di vetro dei giardini, assimilando la luce rosata dell’alba. Angel avrebbe visto tutto ciò tra non molto, quando si sarebbe svegliato con la sua prima vera colazione da secoli —
Iniziò a percorrere rapidamente l’orto, cercando le buone pere che aveva mangiato poche settimane prima. L’erba era soffice sotto i suoi piedi nudi, e l’aria era fresca e pulita. Buffy si sentiva di potervi fluttuare, volare verso ciò che le serviva, poi tornare in volo da Angel. Ma mentre correva verso l’albero giusto, si fermò per un minuto; ricordò Sky seduta lì, con un ampio sorriso sul suo giovane viso.
Resterà con me per un po’, pensò. Probabilmente per sempre. Come l’aver pugnalato Faith, o l’aver mandato Angel all’Inferno. Continuo a desiderare che certe cose se ne vadano, ma non penso che lo faranno mai. Volevo liberarmi di tutti questi fardelli, ma non funziona in questo modo. Continui semplicemente a portarteli dietro finché non diventano una parte di te, e non ne senti più il peso.
Un tempo questi pensieri l’avrebbero fatta deprimere. Ora, però, sembravano semplici e veri, non qualcosa di cui essere tristi, solo qualcosa da sapere.
Buffy avanzò verso l’albero per raccogliere alcune pere per la colazione di Angel, ma l’odore della frutta le ricordò che lei stessa aveva mangiato pochissimo per fin troppo tempo. La prima che raccolse andò direttamente alla sua bocca. La sua dolcezza era pura delizia fisica, e la mangiò avidamente, occasionalmente leccandosi persino il succo dalle dita.
Appena ebbe finito, Buffy scorse un’altra figura nei giardini. Era seduta, intenta a che sembrava meditazione, ma quando Buffy si avvicinò di qualche passo, lei sollevò lo sguardo. “Ehilà, signora anglofona,” disse Buffy.
“Buongiorno, Buffy,” disse Sumiko “Come sta Angel?”
“Alla grande,” rispose Buffy. “Molto meglio. Si è svegliato per un po’ un paio di ore fa e abbiamo controllato — riesce, sai, a muoversi adesso, e gli è tornata la sensibilità a tutte le estremità, ed è di nuovo flessibile, e riesce a sostenere il suo peso con le braccia o — uh –” Buffy si schiarì la gola. Sumiko le stava sorridendo comprensivamente. “Sta bene. Sta molto, molto bene. E ci serve un altro argomento di conversazione. Allora, com’è finita nella Camera del Consiglio? Cioè, che è successo?”
“La maggior parte del tuo slang è comprensibile dal contesto,” disse Sumiko “Il Consiglio ha mandato alla Torre molti di quegli Osservatori che avevano partecipato a minare la lotta contro i vampiri. Ishak è stato risparmiato per via dell’età, ma è confinato ai suoi alloggi, e probabilmente ci resterà per molto tempo. Frances è sta fungendo da leader temporaneo finché non ne eleggeranno un altro, ma sospetto che anche allora verrà scelta lei.”
“Vai così, Frances,” disse Buffy con un ghigno. “È piuttosto rigida, ma è una brava persona, sul serio.”
“Lo capisco adesso,” disse Sumiko mentre Buffy si sedeva accanto a lei sull’erba. “Lo pensavo, e avevo anche riflettuto di farne la mia confidente a un certo punto. Col suo aiuto avrei ottenuto molto prima le prove di cui avevo bisogno. In tempo, forse, per salvare Sky. E risparmiarti il dolore di doverla fermare.” Gli occhi di Sumiko erano tristi. “Ma sono stata riluttante a fidarmi di lei, e i miei dubbi ci hanno portati qui.”
“I tuoi dubbi hanno decisamente salvato la situazione,” disse Buffy. “Non trattarli male.” Alzò lo sguardo verso Sumiko e iniziò a sorridere mentre scuoteva la testa. “Come sei riuscita a trattenerti dal parlare?”
“Non è stato molto difficile all’inizio,” disse Sumiko “Ero come il resto di voi — shockata. Questo posto esa straordinariamente strano per me. E sapevo che non avrei mai più visto Tobias; ci sono state notti in cui ho pensato che sarei morta solo per questo dolore. Non volevo parlare. L’unica volta in cui sono stata tentata è stato quando stavi avendo difficoltà, all’inizio.” l’espressione di Sumiko era gentile. “Prima che ritrovassi Angel, temevo per te. Qualche altro giorno e avrei parlato, per cercare di capire quanto fossero veramente disperate le tue circostanze.”
Buffy abbassò la testa. “Hai comunque fatto un bel lavoro a prenderti cura di me,” disse “A proposito, grazie.”
“Ha aiutato anche me,” disse Sumiko. “Le altre si concentravano così tanto sull’essere Cacciatrici. Ma io riuscito a pensare soltanto a quello che avevo perso.”
Rimase in silenzio per un minuto, e Buffy le sorrise. “Devi parlarmi di Tobias una volta o l’altra.”
“Mi piacerebbe,” disse Sumiko.
“E io sono ancora sorpresa di come tu sia riuscita a ottenere tutte quelle informazioni, e a entrare nella, uhm, testa di Markwith, e fare tutto questo senza dire una parola.”
“A dire il vero, quella parte è stata piuttosto facile. Quando nessuno ti sospetta di niente, puoi fare qualunque cosa. E se avevo bisogno di scoprire di più, potevo sempre fare la cosa spagliata — le persone si affrettavano a spiegare, anche se si presumeva che io non capissi. Per esempio, all’inizio ho finto di attaccare Angel nella Camera, e tu mi hai raccontato l’intera storia. La vera difficoltà –”
“Cosa?”
“– era non ridere.” Sumiko iniziò a ridacchiare assumendo un’espressione del volto esagerata e picchiandosi il petto con una mano. “Noi — siamo — Cacciatrici. Caccia. Trici.”
Buffy storse il viso mentre Sumiko ricadeva all’indietro nell’erba, ridendo. “Ridi, ridi,” disse “Stavamo cercando di essere d’aiuto.”
“Lo so,” Sumiko strozzò le risate. “Ma gli occhi spalancati che avevate tutte –”
Quando Sumiko tentò di riprendersi, Buffy iniziò a ridere a sua volta. “Come sapevi che non avrebbero trovato qualcuno che parlasse giapponese?”
“Non lo sapevo,” disse Sumiko asciugandosi le guance. “All’inizio in realtà stavo fingendo di avere un’amnesia. Avrebbe funzionato altrettanto bene.”
Buffy ghignò e fece un enno con la mano scorgendo qualcun altro. “Siamo tutte mattiniere oggi, eh?”
Frances si avvicinò, più allegra e frizzante di quanto Buffy l’avesse mai vista prima. “Oh. Non riuscivo a dormire. C’è così tanto a cui pensare –”
“Il fardello del potere,” disse Buffy.
“Ma ci sarà Buffy ad aiutarti,” disse Sumiko “È lei quella con tutti i piani per combattere la guerra.”
“Ehi!” protestò Buffy “Ho iniziato la rivoluzione ieri. Penserò alla guerra domani. Ma oggi voglio essere libera dalle responsabilità, assieme al mio ragazzo, va bene?”
“Prenditi tutto il tempo che ti serve,” disse Frances “Ma in effetti mi serve qualcuno — magari una di voi — che svolga un progetto per noi molto presto.”
“Che progetto?” chiese Sumiko.
“Ci manca una Cacciatrice,” disse Frances “La ragazza chiamata dopo la morte di Sky non è una delle nostre studenti qui alla Fortezza.”
“Sai dove si trova?” chiese Buffy.
“Fortunatamente, sì. Siamo stati informati ieri a tarda notte da uno dei nostri contatti nell’Irlanda del nord. Una quindicenne di nome Ruth sembra essere la prescelta successiva. L’abbiamo esaminata quando era piccola, ma pensammo che il potenziale non ci fosse. Ovviamente dobbiamo lavorare ancora sul nostro sistema.”
Buffy ci pensò per un minuto. “Non so se essere lieta per lei o compatirla.”
“Avrà aiuto,” disse Sumiko “E questa volta avrà un Consiglio dalla sua parte.”
“Esattamente,” disse Frances illuminandosi. “Siamo fortunati che sia stata chiamata così vicino a Londra, ma sarà comunque pericoloso portarla qui per l’addestramento. E deve essere addestrata.”
Sumiko inarcò un sopracciglio. “E vuoi che una di noi compia il viaggio.”
“Bello,” disse Buffy “Una gita.”
———————————————- ———————————-
Quando Buffy tornò al suo appartamento, Angel era già sveglio, seduto sul divano a divorare una ciotola di muesli come se fosse stato la cosa migliore del mondo. Lei riusciva a vedere i segni del processo del giorno prima sulla sua pelle, ma le cicatrici erano già pallide. Lui distolse lo sguardo riluttantemente dalle strade illuminate dal sole, ma quando incontrò gli occhi di Buffy sorrise. “Buongiorno.”
“Ti ho portato delle mele e delle pere,” disse lei, lasciandole cadere sul divano. “Non volevo proprio che quel mangime per uccelli fosse la tua prima colazione in non so quanti anni.”
“Stai scherzando?” chiese Angel “Questo è meraviglioso.”
“Tu credi, eh?” Buffy portò una delle pere alla sua bocca. “Assaggia.”
Lui morse, e lei rise forte vedendo la sorpresa delizia nei suoi occhi. Mentre Angel masticava, lentamente, ovviamente assaporando ogni istante, Buffy gli tolse con cura la ciotola di muesli e la poggiò sul tavolo là vicino. “Oh, mio Dio,” mormorò lui. “È bellissimo.”
“Lieta che ti piaccia.” Lei si piegò in avanti e lo baciò rapidamente; le loro labbra erano dolci e appiccicose. Poi lei lasciò che tornasse a divorare la pera. Mentre prendeva una mela per sé, disse, “Frances è il grande capo adesso.”
“Dov’è Ishak?” chiese Angel, e anche se tentò di usare un tono neutro, Buffy sentì il dolore nella sua voce.
“È ancora qui,” gli rispose. “Lo hanno messo a una specie di arresti domiciliari. Dovresti andare a parlargli, se vuoi.”
Angel ci pensò per un minuto. “Penso di sì,” disse. “Non adesso Non presto. Ma lo farò.”
“Così,” disse Buffy “dobbiamo chiederci se sarà più facile spostare la tua roba qui o portare giù la mia e liberarsi dei mattoni alle tue finestre.”
“Penso che mi piaccia il tuo appartamento,” disse Angel “È più vicino alle altre Cacciatrici, la vista è splendida, e mi sembra di ricordare che ci sia un tavolo in cucina.”
Lei ghignò. “Molte, molte attrazioni qui a Chez Buffy.”
“Sono felice che siamo qui finalmente.” Angel la guardò e fece un profondo — e meravigliosamente, incredibilmente necessario — respiro. Si piegò in avanti e la baciò di nuovo, stavolta più lentamente e dolcemente. “Non pensavo che saremmo stati così felici, mai più.”
“Nemmeno io,” disse lei, passando una mano tra i suoi capelli non molto corti. “Ma dobbiamo sistemare un paio di cose, va bene?”
“Qualunque cosa,” disse Angel.
“Basta segreti. Qualcun altro ti dà il destino in bottiglia, o qualunque altra cosa importante del tipo potrei-volertelo-dire del genere? Stavolta me lo dici.”
“Promesso,” disse Angel. Quando lei lo guardò dubbiosamente, lui sospirò. “Dico davvero.”
“Vedremo,” disse Buffy, distorcendo la faccia in una giocosa espressione di minaccia. Ma poi divenne più seria. “E, non per rovinare la giornata ma voglio chiarirlo da subito.” Trasse un profondo respiro “Quando morirò –”
“Buffy –” si vedeva il dolore sul suo volto.
“Non fermarmi. Potrai essere umano ora, ma io sono sempre la Cacciatrice e sappiamo entrambi come funziona, va bene? Quando morirò non lasciare che prendano una ciocca dei miei capelli. Metti quella vecchia maglietta sulla pira con me. Assicurati che non mi riportino indietro di nuovo.” Lo guardò teneramente. “Questa è la mia ultima vita. Quella che avrò qui, con te. È tutto quello che ho sempre voluto, o di cui ho avuto bisogno, e quando finirà, sarò felice di ciò che ho avuto. Promettimelo.”
Lui la baciò a lungo. Quando finalmente la lasciò andare, disse, “Lo prometto.” E stavolta lei non ebbe dubbi.
“E tu?” chiese lei “Vuoi qualche clausola nell’accordo prematrimoniale?”
Angel scosse la testa. “Ho tutto ciò che ho sempre voluto, proprio ora.” Questa volta fu lei a baciare lui. Mise le mani sul suo petto, sentì il suo cuore battere nuovamente contro i suoi palmi. Quando si allontanò, lui disse, “Ma per favore riduci il numero di volte in cui dovrai colpirmi con un paletto o pugnalarmi.”
“Vedrò cosa posso fare.” Lei si sistemò accanto a lui sul divano, e rimasero seduti in silenzio, a guardare la città e mangiare la loro colazione, per un po’. Buffy si sentiva quasi stordita per la felicità e un qualche tipo di riconoscenza — non verso Angel, o comunque non solo, ma verso chiunque e qualunque cosa che l’avesse condotta lì, in quel momento. Che l’avesse modellata nella persona che poteva camminare in questo mondo, non importa a quale costo.
La morte è il mio dono, realizzò, perché dovrebbe farmi apprezzare la mia vita. Anche le parti difficili, le cose terribili che ho tentato così duramente di scacciare. Quei momenti mi rendono ciò che sono, tanto quando il divertimento, la felicità e l’amore. La Prima Cacciatrice non mi stava dicendo che la morte è il dono di una Cacciatrice. È il dono dell’essere umani.
Pensare alla Prima Cacciatrice le fece ricordare. “Oh, Frances ha una missione per noi, se decidessimo di accettarla.” Quando Angel la guardò con aria interrogativa, lei spiegò, “Dovremmo andare nell’Irlanda del nord a prendere la nuova Cacciatrice, che in qualche modo è sfuggita al processo di controllo.”
“È un bel viaggio,” disse Angel. “Pericoloso.”
“Già, e Londra è così sicura in questo periodo del MAI.”
Angel la guardò incuriosito. “Vuoi veramente andarci, non è così?”
“Già,” rispose Buffy, sorprendendosi da sola. “Voglio davvero. Mi sono sentita bene la prima volta che ho potuto guardare la città a modo mio. Per brutta che fosse — almeno lo vedevo con i miei occhi. E c’erano ancora segni di vita dappertutto. Penso di voler sapere se è ancora vero quando inizio a vedere un altro po’ del mondo. Inoltre, ehi, possiamo andare a cercare la statua della libertà, tutta sepolta nella sappia, e fare la nostra migliore interpretazione di Charlton Heston.”
“Avrei capito questa battuta trecentocinquanta anni fa?” [Si vede che Angel non ha mai visto Il Pianeta delle Scimmie, NdT]
“Probabilmente no. Pronto a partire, cowboy?”
“Andò dovunque tu vada,” disse Angel. “Sono solo preoccupato, tutto qui.” Il suo volto era più serio quando si allungò per toglierle un ciuffo di capelli dal viso.
“Non preoccuparti” disse lei sorridendo “Sei al sicuro quando sei con me.”

FINE

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